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“METAGENEALOGIA: LA FAMIGLIA, UN TESORO E UN TRANELLO”

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Libro di Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa

Recensione di Franca Berardi
Redazione- Pur essendo un personaggio vulcanico dagli innumerevoli riferimenti importanti nella sua formazione, probabilmente spinto dall’inquietuntudine e dalla tensione di poter cogliere la sua Verità e appagare così il suo desiderio di realizzarsi, Alejandro Jodorowsky con l’aiuto di Marianne Costa, presenta un’  opera complessa e la teoria che ne è alla base e di cui è ideatore rendendole paradossalmente assai comprensibili e  fruibili. E questo testimonia l’ aver capito ed elaborato su di sé e nella profondità concetti sicuramente non semplici, fornendo una risposta all’insegna della “rivoluzione e cambiamento” in opposizione all’ “adattamento” alla base della cura freudiana e già teorizzata da Darwin a livello scientifico. Evidente è anche l’influenza nei confronti dell’IO, teorizzata dall’analisi transazionale di Eric Berne, nonché l’impostazione  antropologica ereditata da Eric Fromm.Eclatante per tutti è l’influsso della famiglia sul singolo individuo, meno chiara da cogliere nell’ immediato è quella esercitata su di lui da almeno 4 generazioni del suo albero genealogico.Per capire il presente bisogna scavare nel passato e per guarire bisogna discernere l’inconscio familiare da quello personale, scardinandone l’interazione e riuscendo a cogliere la Bellezza per diventare autenticamente se stessi.Ed ecco che così prende vita la Metagenealogia, dal greco antico “μετά” (letteralmente “dopo”) e γέννα (“nascita, origine, stirpe”) che, con una prepotente idea di MUTAMENTO e TRASFORMAZIONE,  vuole trovare un punto di accordo tra Razionale e Irrazionale, Scienza e Arte, fino a giungere al binomio Mente/Cuore, perfetto solo se è confermata la superiorità di quest’ultimo: nessuna terapia può andare bene per tutti, nessun approfondimento scientifico sarà assoluto ed esaustivo per ogni individuo, il medico può dare un consiglio, ma mai e poi mai potrà sostituire se stessi. Ognuno vede ciò che è, alla riscoperta delle proprie risorse e raggiungendo la propria Coscienza che deve vincere i modelli imposti, fondamentali come punto di partenza, ma da cui  si deve necessariamente allontanare per far trionfare il suo carattere esclusivo di Unicità.E la strada per farlo è sicuramente quella dell’arte e della spiritualità, meglio se primitiva ed iniziatica . Non è un caso se viene nominata la danza, atta a mettere in evidenza l’importanza e la beltà di un corpo attraverso il tatto e l’interpretazione di un movimento. E poi c’è la poesia, caratterizzata dalla necessità di rimanere un po’ “piegata” affinché colui che legge riesca a trovare tra i versi un pezzettino di sé e della propria vita.Ma chi è l’artista? Forse colui che, dall’ alto del suo narcisismo, attende gli applausi come un gallo che dal palco canta da solo?
Sicuramente un vero artista non potrà mai essere così poco, un “frutto compiacente che seccherà senza fruttificare” , ma una persona sensibile e dall’ animo delicato ed empatico che mette a servizio degli altri il proprio linguaggio, proprio come Marcel Marceau, che durante l’Olocausto salvò da morte sicura 70 bambini ebrei grazie al suo talento e all’ “impulso primario della fantasia infantile”.Colpisce molto l’intento perfettamente riuscito dell’autore di concretizzare culture primitive senza perdere mai di credibilità. Ben chiara è la distinzione tra la possessione passiva del Vudù afro-haitiano e quella elettiva dello sciamanesimo, che immediatamente si concretizza all’interno della famiglia: quando prevale la forza imitatrice  , i nostri antenati agiscono anch’essi  per possessione, spesso favorita dalla fascinazione che porta il singolo a ricorrere agli schemi utilizzati dagli avi  senza andare alla ricerca di soluzioni inedite.Per superare i propri limiti, essi vanno toccati, riconosciuti, accolti e affrontati, spinti da un profondo desiderio di evoluzione per realizzare autenticamente se stessi.L’individuo non può esistere da solo e il lavoro su di sé inizia con la liberazione dal “carcere della Ragione” e la presa di coscienza che “la sofferenza esiste solo a livello personale”, dopo essere riusciti a discernere bisogni, desideri, sentimenti, pensieri propri da quelli degli avi e giungere ai sentimenti sublimi che nascono con la scoperta dell’altruismo e dal contestuale passaggio dall’ IO al NOI.Molto bello è il motivo che spinge Jodorowsky alla interpretazione dei Tarocchi: dar da mangiare a moglie e figli! Eccezionale è la chiave di lettura che sceglie e l’evoluzione che ha saputo cogliere “da necessità a fortuna”: analizzare il presente come un’umile guida,  senza diventare un orgoglioso Maestro o, peggio, un ciarlatano, come base del suo innovativo metodo, ricco di virtuosismi (a tratti anche esasperati) e che gli cambierà la vita.Viene ribaltata anche la teoria dell’hic et nunc a vantaggio della progettazione, il “richiamo al futuro” che si materializza attraverso  lo scopo della propria vita e l’importanza di avere un desiderio, tentando di non lasciarsi influenzare dalle “proiezioni” ed aspettative che ha riservato la famiglia per ognuno di noi.Soltanto così sarà possibile riacquistare l’amore per se stessi e sviluppare l’ immaginazione creatrice che porterà verso “mete sublimi” come ridere senza nessuno scopo, vero psicomiracolo!Eppure a qualcosa viene riconosciuto il carattere dell’ irreversibilità, come la ferita di un passato che non può essere cancellato. È molto importante curare la lesione, anche se il ramo di un albero non germoglia mai nello stesso punto dove è stato tagliato, la piaga e il vuoto creato non saranno mai né cancellata né riempito. Ma se è dimostrata la teoria della conservazione della massa fisica, secondo cui “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, è altrettanto possibile che tanti altri rami potranno nascere ed estendersi verso tutte le altre direzioni.Un libro molto stimolante, adatto a menti aperte,  animi gentili e persone che amano mettersi quotidianamente in discussione, soltanto dopo aver

 sfatato ogni scaramanzia e abbandonato tutti i pregiudizi.

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