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IL MARKETING DELLE EDIZIONI SPORTIVE

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Redazione-Le competizioni sportive sono un efficace strumento per il marketing, soprattutto in campo automobilistico. Molti dei più prestigiosi e famosi marchi di auto hanno raggiunto le vette della notorietà grazie alle partecipazioni e alle vittorie sportive. E’ il caso della “Ferrari”. Altre volte, il ritorno d’immagine riesce a essere ancora più mirato, andando così a dare benefici commerciali non soltanto al brand, ma anche a un singolo modello di automobile. Si potrebbe trasformare una tranquilla berlina per famiglia in un bolide da competizione, ammirato da tutti gli appassionati di auto? E’ una formula vista varie volte e riuscita in modo geniale in alcuni casi fortunati.

Parliamo, per esempio, della “Ford Sierra Cosworth”, presentata in forma statica per la prima volta al “Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra” nel 1985.

La base sulla quale i tecnici della “Cosworth” montano e sviluppano il 4 cilindri 16 valvole sovralimentato è una vettura di classe media nata nel 1982 per sostituire la “Taunus”. La “Sierra” sfiora, ma non ottiene il titolo di “Auto dell’Anno del 1983”, vinto dall’”Audi 100”, ma ottiene da subito i favori del pubblico che ne apprezza la linea a due volumi e mezzo, moderna e aerodinamica e il buon rapporto qualità/prezzo, elemento caratteristico della produzione “Ford”. Tuttavia alla “Sierra” manca qualcosa per poter emergere in modo ancora più netto sulla concorrenza del periodo.

Alla “Ford” capiscono che, come già fatto nel passato con la “Escort” o la “Cortina”, è possibile ricorrere alle competizioni per assicurare alla vettura un’immagine forte e stabile per almeno un decennio. Per poter ottenere l’omologazione al “Campionato Mondiale Turismo” è però necessaria la produzione di almeno 5.000 vetture.

Nei primi mesi del 1986 la “Sierra Cosworth” debutta nelle concessionarie registrando nel giro di poco tempo il tutto esaurito dei 5.542 esemplari costruiti, dei quali 500 della versione “RS 500”. La carrozzeria a tre porte con due volumi e mezzo è caratterizzata da vistose appendici aerodinamiche e da un altrettanto vistoso alettone soprannominato “Pinnone” per la sua forma imponente. Le prestazioni del motore da 204 Cv (224 Cv per la versione “RS 500”), abbinato alla trazione posteriore, sono per l’epoca di tutto rilievo.

Nel 1987 debutta la seconda serie della “Sierra”. Gli interventi più rilevanti, tra i molti apportati, sono il nuovo frontale, molto simile a quello della sorella maggiore “Scorpio” e la nuova versione a tre volumi 4 porte che si affianca alle altre due esistenti: due volumi e mezzo e SW. E’ proprio sulla tre volumi che la “Ford” sviluppa ed evolve l’allestimento “Cosworth” di questa seconda serie.

L’idea raccoglie i consensi del mercato, che vede nella versione sportiva della “Sierra” un prodotto unico per prestazioni elevate e versatilità d’uso. Sotto la carrozzeria caratterizzata, al contrario della precedente versione tre porte, da poche appendici aerodinamiche, come lo spoiler sul vano bagagli, i paraurti in tinta di nuovo disegno e le minigonne sottoporta, si nasconde una meccanica di prim’ordine capace di tenere testa alle più famose sportive dell’epoca, tutto questo senza rinunciare al bagagliaio e al comfort di una berlina tre volumi 4 porte.

Nel 1987 la “Sierra Cosworth RS 500” vince il Mondiale Turismo. La “Ford”, complici i nuovi regolamenti, fa gareggiare la vettura anche nel campionato rally, dove però è netta la superiorità delle meccaniche a trazione integrale.

La “Ford” non si accontenta dei buoni risultati ottenuti in pista nel Mondiale Turismo e capisce che per poter emergere anche nei rally è necessaria la trazione integrale. Detto fatto. In occasione di un leggero restyling che interessa tutta la gamma “Sierra” all’inizio del 1990, la versione “RS Cosworth” a due ruote motrici viene sostituita dalla versione a trazione integrale (220 Cv) che rappresenterà l’ultima evoluzione della vettura sportiva, prima che la stessa sia sostituita nel 1993 dalla “Ford Mondeo”. La “Sierra Cosworth” integrale era disponibile anche in versione catalizzata. Le versioni “ecologiche” si caratterizzavano per il colore verde anziché rosso della testata motore. In totale sono state prodotte 13.149 unità a tre volumi con due ruote motrici e 12.250 unità a tre volumi con trazione integrale.

Oggi la “Sierra Cosworth” rappresenta un ottimo investimento, complici la rivalutazione futura nel mercato della vetture youngtimer e la sua immagine inossidabile, pietra miliare nella storia

dell’automobilismo sportivo e non.

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