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” L’INCONTRO ” DI RENATO LEBAN

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Personaggi:

Marta Grandi anni 27, studentessa etologa

Giancarlo Zanzi anni 30, professore di Storia

Margherita anni 30, professoressa di Italiano, Latino, e

Greco

Nuzzi, ragazzo dai capelli rossi allievo di Giancarlo e dodicesimo in ordine alfabetico

Laura allieva di Giancarlo

Marco allievo di Giancarlo

Preside Antonino Castaldo

Emma Castaldo, moglie di Antonino

Comparse

Cameriere del Caffe’ San Marco

Marta era una giovane donna dai capelli castano chiari e dagli occhi azzurri come il cielo di un bel giorno di primavera. Aveva 27 anni e si sentiva serena e lieta per aver conosciuto Giancarlo, un uomo che le aveva fatto una buona impressione. Era un po’ piu’ alto di lei, bella figura, e con un bel sorriso che dava la sensazione di un uomo tranquillo e soddisfatto. Aveva detto di essere un professore di Storia e di insegnare nelle scuole medie. Si erano incontrati in un negozio di dischi, lui che stava cercando un’edizione del Trovatore di Giuseppe Verdi, con Leyla Gencer, Ettore Bastianini, Mario del Monaco e Fedora Barbieri. Era un’edizione del 1957 e percio’ difficile da trovare, perche’ l’ultima registrazione era del 1988. Comunque, era un’edizione bellissima, con grandi interpreti diretti dal Maestro Fernando Previtali.

Marta aveva gusti piu’ semplici. Amava la musica dei Pooh e stava cercando il disco “Best of the Best” del 2001. Era una collezione di canzoni diventate famose come “Piccola Katy”, “Tanta Voglia di Lei”, “Pensiero”, “Chi Fermera’ la Musica”, e ancora “La Donna del Mio Amico”.

Era stato Giancarlo a notarla ed ad avvicinarsi a lei con una scusa banale, dicendo: -“E’ lei la

commessa?”-

-“ No, non sono io, sono una cliente come lei, credo!”-

-“Mi scusi, ma la vedevo cercare fra i dischi e pensavo che li stesse riordinando o mettendoli a

posto”-

-“ No, no, stavo cercando un disco dei Pooh”-

-“Mi scusi allora, credo di aver sbagliato angolo di ricerca”-

-“Perche’, che cosa sta cercando?”-

-“Il Trovatore, un’opera lirica di Giuseppe Verdi!”-

-“Beh, allora la lascio alle sue ricerche.”-

-“Grazie, mi permette? Sono Gincarlo Zanzi e sono un professore di Storia. E lei?”-

-“Io sono Marta Grandi e sono una studentessa fuori corso di Etologia. “-

-“Brava!”-

-“Beh, mica tanto”-

-“Perche’ dice questo?”-

-“Perche’ sono fuori corso, e cio’ vuol dire che me la sono presa un po’ comoda.”-

-“Non sia cosi’ pessimista, vedra’ che lo finira’ il corso!”-

-“Grazie per l’incoraggiamento!”-

Giancarlo sorrise, e Marta disse: -“Forse ora dovrei andare. Ho ancora alcune cose da fare.”-

-“Ma se posso osare, vorrei chiederle se potremmo rivederci in un altro momento, magari per condividere qualche cosa.”-

-“Veramente lei mi sorprende e mi coglie alla sprovvista. Ecco, non mi aspettavo tale

richiesta!”-

-“Per dire la verita’, neppure io l’avevo pensato, ma lei e’ cosi’ carina e simpatica che ho pensato che lei debba essere proprio una brava ragazza e che non dovevo lasciarla scappare senza darci una seconda opportunita’.”-

-“Grazie, molto gentile, ma non saprei…..”-

-“Forse posso aiutarla, cioe’ lei ci pensa, ma mi lascia un modo per contattarla, cioe’ mi lascia un numero telefonico o un’indirizzo e-mail. Che gliene pare? Se non le va, non dovra’ rispondermi.”-

-“Sono Marta Grandi. Le lascio il mio e-mail, ma ora devo proprio andare.”-

-“Grazie!”-

E cosi’ con noncuranza levo’ dal portafoglio il biglietto con la sua e-mail, lo porse a Giancarlo con un sorriso, lo saluto’ e se ne usci’ dal negozio.

La giornata di Giancarlo passo’ velocemente con il ricordo di Marta ed i suoi bellissimi occhi azzurri, e poi penso’ a cosa avrebbe potuto fare per poter trovare qualche cosa per interessarla. Sorrise da solo, perche’ aveva trovato quello che avrebbe potuto fare. Ricordo’ che lei se n’era andata senza comperare il disco che cercava: “Best of the Best” del 2001 dei Pooh. Avrebbero avuto un argomento interessante di cui poter parlare nel loro secondo incontro e senza dire che lei si sarebbe sentita un po’ contenta ed anche un po’ riconoscente per quel dono inaspettato. E cosi’ fece. Se ne ando’ al negozio a comperare il disco dei Pooh, ed ecco qui il disco con una copertina bianca ed una ciliegia rossa nella seconda O nella scritta Pooh.

Giancarlo lascio’ passare due giorni senza scrivere a Marta, e quando lo fece non accenno’ al

fatto di avere qualche cosa per lei. Disse solo: -“Buona giornata, come stai?”-

Dall’altra parte dell’Ipad non ci fu risposta inmediata. Giancarlo non disse altro ed aspetto’ che lei avesse il tempo di vedere che lui si era fatto vivo con quelle poche parole, poi continuo’ la sua giornata andando alla scuola dove insegnava. La classe era la Terza C, che ospitava studenti all’ultimo anno della scuola Dante Alighieri. I ragazzi che la frequentavano avevano quattordici anni, un’eta’ in cui si incomincia ad aprire gli occhi ed a contestare le cose che gli adulti dicono. Comunque, il professore di Storia aveva un rapporto sereno con i ragazzi e le ragazze. Quando lui parlava, sapeva attirare la loro attenzione, arricchendo il soggetto con piccole curiosita’ e spesso chiedeva ai suoi allievi cosa avrebbero fatto loro se si fossero trovati al posto di questo o

quel personaggio preso in esame. Le risposte erano le piu’ varie, e spesso finivano con una risata

collettiva, ma il professor Zanzi prendeva sul serio i vari commenti, dando valore alle opinioni dei giovani e casomai offrendo delle spiegazioni piu’ accurate. La storia, spiegata da lui, era sempre molto viva nei particolari.

La mattina passo’ quieta e veloce. Quando verso le quattordici ritorno’ a casa, era sereno e tranquillo e penso’ che avrebbe dovuto andare a comperare qualche cosa per la cena ed il prossimo pasto, ma a quell’ora i negozi erano chiusi, cosi’ si ritrovo’ a cercare fra lo scatolame che aveva in casa. Non c’era molto: un po’ di tonno con l’olio d’oliva e dei fagioli cotti al vapore, con un pezzo di pane fresco, comperato prima di andare a scuola. Guardo’ il telefono e vide che c’era stata una telefonata. Era solamente la telefonata di una ditta di aspirapolveri che vendeva i sacchetti di carta. Rimase un po’ deluso. Aveva sperato di sentire la voce di Marta. Se ne andava verso la cucina, mentre il telefono squillo’ per la seconda volta. Era un po’ sorpreso, anche perche’ non si aspettava di sentire Marta, la quale gli disse: -“Io sto bene, e avrei voglia di vederti.”- Felicemente meravigliato seppe solo dire: -“E quando vorresti che ci vedessimo?”-

-“Domani”-

-“Domani saro’ impegnato sino alle quattro e trenta. Se vuoi ci potremmo vedere un po’ piu’

tardi.”-

Marta sembrava serena e felice e disse: -“Si’, va bene e che facciamo?”-

-“Andiamo in un caffe’ e poi vediamo che cosa potremo fare”-

-“Mi pare una bella idea”-

-“Allora a domani, alle sedici e trenta, davanti al Caffe’ San Marco.”-

Quando chiuse la comunicazione Giancarlo era euforico. Era come se avesse raggiunto la sua opportunita’, anche se in verita’ non aveva aggiunto altre parole. Ando’ in camera da letto e si distese tutto felice, ricordando che sua madre gli aveva insegnato a togliersi le scarpe ogni qualvolta si voleva stendere sul letto. La mamma di Giancarlo era una donna che amava avere la casa in ordine. Non tollerava le improprie idee del figlio che non rispettava le regole della buona educazione. Si levo’ le scarpe e si lascio’ andare ad un breve riposo, ma lo stomaco reclamava il suo nutrimento e cosi’, dopo un paio di rumori inconsueti dell’addome, decise che era meglio cercare un po’ di sostentamento, e guardando nel frigorífero scopri’ che c’era una scatoletta e delle uova fresche da poter usare. Si senti’ un signore! Quell’aggiunto al suo menu’ era una delicatezza. Si diede da fare e tiro’ fuori una padella ed un po’ di burro. Certo che il connubio fagioli, tonno e uova non era quanto di meglio avesse mangiato, ma non gli importava, era felice ugualmente. Finito che fu il breve pasto, si guardo’ allo specchio e disse: -“Forse sara’ meglio

che mi faccia vedere da un barbiere. Cosi’ mi sembro un po’ troppo rustico”-, quindi decise di prendere un’appuntamento con un barbiere e poi si fece una doccia ristoratrice. Felice di aversi levato di dosso tutta quella pesantezza della scuola e del cibo, si senti’ come se fosse rinato a nuova vita. Arrivo’ l’ora di andare a riposare e di aspettare il nuovo giorno per il vero e primo incontro, anche se era la seconda volta che si vedevano.

Alle sedici e trenta Giancarlo era davanti al Caffe’ San Marco, uno dei caffe’ piu’ antichi di Trieste. Era un luogo grande, spazioso, con molti tavolini proni a ricevere i piu’ popolari artisti di questa citta’. Specialmente i letterati amavano riunirsi e condividere le loro idee ed i loro scritti. I tavolini erano di marmo mentre le sedie erano di legno, colore marrone scuro. Il tutto era molto sobrio, elegante e pratico. Sul soffitto c’erano dipinti di mascheroni ottocenteschi. In fondo alla destra c’era un bancone di libri che si potevano visionare ed al caso anche comperare. Marta arrivo’ puntuale, elegante, e con un bel sorriso sulle labbra. Giancarlo le apri’ la porta del caffe’ ma entro’ per primo, cosi’ come si usava una volta, per evitare delle spiacevoli sorprese alla compagna. Si sedettero nell’angolo sinistro dell’entrata del caffe’. Giancarlo si accomodo’ nel divanetto che era contro la parete ed invito’ Marta a sedersi di fronte a lui. Giancarlo si

sentiva a casa sua ed il cameriere lo saluto’ come un cliente abituale dicendo: -“Per lei professore le porto il solito?”-

-“Si, grazie, ma vediamo che cosa desidera la signorina”-

Marta chiese che cosa prendesse lui. –“Per me va bene un Irish coffee, che e’ una famosa bevanda irlandese , fatta di caffe’, whiskey caldo, ed una spruzzatina di panna montata o un po’ di crema di latte fresco.”-

-“Sembra invitante, anche adatta a questa stagione fredda”-

-“Allora vi porto due Irish coffee”- disse il cameriere e se ne ando’ a dare l’ordine di preparare le

bevande.

-“E come mai questa passione per l’Irish coffee?” – chiese Marta.

-“E’ una vecchia storia che ho imparato da un mio insegnante d’inglese che era irlandese”- Marta guardo’ attentamente il viso di Giancarlo e lo trovo’ interessante.

-“Si chiamava Enrico”- concluse Giancarlo, mentre arrivarono i bicchierini con l’Irish coffee. Marta si stupi’ di vedere il coffee in contenitori di vetro, ma il suo cavaliere le forni’ la spiegazione e la motivazione: le tazze sarebbero piccole per contenere il coffee, il whiskey caldo, e la crema o la panna fredda.

-“Tu Marta, che cosa fai nella vita? Ah, ricordo, sei una studentessa di etología. Quanti anni devi

studiare?”-

-“Cinque anni ed io sono al terzo anno. Quest’anno ho l’esame!”-

-“ Quali sono gli animali che preferisci?”-

-“Beh, senz’altro i felini.”-

-“Si, ce ne sono tanti e diversi fra di loro, ma io amo i gatti. Sono compagni dell’uomo da migliaia di anni, sanno adattarsi ed essere liberi allo stesso tempo, hanno la loro personalita’ e sono i compagni ideali per molti studiosi: sono curiosi ed intelligenti.”-

-“Anch’io amo i gatti, anche se mi piacciono i cani.”-

-“Io li preferisco ai cani, perche’ sono meno dipendenti dal padrone, e poi si possono tenere in casa e sono pulitissimi, basta averne cura e non lasciare la lettiera sporca, ma anzi, essere attenti a pulirla ogni qualvolta la usano. Lo so, e’ un impegno, ma conviene farlo per non avere odori sgradevoli in casa.”-

Marta sorrise mentre si immaginava che tipo di gatto avesse in casa Giancarlo. Lui la guardo’, indovino’ la sua domanda, e disse: -“Io ho una gatta del tipo tartaruga, di due colori: nera e rossiccia. E’ una gatta europea”-

-“E come si chiama?-

-“La chiamo Nene’, la mia Bella Nene’”-

Marta sorrise e disse: -“Il mio gatto e’ Thommy. E’ un maschio bianco e nero ed e’ un gatto che

va in calore almeno due volte all’anno nei periodi caldi.”-

-“No, la mia e’ stata castrata ed ha il microchip per identificarla, in caso di smarrimento, ma sara’ un po’ difficile che si smarrisca perche’ e’ sempre in casa”-

Il caffe’ con il whiskey caldo si fece sentire e Marta commento’: -“Wow, che fuoco! Buono pero’”- Risero entrambi, poi Giancarlo disse: -“Parliamo d’altro. Come mai hai scelto Etologia?”-

-“Ma perche’ mi hanno sempre incuriosita gli animali ed ho voluto poterli studiare da vicino.”-

-“Immagino che non sia uno studio semplice.”-

-“Non, non lo e’, soprattutto se penso a quanti animali esistono e studiare il loro comportamento

non e’ semplice, ma per certo e’ uno studio interessante e stimolante”-

-“Che differenza c’e’ fra l’etologo ed il veterinario?”-

-“Il veterinario e’ tenuto, nell’esercizio della professione, alla tutela della salute e del benessere dell’animale, tutela diretta. L’etologo e’ uno che studia ed analizza i comportamenti degli animali. Certe volte capita che qualcuno si specializzi in Veterinaria, ma sono rari quelli che passano da uno studio ad una professione attiva, come la Veterinaria. L’etologia e’ una scienza che mette in relazione il comportamento umano con quello animale e ne studia entrambi i modi di comunicare fra le speci.”-

-“Bene”- commento’ Giancarlo, -“dovro’ stare attento a come mi comporto?”-

-“Si, e’ importante”- aggiunse Marta – “ma oltre a come ti comporterai con me, dovrai stare attento a come ti relazioni con Nene’. Insomma, sii te stesso, che e’ la cosa migliore che puoi fare”-

A quel punto Giancarlo sfilo’ dalla tasca il piccolo dono che aveva tenuto in serbo per lei.

-“Che cos’e’?”- chiese Marta.

-“E’ un presente che spero ti piaccia.”-

Marta prese il pacchetto tra le mani con evidente curiosita’, apri’ la carta che avvolgeva il CD e quando lo vide, la prima cosa che disse fu: -“Grazie, ma non dovevi disturbarti. Comunque mi fa molto piacere, grazie ancora!”-

-“Spero che potremo ascoltarlo assieme”- disse Giancarlo.

Ma non era cio’ che desiderava Marta. La musica delle canzoni andava emotivamente vissuta con le parole che venivano cantate. Le emozioni lei preferiva viverle da sola. Non rispose all’affermazione di Giancarlo. Cambio’ discorso e gli chiese se quando ascoltava Il Trovatore o La Traviata lui condividesse con qualcuno l’ascolto. Giancarlo rispose: -“Ma le opere si fanno nei teatri e c’e’ sempre il pubblico”-

-“Ma le canzoni sono un dialogo ideale fra te ed il cantante. Si, insomma, e’ un fatto privato piu’ che pubblico. Solo nei concerti c’e’ il pubblico, ma prima ci dev’essere una simbiosi con il cantante e te, e solo dopo, quando la canzone sara’ di dominio pubblico, la condividerai con altri, magari anche cantando le parole con chi ti e’ accanto casualmente, ma il significato delle parole cantate sara’ tuo, nell’animo tuo.”-

-“ Quindi, se ho ben capito, dovro’ aspettare che tu abbia ascoltato e fatte tue le parole di questo disco. Insomma, mi sento escluso.”-

-“No, non ho detto questo, ho solo cercato di farti capire che amerei avere un po’ di privacy nei miei momenti emotivi. Alla fine ci siamo incontrati l’altro giorno e non ho questa familiarita’ con te. Facciamo un passo alla volta, che ne pensi?”-

-“Beh, sono un po’ sorpreso e mi sento impreparato. Pensavo che tu avessi avuto lo stesso

interesse che provo io verso di te.”-

-“E’ che non usiamo la stessa velocita’. Per me l’aspetto fisico e’ importante, ma non determinante al primo incontro. L’attrazione sessuale e’ importante, ma non puo’ essere il fattore determinante, senza conoscere che carattere tu abbia o che tipo d’uomo tu sia. Credo tu converrai con me che non sarebbe saggio cedere al primo incontro.”-

-“E’ l’etologa che parla in te? Sei come una cerbiatta che desidera vedere il suo cervo combattere con un altro cervo?”-

-“E’ curioso, ma gli uomini parlano sempre di corna. Che dici, che tutto cio’ sia solo un caso?”-

-“In verita’, non volevo parlare di corna, ma solo di avere l’opportunita’ di condividere un po’ di musica e di stare un po’ con te. Comunque, vedo che non sei facile da convincere.”-

-“Forse sarebbe piu’ giusto dire che hai fatto un passo falso o che hai affrontato l’argomento con poca attenzione.”-

A quel punto Giancarlo non volle continuare lo stesso argomento e chiese” –“Ti piace l’Irish coffee?”-

-“Si, ma e’ forte. Il whiskey si sente fortemente. Direi che sia una bevanda per uomini”-

-“Beh, fuori fa freddo”-

-“L’alcohol sembra che scaldi, ma e’ solo un’impressione: rovina il fegato. Insomma, non potrei

bere un altro caffe’ di questo tipo.”-

-“Mi perdoni di averti suggerito di berlo?”-

-“Certo che si, volevo provare e sapere che cos’era. Conoscevo il nome, ma non come era fatto. Parlami un po’ di te e di quello che fai”-

-“ Io sono un insegnate, un professore di Storia. Ho conseguito la laurea triennale di Storia e Filosofia, ma ho solo la classe di Storia in carico temporaneo. Forse faro’ la domanda di trasferimento a Udine o a Pordenone, se si liberera’ un posto permanente.”-

-“Ma allora, quale significato ha il nostro incontro?!”-

-“Beh, come dicevi tu, per intanto ci conosciamo un po’ meglio, e poi si vedra’: quello che sara’ sara’. Non proviamo a chiudere la porta alla nostra conoscenza, solo perche’ non sappiamo che cosa ci riservera’ il futuro.”-

-“Hai ragione Giancarlo, dovremmo vivere il nostro giorno nel presente e prendere cio’ che ci aiuta a sentirci migliori. Pero’ riconosco che non e’ facile vivere nel presente e poter capire cio’ che e’ buono o migliore per entrambi.”-

-“Si Marta, hai ragione, pero’ dovremmo sempre lasciare una porta aperta per noi ed il nostro futuro.”-

-“Se mai vi sara’ un futuro!”-

-“No Marta, non e’ questo modo di pensare che ci aiuterebbe. Noi dovremmo pensare positivamente ed avere con noi la speranza nel nostro cuore, altrimenti penseremo a come chiudere la nostra storia sul nascere. E’ questo che vuoi?”-

-“No, mi sembra che non sia questo il mio desiderio.”-

-“Neanche il mio, Marta. Bene, allora proviamo a ricominciare dall’aspetto positivo e vediamo il motivo e la ragione di questo nostro incontro. Tu mi sei piaciuta da subito ed ho provato il desiderio di conoscerti, ed allora….eccoci qui, l’uno davanti all’altra. Sei bella Marta! Ispiri dolcezza nella tua armonia.”-

-“E tu Giancarlo, con il tuo modo di essere, ispiri fiducia e la tua mascolinita’ non e’ aggressiva, anzi anche tu dai un senso di sicurezza e di onesta’ nelle tue parole e nei tuoi semplici gesti. Profumi di fresco.”-

-“Grazie, molto gentile. Allora, proviamo a fissare un’altra occasione conveniente per entrambi per incontrarci. Che pensi se ora noi andassimo a fare quattro passi in Viale XX Settembre? Potremmo prenderci un gelato o qualcos’altro”-

-“Beh, forse dopo l’Irish coffee ci starebbe bene una panna montata.”-

-“Hai ragione, Marta. Scusi cameriere, vorrei porterla pagare”-

-“Sono sedici euro, grazie!”-

-“Eccoli e grazie”-

-“Grazie a voi e buona giornata!”-

Il giorno dopo Giancarlo si era alzato presto per avere un po’ di tempo da dedicare alla sua Nene’. Lei amava avere la compagnia del suo amico quando mangiava le sue crocchette secche. Lei mangiava in diversi assaggi e percio’ Giancarlo doveva starle accanto. Poi ripenso’ a Marta e la loro passeggiata dopo il caffe’. Lei, Marta, si era dimnostrata piu’ disposta al dialogo e all’amicizia e si erano dati appuntamento per rivedersi ancora. Poi il pensiero ritorno’ al suo lavoro, di cosa avrebbe parlato ed il fine d’anno con l’esame di stato che compende l’Italiano, la

Geografia, la Matematica, le Scienze e naturalmente un accenno alla Cittadinanza e Costituzione Italiana, che e’ la legge fondamentale dello stato e si posiziona nell’ordinamento giuridico della repubblica. Le origini risalgono al 2 giugno 1946, quando con un referendum gli italiani scelsero tra la repubblica e la monarchia. Venne cosi’ istituita l’Assemblea Costituente con il compito di redigere una nuova costituzione. L’Italia e’ una repubblica fondata sul lavoro. La sovranita’ appartiene al popolo e tutti hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa, in qualsiasi forma individuale. Tre erano i gruppi politici a formare la commissione: i Comunisti, i Democristiani, ed i Socialisti. Ma il tempo era volato e Giancalo doveva andare a scuola.

Doveva ricordarsi ancora che la costituzione divenne legge il primo gennaio 1948 e consta di

139 articoli e 18 disposizioni transitorie. Chiuse la porta di casa alle 7:30, giusto il tempo di arrivare al lavoro. Quando giunse in classe, un aereoplanino di carta gli sfioro’ il viso ed un coro di quindici ragazzi e otto ragazze gli diede il benvenuto: -“Buongiorno Professor Zanzi”-

Erano bravi i suoi ragazzi e ragazze! Erano giovani allegri, ma seri nello studio. Naturalmente il professore aveva procurato i ventitre’ libretti della Costituzione Italiana, desiderando che essi la

leggessero, poiche’ era impossibile che gli studenti ricordassero i 139 articoli e 18 disposizioni transitorie. Alla fine, nessuso li avrebbe interrogati su tutti gli argomenti, ma almeno dovevano conoscere gli articoli piu’ importanti, per esempio l’1, l’11, il 21 etc. (il lavoro, l’Italia ripudia la guerra, le libere opinioni di pensiero….). E’ importante conoscere almeno questi articoli.

Quando torno’ a casa verso le quattordici, il primo pensiero fu per il cibo di Nene’. Era un menu’ vario, ma molto accurato e la gatta assaggiava prima il cibo umido e poi le crocchette secche, e lo faceva solo in compagnia di Giancarlo. La Bella Nene’ era un’abitudinaria un po’ viziata, ma cosi’ affettuosa e brava che lui lo faceva volentieri. Lei amava essere accarezzata mentre mangiava. Passando accanto al telefono vede la spia rossa e capi’ che aveva ricevuto una telefonata. Era Marta che stava parlando con qualcuno. Giancarlo stette zitto ed ascolto’ il dialogo, ma non riusci’ a capire come poteva essere che Marta stesse parlando con un’amica e la connessione l’ avesse messa in contatto anche con lui. Stavano parlando di un libro, “L’Amante di Lady Chatterley” di David Herbert Lawrence, ed in modo curioso del guardiacaccia, Oliver Mellors. Marta diceva che la storia era scandalosa, ma la sua amica sembrava essere di tutt’altra idea, che Oliver Mellors era un bel passatempo per Lady Chatterley. Giancarlo stava per chiudere la connessione che aveva incluso anche lui, ma la curiosita’ fu piu’ forte della buona educazione, e cosi’ ascolto’ con curiosita’ che cosa aveva da dire sul comportamento di Oliver

la cara amica di Marta. Capi’ che tutto cio’ poteva accadere, poiche’ Marta aveva inserito il tasto “condividi”, ovvero aggiungi un altro ascoltatore. Ma come mai aveva scelto proprio lui? E poi con quale argomento, L’amante di Lady Chatterley, un libro che era proibito dalla censura sino dal 1928. Sembrava quasi un invito a far valere la sua mascolinita’. Poi il pensiero volo’ via dicendo a se’ stesso: -“Non puo’ essere vero, Marta non e’ Lady Chatterley anzi, lei mi sta respingendo”- In questa storia mancava la figura del un marito nobile e ferito, Sir Clifford Chatterley, che dopo la guerra ritorna dal fronte invalido. Naturalmente l’autore “giustifica” la scappatella di Connie (Lady Chatterley), perche’, a causa della ferita di guerra, il marito e’ diventato impotente. Ma tutto cio’ che ha a che fare con Giancarlo e Marta? Apparentemente nulla, ma sta qui l’abilita’ di Giancarlo di tacere e non dire cio’ che ha sentito, ma di farne esperienza personale. Si ricordava cio’ che Marta gli aveva detto del suo passo falso e della differenza di velocita’ nell’affrontare gli argomenti. Non avrebbe detto nulla e se per caso lei avesse detto qualche cosa della conversazione su Lady Chatterley, lui non avrebbe detto nulla.

La giornata passo’ tranquilla nella sua solita routine in compagnia di Nene’ e nella preparazione della lezione sulla Costituzione. Voleva sapere che cosa pensavano i suoi scolari e soprattutto le ragazze che, essendo in minoranza, avevano fatto un’unione fra di loro ed avevano scelto

come portavoce. Lei si lamento’ dicendo che era una costituzione che non metteva in luce le tante qualita’ femminili. Il Professor Zanzi fece notare che gli artioli della Costituzione non erano stati scritti per un genere in particolare, ma per tutti i rappresentanti del popolo, uomini e donne. –“Comunque, “- ribatte’ Laura, -“le donne fanno il doppio di quello che fanno gli uomini.”- Il Professor Zanzi disse: -“E’ mio convincimento che si dovrebbe dare alle donne le stesse opportunita’ e valore che si danno agli uomini, cominciando dalla parita’ salariale per lo stesso tipo di lavoro dei due generi!”-

Ma in cuor suo Giancarlo preferiva le donne con le qualita’ femminili, delicate e premurose, e capaci di avere quel charm che una vera donna dovrebbe avere, non una donna che si veste ed agisce come fosse un uomo. Ci sono certe situazioni ed argomenti nei quali l’uomo non dovrebbe cerecare di primeggiare. Sarebbe senz’altro un argomento perso in partenza, come il

fatto reale che le donne sanno come cavarsela in piu’ campi contemporaneamente, cosa che gli

uominni non fanno abitualmente o non sanno concentrarsi nel farlo.

Ora era l’ora della cena ed a quest’ora anche Nene’ aveva la sua razione di cibo e le sue carezze con le crocchette secche. Giancarlo penso’ a Marta e senti’ il desiderio di telefonarle, e cosi’ fece.

–“Pronto? Sei tu Marta? Ma che diavolo faccio, io non ho il numero di telefono di Marta, lei non me lo ha dato!”-

Questo fatto lo fece pensare e decise di chiedere a Marta di dargli il suo numero di telefono. Con la e-mail non peteva parlare con lei e sentire di che umore fosse. Comunque, non si senti’ escluso. Si avvicino’ al computer e scrisse: -“Ciao, come stai?”-

La risposta non si fece attendere: -“Sto bene, grazie, e tu?”-

Mia madre diceva: -“Sto come vogliono gli altri, non certo come vorrei io. A parte quello che diceva mia madre, io sto bene, ma mi piacerebbe sapere se hai in mente di incontrarci o se dovro’ fare penitenza e dover attendere una combinazione astrale favorevole al nostro incontro. A poposito, di quale segno zodiacale sei?”-

-“Capricorno, e tu?”-

-“Io sono del segno della modestia, cioe’ il Leone”-

-“Ai, Ai, Ai, andiamo male! I nostri segni si scontrano facilmente!”-

-“No, non e’ vero”-

-“Vedi, siamo gia’ai ferri corti. Io sono nata in gennaio, e tu?”-

-“Agosto.”-

-“Estate ed inverno, cioe’ il giorno e la notte!”-

-“Ma non e’ cosi’ che si leggono i segni zodiacali! Non vanno visti solo gli aspetti negativi, vanno visti anche quelli positivi. E’ evidente che MI stavo prendendo in giro. Non sono modesto, ma non sono neanche uno spaccone che si vanta di quello che non e’.”-

-“Meno male, non so in quale categoria metterti.”-

-“Cosa vuoi dire con questo, a quale razza di animale sono piu’ simile? Non sei gentile, Marta, potevi almeno chiedermi a quale animale io creda di assomigliare”-

-“Troppo facile, tu avresti detto un leone! Ti senti il re della foresta, non e’ vero?”-

-“Ho una domanda: vuoi incontrarmi?”-

-“Perche’ no?”-

-“Anche qui sarebbe interessante sapere perche’ si”-

-“Non ci casco a questi giochetti di parole! Io amo studiare il comportamento delle persone e degli animali.”-

-“Ecco che ancora una volta parli come Etnologa. Ma dov’e’ la Marta reale, cioe’ la persona?”-

-“Me ne sono andata un po’ di tempo fa nelle favole di Esopo.”-

-“Cosa vuoi dire con cio’?”-

-“Che amo giocare e pensare con la mia testa, e non con quella degli altri”-

-“Senti Marta, ti ho forse detto qualche cosa che ti ha offeso?”-

-“No, non credo, ma ho bisogno di essere me stessa”-

-“Ma chi te lo vieta? Io?”-

-“No, direi e’ questo mondo.”-

-“Certo che non sei facile da trattare, non sei semplice.”-

-“Beh, non e’ questo il mio scopo. Se vuoi, potremo vederci dopodomani al pomeriggio,

all’orario che tu sei libero. Hai in mente dove potremmo andare?”-

-“Si, ho due luoghi: il Boschetto di Trieste o una passeggiata lungo Barcola fino a Miramare, e se ti va potremmo anche andare nel parco di Miramare.”-

-“Forse fara’ ancora freddo, non credi?”-

-“Non lo so, dipende se ci sara’ la Bora. Beh, potremmo cambiare ed andare al cinema o ancora al caffe’, potrai decidere tu che cosa preferisci fare. Dipende un po’ da te su quello che desideri e cio’ che ti aspetti da me”-

-“Non mi aspetto nulla di speciale. Sei un uomo e questo mi basta.”-

-“Certo che e’ disarmante sentirti parlare in questo modo.”-

-“E tu Giancarlo, cosa pensi di me? Chi sono per te e che cosa ti aspetti dal nostro incontro? Io so che cosa provi per Nene’, ma non hai detto nulla di interessante su di me.”-

-“Beh, per me tu sei la speranza, il desiderio e il sogno che ho di avere una ragazza accanto a me che possa accettarmi per quello che sono: un professore in cerca di un’anima gemella. Marta, non sono un uomo da paragonare a qualche animale. Vorrei essere solamente un uomo per te e poterti essere accanto con affetto ed amore, ma devi aiutarmi, collaborare con me, ed essere te stessa, la ragazza che non mi teme, ma mi ama!”-

-“Ma l’amore non funziona a bacchetta, volendo dire che non si puo’ ordinare come se fosse una

“pasta alla carbonara”. Insomma, dev’essere spontaneo: o c’e’ o non c’e, tutto qui!”-

-“Allora, Marta, che cosa provi tu per me?”-

-“Curiosita’, si curiosita’ e niente piu’.”-

-“Penso che questo non sia il mio giorno fortunato, ma dato che sei curiosa, io ti daro’ l’occasione di scoprire le mie diverse sfaccettature e vedrai che non sara’ una cosa semplice da scoprire. Per prima cosa dovrai capire i miei interessi reali. Credo che per oggi tu abbia avuto abbastanza. Ciao, ti faro’ sapere quando saro’ libero. Buona giornata, Marta!”- e senza aspettare una risposta se ne ando’ per conto suo, interrompendo la comunicazione.

Per tre giorni Giancarlo non si fece vivo con Marta. Non una parola ne’ uno scritto, niente e fu Marta a farsi viva, andando alle quattordici davanti alla scuola ad aspettare Giancarlo, come fanno certe madri con i figli. Lei vide uscire dalla scuola una marea di ragazzi e ragazze, ma di Giancarlo neanche l’ombra. Allora lei chiese ad una ragazza se la IIIa C fosse uscita prima. La ragazza disse: -“Non credo. Il Professor Zanzi stava parlando con qualche suo collega quando siamo usciti noi.”-

-“Ah, eccolo, finalmente!”-

Giancarlo fece finta di non aver notato la presenza di Marta e le passo’ accanto per poi dire:

-“Ma che cosa fai qui?”- Lei rispose: -“Ero qui per caso ed allora mi sono detta, perche’ non vedere come va con te?”-

-“Onestamente, per caso?!”- Lei capi’ che lui non le credeva, ma dovette salvare la faccia e la prossima cosa che disse fu: -“Ma fa qualche differenza?”-

-“Certo che fa qualche differenza, non credi? Sei tu che studi il comportamento umano, non io! E sei ancora tu che hai detto di essere curiosa, ed eccoti qua! Benvenuta Marta, questo e’ uno dei miei luoghi di lavoro.”-

-“Cosa vuoi dire con questo, che hai piu’ di un lavoro?”-

-“No, non ho detto questo, ma che e’ solo un punto dove puoi trovarmi e dove io dedico il mio lavoro con passione e cura per i giovani a me affidati.”-

In quel momento si avvicino’ a loro un ragazzo dai capelli rossi e disse: -“Scusi professore, studieremo ancora gli articoli della Costituzione?”-

-“Perche’ mi fai questa domanda?”-

-“Perche’ volevo sapere se ci interroghera’.”-

-“Hai qualche problema?”-

-“No, volevo solo essere preparato. Come sa io sono Nuzzi e sarei il dodicesimo in ordine alfabetico.”-

-“Dai Nuzzi, non ti preoccupare, non seguiro’ l’ordine alfabetico, andro’ un po’ a caso.”-

-“Ma cosi’ e’ peggio!”-

-“Ma dai, Nuzzi, scherzavo!”-

Marta guardo’ il ragazzo e si mise a ridere. Il Professor Zanzi aveva complicato la situazione a Nuzzi, ma aveva detto la verita’. Mai dare troppe certezze su chi e quando si interroghera’ qualcuno. Ma poi, Marta rivolta verso Giancarlo disse: -“Facciamo quattro passi?”-

-“ Vada per i quattro passi, ma poi io devo ritornare a casa. Devo dare da mangiare a Nene’. Lei mi aspetta davanti alla porta di casa, in verita’ e’ nel corridoio, e mi sente arrivare quando sono ancora nel portone. Ha un udito molto sensibile! Io la chiamo il mio piccolo radar, perche’ lei e’ sempre molto attenta a qualsiasi rumore. Marta sembrava di buon umore e piu’ sciolta del solito. Si fece accanto a Giancarlo e disse: -“Posso?”- allungando il braccio verso il gomito di lui, che sorpreso la lascio’ fare, ben contento. Era la pima volta che si toccavano l’un l’altra. Si diressero verso il centro citta’, verso la Piazza Carlo Goldoni. Quando furono in piazza Giancarlo disse:

-“Mi dispiace, ma devo lasciarti, devo andare”- e si fermo’ a prendere l’autobus che lo portava verso i Campi Elisi. Fu la prima volta che gli dispiacque di lasciare Marta, ma aveva un impegno con la Bella Nene’ che lo aspettava con un po’ di fame, perche’ era in ritardo per il suo pranzo. Comunque Giancarlo sapeva come farsi perdonare con le crocchette e con le carezze.

Nene’ era li’ che lo aspettava, e tutta contenta ando’ verso la ciotola di porcellana che conteneva il cibo umido. Giancarlo la lavava ogni volta con il detersivo in modo tale che non ci fossero i resti ed il profumo del cibo precedente, poi vi metteva quello fresco. Nene’ aveva tre tipi di cibi diversi in umido ed uno secco, fatto di crocchette. Lei preferiva sempre le crocchette secche ai vari tipi di umido, comunque voleva sempre avere compagnia e carezze. Dato il pranzo alla gatta, Giancarlo stava per andare a farsi una bella doccia quando il telefono squillo’.

-“Pronto?”-

-“Ciao, come stai?”-

-“Chi sei tu, Margherita? E’ un po’ di tempo che non avevo piu’ tue notizie. Ah, eri andata a

Roma?

-“ Si, infatti.”-

-“Bella citta’ la nostra capitale, non trovi? E quando sei tornata?

-“Ieri sera”-

-“E come mai hai pensato di telefonarmi?”-

-“Perche’ volevo parlarti e sentire la tua opinione.”-

Margherita era una collega di lavoro di Giancarlo e fra di loro c’era un buon rapporto d’amicizia. Aveva anche lei l’eta’ di Giancarlo ed aveva condiviso molte confidenze con lui. A quel punto Giancarlo penso’ a Marta e decise di chiedere a Margherita qualche consiglio su come trovare un dialogo un po’ piu’ sereno con lei.

-“Sai, Margherita, tu sei arrivata giusto in tempo per darmi qualche consiglio. Io ho conosciuto Marta, una studentessa di Etologia, e lei mi piace ma e’ fissata con l’idea che c’e’ sempre un animale nascosto in noi, ed io non riesco a farla pensare a me come ad un qualsiasi uomo che la trova carina e che vorrebbe avere un rapporto normale.”-

-“Quanti anni ha questa ragazza?”-

-“Non lo so di preciso, ma credo 27ed e’ una studentessa fuori corso di Etologia. E’ al terzo anno. Avra’ l’esame quest’anno e poi vedra’ se seguira’ ancora in Veterinaria o se si fermera’.”-

-“Beh , credo che dovremmo proprio incontrarci e parlare un po’ fra di noi e vedere come reagira’ Marta.”-

-“Hai ragione Margherita, credo che sia una buona idea.”-

-“Ci vediamo domani al Caffe’ San Marco?”-

-“Si, per me va bene alle ore 16:00.”-

-“Grazie Margherita. Se vuoi che dica al preside che sei rientrata sono certo che a lui fara’ piacere. Siamo a corto di insegnanti d’Italiano e tu hai tutte le carte in regola per darci una mano.”-

-“Allora, a domani alle ore 16:00”-

-“Ciao e grazie di aver pensato a me”-

-“Ciao Giancarlo e salutami la tua gatta Nene’. Sei ancora innamorato di lei?”-

-“Beh, si, le voglio bene! Lei e’ molto brava ed affettuosa e non fa danni.”-

-Va bene Giancarlo, a domani al caffe’ San Marco.”-

Giancarlo chiuse la comunicazione con Margherita e se ne ando’ a farsi una doccia. Mentre si lavava sotto la doccia penso’ a Marta e Margherita. Era contento che Margherita avesse pensato a lui. Lei era senza alcun dubbio la donna giusta per aiutarlo con Marta. Si mise a canticchiare: “Felicita’, e’ un bicchiere di vino con un panino, la felicita’….” Non ricordava piu’ le parole, ma sapeva che era una canzone di Romina Power ed Albano Carrisi. Comunque, si senti’ sereno e quando usci’ dalla doccia e vide Nene’ che lo stava guardando con curiosita’, le si avvicino’ e le diede una tenera carezza sulla schiena.

Il giorno dopo era pronto ad incontrare Margherita e quando Marta gli telefono’ le disse: -“Beh,

mi dispiace, ma oggi devo incontrarmi con una collega della mia scuola.”-

Marta rimase un po’ sorpresa, ma non disse nulla di particolare se non: -“Allora, mi chiami tu?”-

e questa volta si ricordo’ di dargli gli estremi per telefonarle.

-“Si, d’accordo, ti sapro’ dire qualche cosa questa sera, va bene? Ciao, ora devo proprio andare!”-

-“E dove vai?”-

-“Al Caffe’ San Marco”-

-“Allora, buon Irish coffee”-

-“Ciao, ciao Marta.”-

Alle ore sedici Giancarlo era puntuale, seduto al solito posto del Caffe’ San Marco e dopo un po’

arrivo’ anche Margherita, con una bella pelliccia di volpe argentata.

-“Ehi, come siamo eleganti Margherita, ma povere bestie, che brutta fine!”-

-“Si, e’ vero, ma non e’ una vera pelliccia, e’ sintetica ma e’ calda.”-

-“Beh, gia’ mi sei un po’ piu’ simpatica. E come stai? Com’e’ andato il tuo soggiorno a

Roma?”-

-“E’ andato bene, grazie. Ero ospite di una mia cugina e ci siamo divertite molto ed abbiamo parlato moltissimo. Ho provato a trovare un lavoro a Roma, ma non sono stata fortunata. Tu piuttosto, raccontami, come hai conosciuto questa studentessa in Etologia?”-

-“Ero in un negozio di dischi e stavo cercando un’edizione speciale del Trovatore, quando ho visto questa bella ragazza ed ho trovato il coraggio di avvicinarla e di chiederle se fosse lei la

commessa. Naturalmente non era la commessa, era solo una cliente che cercava un disco dei

Pooh.”-

-“Beh, se non altro ha dei gusti accettabili in musica, ma raccontami di piu’ di te. Come stai, sei sempre solo? Oh, si lo so che sei con Nene’, ma lei e’ una gatta. Tu hai bisogno di una donna che abbia cura di te e soprattutto che ti voglia bene!”-

-“Ma non e’ una cosa cosi’ semplice come ordinare un Irish coffee. A proposito, ne vuoi uno anche tu?”-

-“Si, certo, va bene un Irish coffee! Comunque, spiegami questa tua teoria, sto parlando di

Marta.”-

-“Si, l’ho capito, lei dice che ognuno di noi ha in se’ alcune caratteristiche che ricordano un tipo di animale. Naturalmente questa non e’ un’affermazione scientifica, perche’ basta che tu pensi ad un’orca marina e poi ti guardi attorno e dimmi se c’e’ qualcuno che ti ricorda quell’animale. Beh, forse qualche politico. No, scherzavo!”-

-“E’ quale animale saresti tu?”-

-“Per lei io sarei un gatto”-

-“Saresti perfetto per Nene’!”-

-“Ma dai Margherita, ci mancavi proprio tu!”-

-“Ma scusa, com’e’ che ti vede come un gatto?”-

-“Dice che sono abitudinario come loro e poi che non amo la compagnia di piu’ persone. Secondo lei, mi manca solo di fare le fusa. Insomma, e’ una storia che mi da’ fastidio. Immagina se qualcuno lo venisse a sapere a scuola! Avrei finito di vivere in pace: immagina quanti miagolii al mio passaggio!”-

-“Si, sono d’accordo con te, non si puo’ accettare una cosa simile.”-

-“Oh, Margherita, ho avuto modo di parlare con il rettore, insomma il preside, e lui mi e’

sembrato molto interessato a te.”-

-“Bene, sarebbe una buona cosa!”-

Arrivo’ il caffe’ caldo e profumato di whishey. Il cameriere saluto’ entrambi, appoggio’ il vassoio sul tavolino di marmo e poi se ne ando’ a servire altri clienti. Margherita sembrava molto interessata a questa situazione di Giancarlo e disse: -“Devi farla ingelosire. Devi dirle che hai trovato un’amica che ti stima, ti capisce, e che ti trova interessante.”-

-“E dove la trovo quest’amica?”-

-“Ma dai Giancarlo, sono io, e sono pronta a darti una mano!”-

-“Sei sicura che potrai capirmi, stimarmi ed amarmi?”-

-“Ma non ti ho detto che ti sposo, io……!”-

-“E va bene, vediamo se il tuo piano funzionera’”-

-“Funzionera’, credimi! Per prima cosa dovrai dirle di questo nostro incontro e dirle che ti sei sentito bene e felice di avermi incontrata. Dille che ci rivedremo nuovamente, e poi quando usciremo da qui ci saluteremo abbracciandoci e dandoci un bacio sulla guancia, perche’ sono sicura che, se hai detto a Marta che venivamo qui, lei sara’ stata abbastanza curiosa di sapere con chi tu sia venuto. La curiosita’ e’ una prerogativa femminile, e sono quasi certa che Marta sia la’ fuori in qualche angolo, ed anche se non lo fosse, questo sara’ per certo un modo giusto per iniziare un buon rapporto fra di noi. Tu potresti accompagnarmi alla fermata dell’autobus ed aspettare con me sino a che non arrivera’. Tutto questo per dare inizio all’ “Operazione

Gelosia”, e bada bene che lo facciamo solo perche’ noi due speriamo di promuovere in Marta un po’ di quel sentimento umano chiamato amore, o interesse per l’uomo che c’e’ in te, Giancarlo.

Se poi non ci sara’ interesse verso di te, beh, allora lascieremo cadere questo piano, va bene? Sei d’accordo con me?”-

-“A questo punto dovremmo fare un brindisi alla nostra riuscita. Io suggerirei un bicchierino di

whiskey, per non mescolare le bevande gia’ bevute.”-

-“Per fortuna non devo guidare la macchina, percio’ non faremo qualche cosa conttro la legge.

Cameriere, scusi, potrebbe portarci due whiskey?”-

-“Ha una preferenza?”-

-“Preferirei un Bourbon dodici ani vecchio.”-

-“Non ci sono problemi. Abbiamo un old Van Winkle whiskey del Kentucky.”-

-“Penso che andra’ benissimo.”-

Il cameriere se ne ando’ e dopo poco tempo ritorno’ con due bicchieri con il whiskey del

Kentucky.

–“Certo che il nostro brindisi sara’ un po’ particolare, ma molto motivato da entrambi.”-

Quando arrivo’ il whiskey Giancarlo chiese al cameriere quanto gli dovesse per le ordinazioni ed il cameriere rispose: -“Sono trentacinque euro e cinquanta centesimi.”-

-“Bene, grazie, e tenga pure la mancia.”-

-“Ehi, Giancarlo, hai ricevuto la paga? E la spendi cosi’ per cose futili?”-

-“No Margherita, spero che questi trentaquattro euro saranno utili. Cin, cin Margherita,

all’amore!”-

-“Credo che il nostro brindisi verra’ ricordato dal cameriere.”-

Ed ecco che dopo il brindisi inconsueto Giancarlo e Margherita si alzarono, andarono verso l’uscita e, come aveva detto Margherita, si abbracciarono e poi s’incamminarono verso la fermata dell’autobus numero 9. Aveva avuto ragione Margherita! Dall’altra parte della Via Cesare Battisti c’era Marta che fingeva di guardare le vetrine di un negozio di pasta fresca. Giancarlo la vide, ma continuo’ a parlare con Margherita, e quando stava arrivando l’autobus la bacio’ sulla guancia sussurrandole: -“Lei e’ qui , dall’altra parte, ciao!”-

Giancarlo ando’ verso la piazza Carlo Goldoni a prendere il suo autobus, il 15, e quando fu a casa aspetto’ che fosse sera e, come aveva detto, chiamo’ Marta al telefono. Lei rispose e fu gentile, poi chiese come fosse andato l’appuntamento con la sua collega. Lui rispose che era andato bene, ma non accenno’ i fatti e le idee di Margherita. Non fece mai neppure il nome di lei. Fu Marta a chiedere: -“Come si chiama la tua collega e che cosa insegna?”-

Allora Giancarlo rispose: -“Insegna Italiano, Latino, e Greco.” Non ha ancora una cattedra, ma credo che l’avra’ presto. Ho avuto l’occasione di parlare con il preside della scuola e ci sono buone probabilita’ che presto avra’ anche lei un posto nella scuola, poiche’ ci mancano insegnanti.”-

-Marta commento’: -“Bravo, hai fatto una buona azione!”-

-“Io la conosco da quando frequentavo l’universita’ e so che e’ un’ottima professoressa.”-

-“Ma non mi hai detto com’e’ stato il tuo pomeriggio, Marta.”-

-“Beh, e’ stato tranquillo. Sono andata un po’ in centro citta’ e poi sono ritornata a casa.”- Anche lei era rimasta sul vago e non aveva accennato al fatto che li aveva visti alla fermata dell’autobus. Giancarlo si ricordo’ dei suggerimenti di Margherita e, prima di chiudere il dialogo con Marta, preciso’ che avrebbe rincontrato l’amica e che lui l’avrebbe presentata al preside

della scuola, per ricevere in incarico una classe.

-“Si, si, va bene, fai bene ad aiutarla. Ma deve fare un concorso?”-

-“No, no, lei ha gia’ fatto il concorso a Roma ed e’ abilitata ad insegnare. Lei cercava solo un posto permanente, non temporaneo. Anzi, dovro’ telefonare a Margherita di venire domani mattina alle 10:00, quando ci sara’ l’intervallo, cosi’ potra’ presentarsi al preside, e vediamo che cosa dira’ lui.”-

-“Ah, non sapevo questa novita’. Allora questo vuol dire che se il preside le dara’ una cattedra, tu la vedrai ogni giorno.”-

-“Che cosa c’entra tutto questo?”-

-“Io non vorrei sbagliarmi nel dire che e’ l’occasione che fa l’uomo ladro.”-

-“Scusami, perche’ mi metti nella categoria dei ladri?”-

-“Era solo un pensiero e nulla piu’. Non ti sarai mica offeso? Se non hai rimorsi sulla coscienza non devi preoccuparti.”-

-“Che discorsi fai, Marta? Non ho nulla da rimproverarmi.”-

-“Va bene, staremo a vedere…”-

-“Beh, non credo che questo tuo modo di parlare aiutera’ la nostra amicizia.”-

-“Amicizia? Che grande parolone! E poi sarei io che straparlo!”-

-“Scusa perche’, adesso non siamo neppure amici? L’altro giorno mi sembravi piu’ accogliente e mi pareva che avessimo un buon rapporto fra di noi.”-

-“Si, e’ vero, ma non c’era Margherita ad occupare la tua mente.”-

-“Ma non ha nulla a che fare con il mio cuore! Scusa, ora devo salutarti perche’ ho un allievo che viene a fare ripetizioni. Ciao, ciao”- e chiuse il telefono.

Il campanello suono’ ancora e Giancarlo ando’ ad aprire la porta.

-“Buon giorno professore, come va?”-

-“Bene, grazie. Hai avuto difficolta’ a leggere la Costituzione Italiana?”-

-“No, no, ma credevo che oggi avremmo parlato di Giulio Cesare.”-

-“Abbiamo gia’ parlato di lui, ma potremmo vedere la conquista della Gallia (58-52 A.C.) Per prima cosa dovremmo dire che noi abbiamo solo i commentari di Giulio Cesare, che era un generale e bravo commentatore politico, e che non sempre si limitava a parlare o scrivere dei fatti, ma c’era anche tanta propaganda nei suoi scritti. Aveva buoni rapporti con Pompeo, ma era necessaria anche l’azione dei suoi uomini fedeli. Pero’ non tutti erano favorevoli a lui: per esempio Marco Celio, amico di Cicerone, mando’ una lettera a quest’ultimo spiegando che c’erano molti che sussurravano ammutinamenti ed insuccessi. Proseguendo, diceva: -“Nulla di certo, si capisce, ma queste notizie passano di bocca in bocca, tra le persone che tu sai”-

E siamo nel 51 A.C. Cosa vuol dire tutto cio’? Che anche con tutta la propaganda e le vittorie di Giulio Cesare, a Roma egli aveva diverse difficolta’ con i senatori. Si legge sull’Internet: “Quando Cesare giunse nella regione, la gran parte delle tribu’ galliche avevano dismesso la forma statale monarchica ed instaurato un governo aristocratico. I Sequani e gli Edui avevano gia’ cambiato i loro governi da piu’ di una generazione. E quello che Cesare racconta di Orgetorige , che voleva far risorgere la monarchia presso i Sequani e gli Edui, ci fa capire che i tentativi dell’Elvezio Orgetorige furono un fallimento. Ma questo non facilito’ il compito e gli scritti dei suoi commentari .” Ma carissimo amico, devi studiare un po’ di piu’ su chi e’ stato Giulio Cesare. E’ lui che ha dato i titoli di Caesari ai diversi capi di stato ed e’ ancora lui che,

con il De Bello Gallico, e’ lo scrittore piu’ riconosciuto di quel periodo: Gaio Giulio Cesare, generale, politico, e scrittore romano del primo secolo A.C. Adesso, proviamo a vedere se sai quando e’ morto Giulio Cesare?”-

-“Alle Idi di Marzo,”-

-“Che vorrebbe dire cosa?”-

-“E’ morto il 15 marzo del 44 A.C.”-

-“Bravo! E cos’e’ accaduto d’importante dopo Cesare?”-

-“Antonio cerco’ di vendicare la sua morte.”-

-“Si, e’ giusto, ma non fu una cosa semplice. Accusarono Cesare di voler sopprimere la

Repubblica e di farsi incoronare re. E chi fu il suo successore?”-

-“Il figlio adottivo Ottaviano Augusto che governo’ per quarantacinque anni e fu il primo imperatore con il titolo di Cesare Augusto, ed oggi noi ricordiamo la data con un D.C., ossia Dopo la morte di Cristo.”-

-“Comunque, questo sistema datario e’ stato fissato solo al sesto secolo dopo Cristo, da un monaco di nome Dionysius Exiguus. Prima c’era il calendario Giuliano, introdotto nel 46 A.C. da Giulio Cesare, che contava gli anni partendo dal 753 A.C., anno della fondazione di Roma. Ma poi, c’era un po’ di confusione nelle date, fino a che non ci mise la mano un uomo di chiesa,

Papa Gregorio XIII che nel 1582 introdusse il calendario Gregoriano, di 365 giorni. Ma basta per oggi, se no ti confondo le idee. Ciao Marco, ti consiglio di leggerti un bel libro. Ciao, ci vediamo la prossima settimana.”-

Lui se ne ando’ e Giancarlo ricomincio’ a pensare a Margherita, la quale aveva trovato il punto debole di Marta. In quel preciso istante il telefono’ squillo’ nuovamente. Non poteva essere Marta, perche’ aveva parlato con lei poco prima che Marco venisse a ripassare un po’ di Storia.

-“Eccomi”- disse rispondendo al telefono – “Ciao, chi sei?”-

-“Sono Margherita. Ti sei gia’ dimenticato di me?”-

-“No, no, anzi mi hai fatto un favore. Dovevo telefonarti e dirti che il preside sarebbe lieto di conoscerti domani, alle 10:00, quando c’e’ l’intervallo delle classi.”-

-“Ma non mi da’ nemmeno il tempo di andare dal parrucchiere! Eh, gli uomini impegnati sono sempre cosi’: subito, o chissa’ quando. Gia’ lo credo e lo immagino cosi’ impegnato che quando va a casa chi deve fare ogni cosa o comunque pensare a tutto e’ la moglie. Beh, immagino che abbiano una signora che dia loro una mano per le cose di casa. Comunque, va bene Giancarlo, verro’ e spero che sara’ un buon incontro.”-

-“Lo spero anch’io. Lui si chiama Antonino Castaldo ed e’ il preside della scuola. E’ di origine

siciliana. E’ un bravo uomo.”-

-“Buono a sapersi. E come mai non e’ in Sicilia?”-

-“Perche’ ha sposato una Triestina, la signora Emma. Hanno quattro figli e due nipoti. Abitano dalle parti di Scorcola. Sono brava gente, credimi!”-

-“Non vedo perche’ dovrei dubitare. Hai qualche novita’ da parte di Marta?”-

-“Si, che e’ gelosa di te. Ha detto che l’occasione fa l’uomo ladro, ed era chiaro che si riferiva a te e a me. Poi ha detto: -“Non ti sarai mica offeso? Se non hai rimorsi, non hai di che preoccuparti”-, al che le ho chiesto che discorsi stesse facendo, perche’ non credo che questo tuo modo di parlare aiutera’ la nostra amicizia. “Amicizia?!”- ha detto, -“che grande parolone”- e poi ha aggiunto -“Sarei io che straparlo?!”- Le ho risposto che l’altro giorno mi sembrava piu’ accogliente e che avessimo un buon rapporto tra di noi. La sua risposta era -“Si, e’ vero, ma non c’era Margherita ad occupare la tua mente”- e quando le dissi che tu non avevi alcun interesse

per me, lei commento’:-“Si, va bene, aiutala, fai una buona azione”.- Come vedi, e’ suscettibile alla gelosia!”-

Margherita rimase in silenzio per alcuni secondi, poi disse: -“Se ci tieni a lei, devi coccolarla un po’ e farle vedere che hai interesse verso di lei, comperandole un mazzo di rose rosse ed osservare come reagira’. Oppure comprale un disco di Massimo Ranieri e se vuoi portala a

prendere una pizza o andate al buffet Da Pepi a mangiare una razione di porcina calda con senape e kren, accompagnata da una buona birra. Insomma, fai questo tentativo e vedi come reagisce.”-

Gianarlo ascolto’ con attenzione le parole di Margherita e poi disse: -“Provero’, ma onestamente non mi sento tranquillo , non sento in lei quella empatia che dovrei poter sentire o, come si usava dire una volta, non sento farfalle nello stomaco.”-

Margherita allora commento’: -“Ma forse sei tu che non ti senti a tuo agio. E’ il tuo inconscio che si ribella ad un legame solo apparente. Il mio consiglio allora e’ semplice: lascia perdere questa storia che e’ fatta solo di parole, una contro le altre. Tu hai visto una bella ragazza, ma niente di piu’. Il tuo macismo ha avuto una reazione da uomo, ma nel tuo cuore e la tua mente non l’ha mai accettata. Lascia perdere e sarai piu’ felice. Alla fine, sei proprio come un gatto d’appartamento.”-

-Grazie, mi mancavano solo le tue ultime parole! Alla fine rimane essere stato un’incontro e

nulla piu’”-

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