L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA ITALIANA 2026 – DI VALTER MARCONE
Redazione- Che cos’è una capitale della cultura italiana ,quali città hanno avuto questa qualifica negli ultimi anni, chi decide sull’assegnazione di questo titolo, che si fa in una città definita capitale della cultura italiana.
Le domande alle quali cercherò di rispondere ci rimandano immediatamente ad una notizia di questi giorni ossia l’assegnazione a L’Aquila per l’anno 2026 del titolo di capitale della cultura italiana.
A proclamare l’assegnazione di questo titolo è stata una giuria, nella cerimonia che si è tenuta nella Sala Spadolini del ministero della cultura ,presieduta da Davide Maria Desario e composta da Virginia Lozito, Luisa Piacentini, Andrea Prencipe, Andrea Rebaglio, Daniela Tisi, Isabella Valente, e dei rappresentanti di tutte e dieci le città finaliste: oltre all’Aquila, Agnone (Isernia), Alba (Cuneo), Gaeta (Latina), Latina, Lucera (Foggia), Maratea (Potenza), Rimini, Treviso, Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena).
Dopo Pesaro per il 2024 e Agrigento per il 2025 è l’Aquila la città scelta come capitale italiana della cultura 2026.
Il comunicato del 14 marzo 2024 del Comune di L’Aquila pubblicato sul sito ufficiale dell’amministrazione dice testualmente :
“L’Aquila sarà Capitale Italiana della Cultura per il 2026. La proclamazione è giunta nel corso della cerimonia che si è tenuta questa mattina nella Sala Spadolini del Mic a Roma a cui ha preso parte il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ha dato lettura del verdetto della giuria, presieduta da Davide Desario, con cui il capoluogo d’Abruzzo si è imposto davanti alle altre nove città finaliste: Agnone, Alba, Gaeta, Latina, Lucera, Maratea, Rimini, Treviso, Unione dei Comuni Valdichiana Senese.
Per il Comune dell’Aquila hanno partecipato il sindaco, Pierluigi Biondi, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e il sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, che hanno manifestato sostegno alla candidatura aquilana supportata anche dagli Uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila e del cratere 2009 (Usra e Usrc) e dei territori colpiti dal sisma del 2016 (Usr).
Il dossier “L’Aquila città multiverso”, che è stato illustrato nel corso dell’audizione svoltasi il 4 marzo scorso nella sede del ministero dal sindaco Biondi, dal direttore della candidatura, Alessandro Crociata, dal coordinatore scientifico del dossier, Pierluigi Sacco, e dalla Direttrice del Museo Nazionale d’Abruzzo, Federica Zalabra, ha convinto la commissione esaminatrice.
Salute pubblica e benessere, coesione sociale, creatività e innovazione, sostenibilità socio-ambientale sono i quattro cardini del documento che si sviluppa su cinque assi portanti per la sua declinazione e realizzazione: la multiculturalità, la multiriproducibilità, la multidisciplinarietà, la multinaturalità e la multitemporalità.
“Sono estremamente felice e orgoglioso per un riconoscimento in cui abbiamo fortemente creduto, frutto di un viaggio iniziato nel 2021. Anche all’epoca, in piena pandemia, giungemmo alla finale per l’assegnazione del titolo di Capitale della cultura 2022, poi conferito all’isola di Procida. Non ci siamo perduti d’animo e da quel risultato abbiamo preso spunto per immaginare e mettere a punto una nuova proposta che fosse ancor più valida, convincente e affascinante proprio come il territorio dell’Aquila e quello delle aree interne non solo dell’Abruzzo e del Centro Italia ma dell’intero Paese. La questione delle aree interne rappresenta la sfida del domani dell’Italia unitamente al problema dell’inverno demografico. Questa vittoria certifica il valore che queste ampie porzioni della nostra Penisola rappresentano in una più ampia ottica di unità e coesione nazionale: città, borghi, paesi in cui sono concentrate straordinarie peculiarità e capacità in grado di dialogare con le realtà metropolitane e costiere, superando antistoriche logiche campanilistiche e distanze orografiche che anche grazie alla cultura possono essere ricucite” ha dichiarato il sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi.
“L’Aquila si appresta a vivere il suo quindicesimo anniversario dal sisma: come ho detto nel corso dell’audizione il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura non può essere un risarcimento per quanto accaduto perché non può esserci risarcimento per ciò che il nostro popolo ha sofferto, ma rappresenta un elemento con cui ricostruire il tessuto sociale le nostre comunità” ha aggiunto Biondi.
“È stata certificata, inoltre, la validità e la concretezza del dossier proposto, per il quale ringrazio quanti hanno contribuito con idee e proposte alla sua redazione, ma anche la serietà, la concretezza e la visione prospettica di un’amministrazione che ha sempre creduto nel valore sociale, etico e intellettuale, ancor prima che economico, degli investimenti in ambito culturale che nel corso di questi anni hanno raggiunto una quota pari a circa 25 milioni di euro. Per gli aquilani la cultura è sempre stata, soprattutto di fronte a grandi difficoltà come il sisma o la pandemia, un elemento determinante di riscatto e coesione sociale. È un successo che condivido con quanti hanno sostenuto la nostra sfida e verso i quali non posso che esprimere profonda gratitudine: Regione Abruzzo, Comune di Rieti, Uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila e del cratere 2009 e dei territori colpiti dal sisma 2016. Tutte le nove città candidate insieme all’Aquila saranno parte integrante di questo percorso: saranno nostre alleate per costruire una rete di connessioni tra i territori. Ci sono molti progetti da realizzare, tanto da fare ma sono certo che saremo all’altezza di questo importante e prestigioso riconoscimento” ha concluso il primo cittadino del capoluogo abruzzese.”
Le motivazioni dell’assegnazione del titolo : “”Il dossier promuove un modello di valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale, artistico e naturale – si legge nelle motivazioni della giuria – mira al recupero dell’identità, puntando sulla cultura intesa come volano per la crescita e come elemento fondante di una comunità. Il progetto coinvolge un numero rilevante di realtà, creando un forte collante con il territorio circostante; la strategia identificata è destinata ad avere un importante effetto moltiplicatore. Il budget previsto è coerente con gli obiettivi e il palinsesto degli eventi e delle iniziative si sviluppa per un intero anno e copre tutto il panorama delle espressioni artistiche e culturali: cinema, teatro, musica, arti visive; apprezzata l’attenzione ai giovani, che non saranno solo fruitori ma attori. Il progetto realizza anche una buona integrazione tra pubblico e privato ed è molto apprezzata la centralità e il coinvolgimento del sistema museale bibliotecario e universitario. Il giudizio è eccellente”.
Scrive L’AGI : “Garantiamo che saremo all’altezza del compito che oggi ci assegnate”, ha promesso il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, dopo la proclamazione del capoluogo abruzzese a Capitale italiana della Cultura 2026, sottolineando che il riconoscimento si estende “a tutto il territorio va dal cratere sismico fino alle aree appenniniche che nei secoli hanno subito una grande spoliazione, una perdita di centralità”. Per il presidente della Regione, Marco Marsilio, si tratta di “un ulteriore segnale di rinascita e di crescita per l’intero Abruzzo”. L’Aquila si era candidata già nel 2021 ma tra le 10 finaliste fu scelta Procida come Capitale della Cultura 2022. Stavolta ha vinto il suo progetto di L’Aquila Città Multiverso, “un ambizioso programma di sperimentazione artistica”, hanno spiegato i promotori, “per la creazione di un modello di rilancio socioeconomico territoriale a base culturale capace di proiettarla verso il futuro seguendo i 4 assi della Nuova Agenda Europea della Cultura: coesione sociale, salute pubblica benessere, creatività e innovazione, sostenibilità socio-ambientale”.
Un progetto di sviluppo territoriale che disegna, soprattutto attraverso la cultura, un chiaro percorso di rinascita e resistenza come risposta alle catastrofiche conseguenze del violento terremoto del 2009. Ma non solo. “Questo riconoscimento non è un risarcimento per quello che il nostro popolo ha sofferto, ma un elemento fondamentale che esprime la voglia di emancipazione e di crescita verso il futuro. Le altre città candidate saranno nostre alleate e complici per creare una nuova rete italiana della cultura”, ha commentato il sindaco Pierluigi Biondi
Che cos’è allora una capitale della cultura. Sul sito del Ministero della cultura si legge a questo proposito : “L’iniziativa Capitale italiana della cultura è stata istituita nel 2014, con il decreto legge 31 maggio 2014 n 83 convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2014 n. 106 dietro proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sulla scorta della grande partecipazione delle città italiane alla selezione per la Capitale europea della cultura 2019.
Obiettivo della manifestazione è quello di promuovere progetti e attività di valorizzazione del patrimonio culturale italiano, sia materiale che immateriale, attraverso una forma di confronto e di competizione tra le diverse realtà territoriali, incentivando così la crescita del turismo e dei relativi investimenti. La valutazione delle candidature è a cura di una Giuria – composta da sette esperti indipendenti – che, a seguito delle “audizioni” con le città finaliste, raccomanda al Ministro della cultura il nome del Comune, della Città metropolitana o dell’Unione di Comuni ritenuto più idoneo, dandone opportuna motivazione.
Su proposta del Ministro della cultura, il titolo è successivamente assegnato dal Consiglio dei Ministri con propria delibera.
Il titolo di Capitale italiana della cultura è conferito annualmente sulla base della disciplina relativa alla proceduta di selezione definita nel 2016 dall’allora Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo d’intesa con la Conferenza unificata, e aggiornata nel 2019 .
La città vincitrice, grazie anche al contributo di un milione di euro messo in palio, potrà mettere in mostra, per il periodo di un anno, i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo.”
La città vincitrice, grazie anche al contributo di un milione di euro messo in palio, potrà mettere in mostra, per il periodo di un anno, i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità.
Il Presidente della commissione Desario precisa : “La valutazione ha portato a una scelta che ha anteposto l’esame e il confronto dei dossier a qualsiasi ideologia politica. Ed è stato uno strepitoso viaggio attraverso la bellezza e la ricchezza della nostra nazione: sono ancora una volta rimasto sorpreso dalla autorevolezza, dalla capacità, dalla passione, messe in campo da tutti i rappresentanti delle città candidate, con un senso di squadra che unisce tutti i ‘campanili’. Questo è l’emblema dell’Italia come vorremmo che fosse e che vuole migliorare a colpi di cultura, autentico volano per il Paese, con grandi e piccole realtà locali che guardano al futuro e alle nuove tecnologie, senza mai rinunciare alle radici e alle loro tradizioni”.
“La designazione di L’Aquila a Capitale italiana della Cultura 2026 è una bellissima notizia, non solo per la città e il suo territorio, ma per tutto l’Appennino centrale. Si tratta di un risultato che rende merito all’ottimo lavoro del sindaco Pierluigi Biondi, della sua amministrazione e di una filiera che, a partire dal presidente della Regione Marco Marsilio, in Abruzzo ha dimostrato di essere efficace e vincente”, dichiara il commissario straordinario al Sisma 2016, Guido Castelli.
“Il legame che corre tra l’Aquila e la struttura commissariale che guido è costante e all’insegna di una fattiva collaborazione che trova la sua applicazione nella cabina di coordinamento integrata sisma 2009-2016, che presiedo – sottolinea Castelli – Il capoluogo abruzzese, dopo il terribile sisma del 2009, ha avuto la tenacia e la capacità di rialzarsi in piedi e la designazione odierna è un ulteriore, prestigioso, segnale di rinascita che questa splendida città merita”.
“Sono certo che questo risultato porterà benefici non solo a L’Aquila, ma a tutto l’Appennino centrale – conclude – Questa vasta parte del nostro Paese è rimasta a lungo ai margini dell’agenda nazionale ma oggi, grazie all’attenzione e all’impegno concreto del governo Meloni, la tendenza è stata invertita attraverso l’adozione di una strategia di crescita e sviluppo che mette al primo posto la sicurezza e la sostenibilità”.
Un coro entusiastico di commenti ha fatto seguito alla proclamazione dell’assegnazione del titolo: un coro soddisfatto che sottolinea come la pervicacia dimostrata dall’amministrazione comunale nel perseguire questo obiettivo ha dato finalmente i suoi frutti . Anche se non si possono nascondere alcune criticità che proprio il programma di ricostruzione e di rivitalizzazione del tessuto urbano e sociale non riesce ancora a sanare come per esempio la mancata riapertura del Teatro comunale in cui ci sono ancora lavori edilizi da fare e il problema dei parcheggi , come pure una sfrenata movida che a sentire i residenti rende a volte difficile qualsiasi coabitazione. Una ricostruzione, come già ha avvisato l’Ance dopo la pandemia su cui rischia di abbattersi la “tempesta perfetta” legata agli aumenti dei prezzi dei materiali edili e dei prezzi dell’energia .Insomma criticità che Roberta Gargano dell’Associazione “Città di Persone”, di cui fanno parte residenti e commercianti del centro storico dell’Aquila, sentita dall’Ansa riassumeva così nel 2023 : «Non abbiamo idea di cosa sarà la città in futuro, non c’è un piano. Tentennano l’illuminazione pubblica, il ritiro della spazzatura, gli allacci ai servizi. Mancano i parcheggi. Molti residenti non riescono ancora a rientrare per queste problematiche, sono infatti tante le case in affitto e in vendita», Colpa di appalti che non decollano, ditte che alla fine falliscono, lavori che cominciano e poi si fermano del tutto, o si prendono una pausa, spesso perché «i soldi stanziati non sono in cassa», come ha ribadito il vicesindaco Raffaele Daniele. Criticità che dicono tutta l’asprezza di una lotta a cui probabilmente questo titolo di capitale della cultura italiana per il 2026 offre strumenti e risorse nuove e diverse , sublimate nel mondo della cultura che è poi in definitiva il modo di conoscere il mondo che ci circonda e di affrontarne le difficoltà proprio valorizzando quelle criticità con intelligenza, acume e responsabilità.
“L’aquila città multiverso” probabilmente vuole dire anche questo: capacità di raccogliere attorno ai problemi nuove forze e nuove prospettive per ridisegnare “ quello che c’era e dove era “. come si disse mettendo mano alla ricostruzione della città dopo il sisma del 2009, in una dimensione diversa futuristica e futuribile che raccoglie istanze di centralità di un territorio mortificato da spopolamento, crisi economica, lentezze burocratiche, perdita di efficienza dei servizi, ma ricco di valori a cui attingere giudiziosamente per portare radici antiche ed essenziali nel futuro .
