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LA PANDEMIA: ASPETTI SIMBOLICI E RELAZIONALI DEI COMPORTAMENTI UMANI

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Redazione- In terapia , con i pazienti, subito dopo l’accoglienza, solitamente, indago sui “modelli di attaccamento” vissuti nel periodo infantile.E’ da li che si originano le attuali paure, le necessita’, le incapacita’ e le autopercezioni di scarso valore personale.Ci si trovano anche “ i traumi non narrati” per mancanza di una base sicura che ne permettesse l’elaborazione, l’incuria o il rapporto fusionale con il materno che conduce ad un eterno desiderio di reboarding.Essersi sentiti “ trasparenti” o solo un “ continuum” del genitore.Un figlio reale troppo lontano dal “ bambino fantomatico”, un fragile che disattende sempre e sempre le “aspettative genitoriali”.Poi si diventa adulti: compiacenti o insicuri, dipendenti o antisociali, rabbiosi o passivo aggressivi, tutti nel mondo alla scoperta di senso.Nel percorso si puo’ vivere di luoghi comuni e consuetudini e in una “ eterna zona di comfort”, oppure trafiggersi per scoprire quanto si e’ capaci da se’, quanto si è amati.

Per cosa ci ammirano?

Quale è la mission?

Domande che non sempre ci si pone, per paura, mancanza di tempo o pigrizia, ma ci sono “eventi che sovvertono” l’ordine delle cose e capita che all’improvviso qualcosa decide per noi e ci chiede un esercizio di consapevolezza “ immediato e cruento”.Mi sono messa in un angolo ( per buon senso e pietas umana) ad osservare ed immaginare quali le connessioni possibili tra gli inizi di ognuno e i comportamenti di oggi tra le paure di una pandemia incipiente.Ad esempio “ gli incoscienti” ( o forse in odore di sensation seaking) che sfrecciano tra i confini degli stati senza tregua con il brivido di giocare a moscacieca col la signora morte, che bambini sono stati e cosa devono completare?E poi i fobici, gli ossessivi che draghettano tutti verso la depressione con previsioni catastrofiche su una imminente fine.I funambolici che hanno il “ locus of control esterno” ed e’ sempre colpa degli altri.Quelli che si dedicano, sacrificano e dimenticano persino della propria vita per salvarne molte altrui.Quelli che non saranno mai vulnerabili , per tutto, dalla vecchiaia alla morte, e continuano a sciare col volto verso il sole come stelle marine imbevute di salsedine.Quelli che non sono mai usciti e adesso si.Quelli che strumentalizzano il momento per avere cio’ che in normalita’ non riuscirebbero mai.

E poi le fiaccolate, i concertini all’unisono e gli arcobaleni di speranze che diventano sterili affabulazioni se si pensa che “ l’alterita’” e’ inaffidabile e la mia vita dipende dalla altrui scelleratezza.Forse c’è bisogno ( metaforicamente) di un genitore autoritario e coerente, essendoci definiti ( societa’ senza piu’ padri) perche’ l’autorevolezza non da tutti viene compresa.Oppure di un potente , inneggiante, severo e spaventevole Io suppletivo che decide per noi e per tutti, perche’ ormai si sa che molte delle coscienze si

son fatte deboli tra dipendenze e falsi dei.

 

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