Ultime Notizie

LA GNOSOLOGIA SOCIALE NEI PROCESSI DELLA PRATICA PROFESSIONALE – DOTT.SSA SILVANA DI FILIPPO

0

Redazione- Le esperienze di tirocinio rappresentano il costrutto verso le opportunità di sperimentarsi sul campo, ma anche di proseguire l’esperienza accanto ai progetti avviati in toto tra quella necessaria ed attenta conoscenza e coscienza.

Durante la prima fase di pandemia, molti sono stati i tirocinanti che si sono messi a disposizione per collaborare con lo sportello di ascolto integrato covid 19 creato ad hoc dal servizio sociale consultoriale con gli ex tirocinanti ed i nuovi.

Passando dalla gnosologia sociale, ovvero partendo dalla teoria della conoscenza e attraversando sia il significato di conoscere che conoscersi.

Questo aspetto ha coinciso perfettamente con il codice deontologico dell’Assistente Sociale ed ha attraversato sia i saperi umani che professionali, passando attraverso quella “coscienza etica” ascritta in ragione della valutazione sociale del proprio agire, ovvero all’azione volontaria e alla consapevolezza degli aspetti morali a cui ogni nostra azione corrisponde in ragione di un codice etico e di norme non scritte.

In particolare, i tirocinanti, si sono adoperati nella dimensione conoscitiva del proprio spazio-coscienza, sia attraverso una costante supervisione nelle attività dedicate all’emergenza sociale che nella possibilità di uno spazio libero al supporto sociale.

Accanto a tali esperienze, il servizio sociale si è innestato con la dimensione deontologica, ovvero a quello spazio dei doveri che l’assistente sociale deve osservare e che si avvale di un codice scritto, imprescindibile dal primo avvio del tirocinio diretto.

L’etica professionale riguarda la mentalità e il comportamento tipico di una professione e si distingue secondo l’attività specifica che si svolge. Il valore etico, cioè il senso globale di giustizia e bontà, individua l’Assistente Sociale come soggetto di percezione e come soggetto di realizzazione.

La percezione morale è’ innata nella persona come capacità estimativa del bene, mentre la realizzazione morale implica la conoscenza etica, il suo valore e la comprensione di comportamenti adeguati. Il Valore Etico presuppone una libertà che si traduce in responsabilità personale che, accompagnato dal codice deontologico diventa responsabilità professionale sin dal momento pratico.

La Professionalità assistenziale ha un attributo realissimo: l’eticità. Se l’eticità è assente viene meno l’integrità professionale che rimane privata di una componente importante, ma se è presente, illumina l’attività, la rende desiderosa e confortevole. Eticità professionale vuol dire che la natura, i contenuti, le modalità della professione sono coerenti con gli scopi dichiarati dalla professione stessa, cioè quelli di andare incontro ai problemi “dell’altro” accogliendolo. Il fine della professione assistenziale è quello di assistere l’individuo aiutandolo, quando è possibile, a far crescere quel bene vitale che è la salute individuale per promuovere in tal  modo il benessere di tutta la comunità. Eticità professionale significa eseguire il proprio lavoro con un atteggiamento umano. La competenza è lo strumento per assumere le responsabilità inerenti al lavoro sociale e si acquisisce progressivamente attraverso conoscenze di carattere generale e specifico.

La deontologia appartiene all’ordine del dovere, della prescrizione, della legge.  Essa fornisce un orientamento generale, indicando i confini del campo di azione dell’assistente sociale. Il codice deontologico è lo strumento che dà una garanzia qualificante all’ azione professionale, ma non fornisce il senso e la natura degli interventi, che invece rimandano necessariamente alle motivazioni, al senso e alle finalità di chi lo adopera. Esso orienta e guida il professionista nelle scelte di comportamento più adeguato all’azione professionale.

La norma deontologica ha il suo fondamento nell’etica, nella coscienza e nella responsabilità verso sé stesso e verso gli altri, che il professionista assume nel suo lavoro. Essa si contraddistingue come la dottrina che tratta dei doveri da compiere da parte di una determinata categoria professionale.

La deontologia professionale, dunque, è la scienza dei doveri ed è intesa come l’insieme di alcuni comportamenti ritenuti conformi all’onestà e al prestigio della professione che si esercita. I principi deontologici indicano delle norme di comportamento che si ispirano a principi di impegno unitario.

Tra questi, alcuni esempi sono: l’indipendenza da ogni condizionamento ideologico, la riservatezza su tutto ciò che si è venuti a conoscenza, la solidarietà con l’Assistito e i suoi familiari, la collaborazione professionale con tutti gli altri operatori, il rispetto dei diritti dell’Assistito che vengono prima dei propri, la dignità e il prestigio professionale, la disponibilità nei casi di emergenza.

Il codice deontologico dell’assistente sociale ha avuto nel tempo diverse evoluzioni. Il primo, risale al 18 aprile 1998, il secondo al 17 luglio 2009, il terzo al 6 aprile 2002 e l’ultimo è entrato in vigore il 01 giugno 2020, in pieno clima pandemico.

Ne consegue, che nell’esperienza del tirocinio pratico, i discenti diventano colleghi affiancati dal tutor nel supporto e nell’attenta pratica dell’autosservazione e dell’osservazione, passando dal codice deontologico nella pratica.

Commenti

commenti