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INCERTEZZA E AVVERSITA’ NELLA VITA ALIMENTANO LA CREDENZA NELLA FORTUNA: C’E’ DA CREDERCI?

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Redazione- Incertezza e avversità nella vita alimentano la credenza nella fortuna. C’è da crederci? Probabilmente  “l’Homo faber fortuna sua”  è la risposta più sensata a maghi e fattucchiere che se la passano sempre  bene  , specialmente in anni di incertezze  e avversità.

Fortuna, che nella lingua italiana corrisponde alla buona sorte, era nell’antichità una parola a doppia faccia per così dire. Serviva e si usava  per  indicare un destino sia fausto che infausto. Fortuna ha una incerta  etimologia latina :  fors, “caso” e  un  significato neutro. Parlare di “caso” infatti significa,nel linguaggio comune ,  alludere  ad una possibilità, ad una probabilità che può essere positiva o negativa e per meglio dire   propizia o avversa . Alla Fortuna gli antichi dedicarono  statue e santuari. Per esempio il complesso monumentale per la Fortuna Primigenia a Praeneste (odierna  Palestrina);  templi  come quello offerto alla Fortuna Huiusce Dei, cioè “del tempo presente”, che provvedeva a compensare le sventure del giorno stesso, o quello dedicato alla Fortuna Respiciens che, “guardando dietro di sé”, sanava invece i guasti del passato. Era ritenuta una  divinità incostante anche se positiva, pure  quando i suoi disegni, talvolta non benevoli, sfuggivano alla comprensione dei mortali.

Scrive Roberta Ioli  (1) : “Come il latino, la lingua greca presenta una notevole varietà lessicale per indicare la fortuna: il termine più frequente è Tychē, derivato dal verbo tynchanein che segnala l’accadere puramente casuale e imprevedibile. Tychē è una forza divina inarrestabile, ineludibile e, come la fortuna latina, può diventare buona o cattiva (in tal caso, è generalmente accompagnata da avverbi che la qualificano in senso positivo – eutychia – o negativo – atychia o dystychia). Insieme alla moira, corrispondente alla parte che a ciascuno è assegnata fin dalla nascita, costituisce l’essenza più potente e misteriosa del destino umano.

Mentre nel nostro linguaggio caso e necessità si danno come termini pressoché opposti, per gli antichi il caso è necessità, poiché ciò che agli uomini appare come accadimento fortuito e imprevedibile risponde, in realtà, a una necessità di ordine divino. Non è auspicabile una titanica resistenza alla sorte, ma neppure una fatalistica accettazione del destino. L’atteggiamento più saggio consiste in una consapevolezza vigile, che si astenga sia dalla tracotanza di chi desidera dominare l’impenetrabile, sia dall’idea che tanto, se non tutto, sia in nostro potere. Nessun mortale può dirsi felice se non alla fine dei propri giorni: così il sapiente Solone ammoniva il re di Lidia Creso, ingenuamente soddisfatto delle proprie innumerevoli ricchezze come se queste lo potessero proteggere dai colpi della sorte.”

Anche  Michela Mariotti afferma   (2) :”  Il tema della fortuna si intreccia così con la riflessione sulla ricerca della felicità individuale e sull’autosufficienza del saggio, temi comuni alla filosofia ellenistica, che a Roma si diffondono a partire dalla crisi della repubblica, quando il cittadino romano cessa di identificarsi esclusivamente nel proprio ruolo sociale e scopre la dimensione individuale e privata.

La precarietà della condizione umana, esposta ai colpi della Fortuna, rende urgente l’adozione di strategie di difesa, che liberino l’uomo dal dolore, come la praemeditatio futurorum malorum (Cic. Tusc. 3, 29): occorre riflettere continuamente sui mali che ci possono colpire perché se essi non giungono improvvisi la loro ferita risulta più lieve (Dante ha imparato la lezione, quando esorta Cacciaguida a rivelargli il proprio destino che saetta previsa vien più lenta, Inferno 17, 27). Invece, come osserva Seneca nella Cons. ad Marciam 9, l’uomo vive in un’ostinata presunzione d’immunità, non pensa mai al male prima che gli capiti, sed ut immunes ipsi et aliis pacatius ingressi iter alienis non admonemur casibus illos esse communes, «ma come se ne fossimo esenti e il nostro cammino fosse più tranquillo degli altri, le altrui disgrazie non ci ricordano che sono comuni a tutti» (9,1; trad. A. Traina). Il gioco impertinente della Fortuna è legge universale che governa il mondo, è la regola dell’humana mortalitatis condicio a cui ogni uomo deve conformarsi.”

Alla fortuna come regola degli eventi Montaigne dedica una lunga riflessione dal titolo La fortuna si trova spesso sulla via della ragione.” Nel corso delle sue riflessioni,scrive Claudio Fiocchi  (3), Montaigne usa più volte la parola fortuna in modo apparentemente casuale. Ma che parlare di fortuna fosse comunque sospetto emerge da un rilievo mosso a Montaigne dai censori cattolici, che a “fortuna” avrebbero preferito “provvidenza”. Al suo arrivo a Roma, durante il viaggio in Italia (1580-1581), il testo degli Essais venne sequestrato e sottoposto a un’indagine e al filosofo francese vennero mossi vari rilievi.

Montaigne però non cambiò il termine e anzi in una successiva edizione degli Essais ribadì la sua scelta. Dato che la teologia e i suoi argomenti sono troppo elevati per un discorso come il suo – afferma -, perché dovrebbe impiegare termini più santi, quando a interessarlo sono le fantasie umane e non le verità di fede?

Montaigne quindi predilige il termine “fortuna” per varie ragioni, come segnalare la distanza da un discorso di valore elevato, ma anche perché è convinto che il mondo sia infinitamente mutevole e così pure l’Io della persona. “Fortuna”, allora, è un termine comodo per sintetizzare l’imprevedibilità della vita e della storia.”

Antoine Compagnon  in una intervista afferma :” “I Saggi vengono scritti in un periodo in cui Montaigne ha deciso di ritirarsi dalla vita pubblica. Ma è importante sapere che, prima e dopo, ha partecipato a molti avvenimenti che hanno marcato la società. È stato magistrato e mediatore tra Enrico III e Enrico di Navarra, futuro Enrico IV, aprendo la strada per l’Editto di Nantes. Montaigne non esprime solo un pensiero contemplativo, ma anche politico. È stato sindaco di Bordeaux. Nella sua esistenza, cambia più volte il rapporto tra l’otium, l’ozio, allora qualità essenziale, e il negotium, la vita attiva che dal Rinascimento in poi prevale nella scala sociale. Montaigne si trova in uno snodo tra due civiltà”. (4)

La credenza nella fortuna dunque ci accompagna la storia dell’uomo da secoli perché la storia  dell’uomo è piena di incertezze  e disagi  tanto che  Benjamin Constant  ebbe a dire : “L’incertezza fa parte di tutte le attività umane. Se l’essere umano volesse liberarsi da tutte le  incertezze, dovrebbe smettere di essere una creatura in grado di pensare”.

Fin dalle sue origini, l’essere umano ha dovuto affrontare una moltitudine di minacce che mettono a rischio la sua esistenza come le malattie, le carestie e le catastrofi naturali. A chi rivolgersi dunque  se non agli dei risultando queste minacce  inspiegabili e purtroppo inevitabili . Riti tribali e liturgie hanno  tentato di alleviare le conseguenze e dare la forza all’uomo  di ridurre gli effetti

E quindi in termini di incertezza  avversità per tornare ai nostri tempi per esempio la pandemia ha fatto emergere in modo esplosivo le debolezze antropologico-culturali del nostro Paese: oppressivismo, negazionismo, riduzionismo e colpevolismo. Ogni problema diventa un “tutti contro tutti” e un intollerabile scaricabarile tra enti e istituzioni. E ci vuole fortuna per  sopravvivere , si fa per dire, a questo  brodo di  cultura  che  non è facile  asciugare  nella vita reale delle persone  in questo momento .

Scrive Carmelo Palma su Inkiesta.it il 28 agosto 2020 :” La prima debolezza è un’idea puramente oppressivistica del controllo sociale, con una perenne oscillazione tra la minaccia della galera come solo incentivo alla “correttezza” e all’adempimento delle prescrizioni e l’identificazione di ogni forma di disciplina e di auto-disciplina collettiva con una limitazione insopportabile della libertà individuale. “ (…)La seconda debolezza è proprio il negazionismo, cioè il ridimensionamento falsificante della natura problematica di un’emergenza, che non si ha la forza di rimuovere – cioè di cancellare dalla coscienza collettiva – ma che ci si sforza di relativizzare negli effetti molto oltre la portata di un ottimismo razionale. Il temporaneo azzeramento dei ricoveri in terapia intensiva ha portato anche molti scienziati rispettabili e una folla di politici zelanti a presentare il Covid come qualcosa che avevamo alle spalle, non come qualcosa che abbiamo tuttora davanti e della cui evoluzione non siamo in grado di prevedere quasi nulla. “(…)La terza debolezza è il riduzionismo manicheo, che porta a rappresentare la questione Covid come un problema solo o prioritariamente sanitario e a subordinare scelte complesse di politica pubblica a una sorta di “buonsensismo” salutista. “(…)La quarta debolezza è l’incapacità di governare problemi complessi evitando di equiparare ogni problema a una colpa morale, ogni “male” a un reato, ogni disgrazia, prevedibile e magari inevitabile, a un attentato alla salute pubblica di cui qualcuno (a caso) deve rispondere. A questo paranoico colpevolismo trasversale mi pare appartengano le polemiche sull’aumento dei contagi per l’intensificarsi delle relazioni sociali e per i naturali assembramenti della stagione turistica.”

C’è un paradosso parlando di fortuna che si lega alle previsioni del futuro  . Il paradosso è che il futuro sarà sempre meno  prevedibile  ma ci offrirà un controllo  sul mondo che non abbiamo mai avuto. Ce lo racconta  “ Caos quotidiano : un nuovo mondo di possibilità”, Codice Editore ,.David Weinberger autore di questo saggio,  tecnologo , filosofo e ricercatore al Berkman  center for Internet  and Society  dell’Università di Harvard. Infatti  egli dice : “ Gli esseri umani fin da quando nell’antichità  cercavano auspici nelle viscere degli uccelli ,vogliono anticipare il futuro. Il sistema migliore per farlo è scoprire leggi  naturali ed usarle per costruire  modelli concettuali., come quello fisico dell’atmosfera che usano  i meteorologi per le previsioni . Ciò significa partire da un ventaglio di di possibilità e via via restringerlo  fino ad una singola previsione: è un modo di pensare che però oggi si  rivela limitante…”

E’ una previsione quella sul futuro, sulla nostra condizione e  su noi stessi  che dunque  chiediamo, ai nostri tempi, sempre più frequentemente  a maghi e fattucchiere  . Lo chiediamo nella condizione di incertezza in cui la nostra vita viene a trovarsi a causa degli avvenimenti che animano il mondo che ci circonda .  E quello di ricorrere a maghi e fattucchiere è un fenomeno  molto esteso  alla pari del gioco d’azzardo , così come oggi  è diventato  ( tecnologico e  fiscale) pur essendo partito dall’ingenuo ed innocente  gioco del lotto e dalla sua smorfia per ricavare numeri da giocare dai sogni, dagli accadimenti, dai fatti della vita quotidiana, appunto quasi un “ gioco”  .

Un italiano su cinque consulta maghi, medium e cartomanti: il futuro è un business in crescita L’insicurezza aumenta e si chiede di amore e soldi, rivali e salute .Risposte veloci sul web o al cellulare. Naturalmente a pagamento. “Astrologi, rabdomanti, medium, guaritori della psiche, spiritisti, sensitivi, sedicenti indovini, improbabili chiaroveggenti, satanisti. Sono 160 mila gli operatori del settore e a loro nel 2013 sono rivolti 13 milioni di italiani. Anche solo per scherzo,per provare una volta, insomma non è vero ma ci credo. E ci vado. Lo fa un italiano su cinque. Un numero enorme, lievitato proprio negli ultimi tre anni di sbriciolamento delle certezze economiche: nel 2010 erano 10 milioni, oggi 3 di più, secondo le stime del Codacons.  L’equazione nemmeno tanto arcana che disegna la parabola al rialzo del fatturato della cabala, arrivato a 8,3 miliardi nel 2013 (+18,5 per cento rispetto all’anno prima), recita così: più c’è crisi, più c’è bisogno di fortuna. Qualsiasi fortuna, anche “artificiale”. «Si chiede all’irrazionale quello che la società e la politica, soprattutto quella di tipo clientelare, non riesce più a garantire  “ (5)

Il sito di Codacons riporta nella rassegna stampa una riflessione de La Discussione  del 30 ottobre 2019  che afferma : “ Milioni di persone che consultano le stelle, i tarocchi, i fondi di caffè, e prendono consigli e appuntamenti su Facebook per incamminarsi fiduciosi tra le braccia di chiromanti, esoteristi, maghe e maghi, fino alle Sette dove una volta entrati si rischia di rimanerne coinvolti al punto di non ritorno. Lo scorso anno sono state presentate 1500 denunce dove si segnalava di tutto, inganni, mistificazione; dal raggiro economico, alla coercizioni, ai tentati abusi sessuali messi in opera dai famosi guaritori.”

La riflessione poi continua  : “  Cosa spinge milioni di persone a chiedere alle fattucchiere e maghi cosa ne sarà di loro? Se avranno successo in amore, fortuna e denaro? Se potranno guarire da una malattia o convincere sentimentalmente una persona ad innamorarsi? Sono tante le analisi in risposta agli interrogativi, perché si rincorrano riti propiziatori, divinazioni, incantesimi e liturgie per togliere il malocchio; per chi segue il fenomeno le motivazioni vanno da quelle della solitudine, alla depressione, dalla sfiducia in sé stessi, dall’ avere subito una ingiustizia, fino a quelle religiose e quindi dalla caduta dei valori fondanti della nostra civiltà e spiritualità che è fatta di pazienza, attesa, fede, sacrifici.”

Portando poi delle testimonianze : “  L’ esorcista don Aldo Bonaiuto, osserva: “I potenziali adepti sono contesi in Rete dalle mille sigle delle false credenze religiose. È un mercato che riannoda i fili dei misteriosi rapporti tra occultismo, musica e messaggi veicolati attraverso mezzi di comunicazione, film, . Connessioni segrete ricollegano fenomeni di massa: boom del fantasy, falsi culti alternativi, festa di Halloween, oscura galassia esoterica, finti esorcismi, magia, nichilismo”. Oltre la crisi religiosa c’ è molta solitudine che spinge le persone a chiedere aldilà cosa accadrà nella vita di tutti i giorni, perché quella quotidiana appare priva di emozioni, senza gioia ed entusiasmo. Poi ci sono persone colte e istruite che vogliono entrare in una sfera magica, fuori dalla realtà sensibile, carpire segreti che appaiono tali e senza spiegazioni scientifiche, oppure per natura sono attratte dal l’ oscurità, dalla magia della irrealtà e pulsioni incontrollabili.” (6)

Il CICAP  un’associazione educativa e pedagogica, fondata nel 1989 da Piero Angela e da altre personalità del mondo della scienza e della cultura tra cui Margherita Hack, Umberto Eco, Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi nell’intento di contrastare in questo caso la  credenza nelle potestà  di previsione del futuro  di  maghi e fattucchiere nel 2017 ha svolto un’indagine. Il risultato della quale afferma che nessuno degli avvenimenti previsti da maghi e astrologi  all’inizio dell’anno si sono verificati nel 2017. «È un controllo che il Comitato porta avanti da oltre vent’anni – ricorda Massimo Polidoro, Segretario nazionale del CICAP – anche se nella maggior parte dei casi possiamo solo dire che le previsioni sono così vaghe e generiche che non si possono nemmeno smentire. Dire che nell’anno nuovo “morirà una persona famosa” o “ci sarà una catastrofe” non sono previsioni, ma ovvietà».(5) «E, ugualmente», ribadisce ancora Stefano Bagnasco, fisico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e coordinatore del Gruppo di Studio sull’Astrologia del CICAP, «i casi di profezie avverate non significano necessariamente che si posseggano doti paranormali, ma piuttosto che a forza di tirare a indovinare qualcosa si azzecca. Soprattutto se la previsione è sufficientemente oscura e aperta alle interpretazioni». (7)

Papa Francesco nell’udienza generale del 30 ottobre 2019 dopo aver letto un passo tratto dagli atti degli Apostoli, che racconta di una schiava che “procurava molto guadagno ai suoi protettori con il mestiere di indovina”,  commenta il testo, agganciandosi all’attualità. “Questa povera schiava faceva questo che fanno le indovine: ti indovinava il futuro, ti leggeva le mani- dice Bergoglio- e per questo la gente pagava”. Poi aggiunge: “Anche oggi, cari fratelli e sorelle, c’è gente che paga per questo”.

Anche se da ultimo  c’è un salto di qualità in questo  settore .Anche forse peggiore della trappola della superstizione ,delle circonvenzioni di maghe e fattucchiere . Perche  vedo, prevedo, stravedo ha i giorni contati. Finora  per farsi predire il futuro l’unica possibilità era rivolgersi a maghi e fattucchiere, bravi nel carpire la nostra buona fede. Ma la tecnologia ha cambiato anche questo. Oggi a dirci che ne sarà di noi ci pensa un algoritmo. Si chiamano algoritmi predittivi e sono software che riescono a prevedere  o forse interpretare comportamenti  o  avvenimenti  ( o a determinare  o a  costringere  ? ) . Anticipare i crimini, capire prima del tempo le quotazioni borsistiche per far soldi, prevedere quando avremo il raffreddore e persino aiutarci a trovare l’amore. La negromanzia non c’entra, è pura matematica. La statistica ha sostituito  maghi e fattucchiere . L’analisi predittiva infatti altro non fa che usare dati storici per costruire un modello statistico in grado di rilevare le tendenze più importanti. Tale modello viene poi applicato ai dati correnti per prevedere eventi futuri o suggerire misure da adottare per ottenere risultati ottimali.(8)

 Dice  Franco  Ferrarotti : “… le superstizioni acquistano una valenza che va ben al di là del loro manifesto carattere giocoso. Si pongono, anzi, come strumenti di difesa in un’epoca permeata di grandi incertezze, sia individuali che collettive.” Nonostante il progressivo sviluppo tecnologico, le statistiche continuano a confermare l’aumento piuttosto che la diminuzione di coloro che subiscono il fascino della divinazione, della magia, delle superstizioni. Alla base c’è la curiosità propria dell’uomo e la grande insicurezza rispetto all’ignoto. Si va dalle forme più leggere, molto vicine al gioco e allo scherzo, fino a vere e proprie manie, morbose superstizioni, deleteri pregiudizi, credulità e dabbenaggine difficili da debellare.(9)

C’è comunque chi afferma che sia una balla colossale vedere il mondo e il suo possibile  futuro  attraverso l’algoritmo che come modello  a molte cose si può applicare tranne che alla predizione del futuro.

Forse sarà vero. Una balla che comunque può avvalersi  del  vecchio adagio : “ Non è vero ma ci credo “.

(1)Roberta Ioli Fortuna, tychē e la libertà del pensiero https://aulalettere.scuola.zanichelli.it/il-passato-ci-parla/fortuna-tyche-e-la-liberta-del-pensiero/

(2)Michela Mariotti  La fortuna e il destino dell’uomo https://aulalettere.scuola.zanichelli.it/come-te-lo-spiego/la-fortuna-e-il-destino-delluomo/

(3) Claudio Fiocchi È più cieca la fortuna o la ragione? Le considerazioni paradossali di Montaigne https://aulalettere.scuola.zanichelli.it/come-te-lo-spiego/e-piu-cieca-la-fortuna-o-la-ragione-le-considerazioni-paradossali-di-montaigne/

(4) La Repubblica 29 maggio 2014

(5) http://www.scienzaevita.org/wp-content/uploads/2015/02/8560a30637c3dc20898f58f9bf337020.pdf

(6) https://codacons.it/italia-otto-miliardi-per-maghi-e-fattucchiere/

Nel mondo della finzione tenebrosa c’ è di tutto, casi che poi diventano fatti di cronaca, il più recente è l’ iniziativa bloccata dalla procura di Milano per i rischi connessi alla sicurezza delle persone, dal titolo: “Dentro l’ abisso. The gate”, che prevedeva 25 figuranti gestiti da mostri vari, oltre 400 partecipanti che dovevano sparpagliarsi in tre edifici dismessi, immersi nella oscurità totale, attraversare camere, cantine, scale, soppalchi e soffitte, una corsa “nell’ abisso”, per farsi “spaventare a morte”. Voglia di emozioni forti, di perdere il controllo, di avere più adrenalina nel sangue, sono anche queste sensazioni che spingono in molti ad avventurarsi per vie complicate o aderire in qualche setta. In Italia per i malcapitati o per quanti hanno dubbi esiste un numero verde “Antisette”, lo 800228866. Un servizio che nasce nel 2002 per arginare: “il dilagante fenomeno delle sette occulte, che creano vittime e nuove forme di schiavitù nella nostra società”. “Raccogliendo da tutta l’ Italia”, spiegano i volontari del servizio, “ogni richiesta di aiuto, il Servizio Antisette ha ridato speranza alle tante vittime delle sette, ai loro familiari ed amici”. A mandare avanti il progetto ci sono numerosi volontari, esiste un centro di ascolto in grado, “di dare speranza e accompagnamento anche spirituale alle persone coinvolte, oltre che avanzare precise segnalazioni alle Forze di Polizia qualora il caso lo richieda”. Dal 2006, infatti, c’ è una stretta collaborazione con la Polizia di Stato nel gruppo d’ indagine denominato S.A.S (Squadra Anti Sette). Ci sono anche libri come quella di don Aldo Buonaiuto, che è animatore del servizio Antisette, pubblicazione dal titolo “La trappola delle sette” ed. Sempre) “Le mani occulte – viaggio nel mondo del satanismo” (ed. Città Nuova) L’ 80% delle chiamate al numero verde, fanno presente i volontari del centro ascolto, “riguardano persone disperate alla ricerca dei propri figli e di giovani e adulti adescati e perseguitati dal mondo dell’ occulto e delle sette”.

(7) https://liguriaoggi.it/2018/01/03/astrologi-maghi-e-fattucchiere-smentite-dal-cicap-per-le-previsioni-sbagliate/

(8) https://it.businessinsider.com/algoritmi-predittivi-salute-borsa-crimine/

Nel caso del crimine .È almeno da quando il romanzo di Philip K Dick, The Minority Report, in seguito trasformato in un grande successo al botteghino di Tom Cruise, è stato pubblicato negli anni ’50, che futuristi e sociologi discutono di ‘pre-crimine’: l’idea che possiamo prevedere quando si verificherà un reato e prendere misure per prevenirla. Da qualche anno si è passati dalla fantascienza alla realtà e diversi dipartimenti di polizia nel mondo ricorrono all’operato di società specializzate nella creazione di algoritmi “pre-crime”. Tra queste c’è la PredPol (abbreviazione di polizia preventiva), che vanta un software in grado di migliorare il rilevamento del crimine del 10-50%

Nel caso del raffreddore . Il parco clienti di Black Swan è decisamente vario. Si va dall’azienda che produce vitamine alla multinazionale dell’intrattenimento, dalla catena di fast food a… Google. E tutti chiedono la stessa cosa: anticipare il futuro, utilizzando l’intelligenza artificiale. “Ogni giorno milioni di noi condividono i nostri bisogni, desideri, frustrazioni e desideri sui social network”, si legge sul sito dell’azienda che ha sede a Londra. “Questa ricca fonte di dati ricca ha il potere di trasformare il modo in cui emergiamo e implementiamo le conoscenze dei consumatori”. In pratica l’algoritmo di Black Swan analizza milioni di conversazioni che avvengono sui social riguardo a una determinata questione, rimuove il rumore, cioè le cose poco interessanti, analizza i dati e stabilisce dei trend, garantendo “predizioni scientifiche, non profezie”.

Tra gli altri, per esempio, il team ha scritto un algoritmo per prevedere raffreddore e influenza, basato su acquisti precedenti di prodotti per la cura di questi due disturbi stagionali, variazioni meteorologiche e persone che chiedevano consigli sui blog a riguardo. La buona notizia è che oltre che a garantire un certo successo di mercato all’azienda di vitamine, i suoi risultati si sono rivelati utili alla comunità: “Questo stesso modello che prevede il raffreddore e l’influenza, pagato da un cliente, è attualmente usato per prevedere raffreddore e influenza in alcuni pronto soccorso. Sì, gli algoritmi possono essere usati per il potere del bene“, ha spiegato in un’intervista Steve King, co-fondatore e CEO di Black Swan.

(9)“Tiè: Osservazioni storico antropologiche sulle superstizioni” di Ortolani Maurizio Roberto Spingardi

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