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IL DEVASTANTE “MARCEREMO” DI TRUMP: L’UOMO CON LA VALIGETTA NUCLEARE

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Redazione- Nella Dichiarazione di indipendenza, redatta da Jefferson e approvata a Filadelfia il 4 luglio 1776, si afferma: “Quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni […] mette in piena evidenza il disegno di ridurre un popolo alla soggezione di un dispotismo assoluto, esso ha il diritto e il dovere di abbattere un simile governo e di provvedere con nuove garanzie alla propria sicurezza futura”. Parole così rivoluzionarie espresse in termini giuridici e apodittici non si trovano in altre Costituzioni, anche se, purtroppo, la Costituzione del 1787 non risolse la questione della tratta dei negri, catturati e ingabbiati come bestie e spediti nelle fattorie degli Stati del Sud.

Dopo l’assalto  e la sostanziale occupazione delle aule del Congresso americano nel pomeriggio del  6 gennaio 2021 per alcune ore  da parte di  “ dimostranti” sostenitori di Donald Trump definiti  immediatamente da  Joe Biden  insurrezionisti e peggio  terroristi di casa nostra , rimane una domanda : come è possibile che non si sia previsto quello che è accaduto in un paese in cui  esistono le agenzie ( FBI e CIA ) più attive al mondo  e come nello stesso paese una polizia, che si comporta come si è comportata nelle ultime manifestazioni di protesta nei confronti  delle minoranze etniche, non sia riuscita a respingere l’occupazione .

Con la conseguente domanda : “l’occupazione portata avanti  per alcune ore  fino a quando il Vice Presidente degli Stati Uniti non ha firmato l’ordine di mobilitazione della guardia nazionale a difesa  del Congresso , ( favorita  forse inizialmente dalla stessa polizia,incitata da Trump  con quel suo “ marceremo “  nel comizio tenuto ai suoi sostenitori proprio  davanti la Casa Bianca  qualche ora prima  della “insurrezione “ per definirla come Joe Biden l’ha definita),  è stato un ulteriore colpo di testa di Donald Trump , che questa volta ha osato l’inosabile  o una delle sue ondivaghe provocazioni alla democrazia . Forse  Donald Trump ha provato  a mandare avanti i suoi sostenitori per “rifinire” , senza molta eleganza tra l’altro, il suo progetto  di abusi ed usurpazione, con la più grande offesa alla democrazia americana : trasformarla  in un dispotismo assoluto.  Un tentativo non riuscito dal quale lo stesso Trump  nella mattinata di due giorni dopo,( 8 gennaio 2021) si è ritratto  con un messaggio televisivo nel quale ha assicurato un ordinato passaggio di consegne  il 20 gennaio . Anche se dal personaggio in questione  ci si può attendere di tutto.

La preoccupazione fondamentale dopo le ore che hanno  visto una masnada  variopinta   per i personaggi  pittoreschi e grotteschi  che l’hanno animata, assaltare il Campidoglio  è  quella  di trovarsi di fronte ad un mandante, Donald Trump, ancora nel pieno esercizio dei suoi poteri alla Casa Bianca  con tutte le prerogative  di un Presidente,  a fronte di una sua  totale inaffidabilità. Un  Presidente con l’accesso ai codici nucleari e  alle leve del potere di ogni tipo. Ma soprattutto di fronte ad un Presidente che attraverso i suoi sostenitori ha  fatto vedere  agli americani quale può essere la capacità di attacco  e riduzione alla democrazia. E tanto per  stare al folklore  dobbiamo dire  che  uno di quei personaggi “ si chiama Jake Angeli ed è un italoamericano l’ultras pro-Trump vestito da sciamano la cui immagine ha fatto il giro del mondo, immortalato tra i manifestanti che sono riusciti a fare irruzione nella sede del Congresso degli Stati Uniti. Bandiera americana in mano, viso dipinto con i colori del vessillo Usa, indosso una pelliccia e sul capo un cappello con le corna da vichingo, Jake, 32 anni, è stato uno dei leader che ha guidato l’assalto a Capitol Hill. E’ un seguace di QAnon, la teoria del complotto secondo cui i poteri occulti di un Deep State hanno tentato in tutti i modi di rovesciare il potere di Donald Trump.” (1)

Molti diranno che tutto questo era prevedibile perché per esempio i personaggi che hanno animato la sommossa( come appunto  Jake Angeli )  sono attivi sui social e ben conosciuti dalle agenzie  di intelligence  che avrebbero potuto prevedere i loro comportamenti , avanzando dubbi  quindi sul perché si sia arrivati  a permettere tale invasione. L’Fbi  nei giorni precedenti al sei gennaio aveva monitorato almeno 1184  mail di gente che si diceva pronta ad assaltare il Congresso . Era da settimane che i sostenitori radicali di Trump progettavano un assalto  nella sede del Campidoglio degli Stati Uniti. Il terreno per organizzare l’irruzione è stata la rete. Ma forse parliamo anche di mesi di preparazione visto che già a metà ottobre sui principali social network serpeggiava lo spettro di una guerra civile una volta concluse le elezioni.

Assalto  di una gravità inconsueta ,pari all’attacco alle torri gemelle del 2001. Entrambi gli avvenimenti  sono un vulnus  ai capisaldi della democrazia americana. Qualcuno afferma che  gli episodi, che hanno  destato allarme anche in tutto il mondo,  potrebbero aprire la strada ad una “seconda guerra di indipendenza” . Allarme espresso bene  dallo stesso Boris Jhonson che senza mezzi termini ha indicato in Trump il mandante e quindi  principale responsabile,  seguito dalla  Cancelliera Merkel.  Dichiarazioni forti sull’accaduto  anche da parte di altri  politici   che in Italia  però sono state fatte in modo stemperato .

Senza pensare che proprio in Italia la parola e l’incitazione “marceremo” dovrebbe destare  non solo preoccupazione  e sostanziale rifiuto in quanto  un periodo storico di questo paese è iniziato proprio  sull’onda del “ marceremo” . La marcia su Roma che trasformò sostanzialmente  il Parlamento in “un bivacco per manipoli” , secondo una colorita  affermazione di Benito Mussolini ,   rimane  come esempio di una storia  con la quale ancora non sono stati fatti tutti i conti. C’è una parte di questa Italia che ha sostenuto e continua a sostenere Donald Trump.E’ la destra dello schieramento politico italiano . Cosa  naturale e legittima ma alla quale si può rivolgere la domanda fondamentale  a quale destra appartenga :  se a  quella di Reagan ,tanto per fare un esempio o a quella di Trump. E soprattutto chiedere se è consapevole che  scegliere la destra di Trump significa promuovere una pericolosa destrutturazione della democrazia nella quale viviamo  e che rappresenta un bene solo  perché è stata una conquista. .

Così come in America per esempio non sono stati fatti tutti i conti con la guerra di indipendenza ,la guerra civile tra stati del nord e stati del sud .Alexis De Tocqueville, nell’opera “La democrazia in America”, scritta dopo un suo soggiorno negli USA, affermava: “Le due razze sono legate l’una all’altra, senza tuttavia confondersi ed è per esse altrettanto difficile separarsi completamente o unirsi”. E ci fu la “guerra civile”. Gettysburg, in Pennsylvania, è oggi il monumento storico in cui, nel 1863, fu combattuta la battaglia decisiva durante la guerra di secessione. Non fu direttamente una guerra di liberazione dei negri, anche se, in seguito, nel 1865, fu approvato il XIII emendamento che aboliva la schiavitù in tutti gli Stati dell’Unione. Ma proprio a Gettysburg, il 19 novembre 1863, Lincoln aveva tenuto un discorso, che ancor oggi resta un insegnamento per ogni nazione che vuole essere democratica: “government of the people, by the people, and for the people”. Il programma di Lincoln era sostanzialmente moderato, ma non fu sufficiente per salvargli la vita. Fu assassinato da un sudista a colpi di pistola.

Cento anni dopo, un altro assassinio scosse l’America. L’assassinio di John F. Kennedy. Anch’egli aveva cercato di realizzare un programma politico di rinnovamento, definito “nuova frontiera”, con l’intento di attuare una democrazia compiuta, superando le divisioni sociali e razziali. Un tentativo morto sul nascere. Visitando Berlino, allora la città-carcere cinta dal muro della vergogna, Kennedy aveva pronunciato la famosa frase in tedesco: “ich bin ein berliner” (io sono un berlinese), volendo così affermare come la politica americana fosse in difesa della libertà dei popoli. La frase, divenuta celebre, fu pronunciata il 26 giugno 1963, durante il discorso tenuto a Rudolph Wilde Platz, di fronte al Municipio di Schöneberg, mentre era in visita ufficiale alla città di Berlino.

Una democrazia dunque che ha sofferto  ben altro dell’assalto al Congresso dei giorni scorsi a cominciare  con  l’assassinio di due presidenti , una guerra civile veramente devastante, che ha sopportato un attacco in tempi moderni all’apparato di potere economico dello Stato  e che sicuramente sarà capace di neutralizzare queste spinte  perché è e rimane la democrazia più antica al mondo che non ha mai mollato i suoi principi e la sua funzione .

Tutto, l’altro giorno, comincia con il comizio  di Donald Trump  ai suoi sostenitori  sulla piazza del Campidoglio  nel quale  continua ad affermare  che la vittoria alle elezioni gli è stata rubata  da quella elite  di politicanti che si stanno per riunire  all’interno del Campidoglio per dichiarare formalmente  la vittoria di Joe Biden. Che questo deve essere impedito, che “ marceremo”  verso quelle aule per aiutare uomini e donne che in quelle stanze  si opporranno a questa dichiarazione. Una specie di via libera che  i convenuti sulla piazza già dal mattino aspettavano per passare alle vie di fatto.  Un via libera alla folla dopo che i tentativi di  costringere il vice Presidente  Mike Spence a bloccare la ratifica dell’elezione ,tentativo non riuscito e dopo che gli stessi deputati e senatori repubblicani avevano ammesso la sconfitta .Un incontro dunque con la folla preceduto da una parentesi di euforia, dentro il tendone costruito sulla piazza per accedere al palco, dove la famiglia Trump  balla sulle note di “Gloria” in uno stato di esaltazione,

Il primo pomeriggio del 6 gennaio  sembra la riedizione di un film dal titolo emblematico “La notte del giudizio “ (The Purge). Una  serie cinematografica  di genere horror thriller fantascienza ambientata in un futuro distopico, scritta e diretta da James De Monaco. È composta da quattro film (più un quinto in uscita nel 2021): La notte del giudizio (2013), Anarchia (2014), Election Year (2016) eLa prima notte del giudizio (2018) e da una serie tv: The Purge (2018). L’intera vicenda può essere considerata come un’ucronia distopica ambientata in America, dove una volta all’anno, per un periodo di dodici ore, ogni crimine, incluso l’omicidio, è reso legale. La serie,ma anche i singoli film , raccontano un periodo di 12 ore in cui tutti i reati, compreso l’omicidio, sono legali. Ambientato in un’America distopica governata da un partito politico totalitario, si vedono diversi personaggi apparentemente non collegati che vivono in una piccola città. Quando l’orologio si ferma, ogni personaggio è costretto a fare i conti con il proprio passato, mentre scopre quanto a lungo riuscirà a sopravvivere alla notte.

Hollywood e i suoi sceneggiatori si sono esercitati molte volte nel presentare  nel contesto americano situazioni al limite della realtà ma spesso la realtà supera la fantasia  e quindi non c’è da stupirsi se quello che è accaduto  a Washington , nella sede del Congresso ,  è proprio la realtà che supera la fantasia . Anche se ad opera di un uomo , di un Presidente che ha in tutto questo le sue responsabilità,come affermano  molti,  tanto da pensare ad un impeachment da parte del Senato; anche se l’ipotesi risulta poco percorribile visto il tempo che rimane alla fine del mandato . Piuttosto  l’ipotesi è quella di far scivolare Trump in una terra di mezzo per lasciarlo al suo destino . senza tralasciare il fatto che il Trump battagliero potrebbe riservare delle sorprese anche da qui al 20 gennaio e non solo  dopo . Perché ritiene che ora si apre la partita più importante per lui . Lui che ama definirsi un  duro, capace di giocare duramente, avendolo dimostrato sia prima che durante i quattro anni del suo mandato.

In realtà Donald  Trump ha preparato questa strada perché  fin dall’inizio del suo mandato ha insultato i capisaldi della democrazia e lo ha fatto attraverso  la piattaforma dei social in particolare Twitter e Facebook .Che dopo gli avvenimenti del 6 gennaio hanno bloccato i suoi profili fino al termine del suo mandato. Con un potere di convinzione  tale che la metà degli americani  crede che  nelle ultime elezioni ci siano stati brogli e che veramente la vittoria sia stata rubata a Donald Trump. Crede inoltre, secondo  quando ha narrato Trump nei suoi discorsi e nei suoi twitter, che la pandemia da Covid sia  opera di un virus sfuggito dai laboratori cinesi , che  la grande depressione fu una invenzione per togliere salario agli operai, che  i banchieri ebrei sono dei pedofili e bugie grossolane del genere. Bugie che comunque vengono riconosciute da una minoranza tanto che in un sondaggio  il 14% degli intervistati ritiene che gli argomenti usati da Trump durante il suo mandato  e nei comizi elettorali siano  mezze falsità il 41% bugie totali, il 21% bugie inverosimili .

A cominciare dal suo discorso inaugurale  dopo l’elezione a Presidente.: Lo ricorda Ugo Stille in una intervista ad Angelo Figorilli  che lo stesso Figorilli ha pubblicato recentemente sul suo profilo di fb e che è preludio d un servizio da lui curato  per il Tg2. Dice in sostanza Ugo Stllle : “”Il discorso dell’inaugurazione é stato un discorso molto duro, molto diverso rispetto ai classici discorsi dei presidenti americani che tendono ad invocare l’unità nazionale, a porgere una mano verso l’altra metà del paese che non ha votato per il candidato vincente. Trump invece ha fatto più un discorso da campagna elettorale, ha usato toni estremamente duri nella descrizione del paese, ha fatto un quadro piuttosto apocalittico degli Stati Uniti parlando di “carneficina”, come se fossero una specie di campo di battaglia o un mattatoio, ha usato un tono decisamente più combattivo e partigiano di un solito discorso inaugurale. D’altra parte lui essendo un uomo molto ipersensibile alle critiche, aveva digerito male le proteste che erano state fatte e quelle che stavano per arrivare il giorno successivo, il giorno dopo era programmata la grande marcia delle donne a Washington che protestavano contro la sua elezione e quindi lui, che preferisce sempre l’attacco alla difesa, ha voluto attaccare”

Un Donald Trump  dunque che occupa diverse posizioni nella definizione della sua natura di politico, di uomo, di Presidente . E’ sempre Ugo Stille che lo definisce : “”Secondo me bisogna distinguere tra diversi aspetti di Trump. C’è il Trump come individuo, c’è il Trump come espressione di un certo malumore nell’elettorato americano e c’è anche il “trumpismo” se vogliamo dire, che sarebbe una specie di ideologia, un amalgama di alcune delle posizioni di Trump con tutta una serie di elaborazioni che nascono sulla destra del partito repubblicano, quella che viene chiamata “Alt-right” con le idee di quelli come Steve Bannon.”

C’è il “trumpismo “ sul quale si dovrà riflettere attentamente perché non basta che Donald Trump abbia perso le elezioni per cancellare qualcosa che  lui ha costruito accuratamente e che è il risvolto di un populismo pericoloso che vediamo affermarsi in molti paesi anche  dell’Unione europea.

Una farsa , una commedia , un tentativo maldestro di vedere che cosa poteva succedere, fino a che punto poteva arrivare da parte di Donald Trump ? Oppure un oculato, premeditato  piano di  ferire la democrazia in modo mortale ?  Certo lo sciamano, il biker, i culturisti con la bandana sono presenze fisse di ogni campagna elettorale. Ma Donald Trump ha mutato la politica e li ha messi al centro degli eventi. Ecco il salto di qualità in senso negativo . Tutta quella folla presente al comizio non è la rappresentanza dell’America profonda  ancora sudista e razzista che comunque fa capo a Donald Trump ma è l’America dei ceti medi a cui Donald Trump ha promesso alcune rivincite . E con lui lo stesso partito repubblicano che ha sempre galvanizzato questa sua base . Tanto che Aldo Cazzullo dice  che quel tipo di comparse ci sono sempre state : “C’erano ai comizi di Bush figlio, di McCain, di Romney, di candidati repubblicani che hanno disprezzato Trump. Venivano accolti dalla folla con un applauso di simpatia, come figure folcloristiche e divertenti. Venivano ripresi dai network in cerca di colore: da quelli di destra, come segno di un radicamento popolare, per quanto bizzarro; da quelli di sinistra, come conferma della propria superiorità morale. Ma della politica americana erano il contorno. Nessuno avrebbe mai immaginato di vederli in mondovisione occupare il Campidoglio. Se questo è accaduto, se le comparse sono diventate protagoniste, se gli estremisti hanno preso il potere nel 2016 e ora tentano maldestramente di difenderlo, è perché Donald Trump ha provocato una mutazione nella destra  e della politica Usa . E questo non è solo un problema della sinistra. La sinistra ha sempre raffigurato il presidente repubblicano come l’incarnazione del Male, e ognuno era peggiore del precedente: Reagan peggio di Nixon, Bush peggio di Reagan. È un problema anche e soprattutto della destra. Che da conservatrice è diventata populista, da patriottica si è fatta nazionalista. L’America è sempre stata divisa; ma non è mai stata polarizzata come adesso.”(2)

 Una democrazia comunque quella americana capace di rispondere  in modo adeguato : tanto che  a distanza di  dieci ore dalla proclamazione del coprifuoco a Washington per sgomberare il Congresso,  alle quattro del mattino ora italiana del giorno seguente, proprio in quell’aula i deputati e senatori del Congresso  hanno  proclamato, in seduta  comune,   con la voce di Mike Spence   , Joe Biden quarantaseiesimo  Presidente degli Stati Uniti e Harris Kamala sua vice .

“Al termine del giorno più buio della democrazia americana, segnato dall’assalto al Congresso da parte di migliaia di manifestanti fomentati da Donald Trump Mike Pence  ha finalmente proclamato formalmente la vittoria di Joe Biden  e Kamala Harris. Il parlamento ha voluto reagire di fronte ad un Paese e ad un mondo rimasto scioccato riprendendo la seduta dopo che la polizia – ora sotto accusa per la sua inadeguatezza – ha garantito la sicurezza di Capitol Hill. «Non avete vinto, la violenza non vince mai», ha detto Pence riferendosi ai manifestanti pro Trump. «Hanno tentato di fermare la nostra democrazia ma hanno fallito», gli ha fatto eco il leader dei senatori repubblicani Mitch McConnell, mentre il suo omologo dem Chuck Schumer ha puntato il dito contro il presidente e le sue teorie cospirative, che hanno fomentato «non manifestanti ma insurrezionisti degni di essere perseguiti».” (3)

(1)https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2021/01/07/usa-jake-lo-sciamano-che-ha-guidato-lassalto-al-congresso_d823bb74-475a-4c44-a7ce-bb633779e

(2) https://www.corriere.it/esteri/21_gennaio_07/assalto-congresso-cosi-estremisti-comparse-si-sono-presi-scena-ae24e908-512a-11eb-a017-fd5e98d313bc.shtml

(3)https://www.ilmessaggero.it/mondo/capitol_hill_usa_congresso_live_assault_protest_washington_cosa_sta_succedendo_trump_news-5686281.html

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