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GOVERNO E OPPOSIZIONE | CAPIRE GLI AVVENIMENTI NEL NOSTRO PAESE E IL SENSO PROFONDO DI QUELLO CHE ACCADE

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Redazione- “Cosa fare nella deriva per non guastare l’essenziale. Questo è il quesito ,questo è il punto …” Si era chiesto un giorno del 1975 Aldo Moro ,in un contesto politico  in cui la politica si era guastata, arrugginita , corrotta .

Moro invitava a guardare  fuori dal Palazzo dentro “l’emergenza reale che è nella  nostra  società ”. E continuava  come se stesse parlando oggi : “ Io credo alla emergenza, io temo  l’emergenza. La temo perché so che c’è  sul terreno economico sociale. Credo che tutti dovremmo essere  preoccupati di certe possibili  forme di impazienza e di rabbia che potrebbero scatenarsi  nel contesto sociale. C’è la crisi  dell’ordine democratico, crisi latente, con alcune punte acute. Il dato serpeggiante  del rifiuto dell’autorità,il rifiuto del vincolo,la deformazione della libertà che non  sa accettare  né vincolo né solidarietà. Immaginate cosa accadrebbe in Italia  in questo momento storico, se fosse condotta fino in fondo la “logica  dell’opposizione” da chiunque essa fosse condotta,da noi o da altri. In questo paese  dalla passionalità intensiva  e dalle strutture fragili, fosse messo  ogni giorno  “alla prova” da una opposizione condotta fino in fondo …”

Non accadde allora  per una serie di circostanze che portarono ad una svolta di centro sinistra pagata probabilmente con la vita dallo stesso Aldo Moro. E soprattutto non accade oggi  in un contesto in cui il governo in carica e le forze che lo sorreggono  si trovano , dopo aver ben operato nella fase pandemica ad affrontare con molte titubanze  una seconda e terza fase  senza opposizione. Nel senso di una opposizione  inconsistente, divisa  al proprio interno  e capace solo di scatenare macchine elettorali ma sostanzialmente  incapace di tenere i piedi per terra di fronte ad una emergenza che continua a determinare alcune condizioni in cui l’azione politica dovrebbe  adottare decisioni  più veloci, implementate con la realtà economica e finanziaria, capace di  trasformare finalmente  questo paese. Il governo presieduto da Mario Draghi non ha la bacchetta magica rispetto alle emergenze che  distinguono questo momento storico. Ha solo qualche capacità in più, forse dovute alla storia e alla personalità dell’uomo Draghi. Il resto sarà il  risultato dell’incontro di alcuni fattori indispensabili per ripartire.

La lezione di Moro  è la stessa del funambolo  ma è una lezione che in questo momento può diventare essenziale alla sopravvivenza  del governo in carica e forse del paese.  La più acuta  e drammatica definizione  di questo paese data allora “ un paese dalla passionalità intensa e dalle strutture fragile” si rivela  essenziale  diventando una esortazione , in questo momento ,a mantenere l’equilibrio. Anzi  a concepire l’obbligo dell’equilibrio con l’unica possibile risultato  che non è una soluzione facile e scontata : fare di tutto per cercare  di aiutare la democrazia. Che non è solo capacità di  superare gli ostacoli nel modo giusto, per schivare le trappole ma è un esercizio essenziale .  Con la consapevolezza  che una democrazia complessa come è quella che vige nel nostro paese,  non si governa con la forza del comando  ( delle lobby,  delle ideologie scadute , della moralità a chiacchiere)  ma soprattutto  con l’abilità di non infliggerle ferite mortali, di non alimentare diseguaglianze, di non caricarne inutilmente le estremizzazioni  per non spezzandone la trama che contiene tutti gli elementi  della sua vita nel bene e nel male .

E quindi per mero caso di scuola possiamo  qui fare  un esercizio. Possiamo proprio in termini di  analisi dell’opposizione  provare a dire  che prosciugare le ragioni della destra  è il compito fondamentale della sinistra  che non riesce a ribaltare  quella svolta di destra accelerata  durante il Governo cosiddetto giallo-verde  in cui sono state formulate , volute ed emanate  leggi come quella sulla emigrazione, sulla sicurezza , sulla economia delle disuguaglianze come vengono definite  ,una tra loro  la famosa  quota cento . La sinistra  che oggi partecipa al primo governo Draghi ( sembrava dovesse partecipare al terzo governo Conte ma gli eventi non lo hanno permesso ) ,rimasta succube di una svolta , quella che dette vita al Conte bis, in tutti i mesi in cui quel governo  ha lavorato  , non è riuscita , , pur avendolo affermato  nel programma del governo stesso, a cancellare alcuni impianti legislativi  che producono effetti  nell’attuale  e problemi per il futuro. Per esempio in tema di emigrazione,cambiando la legge  varata nel primo governo Conte secondo  le indicazioni date dal Capo dello Stato che hanno accompagnato la promulgazione   di quella legge. Tanto che ci ha dovuto pensare la Corte costituzionale a cui era stata demandata la pronuncia circa il divieto o meno di iscrizione dei richiedenti asilo  all’anagrafe dei vari comuni .  Nulla per esempio è stato capace di fare la sinistra in tema di Jus soli o di Ius cultura. Durante la pandemia sono stati richiamati medici in pensione in un paese in cui vige la quota cento,in cui vige il numero chiuso  per l’iscrizione alla facoltà di medicina, in cui i  laureati in medicina trovano difficoltà a  completare la specializzazione.. Prosciugare le ragioni della destra poteva essere  veramente la narrazione collettiva di questa  pandemia  che sembrava dovesse cambiare il mondo , che sembrava essere un evento globale significativo. Invece no . Non si riesce a declinare questa tragedia, ora nella seconda e terza fase tutti assieme. Ma non la si riesce a  declinare nemmeno separati, governo ed opposizione ,perché appunto proprio l’opposizione non riesce a calarsi sul terreno dei cittadini , quello reale  che  non ha bisogno di bandierine . Tanto che a cento giorni dall’insediamento  del governo Draghi  sono molti i segnali che cominciano ad inviare i partiti per riappropriarsi di un  terreno  nel quale poi, in definitiva secondo le esperienze fatte fin qui, quello che conta è la lotta elettorale. In una situazione in cui le elezioni amministrative, rinviate ai prossimi mesi , per dare un governo alle maggiori città italiane , saranno lo specchio appunto del lavoro della destra e della sinistra e soprattutto la  dimostrazione della loro capacità di svoltare pagina.

Per la destra al contrario si tratta di condurre un’opposizione che non usi la pancia  degli elettori per contrastare  progetti e programmi  all’interno dei quali  può esercitare il suo ruolo appunto di opposizione. Non tanto  per quei temi divisivi  che determinano appunto una netta separazione  e definiscono  le parti  in modo netto, ma per tutti quegli aspetti  della vita del paese , ad esempio alcune riforme urgenti e importanti , molte delle quali a costo zero,  che richiedono anche l’apporto dell’opposizione  solo se forza capaci di rappresentare legittimi interessi  di una parte, appunto , dei cittadini. Certo l’opposizione alternativa, quella che riesce a formulare e costruire  alternative sarebbe la via maestra  ma anche nel porre le alternative bisogna tener conto  che non possono avere solo la logica elettorale  e di bandiera ma essere sostanzialmente credibili, sagge ,  giuste nei confronti di tutti i cittadini ,articolate e veramente capaci  di risolvere “ per il bene comune”  i problemi che affrontano. Anche se con metodi e idee diverse da quelle di chi  governa. Ma in questo consiste una opposizione fattiva e coerente.

Mantenere una visione chiara prendendo  coscienza di quale  dibattito è in corso  e quali sono le questioni importanti  è un modo di procedere assennato. Eliminando i rumori di fondo . Come politici, gli uomini e le donne dell’opposizione, possono contribuire a dare  alla gente cibo, abitazioni,abbigliamento, lavoro, vita dignitosa solo con la chiarezza di esposizione dei problemi e solo con la impostazione concreta  delle soluzioni .Chiarezza e implementazione che sono  un ulteriore contributo  alla comprensione delle questioni attuali , di quelle più urgenti, di quelle determinanti per il futuro  destino del paese.

Nella situazione attuale in cui   il governo Draghi ,nato  sulla spinta di una situazione di emergenza eccezionale, compresa quella istituzionale; nato dallo sfaldarsi della maggioranza del governo Conte e dal tergiversare di quest’ultimo  nell’attuare una linea di  chiarezza e di coerenza ; nato  dal richiamo  del  Presidente della Repubblica alle forze politiche a fare quadrato per la soluzione dei reali ed immediati problemi del paese ,  la dinamica  maggioranza opposizione ( come legittima dinamica di una democrazia costituzionale e parlamentare ) sembra sospesa.

Dinanzi alla unanimità o alla finta unanimità si possono osservare  dietro le quinte e in sottofondo  comportamenti difformi, a volte disturbanti , a volte  frutto di una rincorsa  per attribuirsi  meriti e piantare  trofei.

La realtà che  è già di per sé  piena di  minacce  non ci ha risparmiato in un recentissimo passato politici  di turno  che hanno  contribuito ad alimentare le paure esistenti  aggiungendovene  delle altre ,costruendo ipotetici nemici o  spaventosi scenari  come per esempio nel caso degli immigrati, come nel caso della difesa a mano armata da intrusioni e furti in negozi e appartamenti. Basta per quest’ultimo aspetto la piaga della criminalità organizzata che minaccia  la vita delle persone  senza armi alla mano ( spaccio di droga , usura, corruzione nella pubblica amministrazione) , alla pari per esempio con l’evasione fiscale che riduce gli spazi di  esercizio di diritti come la scuola , la sanità sottraendo a questi servizi  risorse .

Nella realtà,in alternativa occorrerebbe  aiutare le persone a  partecipare , senza sviarle continuamente su  diversivi,  a tutte quelle iniziative che pur non toccandole da vicino , realmente determinano le condizioni di vita. Sfuggendo  appunto in questa promozione di una presa di coscienza a quell’altro modo di affrontare le questioni  che sta tra il populismo e il ritorno alla  sovranità degli staterelli  pre unitari.  Mi riferisco, parlando di temi  che nell’immediato non toccano da vicino ciascuno di noi  per esempio al cambiamento climatico, all’inquinamento dei mari  con la plastica,alla globalizzazione selvaggia  attraverso, per assurdo, la  disputa a colpi di  imposizioni daziarie. Intendendo la globalizzazione come conquista  della  supremazia assoluta ; in altre parole la trasformazione del pianeta attraverso  le sue storiche “ mutazioni “ , ognuna delle quali  ha richiesto l’uso di sempre maggiori energie : da raccoglitori ad agricoltori ,il lavoro animale; da agricoltori a  manifatturieri, la macchina a vapore; da manifatturieri a trasformatori , l’energia elettrica e da fonti fossili .

Dunque una sospensione  del ruolo della maggioranza e dell’opposizione  che ha  trovato avvisaglie in dichiarazioni  del leader della maggiore forza di opposizione durante il governo Conte due  che  ,parlando a La7 della nuova sede leghista a Via delle Botteghe oscure si è spinto a dire   : “ abbiamo raccolto ( usando quella sede n.d.r.)  i valori della sinistra di Berlinguer” . Un modo di confondere i piani  del discorso e di mettere trofei , anche dove la cosa è impossibile. Un modo di procedere che fa comunque riflettere proprio quando si affronta il tema delle dinamiche, di cui stiamo parlando in questa riflessione, tra maggioranza e opposizione .

Maggioranza e opposizione si trovano però oggi  di fronte  un problema vero. Che il mondo post Covid  non è un ritorno  al passato anche se qualcuno ci spera. Perché la realtà con i molti segnali dalla quale provengono  fa capire che è sbagliato  pensare che ci possa essere un ritorno all’indietro. Una inversione di marcia verso il passato  anziché una accelerazione verso il futuro . Molte cose sono veramente cambiate da un anno a questa parte. In questo momento forse non siamo in grado di capire  quali e come potranno  influire sul mondo  che ci apprestiamo a guardare,il mondi in cui vivremo. Un mondo che sta “veramente” cambiando  se al momento risultano per esempio  sballate le previsioni  sulle due variabili economiche  più osservate appunto al mondo. Mi riferisco alle previsioni fatte  da Boomberg  sui posti di lavoro negli Stati uniti d’America  che dovevano aumentare fino  ad un milione e invece si sono fermati  a 260 mila , così come le previsioni sull’inflazione sempre americana che tra marzo e aprile  è passata da 2,6 al 4,2 per cento annuo.

Per questo allora in tema di maggioranza e di opposizione  va detta una cosa essenziale. I partiti, tutti i partiti  sono inseriti nel circuito della rappresentanza. Devono dunque ottenere consenso dall’elettorato. Per ottenere tale consenso devono essere in grado di  contribuire a varare provvedimenti  in linea con gli impegni elettorali  e quindi intestarsene la paternità. Ed è per questo che si scontrano. Apertamente e meno apertamente . L’unanimità è una anomalia sopportabile solo per breve tempo  e forse per salvare  proprio i partiti stessi che hanno così modo e tempo per rigenerare una loro complessa funzione .La dinamica dello scontro  ( che quando è permanente  comporta anch’essa gravi problemi)  “sembrerebbe” essere abbandonata in un momento di finzione  in cui  l’ammucchiata consensuale o meno  per il  consenso  al governo Draghi non  permette fino in fondo di dimostrare  le differenze e le divergenze. Che esistono e come. Che ogni tanto fanno capolino .

Non lo permette per alcuni motivi .Il governo Draghi ha da assolvere due compiti fondamentali. Il primo incrementare e portare a termine la campagna vaccinale contro il Covid 19, per arrivare alla cosiddetta “ immunità di gregge “ che consente l’abbandono delle limitazioni di orari , di spostamenti ; la ripartenza  per  tutta una serie di attività  economiche e sociali, insomma  una marcia verso la riconquista di una qualche normalità. Il secondo  ,la redazione  dei progetti del Piano di ripresa e resilienza, nome italiano del Recovery Fund  che , secondo il crono programma stabilito dall’Unione europea, sono stati per il momento  presentati nei tempi  stabiliti . Nell’assolvere questi due compiti  che probabilmente  porteranno ad un gigantesco riassetto  di questo paese ,il presidente Draghi  non può svolgere un eterno ruolo di mediazione tra le forse politiche . Non può continuamente  tenere a bada  le alzate di scudo. Deve procedere spedito . Ecco dunque la sospensione della dinamica tra maggioranza e opposizione e quindi la unanimità . Che diventa falsa unanimità  per alcuni aspetti e per una serie di tentativi da parte di alcune forze politiche o leader che anche a causa delle dinamiche interne dei loro partiti si trovano nello stesso tempo a svolgere due ruoli contemporaneamente : di governo e di opposizione. Con buona pace della coerenza e con il pungolo di chi li incita ad uscire allora dalla maggioranza.  Decisione inconciliabile  con il ruolo di presidio  nelle faccende di governo al fine di evitare  che quelli che ne chiedono l’abbandono  facciano quello che vogliono   su certi temi e problemi  della vita del paese.

Il presidente Draghi ha davanti a sé un percorso ben  tracciato  sia nei tempi che nelle modalità  di intervento per cui  deve per così dire avere una chiarezza di intenti  nel  governare la pandemia e nel costruire un sostegno all’economia. Correre anche dal punto di vista dei contenuti  perché solo così si riesce a stare al passo con l’Europa e con il mondo .Una corsa che le forze politiche in questo momento vorrebbero rallentare . Perché il problema fondamentale  è quello dei contenuti  di tutta questa operazione di rinnovamento e di ripartenza. Contenuti che le forze politiche non riescono a mettere in campo  con autonomia e soprattutto facendo delle scelte. Il rallentamento che promuovono  è il frutto della incapacità di fare , a varie ragioni, delle scelte. O di fare delle scelte così di parte che stridono con ogni logica. La politica è l’arte di trovare un incontro e spesso i partiti non riescono ad esercitare questa loro funzione . E quindi lo scenario che si profila è che sia il presidente Draghi a fare delle scelte per tutti. Scelte in parte già fatte stando ai progetti  del Recovery Fund presentati a Bruxelles ; scelte sulle quali pochi parlano compresi i partiti  eternamente  affaccendati  in cose che il cittadino a volte non riesce a comprendere ma sulle quali comunque si dovrà riflettere ,come  questa rivista si ripromette di fare nel prossimo futuro .

Il governo Dragi dunque, un governo senza formula politica in un paese in cui  in piena pandemia è stato smontato un governo, (il Conte bis) per costruire un super governo che è la pezza messa ,allo squarcio istituzionale, dal Presidente della Repubblica. Uno squarcio che forse mirava addirittura alle elezioni politiche e comunque ad una  diversa composizione del quadro politico. Cosa del tutto legittima si capisce ma  forse pericolosa  nella scelta dei tempi e per i fini che si proponeva. Così come pericolosa per i tempi ,detto per inciso, potrebbe essere la scelta delle riaperture di maggio- giugno in una situazione , che a detta degli esperti, si avvia ad un radicale miglioramento  alla quale non far correre rischi inutili. Ma questo è un azzardo per così dire ragionato che appunto il governo Draghi e lo stesso Presidente si sono assunti in prima persona perché questo chiedeva il loro ruolo in questo momento.  Certo Draghi è un presidente capace di svolgere un ruolo e viene ritenuta una garanzia dall’establishment europeo  su come si governa una pandemia  e come si costruisce un sostegno all’economia da rilanciare. Un presidente  che a distanza di alcuni mesi dal suo insediamento si cerca di dirottare su altra carica istituzionale ( per esempio la Presidenza della Rapubblica ) perché il governo delle larghe intese se portato avanti nel giusto modo , allontana le elezioni, alle quali tendono ( perché i sondaggi li danno favoriti ) alcuni partiti e per dirla chiaramente  la coalizione di centro destra. Presa tra l’altro all’interno di una questione  che è quella  della  leadership , determinando delle dinamiche interne che si riverberano  anche sull’azione di governo.

E’ questo lo scenario in cui i  partiti  chiedono di tornare a contare . Qualcuno in modo radicale,  sia nella forma che nella sostanza, ipotizzando il cambio alla presidenza della repubblica  prima della fine della legislatura tra Mattarella e Draghi e quindi  una tornata elettorale  che  potrebbe cambiare lo scenario, come auspicano i partiti di destra. Uno scenario che vede  un debito  giunto al 170 per cento del Pil . Un debito che va combattuto, come ha detto lo stesso Draghi o con l’aumento della produttività o con l’inflazione; quest’ultima non certamente auspicabile stando agli esempi del 2008. Insieme alle riforme,  come per esempio quella del fisco, che appare fin dal primo esame completamente divisiva.

Saranno i partiti allora capaci, nella loro funzione vitale di maggioranza e opposizione , di  trovare quella mediazione che è il compito essenziale della politica per dare a questo paese   una prospettiva. Perché  va chiaramente  detto che maggioranza e opposizione hanno  una funzione e un ruolo solo  se esiste una prospettiva verso la quale marciare .Per esercitare un  ruolo  che prevede anche la possibilità di tener conto di scelte “radicali “ ( forse ora veramente necessarie )

che  per esempio , tra le altre forze ,  la sinistra è chiamata  fare .

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