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” GENERAZIONI CONGELATE ” – DI VALTER MARCONE

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Redazione- E’ noto come l’Ucraina, sia stato e sia il paese tra i più permissivi al mondo in materia di fecondazione assistita e maternità surrogata. Un settore che muove anche interessi economici da parte delle cliniche per la fertilità che, prima del conflitto, gestivano i problemi dell’infertilità soprattutto per la clientela estera . Considerato che la donazione di ovuli è vietata in Germania mentre in Polonia, Portogallo, Spagna è permessa solo una donazione di ovuli a titolo gratuito.

L’Economist si occupa di una iniziativa lanciata dal centro “Mother and Child”, a Kiev, raccontando che in questi giorni ci sia un vasto incoraggiamento alla crioconservazione del seme e quindi degli ovociti per i militari al fronte . Il programma “Hero Nation” tende a incoraggiare gli ucraini al fronte a ipotecare il futuro attraverso la conservazione di seme e ovuli maschili e femminili per le future procedure di concepimento in vitro che rappresentano una “assicurazione sul futuro “ per molte famiglie. Trattamenti che in tempo di pace costerebbero non poco ma che, oggi, alle coppie, indigenti e non , vengono offerti a titolo gratuito. E’ una iniziativa forse lungimirante per permettere alle vedove di chi dal fronte non tornerà più di concepire e avere un figlio .

Ma sull’altro versante della guerra,quello russo l’idea e quindi l’iniziativa non è peregrina .Secondo Fontanka, un sito Web di San Pietroburgo, da settembre, dopo l’ordine di mobilitazione di 300 mila riservisti , c’è una richiesta continua di crioconservazione dello sperma. Gli uomini chiamati alle armi con questa tecnica intendono così assicurare anche in loro assenza il concepimento di nuove creature da parte delle loro donne. Igor Trunov, presidente dell’Unione russa degli avvocati, si è fatto promotore di una richiesta di fondi federali destinati a coprire i costi dello stoccaggio. Il 28 dicembre 2022 il giurista ha fatto sapere tramite l’agenzia Tass che il Ministero della Salute aveva accolto il suo appello e che, nonostante i dettagli formali fossero ancora da chiarire, la sua organizzazione avrebbe assistito le coppie interessate e quindi favorite dallo stanziamento statale.

L’avvocato Trunov ha aggiunto in una dichiarazione alla stampa : “«Il Ministero della Salute ha deciso che è possibile utilizzare i soldi del bilancio federale per finanziare la conservazione e lo stoccaggio gratuiti dello sperma dei cittadini mobilitati nell’operazione militare speciale, nel biennio 2022-2024. Qualsiasi successivo utilizzo gratuito di materiale genetico conservato nella tecnologia di riproduzione assistita è disciplinato dalla legge, a condizione che sia indicato come parte del pacchetto di assicurazione sanitaria obbligatoria».

A novembre 2022 , secondo le stime, il numero di soldati russi uccisi o feriti nella guerra in Ucraina superava i 100 mila (e il totale è presumibilmente simile anche dalla parte ucraina).

L’ inseminazione artificiale, è una semplice tecnica che viene realizzata da coppie con problemi di fertilità molto concreti. La fecondazione in vitro , è una tecnica totalmente diversa: la fecondazione dei gameti viene realizzata nel laboratorio di riproduzione. Ha una maggiore percentuale di successo e permette di ottenere maggiori informazioni, potendo osservare durante vari giorni il comportamento degli embrioni in laboratorio.

La crioconservazione degli ovociti offre uno strumento efficace per la preservazione del potenziale riproduttivo di una donna e consente una pianificazione della gravidanza nei diversi scenari e contesti sociali e in relazione alle scelte e al vissuto di ogni singola donna.

Ad oggi, la crioconservazione ovocitaria è riconosciuta dalle società scientifiche internazionali come la metodica d’elezione per preservare la fertilità delle donne in età post-puberale (The Practice Committees of the American Society for Reproductive Medicine and the Society for Assisted Reproductive Technology, 2013).

La capacità riproduttiva di una donna può essere compromessa da patologie oncologiche, come il tumore della mammella, dell’ovaio e dell’utero, da patologie sistemiche o da malattie ginecologiche come l’endometriosi severa che, pur essendo una malattia benigna, può compromettere severamente il patrimonio ovarico. Inoltre, l’1% delle donne può essere esposto ad un rischio genetico di menopausa precoce che può insorgere prima dei 40 anni.
Tra le indicazioni alla crioconservazione ovocitaria per la preservazione della fertilità femminile, rientrano anche quelle più personali (“Social freezing”) che interessano donne che per vari motivi (da quelli professionali a quelli prettamente economici) decidono di posticipare la ricerca di una gravidanza.

L’efficacia della crioconservazione ovocitaria dipende dall’età, dalla riserva ovarica (numero di ovociti a disposizione) e dall’indicazione al trattamento (Cobo et al., 2018). (1)

In particolare la crioconservazione degli spermatozoi è una tecnica volta a garantire l’autoconservazione dei gameti maschili per quei pazienti che devono sottoporsi a cure radio-chemioterapiche che possono compromettere irreversibilmente la produzione di spermatozoi vitali.

La maggior parte delle cliniche ucraine di fertilità con l’uso delle tecnologie di fecondazione medicalmente assistita si sono riunite nell’Associazione Ucraina della medicina riproduttiva. In Ucraina i Congressi per fertilità erano svolti regolarmente con la partecipazione di specialisti da tutto il mondo . Ci sono oltre 30 cliniche delle tecnologie di riproduzione assistita (TRA)e con il loro aiuto sono nati più di 12 000 bambini.

La legge ucraina è tollerante alla FIVET, a differenza dai tanti paesi d’Europa. Così, la donazione di ovuli è vietata in Germania mentre in Polonia, Portogallo, Spagna è permessa solo una donazione di ovuli a titolo gratuito. L’Ucraina è uno tra pochi paesi, dove donazione di ovuli e FIVET sono legali e disponibili sia per i cittadini ucraini, come per gli stranieri. Tante coppie straniere si rivolgono ai centri medici ucraini per trattamento di infertilità, perché nei loro paesi è strettamente limitato o vietato. Secondo la disposizione del Ministero della Sanità Ucraina №787 dal 09.09.13 «Approvazione della applicazione delle tecnologie di riproduzione assistita”:

  • l’implementazione dei programmi di tecnologie di riproduzione assistita è permessa solo presso le istituzioni mediche accreditate di svolgere tali procedure
  • i pazienti hanno il diritto di scegliere una clinica di fertilità (con l’uso delle tecnologie di riproduzione assistita)
  • i maggiorenni, uomini e donne, hanno il diritto di rivolgersi alle cliniche di riproduzione assistita per trattamento di infertilità a secondo le ragioni mediche
  • l’assistenza medica per i programmi delle tecnologie di riproduzione assistita, viene prestata in completa confidenzialità
  • le donatrici degli ovuli possono essere come volontari anonimi, così i familiari

Costo di FIVET a Kiev secondo https://vittoriavita.com/it/prezzi-per-ivf/ variano da 5.900 euro a 13.000 euro Ci sono poi nel sito schede e illustrazioni sui vari processi e l’indicazione anche di costi aggiuntivi .

Sul sito di Vittoria Vita si legge “Qual‘ è la clinica migliore per trattamento di infertilità con l’uso delle tecnologie di riproduzione assistita? Nella scelta di un centro medico prestate l’attenzione alle attrezzature moderne, a una licenza, alla qualifica dei medici, alla presenza della banca dei donatori degli ovuli e dello sperma, a una statistica dei protocolli di FIVET di successo.

VittoriaVita – è una agenzia leader per maternità surrogata, con la sede nel cuore di Kiev, la quale svolge i programmi di FIVET con l’uso degli ovuli donati. Abbiamo in possesso uno dei maggiori database delle donatrici in Ucraina, che viene continuamente rinnovato. Ogni donatrice viene sottomessa ad un scrupoloso esame medico. La percentuale di successo potrebbe essere completamente diversa presso le cliniche differenti, nonché i prezzi dei servizi. Ricordate, che non ci fosse un esperto che vi potrebbe garantire una gravidanza del 100 per cento dal primo tentativo.”

Sullo stesso sito si possono trovare tutte le altre informazioni utili per accedere a questo servizio e c’è la possibilità di interloquire via mail immediatamente con una coordinatrice per avere tutte le dettagliate informazioni di cui si ha bisogno . (2)

Fin qui dunque le considerazioni e le informazioni su un mondo in guerra che cerca di preservare il senso della famiglia attraverso appunto la procreazione seppure attraverso tecniche, che sicuramente innovative , per altro verso offrono in questa occasione un’opportunità reale. Per ipotecare un futuro che secondo questi programmi di conservazione del seme e degli ovuli viene visto come un futuro di pace . Una generazione dunque congelata.

Anche se la tecnica della fecondazione in vitro ha da tempo alimentato un dibattito pro e contro . Tra i protagonisti di questo dibattito ci sono le dottrine della Chiesa cattolica per le quali la vita umana inizia al momento del concepimento. Di conseguenza, la procedura di fecondazione in vitro, ormai diventata inaccettabile , non è altro che l’infanticidio e una completa contraddizione con le fondamenta del cattolicesimo.

La Chiesa nel tempo ha insistito su un concetto : l’omicidio della vita umana si verifica durante le fasi seguenti del programma di fecondazione in vitro ossia quando poi si dovrà procedere alla scelta degli embrioni che vengono trasferiti nell’utero. L’ embrioriduzione (distruzione di embrioni con gravidanza multipla), scongelamento di embrioni (poiché è durante lo scongelamento che muore la maggior parte degli embrioni congelati) e durante la diagnosi genetica pre-impianto di embrioni (PGD). Erano questi i termini della Istruzione dell’87, che era intitolata «Donum Vitae» .

Termini rivisti con l’Istruzione «Dignitas personae» pubblicata il 12 dicembre 2008 dalla Congregazione della Dottrina della Fede. Il documento rappresenta in questo senso un’apertura rispetto alla precedente Istruzione dell’87, che come detto era intitolata «Donum Vitae» e dichiarava di fatto illecite tutte le tecniche di procreazione assistita.(2) Una innovazione perchè oggi sono disponibili nuove tecniche che «si configurano come un aiuto all’atto coniugale e alla sua fecondità», nelle quali cioè «l’intervento medico è rispettoso della dignità delle persone», in quanto «mira ad aiutare l’atto coniugale sia per facilitarne il compimento sia per consentirgli di raggiungere il suo fine, una volta che sia stato normalmente compiuto». Inoltre, per la Chiesa «sono certamente leciti gli interventi che mirano a rimuovere gli ostacoli che si oppongono alla fertilità naturale».

Ai legislatori il documento raccomanda di «incoraggiare le ricerche e gli investimenti dedicati alla prevenzione della sterilità», e chiede loro anche di «promuovere e facilitare la procedura dell’adozione dei numerosi bambini orfani». Per la Chiesa resta invece moralmente illecita la fecondazione in vitro e l’eliminazione volontaria degli embrioni che essa comporta. L’esperienza degli ultimi anni, spiega la Congregazione per la Dottrina della Fede, «ha dimostrato che nel contesto delle tecniche di fecondazione in vitro «il numero di embrioni sacrificati è altissimo», al di sopra dell’80 per cento nei centri più sviluppati. «L’embrione umano ha fin dall’inizio la dignità propria della persona».

Il problema dunque sarà proprio quello dello stoccaggio dei semi e l’eventuale eliminazione degli embrioni . Una generazione dunque che rimane in attesa .

La riflessione però è anche su alcuni altri aspetti di questo problema e in generale del problema delle attese per il futuro di generazioni siano esse ancora potenzialmente inespresse oppure vive e vitali nel nostro presente .

Mi riferisco al fatto che non c’è solo questa generazione congelata a interessare la nostra attenzione. Ci sono almeno altre tre generazioni di bambini, ragazzi, adolescenti e giovani appunto “congelate”. Per la loro età rappresentano il futuro solo che questo futuro spesso non vogliamo vederlo e soprattutto non vogliamo assicurarlo alla loro vita. Disconoscendo che essi appartengono ad un progetto della “vita” contro la quale non possiamo opporre molto perchè prima o poi si rivale di tutti quegli ostacoli che incontra, molti dei quali appunto frapposti dall’uomo per interesse, calcolo, imperizia, stupidità.

Mi riferisco ai “minori non accompagnati “ frutto del fenomeno dell’emigrazione, agli “orfani di guerra” , di tutte le guerre, agli orfani dei terremoti e in particolare a quelli dell’ultimo terremoto che che ha devastato territori a confine tra Turchia e Siria .

La definizione di “minore straniero non accompagnato” (MSNA) mette insieme una serie di elementi giuridici che :” in ambito europeo e nazionale, fanno riferimento al minore di anni diciotto, cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea o apolide, che si trova, per qualsiasi causa, nel territorio nazionale,privo di assistenza e rappresentanza legale da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili.

Nel nostro ordinamento la tutela e la protezione dei minori stranieri non accompagnati sono assicurate da molteplici disposizioni, tra le quali principalmente il Testo unico in materia di immigrazione (D.Lgs. n.286/1988), il relativo regolamento di attuazione (D.P.R n. 394/1999); il regolamento 535/1999 concernente i compiti del Comitato per i minori stranieri, le cui competenze dal 2012 sono state trasferite alla Direzione Generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione sociali e il D.Lgs. 142/2015 riguardante le norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale (3)

L’Italia, inoltre, è l’unico paese Europeo che nel 2017, con l’approvazione della legge n. 47, la cosiddetta Legge Zampa , si è dotato di una normativa specificamente rivolta ai minori stranieri non accompagnati, introducendo significative modifiche al complesso della normativa vigente con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di tutela riconosciuti dall’ordinamento italiano in loro favore.
In particolare, la citata legge, introduce esplicitamente il divieto assoluto di respingimento alla frontiera dei MSNA, che non può essere disposto in alcun caso.

I minori stranieri non accompagnati (MSNA) censiti in Italia al 31 dicembre 2022 sono 20.089, dato in forte aumento rispetto al 2021 (+64%) a causa della crisi umanitaria che ha interessato l’Ucraina dal febbraio 2022. I MSNA sono in maggioranza maschi (85,1%), e hanno per la maggior parte 17 anni (44,4%) 16 anni (24%) o dai 7 ai 14 anni (17,5%), arrivano soprattutto da Ucraina  (5.042 minori),Egitto(4.899)Tunisia  (1.800), Albania (1.347) e Pakistan (1.082), mentre le Regioni che ne accolgono di più sono la Sicilia (3.923 minori, il 19,5% del totale), la Lombardia  (2.880, il 14,3%), la Calabria (2.068, il 10,3%) e l‘Emilia Romagna (1.814, il 9%). (4)

Ho parlato di generazione congelata per quanto riguarda i minori accompagnati perchè gli interventi in loro favore nel nostro paese sono tanti .Proprio nello spirito della legge Zampa che ha tra le principali novità introdotte dal testo, una modifica al testo unico sull’immigrazione, che disciplina il divieto di respingimento dei minori stranieri non accompagnati alla frontiera. un sistema organico di prima e seconda accoglienza in Italia, con strutture diffuse su tutto il territorio nazionale. La legge n. 47/2017 (art. 10) prevede che i minori stranieri non accompagnati possano ricevere, quando la legge dispone il divieto di respingimento o di espulsione, due tipi di permesso di soggiorno: il permesso per minore età e il permesso per motivi familiari. Il progetto Pueri è una iniziativa organizzata con il coordinamento del Ministero dell’Interno che , ha l’obiettivo di favorire la presa in carico e l’accompagnamento nel percorso di accoglienza dei minorenni stranieri non accompagnati, evitando che si allontanino dai centri che li ospitano o finiscano vittime della criminalità organizzata. Nel caso in cui un MSNA necessiti di un supporto prolungato (prolungamento delle misure di accoglienza) volto al buon esito del percorso di integrazione in cui è inserito, alla luce dell’art. 13 L. 47/2017, il Tribunale per i Minorenni può disporre la
continuazione dell’affidamento ai Servizi Sociali, comunque non oltre il compimento
del ventunesimo anno di età.

Nell’attuale legislatura, è proseguita l’attuazione della legge organica sui minori stranieri presenti in
Italia (legge n. 47/2017), che ha modificato la normativa in materia con l’obiettivo di rafforzare le tutele nei confronti dei minori e garantire un’applicazione uniforme delle norme per l’accoglienza su tutto il territorio nazionale nell’ambito delle politiche di accoglienza, per sostenere le attività di accoglienza dei minori da parte dei comuni è stata riconosciuta a tutti i minori non accompagnati la possibilità di accedere ai servizi territoriali, finanziati con il Fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo. Il D.L. 113/2018 ha disposto che, al compimento della maggiore età, i neo maggiorenni richiedenti asilo rimangono nei centri di seconda accoglienza dei comuni (SAI) fino alla definizione della domanda di protezione internazionale .

Al compimento della maggiore età, i minori sottoposti ad affidamento giudiziario o amministrativo (art.4, legge n.184/83), titolari di un permesso di soggiorno per motivi di famiglia, possono convertire il proprio titolo al soggiorno in un permesso per studio, accesso al lavoro, lavoro subordinato/autonomo, esigenze sanitarie o di cura, in base all’attività svolta in quel momento (art.31, comma 1 e art.32, comma 1, T.U. Immigrazione).

I minori che, invece, sono stati sottoposti ad un provvedimento di affidamento familiare (art.2, Legge n.184/83) e che sono titolari di un permesso di soggiorno per motivi di affidamento, possono convertire il titolo al soggiorno, previo parere della D.G. Immigrazione e Politiche di Integrazione, oppure, se titolari del permesso di soggiorno per integrazione minore, possono convertire il titolo al soggiorno, se hanno seguito un percorso di integrazione sociale e civile gestito da un ente pubblico o privato per almeno due anni (art.32, commi 1-bis e 1-ter T.U. Immigrazione e Circolare del Ministero dell’Interno del 16 novembre 201 “attuazione delle previsioni contenute nell’art.32 del d.lgs. n.286/98 e succ. mod.“).

Ma dicevo che si tratta comunque di una generazione congelata perchè la proposta di una nuova legge sulla cittadinanza per i minori stranieri, chiamata ius scholae, arrivata in Parlamento che prevede la possibilità per i minori stranieri nati in Italia o arrivati nel nostro paese entro i 12 anni di età di acquisire la cittadinanza italiana su richiesta dei genitori, a patto che abbiano risieduto legalmente e senza interruzioni in Italia e abbiano frequentato regolarmente, per almeno 5 anni, uno o più cicli scolastici., non è stata ancora approvata . Lasciando quindi generazioni intere in un limbo

Come già accennato gli stranieri residenti nel nostro paese hanno superato la cifra di 5 milioni. L’aumento degli immigrati in Italia non è più dovuto solo ai nuovi arrivi ma anche al numero sempre più elevato di nascite di figli di cittadini provenienti da paesi esteri. Nel 2020 gli stranieri residenti, pur rappresentando solo l’8,4% della popolazione, hanno contribuito notevolmente alla natalità. Di tutti i nati in Italia il 14,8% sono i figli di entrambi genitori stranieri (ISTAT). Al 1° gennaio 2018, i ragazzi stranieri con meno di 18 anni residenti nel nostro Paese erano poco più di 1 milione, pari a quasi l’11 per cento del totale della popolazione in quella classe di età e circa i tre quarti dei ragazzi stranieri residenti sono nati in Italia.

Senza di loro la piramide demografica in Italia sarebbe ancora più squilibrata e caratterizzata da una prevalenza di anziani che non lavorano più e da un numero ancora più ridotto di giovani( 5)

Il testo in votazione vuole apportare alcune modifiche alla legge 91 del 1992, cioè alle norme sulla cittadinanza. La modifica più rilevante è l’introduzione di un articolo, il comma 2-bis dell’articolo 4 del testo, che prevede che possano ottenere la cittadinanza italiana i bambini e le bambine con genitori stranieri, nati in Italia o arrivati in Italia entro i 12 anni di età, se hanno risieduto “legalmente e senza interruzioni” e se hanno frequentato “regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici di istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione oppure percorsi di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale idonei al conseguimento di una qualifica professionale”. Dovranno essere i genitori (entrambi “legalmente residenti in Italia”, si legge nel testo) oppure chi ne fa le veci a esprimere, per conto del minore, la volontà di ottenere la cittadinanza italiana. Dovranno dichiararlo all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore. La proposta lascia aperta una porta: “Entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, l’interessato può rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza.”

Quanti ne beneficerebbero? Circa un milione di persone. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, su oltre 8 milioni e mezzo di alunni nelle scuole italiane, sono oltre 870.000 le studentesse e gli studenti senza cittadinanza italiana. Tra questi, quasi il 60 per cento è nato in Italia.(6)

Una generazione congelata perchè i ragazzi senza cittadinanza, pur godendo di diritti fondamentali come il diritto alla salute e all’istruzione, non hanno diritto al voto, a partecipare a concorsi pubblici, ad andare all’estero per motivi di studio, di lavoro e a partecipare a competizioni sportive internazionali. Tutte queste situazioni rappresentano una chiara violazione dei diritti di uguaglianza e di giustizia. Senza contare la frustrazione dei ragazzi delle seconde generazioni che spesso si sentono cittadini di serie B e quindi potrebbe contrastare una loro possibile radicalizzazione. Una società più inclusiva determina infatti minori conflitti sociali e culturali ed un miglioramento del clima di convivenza. Anche perchè l’intervento sui minori stranieri non accompagnati

La normativa vigente pone in capo ai Sindaci l’onere dell’accoglienza dei minori non accompagnati, stranieri (MSNA) e non. Al fine di supportare economicamente i Comuni, contribuendo alla copertura dei costi sostenuti dagli Enti locali per l’accoglienza dei MSNA, lo Stato ha istituito il Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati ( D.L.95/2012,art,23 e 11 , convertito dalla L. 7 agosto 2012). Il Ministero dell’Interno dunque eroga trimestralmente ai Comuni che ne fanno richiesta, per il tramite delle Prefetture, un contributo giornaliero per ospite nella misura massima di 45,00 euro, IVA inclusa, per l’accoglienza che viene offerta ai MSNA tramite affido familiare o  in strutture autorizzate e/o accreditate per lo specifico target. Si chiede di chiarire (fornendo il riferimento normativo) se il Comune dove si trova la struttura accreditata o dove viene rinvenuto il minore, tenuto conto delle limitate risorse a disposizione, debba farsi carico di tutti i costi di gestione dello stesso, anche se superiori alla cifra rimborsata dal Ministero.

L’accoglienza però costa per ogni bambino 151 euro al giorno e mai i comuni riconoscono questa retta. Le regioni in cui i compensi sono più alti sono Veneto e Emilia Romagna con 118 euro al giorno. Una comunità costa 441 mila euro all’anno .In Trentino la media delle rette erogate è di 111 euro, in Lombardia 107 euro, in Piemonte 105 euro, in Toscana 100, in Calabria 92 euro, in Campania 80 euro, in Sicilia 76 e Puglia 75 euro. Per questo gli enti che gestiscono le comunità sono in grave difficoltà, rischiano la bancarotta. Il problema è di fondo: la cura di un minore costa anche perché non basta assicurargli vitto e alloggio per garantirgli un’adeguata crescita e dall’altra i tagli al welfare sono continui. Nel 2022 Il Ministero dell’Interno ha rideterminato il contributo in favore dei Comuni che accolgono minori stranieri non accompagnati, aumentandolo da 45 a 60 euro giornaliere. Nel 2021 sono sbarcati in Italia 10.053 minori non accompagnati ,nel 2022 sono stati 13.386 ,nei primi due mesi del 2023 sono già 861.

Il bilancio dello stato è articolato, tra le altre cose, in missioni e programmi. La missione 27 è intitolata “immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti”. Questa a sua volta divisa in 3 programmi ognuno dei quali fa interamente capo a un ministero.

La dotazione del Fondo Nazionale è stata per il 2015 di 90 milioni di euro, mentre per il 2016 è di 170 milioni di euro.

Per uno che nasce, però, ce ne sono tanti che restano orfani. Ufficialmente i numeri sono bassi, 24 ad Aleppo e 14 a Latakia: sono solo i bambini ricoverati negli ospedali e dei quali non si sa nulla della famiglia. Ma le stime parlano di centinaia di orfani da prendere in carico nel prossimo futuro. E solo ad Aleppo”. “Come Avsi stiamo lavorando su due livelli: la sicurezza e la protezione di questi piccoli e la riconsegna dei documenti a quelle famiglie che li hanno persi nel sisma. I documenti sono necessari per ricomporre i nuclei familiari. Ovviamente ci sono le Istituzioni locali a vigilare su questi bambini. Stiamo passando al post emergenza e questo significa cominciare a prendere in esame le singole situazioni specialmente quelle riguardanti i più vulnerabili come donne e bambini”. Particolarmente impegnate nel campo del sostegno ai bambini nelle zone terremotate turche e siriane sono anche Unicef e Save the children. “I bambini – afferma Kathryn Achilles di Save the Children Siria – hanno perso dei membri della famiglia, la casa, non hanno cibo e indumenti contro il freddo. Hanno urgente bisogno di riparo”. “La nostra priorità immediata – dichiara Carmela Pace, presidente dell’Unicef Italia – è garantire che i bambini e le famiglie colpite ricevano il sostegno di cui hanno disperatamente bisogno. Abbiamo già inviato forniture di emergenza per le sale operatorie e forniture nutrizionali come biscotti ad alto contenuto energetico. Stiamo lavorando per identificare i bambini separati e non accompagnati e riunirli alla famiglia, oltre a fornire ai bambini un primo soccorso psicologico”. (7)

Le tragiche immagini di bambini tirati fuori dalle macerie in Siria e Turchia hanno provocato un’ondata di offerte da tutto il mondo per adottare bambini che sembrano aver perso i loro cari, ma in questa fase dell’emergenza l’adozione non è una risposta adeguata. “È naturale vedere queste immagini strazianti e voler aiutare in ogni modo possibile, ma l’adozione non dovrebbe mai essere perseguita durante o immediatamente dopo un’emergenza come i recenti terremoti in Siria e Turchia.” – racconta Rebecca Smith, Direttrice ad interim per la protezione globale dell’infanzia di Save the Children International. Per spiegare aggiunge: “Sebbene le offerte di adozione possano essere ben intenzionate, questa non è la soluzione appropriata in questo momento. È importante fornire loro struttura e sostegno nelle loro case e comunità: questi bambini hanno già attraversato così tanti sconvolgimenti che hanno bisogno di sicurezza e supporto in un ambiente il più familiare possibile.”(

Anche nel caso di bambini rimasti orfani a causa del terremoto si può parlare di generazione congelata

E poi ci sono gli orfani a causa della guerra. Quelli che nasceranno appunto dalla fecondazione in vitro con la quale abbiamo aperto questa riflessione e quelli che oggi , proprio in questi giorni, restano senza genitorie.

(1)https://www.generalifeitalia.it/procreazione-medicalmente-assistita-pma/la-crioconservazione-di-ovociti-e-spermatozoi/

(2)https://www.provitaefamiglia.it/media/userfiles/files/Congregazione-per-la-Dottrina-della-Fede-Istruzione-Donum-Vitae-1987.pdf

(3)Le competenze della Direzione Generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione, in tema di Minori Stranieri Non Accompagnati, previste dal d.p.c.m. n. 535/1999, possono essere così sintetizzate:

  • censimento dei dati dei minori stranieri non accompagnati presenti in Italia;
  • cooperazione e raccordo con le altre amministrazioni coinvolte;
  • compiti di impulso e di ricerca, attraverso le indagini familiari, al fine di procedere all’individuazione dei familiari nel Paese di origine dei minori stranieri non accompagnati;
  • emissione del parere positivo ai sensi dell’art. 32 del D.lgs n. 286/1998 (Testo Unico dell’Immigrazione), così come modificato dalla Legge 2 agosto 2011, n. 129.

E’ possibile inviare quesiti e richieste alle seguenti mail istituzionali

Mail: minoristranieri@lavoro.gov.it oppure minori-art32@lavoro.gov.it

PEC: minoristranieri@pec.lavoro.gov.it oppure minori.art32@pec.lavoro.gov.it

(4)https://integrazionemigranti.gov.it/it-it/Dettaglio-approfondimento/id/38/Minori-stranieri-non-accompagnati

(5)https://www.corriere.it/opinioni/22_agosto_26/legge-cittadinanza-minori-stranieri-c4cf852e-2512-11ed-9c55-2dc9b0266fc8.shtml?refresh_ce

(6)https://lavialibera.it/it-schede-1024-ius_scholae_e_cannabis_rinviati_alla_prossima_settimana

(7)https://www.agensir.it/mondo/2023/02/13/terremoto-in-turchia-e-siria-dopo-il-sisma-la-guerra-degli-aiuti-bloccati-da-regime-e-ribelli-allarme-orfani/

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