CREAZIONISMO PER UNA NUOVA ERA- IL MOVIMENTO FONDATO DA ANNALISA POTENZA PER PROMUOVERE L’EDUCAZIONE ALL’INTELLIGENZA EMOTIVA
Redazione- Nell’estate del 2022, la professoressa e scrittrice pescarese Annalisa Potenza, coadiuvata dal Massimo Pasqualone, docente, scrittore e critico artistico-letterario di Chieti, ha fondato un movimento letterario e artistico, libero e indipendente, chiamato “Creazionismo per una nuova era”, formato da poeti, scrittori e pittori provenienti da tutta Italia, di cui una folta parte di origine abruzzese. Lo scopo primario del gruppo è condividere e diffondere, attraverso ogni iniziativa culturale, valori fondamentali quali la pace e la solidarietà, partendo dalla salda convinzione che ogni persona può essere creatrice di idee ed esperienze che possono dare un contributo prezioso per il benessere e per la crescita dell’umanità. Per tale motivo il movimento è aperto a tutti. Qualunque partecipazione è, dunque, vivamente gradita.
Chiunque vi aderisca condivide questo pensiero: l’unico antidoto valido e risolutivo per gestire i conflitti e contrastare l’impoverimento umano dilagante è l’educazione all’intelligenza emotiva, già presente come materia nelle scuole di diversi Stati europei. A tal proposito, alcuni anni fa, la psicologa e psicoterapeuta Rosanna Schiralli, fondatrice della Rete delle scuole dell’empatia, e l’Artedo, il cui presidente è il dottor Stefano Centonze, avevano stilato un documento nel quale se ne richiedeva l’approvazione a livello legislativo. Nel 2024, per iniziativa di Annalisa Potenza e con il supporto di alcuni membri del suo movimento, tra cui la docente Giulia Di Giampaolo e la counseulor Patrizia Splendiani, è stato elaborato un nuovo documento ovvero una proposta di legge finalizzata a introdurre l’educazione emotiva nelle scuole di ogni ordine e grado.
L’intelligenza emotiva rappresenta quel passaporto indispensabile per esplorare i meandri più reconditi dell’anima e per costruire legami autentici e solidi. Se la si ignora o non la si coltiva abbastanza si rischia di non possedere quella chiave di lettura imprescindibile per comprendere appieno l’essere umano. In una realtà che vira sempre di più verso l’omologazione e l’automazione, in cui sovente mancano le basi per rapportarsi al prossimo in modo adeguato e costruttivo, l’educazione all’intelligenza emotiva dovrebbe essere, quindi, la materia più importante da studiare nelle scuole e da divulgare in ogni ambiente e settore. Si configura, inoltre, come un argomento quasi rivoluzionario e un delicato e, al contempo, incisivo grido di protesta contro gli stereotipi imposti dalla società odierna che mirano alla costante esaltazione dell’effimero e dell’apparenza, veicolando a gran voce messaggi distorti e infarciti di sterili luoghi comuni. I più giovani, in particolare, ne risentono e rischiano di esserne totalmente tramortiti e profondamente segnati.
Diviene assai labile quel confine tra il bene e il male, col risultato che spesso, purtroppo, si tende a giustificare atti di meschino bullismo in semplici giochi scherzosi o a non avere più la contezza di ciò che realmente vale nella vita, ossia dei principi sani che sono gli unici a poter davvero forgiare la personalità di un individuo. Occorre, dunque, necessariamente inculcare, tramite l’educazione all’intelligenza emotiva, la cultura del rispetto, dell’accoglienza, della libera espressione di se stessi, dell’ascolto attivo, della sincera empatia e della comprensione delle problematiche altrui. Solo conoscendo il linguaggio dell’anima ci si può relazionare al prossimo nel modo più gratificante e consapevole.

