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IL CONSULTORIO FAMILIARE COME RISORSA DI TUTELA ALLE FAMIGLIE-DI SILVANA DI FILIPPO

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Redazione-Il Consultorio Familiare è un “servizio di assistenza alla famiglia e alla maternità”, così come specifica la legge quadro del 29.7.1975,n.405, che nei primi commi dell’art. 1 riporta testualmente:

  • assistenza psicologica e sociale ai fini di una preparazione alla maternità e alla paternità responsabile e per la soluzione dei problemi delle coppie e dei minori;

  • somministrazione dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte dalla coppia e dal singolo in ordine alla procreazione – avvalendosi per le somministrazioni anticoncezionali anche del personale delle strutture sanitarie di base -;

  • tutela della salute della donna e del prodotto del concepimento;

  • informazione della salute della donna e del prodotto del concepimento;

  • informazione idonea a promuovere o a prevenire le gravidanze e indicazioni dei metodi e dei farmaci adatti al singolo caso.

Ulteriori specificazioni vengono emanate dalle normative delle regioni.

La regione Abruzzo, con L.R. 26.04.1978 n.21, “Istituzione del Servizio Sanitario per l’assistenza alla famiglia, all’infanzia ed alla paternità responsabili” si è limitata a riproporre le finalità e gli interventi già previsti dalla legge 405/75, ad eccezione di norme particolari inerenti il funzionamento e la gestione sociale dei Consultori Familiari.

Il consultorio familiare, nello specifico non è un ambulatorio, ma conserva la tipicità originaria di terapia preventiva e riflessione sulle motivazioni globali  e più profonde che sono alla base dell’affettività e vitalità coniugale, di coppia, di una procreazione responsabile e della crescita formativa della prole.

Il consultorio familiare assolve a questa globalità e tipicità attraverso il lavoro di équipe di cui si compone: un medico, un ginecologo,un ‘ostetrica,uno psicologo, un’assistente sociale. Tipico del consultorio familiare,infatti è il lavoro di èquipe con periodici scambi di pareri a livello interdisciplinare.

Le problematiche familiari investono tutto il modo di pensare e il progettare.Il consultorio familiare in particolare si preoccupa di stimolare una relazione dinamica interpersonale con l’utente che rimane il protagonista, aiutando  gli interessati a far emergere i valori cui credono e aiutarli a rivederli possano avviare un procedimento di autodeterminazione, aiutati dagli esperti, a trovare le ri/soluzioni più adatte alla loro vita. Il primo obiettivo principe  che il consultorio familiare si propone è l’opera di prevenzione traslata con quella capacità di inviare messaggi che giungano in maniera diretta alla persona al fine di coinvolgendola attivamente alle attività di salute. Per Prevenzione generalmente si intendono definire tutte quelle attività mirate a contrastare il verificarsi ed il manifestarsi di un dato fenomeno in una data popolazione. E’ evidente che tali attività debbano rivestire carattere di sistematicità e debbano essere integrate tra loro, possibilmente all’interno di programmi multi professionali adeguatamente pianificati e concretizzati.

La progettazione e la realizzazione di programmi di educazione alla salute implica, un lavoro di rete tra professionisti diversi appartenenti ad una stessa istituzione o ad istituzioni diverse.

Un percorso di educazione alla salute costituisce sicuramente il canale privilegiato per la concretizzazione della continuità educativa e didattica che, a sua volta, rappresenta il mezzo più efficace per rendere significativa un’attività formativa che può essere svolta a tappe.

La scuola come risorsa educativa rappresenta lo scenario per un proficuo scambio di esperienze e di idee mirate alla costruzione e realizzazione di un lavoro di rete. La famiglia, rappresenta la “risorsa sociale” da impiegare sui temi proposti.

La prevenzione non vuole significare prevalentemente diagnosi precoce e screenigs, ma va mirata alla fase primaria sia nei confronti della introduzione di nuovi modi di educazione alla salute e di educazione nelle scuole. A tal proposito, c’è un’attivazione sia sulla necessità di ricerche coordinate di monitoraggio ambientale che consentono di fissare obiettivi prioritari di intervento, sia sulla esigenza inderogabile di lavorare in rete tra famiglia,istituzioni e servizi

presenti sul territorio.

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