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CATTIVI MAESTRI (PRIMA PARTE) DI VALTER MARCONE

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Redazione- Le vicende relative al visto di ingresso del tennista uomo numero uno sul pianeta, Novak Djokovic per la partecipazione all’Australian Open, uno dei più importanti tornei di tennis al mondo e la presenza sul palco delle piazze no vax italiane nelle loro dimostrazioni di sabato 15 gennaio di personalità come l’attore Enrico Montesano e il pilota motociclista Marco Marco Melandri mi inducono a proporre una ulteriore riflessione su questo tema. Ossia mi spingono a esaminare l’attrazione che in questo caso si sviluppa nei confronti delle tesi no vax. Che è poi la stessa attrazione delle opinioni dei maestri che per alcune considerazioni che qui espongo e che è la sostanza di questa riflessione , diventano cattivi maestri .

Nonostante le ripetute domande, il campione mondiale di tennis non ha ancora comunicato ufficialmente se ha concluso il ciclo vaccinale. Djokovic si è anzi espresso più volte in maniera negativa sui vaccini contro il coronavirus .La questione ha portato ad un tiro e molla sul visto di ingresso che a fasi alterne è stato concesso e poi ritirato, che ha scatenato una battaglia legale che ha creato anche malumore tra i suoi colleghi che si erano sottoposti all’adempimento delle regole ( la vaccinazione) per partecipare al torneo . Ma soprattutto ha scatenato una forte attrazione , specialmente da parte dei giovani nei confronti appunto delle posizioni no vax. La stessa attrazione che emanano la presenza di testimonial di successo e di lunga durata come Enrico Montesano e Marco Melandri.Mestri che possono trasformarsi in cattivi maestri. Ma ricominciamo il nostro ragionamento da capo .

Abbiamo trascorso un Natale in trincea anche se con larghe aperture a secondo le dosi di vaccino ricevute, nel rispetto di essenziali regole di sicurezza e secondo una dimostrazione di responsabilità all’interno di margini di autonomia personale . Stiamo vivendo un inizio d’anno molto impegnativo dal punto di vista della lotta al contagio,frutto anche di quei comportamenti.. Ci aspetta ma di più alla politica, che deve prendere le necessarie e opportune decisioni, un lavoro semplice ma allo stesso tempo difficilissimo. Contemperare i benefici con i rischi e agire di conseguenza per non fermare ancora una volta il paese e per combattere efficacemente un contagio che è arrivato alla quarta ondata. Probabilmente con la variante omicron che sembra essere la più contagiosa ma anche la meno pericolosa,( per chi ha un green pass completato e quindi rafforzato) tenuto conto della protezione del vaccino , che non è poca cosa. Probabilmente stiamo passando dalla condizione di pandemia a quella di endemia perchè il contagio è così alto in tutti i paesi europei che è difficile non venire a contatto con questa variante. Chissà forse è la strada per venirne fuori o forse è il mezzo per rafforzare ulteriormente ,tra una ondata e l’altra, quel senso di impotenza e di attesa che caratterizza ormai la condizione psicologica della nostra vita quotidiana.

In altre riflessioni ho esaminato soluzioni che potrebbero venire da una vaccinazione globale delle popolazioni con la possibilità di concedere autorizzazioni per la produzione di vaccini. Ho esaminato comportamenti pro e contro il vaccino e il green pass, ho riflettuto più volte sul cambiamento che la pandemia da coronavirus sembra promuovere e al rapporto tra la pandemia e le condizioni reali di vita sulla Terra caratterizzate da cambiamento climatico, emigrazioni, diseguaglianze, fame, povertà , squilibri tra nord e sud del pianeta.

In questa riflessione mi chiedo se si può provare a cambiare la società partendo dalla scienza e quale è stato in questo periodo di pandemia il contributo, positivo o negativo di scienziati e intellettuali per una migliore comprensione dei fenomeni che ho sopra accennato e soprattutto del contesto pandemico

In una intervista a Repubblica .it via zoom dalla sua residenza francese Carlo Rovelli ha risposto così ad alcune domande tra le quali appunto la prima che gli chiedeva l’apporto della scienza al cambiamento della società.

Si può provare a cambiare la società partendo dalla scienza?
“La scienza è uno strumento efficace ma anche duttile. Possiamo usarla per ammazzare gli altri, come mostrano i colossali investimenti per la ricerca militare. Oppure per produrre vaccini che ci proteggono dalle malattie o per capire cosa stia succedendo al clima o per razionalizzare la distribuzione di cibo nel pianeta. In linea generale offre strumenti all’umanità. Ma per cambiare il mondo in una direzione più giusta quello che serve non è la scienza: è la politica”.

Continua Carlo Rovelli “La politica deve incaricarsi della mediazione tra interessi e sistemi di valori diversi e per fare questo può ascoltare la scienza ma non può delegare agli scienziati le decisioni, né deresponsabilizzarsi. La diffidenza verso la scienza nasce da questa confusione, dal fatto che la scienza sta troppo dalla parte del potere in una società in cui le diseguaglianze crescono e molti si sentono tagliati fuori dalle danze. Il risultato è una perdita di credibilità”.

Contestualizzando poi la situazione alla domanda : Quanto ha pesato questa diffidenza durante il Covid? Ha risposto così :“Agli scienziati è stato rimproverato di contraddirsi, senza capire che la scienza è un processo di conoscenza, in continua evoluzione. Gli scienziati non sono l’oracolo di Delfi”.

Ma gli scienziati non sono stati ascoltati. Piuttosto sono stati ascoltati opinionisti e quello che è peggio durante i dibattiti sono stati messi a confronto scienziati veri con sciamani, maghi, e altre voci che non riesco a definire . Una società di analfabeti ( stando alle prove Invalsi che documentano come in Italia si esce dalla scuola senza avere la capacità di comprendere un testo scritto ) ha mandato analfabeti in televisione. A partecipare a talk show per parlare di cose che non hanno mai studiato e sperimentato solo perché forse la loro opinione può contare in un modo o in un altro come influencer o per alimentare “litigi televisivi “ che fanno audience. Il problema dell’informazione sulla pandemia da covid 19 si riduce dunque a questo: mettere sullo stesso piano scienziati e praticanti maghi e dare l’impressione che i loro argomenti siano alla pari e questo con un bombardamento di quindici ore al giorno ingenerando una confusione quasi totale.

Rovelli non si fa capace dell’impegno degli scienziati in questa battaglia dell’informazione che portata avanti nel modo in cui abbiamo detto scoraggerebbe chiunque. E alle successive domande dell’intervista citata risponde nel modo che segue .

Come spiega l’impegno sociale di tanti uomini di scienza?
“In parte c’è in ballo quello che una volta si chiamava il ruolo dell’intellettuale. Chi fa scienza è consapevole di occupare una posizione di privilegio e quindi si sente investito di una responsabilità. Se un poliziotto assiste a un’aggressione mentre è fuori servizio, interviene. A noi scienziati succede la stessa cosa. Impegnarsi in cause umane e civili diventa una maniera per vivere responsabilmente il proprio ruolo. Oltre a Einstein pensiamo a Sacharov o oggi a Noam Chomsky”.

Ora a rappresentare sempre la stessa posizione, quella di negazione della pericolosità del contagio, della pericolosità del vaccino in quanto sperimentale, della imposizione del green pass provvedimento che lede le libertà personali e di gruppo nelle trasmissioni radio e in quelle televisive abbiamo visto uomini e donne come lo psichiatra e criminologo Alessandro Meluzzi, il “filosofo” Diego Fusaro, il professor Paolo Becchi, i parlamentari leghisti Claudio Borghi, Armando Siri e Alberto Bagnai, quelli europei sempre del Carroccio Antonio Rinaldi e Francesca Donato, il senatore ex 5 Stelle e già direttore della Padania Gianluigi Paragone, l’attore Enrico Montesano, c’è il destro ma autoqualificatosi “libero pensatore” Damiano “Er Faina”, diventato famoso per gli sproloqui da bar nel suo abitacolo, che dialoga amabilmente su Twist (“te do der “tu” Marco”) con il fieramente stalinista – amatissimo a destra, sarà per le pose da duro – Marco Rizzo. E poi, ben organizzati, interi partiti .

E’ una galassia variegata e bel colorata che fa pensare a quelle immagini che abbiamo visto in occasione dell’assalto a Capitol Hill a Washington in occasione dell’elezione di Joe Biden..Uomini vestiti da sciamani e ricoperti di simboli più che di tatuaggi.Un mondo la cui pericolosità forse era stata sottovalutata anche in America . Un mondo che è sceso in piazza a fianco dei così detti no vax in occasione delle loro manifestazioni a Roma e a Milano tentando di prendere la testa del movimento no vax , specialmente da parte di alcuni esponenti di correnti ideologie politiche come rivalsa e riaffermazione della propria esistenza. Idee e comportamenti anche concreti espressi da questi personaggi che che per esempio hanno condotto fino all’assalto e devastazione della sede nazionale della CGIL di Roma. Gruppi e ideologie politiche che si sono continuamente riciclate, che hanno cambiato più volte sigla e che sono stati molte volte messi alla porta proprio dai così detti no vax che hanno voluto separare le loro idee e manifestazioni da chi voleva strumentalizzarli per altri fini.

L’ultima battaglia ,la madre delle battaglie ,è quella attuale contro il Green pass,un nuovo punto d’approdo dopo aver negato per mesi l’esistenza stessa del virus per come lo conosciamo (“è una semplice influenza!”), poi aver contestato l’obbligo di utilizzo delle mascherine, le chiusure degli esercizi commerciali e infine la bontà del vaccino.

Spiega bene questo percorso Matteo Pucciarelli in un articolo su Repubblica del 31 agosto 2021:”…la battaglia contro il Green pass è il nuovo punto d’approdo dopo aver negato per mesi l’esistenza stessa del virus per come lo conosciamo (“è una semplice influenza!”), poi aver contestato l’obbligo di utilizzo delle mascherine, le chiusure degli esercizi commerciali e infine la bontà del vaccino. Ma il grosso della storia del frastagliato mondo che denuncia la “dittatura sanitaria” arriva da ancora più lontano: ci sono analogie e spesso perfette sovrapposizioni tra gli attuali contestatori e le galassie no euro; con chi ha denunciato la fantomatica teoria gender; oppure il segretissimo eppure famoso (e inesistente) Piano Kalergi, leggenda veicolata per contrastare l’immigrazione; ancora più a monte c’è l’antisemitismo dei Protocolli dei Savi di Sion (altro falso storico), il piano di dominazione del mondo da parte degli ebrei. “

Un percorso che appunto viene da lontano, ha le sue radici in idee e movimenti che già hanno fatto sentire pesantemente la loro voce ma che restano una minoranza. Infatti prima di andare avanti nel nostro ragionamento va detto chiaramente che il problema no vax , si vax, con le loro posizioni diametralmente opposte , va sicuramente ridimensionato almeno nella sua accezione “mediatica” rimanendo comunque pericolosa in quella sanitaria. Perché sicuramente i no vax sono una minoranza sempre più esigua,e forse attraverso informazione corretta, convincimento, lavoro psicologico si possono allontanare paure e difficoltà,insomma ridurre ancora di più quella minoranza. Ma soprattutto il problema va ridimensionato perché stando ai numeri la stragrande maggioranza degli italiani ha accettato e si è sottoposta alla vaccinazione..Sono 103 milioni.681 mila e 440 le dosi somministrate che hanno raggiunto almeno l’85,17 della popolazione over 12. La macchina logistica delle vaccinazioni ha funzionato bene e anzi potrebbe essere da esempio. Rimangono fuori dalla vaccinazione cinque milioni di over dodicenni e in particolare due milioni over cinquantenni per i quali il governo Draghi ha dovuto procedere a indicare una obbligatorietà con esigue sanzioni frutto del compromesso politico tra partiti a favore e partiti contro.

Tanto che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella proprio in considerazioni di questi fatti e di questi dati ( anche se qualcuno dice che i fatti non esistono , compaiono solo quando li metti in fila o li contestualizzi e quindi li puoi mettere in fila e contestualizzare come vuoi per arrivare a dimostrare questo e il contrario di questo )ha richiamato gli organi di informazione perché hanno dato troppo spazio proprio alla negazione di un fenomeno e alla voce di chi contesta e protesta per misure di contenimento e di protezione equiparate ad una dittatura sanitaria. Dice Sergio Mattarella :”La prima difesa dal virus è stata la fiducia della stragrande maggioranza degli italiani nella scienza, nella medicina. Vi si è affiancata quella nelle istituzioni, con la sostanziale, ordinata adesione a quanto indicato nelle varie fasi dell’emergenza. Le poche eccezioni – alle quali è stato forse dato uno sproporzionato risalto mediatico – non scalfiscono in alcun modo l’esemplare condotta della quasi totalità degli italiani”

Dal canto suo continua ancora Matteo Pucciarelli su Repubblica.it : “Oggi però la simbologia utilizzata è fatta apposta per disorientare e celare chi tira le fila, così i “discriminati” dal Green pass arrivano a rappresentarsi vittime al pari degli ebrei sotto il nazifascismo; mentre la “dittatura sanitaria” diventa una nuova forma di nazismo. L’importante è giocare con le paure e soffiare sul fuoco del malcontento, evocando l’esistenza di un “Sistema” globalista composto da pochi manovratori che occultano indicibili verità al mondo.

Certo nella situazione che ho appena descritto c’è un confronto stringente da fare per rimettere in equilibrio il piano della discussione : da una parte dobbiamo ricordare tutte quelle persone nei reparti Covid o nelle terapie subintensive e intensive imprigionate dalla paura, con la sofferenza del respiro che ti manca, la solitudine di una stanza senza parole, senza compagni, senza nessuno a condividere la pena. Soli, assistiti certo, ma soli, prigionieri del Covid. Dall’altra tutte quelle posizioni minimaliste che hanno diffuso a piene mani questa gran voglia (purtroppo attraente e seducente) di negare, di ridimensionare, di denigrare chi, invitando alla prudenza cercava semplicemente di tutelare se stesso e gli altri. La cosa più sorprendente è che nessuno di loro va in tv per dire “Chiedo scusa, mi sono sbagliato, le mie previsioni erano errate e hanno contributo a farvi abbassare la guardia”. Viceversa costoro continuano a pontificare e ad infamare scienziati come Crisanti definito terrorista e profeta di sventure perché aveva previsto che entro la fine del mese di ottobre 2021 , se non si fossero adottati provvedimenti adeguati, si sarebbero raggiunti i 10.000 contagi. Fino ad arrivare alla minaccia di aggressione fisica nei confronti virologi,immunologi e infettivologi o dei loro familiari, che sono finiti sotto scorta come è capitato all’infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova , Matteo Bassetti e l’immunologia Antonella Viola che dirige l’istituto di Ricerca Pediatrica Città della speranza a cui è stata recapitata una lettera di minacce “Novax” contenente un proiettile .E come è capitato anche a Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia che ha ricevuto Minacce di morte e stelle a cinque punte,

E dunque tutto quello che ho esposto fin qui in questa riflessione,mutuando contributi di diversi orientamenti da varie fonti che ringrazio, mi induce a pensare a molte cose. Mi limito qui però a due aspetti : il primo che tutto questo parlare dei vaccini e dei temi collegati alla pandemia sia un pretesto, e di seguito spiego il perché seppure brevemente. Il secondo sul quale voglio soffermarmi di più si riferisce all’apporto di quelli che chiamerei cattivi maestri per quello che hanno affermato, sostenuto e propalato .

Per il primo aspetto dunque ritengo ossia che le idee e le affermazioni sui temi del contagio da covid 19, del rifiuto della vaccinazione, del green pass , siano solo soltanto un pretesto. Per affermare posizioni di parte rispondenti a logiche e interessi che spesso hanno poco a che fare con la problematica in discussione. Protagonismo, ambizioni politiche e di rivalsa, voglia di estremizzare il conflitto, scarso senso del bene comune, voglia di estrema visibilità,insomma tutto quello che rientra nella sfera personale dei protagonisti .Queste affermazioni hanno concorso a determinare posizioni che non avrebbero avuto nessuna probabilità di arrivare ad un pubblico ampio come è quello dei social e dei mass media in altre circostanze e che sfruttano l’occasione per affermare protagonismi e affermazione di immagini con gravi problemi personali .

Il secondo aspetto che poi è simile al primo si riferisce alla validità di opinioni di alcuni intellettuali che si avvolgono su se stesse e in uno stallo di senso invadono le discussioni e formano un retroterra di depistaggi e inganni fuorvianti per chi ,sprovveduto, si affida a questi cattivi maestri .Un modo di trasformare magari legittime attenzioni sulla necessità di coltivare dubbi o di promuovere maggiore informazioni diventano scadenti tematiche in grado di suggestionare individui sprovvisti di strumenti di giudizio e quindi razionale controllo delle loro pulsioni.

Ci sono stati, voglio dire Intellettuali maestri che si sono dedicati, nell’ultimo anno, a corroborare le proteste della piazza attraverso un loro pensiero che fa da rinforzo alle proteste della piazza stessa.

Intellettuali che in questi due anni di pandemia si sono ben guardati dal dare un contributo per la soluzione di quei problemi che lo stesso Sergio Mattarella ha indicato nel suo dicscorso in occasione della cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i Rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze Politiche e della Società Civile.

: “La normalità che, ad oggi, siamo riusciti a riconquistare – circondata da cautele e da misure di vigilanza sanitaria – è già diversa da quella che conoscevamo. La normalità che perseguiamo non sarà comunque il ritorno al mondo di prima”.
“Adesso la sfida è la ripartenza che, per essere efficace, deve vederci capaci di profondi cambiamenti: mutare i nostri stili di vita, dare allo sviluppo una forte qualità ambientale, fare della transizione digitale una leva per migliorare processi produttivi e, al tempo stesso, per migliorare la vita delle persone e delle comunità” La pandemia – ha proseguito – ha posto in luce questioni che riguardano i modelli sociali, il rapporto con l’ambiente, il rispetto dei diritti delle persone e della convivenza, una più equa distribuzione delle opportunità: si tratta di temi cresciuti nella sensibilità comune anche in ragione dell’impegno per sconfiggere il virus”.

Nelle loro discussioni, quegli intellettuali hanno solo affrontato due aspetti della pandemia, l”aspetto sanitario quindi del contagio, della prevenzione e della cura e l’aspetto per così dire normativo senza avere specifiche competenze in questi due campi e giustificando le loro idee con il fatto che poiché sono capaci di pensare e che il loro mestiere è proprio quello di pensare possono permettersi affermazioni e posizioni tutt’al più supportate da fonti discutibili o da studi di scienziati del settore inesistenti.

Come è stato possibile che intellettuali e pensatori,filosofi come Giorgio Agamben,Massimo Cacciari, giuristi come Stefano Mattei , esperti di comunicazione come Carlo Freccero abbiano potuto in questo momento, in cui più stringente doveva essere la loro azione di convinzione per una battaglia comune, per difendere un bene comune che è appunto la salute ,com’è possibile , dicevo, che abbiano virato di trecento sessanta gradi verso altre mete?

Intellettuali che ci hanno comunque accompagnati con le loro idee, le loro proposte, le loro battaglie in conquiste intellettuali e materiali significative che si sono prestati a far scadere il loro pensiero in una battaglia che fin dall’inizio si era dimostrata fuorviante, piena di inganni e preda di quelle sirene ideologiche che la Storia ha sconfitto da tempo ormai. Una battaglia di principio che si narra così : solo per il fatto che lo” hai detto tu “ o la ho proposto questo Governo in carica “ io non ci sto”. Tolte le paure, le convinzioni profonde frutto di una educazione di un certo tipo, tolte le preoccupazioni per particolari condizioni di salute che dettano prudenza, tolti i legittimi dubbi su un vaccino per esempio poco sperimentato( anche se è stato ad oggi somministrato a miliardi di individui rendendo la stessa somministrazione una sperimentazione ), tolto il disorientamento per le continue e difformi informazioni e per i differenti pareri e opinioni di scienziati , che rimane. Insomma rimane un teatrino in cui esercitare la propria ideologia senza contare la possibile tentazione di un protagonismo che parte da elaborazioni che i “ pensatori” ritengono giuste . Tutto dentro un “pot- purri “ che qui uso nel significato figurato di mescolanza, miscuglio, ma anche accozzaglia, confusione. Confusione determinata da contraddittori per stabilire che cosa ha veramente detto l’uno o l’altro .Intellettuali che si sono gettati a capofitto in una impresa, quella di mettere in piedi un gruppo di opinione denominato “Commissione dubbio e precauzioni “.Ugo Mattei, Massimo Cacciari, Carlo Freccero, Giorgio Agamben si sono presentati tutti assieme per dire che : “L’obiettivo è quello di tutelare la libertà e i diritti umani nell’ambito delle leggi internazionali, riflettendo sui temi di dubbio e precauzione” e lo hanno fatto sul sito di “Generazioni future“, associazione intitolata al giurista esperto di diritti Stefano Rodotà, presieduta proprio da Mattei. Cosa che ha suscitato il risentimento della figlia di Rodotà che ha dichiarato : ““Non solo è una vigliaccata – twitta riprendendo un commento dello scrittore Christian Raimo – Mio padre era un meridionale illuminista assai, si sarebbe stravaccinato, ascoltava cortesemente i pirla ma non li amava”. A Repubblica.it Maria Laura Rodotà ha aggiunto che “mio padre con Ugo Mattei si è occupato dì beni comuni. Beni comuni, non complottismo vaccinale. Sarebbe corretto se Mattei e altri smettessero di usare il suo nome“.

Giorgio Agamben è innanzitutto intervenuto sul sito della casa editrice, quodlibet, fondata da alcuni suoi allievi, che pubblica testi di altissimo valore culturale (oltre all’opera omnia del filosofo di Homo sacer). In un testo del 16 luglio 2021, “ Cittadini di seconda classe”, Agamben parla di “regime dispotico di emergenza”, e di “garanzie costituzionali” che sarebbero state “sospese”. Le vaccinazioni obbligatorie – che è un istituto ben più “pesante” del green pass – sono in realtà costituzionalmente legittime: l’articolo 32 della Costituzione prevede una riserva di legge per i trattamenti sanitari obbligatori ma impone anche che ci sia un “interesse della collettività”. Inoltre, dispone la Costituzione, “la Legge non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Non si può prendere un cittadino e forzarlo a vaccinarsi (e nessuno ha mai voluto fare niente nel genere). Il green pass, evidentemente, fa molto meno. (1)

Giorgio Agamben è poi tornato, di nuovo, a parlare del green pass nel post Tessera verde del 19 luglio. Ci si aspetta un completamento delle argomentazioni: su temi così delicati, la discussione è un lento work in progress, non si può pretendere che venga detto tutto e subito.

Si è potuto arrivare ad una situazione in cui si stanno fronteggiando no vax e si vax con le conseguenze deleterie di uno scontro veramente pesante solo grazie , a mio avviso, a causa dell’assenza della politica. Una politica che non è riuscito ad assolvere al suo compito di mediazione e quindi di interconnessione tra istanze lontane tra lkoro che dovevano trovare proprio nella politica quel

È del 26 luglio, invece, un lungo articolo che Giorgio Agamben ha scritto con Massimo Cacciari: “ A proposito del decreto sul “green pass”, pubblicato sul sito dell’Istituto Italiano degli studi filosofici di Napoli. Sito prestigioso. (2 )

Probabilmente bisognerà salvare Agamben da Agamben, Cacciari da Cacciari perchè non si può dimenticare il loro contributo alla storia delle idee di questo paese .Un lavoro che potranno fare i loro allievi appunto recuperando tutto quello che c’è di positivo nelle loro opere ed evidenziandolo perché resti comunque un punto fermo.

Scrive Donatella Di Cesare : “aberrante il paragone tra greenpass e stella gialla perché vorrebbe mettere sullo stesso piano un bambino ebreo, discriminato per quello che era, con un antivaccinista che non è convinto, o non è ancora convinto, di farsi il vaccino.Queste equiparazioni sono fuorvianti sia che si interpreti il passato, cioè la persecuzione e lo sterminio degli ebrei europei, sia che si tenti di orientarsi nellacomplessa realtà della pandemia che ha segnato il mondo da ormai quasi due anni.
Di questo periodo, oltre al dolore e al lutto, ricorderemo il grande sforzo della scienza che, con una velocità senza precedenti, ci ha dato i vaccini. E senza scienza e, senza vaccini tutto sarebbe oggi ben diverso. Questo non vuol dire che non si possano e non si debbano discutere i risultati della scienza e soprattutto le sue traduzioni tecno politiche.. Lo strapotere degli esperti nello spazio pubblico è allarmante. La possibile riduzione del cittadino a paziente e la deriva di uno
Stato medico sanitario sono rischi ben chiari in questi ultimi mesi. Ma non
viviamo in un “regime dispotico” – è bene ribadirlo. Viviamo in una democrazia che va salvaguardata. Molti sono i rischi che la minacciano, a cominciare dalla
depoliticizzazione di massa. “

La questione che dunque viene in evidenza in questa riflessione che ha preso lo spunto dalle vicende della vaccinazione di massa ma che ,per il passato, può fare ugualmente riferimento ad avvenimenti e fenomeni come per esempio il terrorismo, la lotta armata ( vedi Brigate rosse ) è quella relativa ai cosiddetti “cattivi maestri” in generale e in particolare di quelli attuali. Mi sono domandato come mai intellettuali anche apprezzati per il loro lavoro specifico ( siano essi insegnanti, ricercatori, sociologi, filosofi ) abbiano tenuto nel nostro paese un silenzio assordante in merito a problemi che toccano la vita della nostra società e quindi la vita di ognuno di noi , secondo un’abitudine ormai consolidata. Come mai tali intellettuali si prestano oggi a dare una copertura altamente culturale a comportamenti di pancia ( come li oso definire )del tipo no green pass.,a comportamenti che purtroppo non portano da nessuna parte o peggio arrecano sofferenze e morte come si sta constatando con la variante Omicron che sta riportando in terapie intensive decine di contagiati la maggior parte dei quali purtroppo non vaccinati. Un interrogativo veramente inquietante ma ne parlo nella seconda parte. ( continua )

( 1) https://riccardosorrentino.blog.ilsole24ore.com/2021/07/26/filosofi-green-pass-salti-logici-agamben-cacciari/

( 2 )Massimo Cacciari, Giorgio Agamben – A proposito del decreto sul green pass

Massimo Cacciari: Ecco perché dico no al green pass e alla logica del sorvegliare e punire

Giorgio Agamben: non discutiamo le vaccinazioni ma l’uso politico del green pass

Donatella Di Cesare: la vera discriminazione è tra chi ha avuto il vaccino e chi no

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