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CAMMINARE INSIEME PER ANNUNCIARE IL VANGELO (SECONDA PARTE )

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Redazione- Camminare insieme per annunciare il Vangelo  è  la sintesi di un Sinodo  dei vescovi e del popolo  cristiano  che ha  cominciato a muovere i primi passi appunto  dalla prima domenica di ottobre di quest’anno e che prevede un percorso lungo e articolato. Nella prima parte di questa esposizione dei temi  che animeranno  questo cammino  ho ricordato  la storia dei sinodi  fin dalla loro istituzione e i documenti  pontifici che ne legittimano il senso e il valore all’interno della Chiesa.

Amedeo Lomonaco in un articolo dal titolo :” Cos’è il Sinodo? Viaggio fra le tappe di un’esperienza secolare”  su Vatican News ci ricorda che : “La sinodalità è una “dimensione costitutiva della Chiesa, che attraverso di essa si manifesta e configura come Popolo di Dio”, secondo quanto si afferma anche  ne La sinodalità nella vita e nella missione della Chiesa. Sin dalle origini, la Chiesa si riunisce per discutere le questioni che hanno bisogno di approfondimento. “La sinodalità si dispiega sin dall’inizio quale garanzia e incarnazione della fedeltà creativa della Chiesa alla sua origine apostolica e alla sua vocazione cattolica”. In particolare, i Sinodi della Chiesa vengono introdotti come il luogo per risolvere quei casi che il vescovo locale non è in grado di trattare da solo”  e continuando  più avanti  Lomonaco ci consegna il fascino di questa esperienza ecclesiale : “Nello svolgimento dei lavori del Vaticano II matura il desiderio dei Padri conciliari di mantenere vivo l’autentico spirito di collegialità. A questo scopo Papa Paolo VI, con il motu proprio Apostolica sollicitudo del 15 settembre 1965 istituisce il Sinodo dei Vescovi per tutta la Chiesa. In questo documento il Pontefice sottolinea che “il Sinodo dei Vescovi, per il quale vescovi scelti nelle varie parti del mondo apportano al supremo pastore della Chiesa un aiuto più efficace, viene costituito in maniera tale che sia: una istituzione ecclesiastica centrale; rappresentante tutto  l’Episcopato cattolico; perpetua per sua natura; quanto alla sua struttura, svolgente i suoi compiti in modo temporaneo ed occasionale”(1)

Ma la particolarità più importante che va messa in evidenza è che il  Sinodo, indetto da Papa Francesco  che ha preso il via domenica 10 ottobre 2021 ,si terrà in forma decentrata . Non si tiene solo in Vaticano, ma in ciascuna Chiesa particolare dei cinque continenti. È la prima volta, nella storia di questa istituzione, che un Sinodo si svolge in modalità appunto  decentrata. Il 17 ottobre infatti c’è stata  l’apertura del Sinodo nelle Chiese locali  che si svolgerà in un percorso triennale   articolato in tre fasi scandito dall’ascolto, dal discernimento e dalla consultazione. La prima tappa (ottobre 2021 – aprile 2022) è quella che riguarda le singole Chiese diocesane. La finalità della fase successiva, quella continentale (settembre 2022 – marzo 2023) è di dialogare sul testo del primo Instrumentum laboris. L’ultima fase del cammino sinodale è quella della Chiesa universale (ottobre 2023). Una tappa fondamentale di questo percorso è la celebrazione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, nell’ottobre del 2023, a cui farà seguito la fase attuativa, che coinvolgerà nuovamente le Chiese particolari.

Papa Francesco ricorda che “il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio”. “Una Chiesa sinodale è una Chiesa dell’ascolto, nella consapevolezza che ascoltare “è più che sentire”. Il cammino sinodale – sottolinea il Pontefice – inizia ascoltando il Popolo”. E prosegue “ascoltando i Pastori. Attraverso i Padri sinodali, i Vescovi agiscono come autentici custodi, interpreti e testimoni della fede di tutta la Chiesa”. Il cammino sinodale, ricorda infine il Papa, “culmina nell’ascolto del Vescovo di Roma”. “Il fatto che il Sinodo agisca sempre cum Petro et sub Petro non è una limitazione della libertà, ma una garanzia dell’unità”. “La sinodalità – afferma ancora Francesco – ci offre la cornice interpretativa più adeguata per comprendere lo stesso ministero gerarchico”. (2)

 “Ci siamo più preoccupati di dire che di ascoltare”. Così il presidente dei vescovi italiani, il cardinale Gualtiero Bassetti, in un’intervista a Tv2000 in onda  nella prima puntata del programma ‘In Cammino’, il nuovo appuntamento quotidiano dedicato al Sinodo, condotto da Enrico Selleri, dal martedì al venerdì alle 19.30. “Il Papa – ha proseguito il presidente della Cei nell’anticipazione di Tv2000 – ha colto un elemento essenziale che è la dimensione dell’ascolto. Quando la gente viene in udienza da me, dice: ‘Ma i sacerdoti non hanno più tempo’. Non c’è tempo per confessarsi, non c’è tempo per andare a parlare, e questo accade perché hanno 100 mila impegni. E corrono, corrono, corrono. Il Sinodo invece è fare sosta”. Il porporato ha aggiunto che San Gregorio Magno diceva: ‘Se tu non fai sosta, non hai più la forza di camminare’, e ha commentato: “Quindi è in grado di camminare soltanto chi fa sosta. Adesso il Sinodo è anche il momento secondo me della sosta, ma una sosta feconda, dove ci si mette in ascolto. Ci si ferma un pochino tutti e ci si mette in ascolto perché tutti hanno qualcosa di importante da dire, anche chi non viene in chiesa, anche quello che noi chiamiamo ‘lontano’ anzi, forse è quello che ha cose più importanti da dirci. Ecco perché il Papa insiste: ‘Per l’amor di Dio non mettete tempi, remore… ascoltate’”. “Camminare insieme – ha concluso il cardinale Bassetti nell’intervista – ma un cuor solo e un’anima sola, in sintonia. Il Sinodo è fatto non solo di un cammino, ma soprattutto di una conversione profonda. Alla fine il Papa a che cosa ci invita? A una grande conversione. La rivoluzione del Sinodo è questa: o c’è questa conversione e allora avrà senso celebrare il 2025 e tutto quello che facciamo, o altrimenti…ma ci penserà Francesco a smuoverci. E tutti i giorni aprirà qualche nuovo progetto se si accorge che ci addormentiamo lungo il cammino. Pensa lui a svegliarci, come sta facendo”.

Ma torniamo al documento preparatorio  del Sinodo che alle  pagg. 3 e 4 espone gli obiettivi : “Indichiamo qui i principali, che declinano la sinodalità come forma, come stile e come struttura della Chiesa:

  • fare memoria di come lo Spirito ha guidato il cammino della Chiesa nella storia e ci chiama oggi a essere insieme testimoni dell’amore di Dio;
  • vivere un processo ecclesiale partecipato e inclusivo, che offra a ciascuno – in particolare a quanti per diverse ragioni si trovano ai margini – l’opportunità di esprimersi e di essere ascoltato per contribuire alla costruzione del Popolo di Dio;
  • riconoscere e apprezzare la ricchezza e varietà dei doni e dei carismi che lo Spirito elargisce in libertà, per il bene della comunità e in favore dell’intera famiglia umana;
  • sperimentare modi partecipativi di esercitare la responsabilità nell’annuncio del Vangelo e nell’impegno per costruire un mondo più bello e più abitabile;
  • esaminare come nella Chiesa vengono vissuti la responsabilità e il potere, e le strutture con cui sono gestiti, facendo emergere e provando a convertire pregiudizi e prassi distorte che non sono radicati nel Vangelo;
  • accreditare la comunità cristiana come soggetto credibile e partner affidabile in percorsi di dialogo sociale, guarigione, riconciliazione, inclusione e partecipazione, ricostruzione della democrazia, promozione della fraternità e dell’amicizia sociale;
  • rigenerare le relazioni tra i membri delle comunità cristiane come pure tra le comunità e gli altri gruppi sociali, ad esempio comunità di credenti di altre confessioni e religioni, organizzazioni della società civile, movimenti popolari, ecc.;
  • favorire la valorizzazione e l’appropriazione dei frutti delle recenti esperienze sinodali a livello universale, regionale, nazionale e locale.

Testimoni dell’amore di Dio : La Chiesa è testimone nel mondo dell’amore di Dio e degli uomini per mezzo di tutti i suoi membri, di cui alcuni sono figure eccellenti. Frère Roger Schutz (1915-2005) Fondatore  della  comunità  ecumenica  di  Taizé  (Francia)  e  uomo  del dialogo, inventò i raduni mondiali per i giovani, vissuti ogni anno in una grande metropoli diversa, anticipando così le giornate mondiali della gioventù volute da Giovanni Paolo II. Fr. Roger è stato ucciso il 16 agosto 2005 in chiesa a Taizé, durante la preghiera dei Vespri. «Quando la Chiesa ascolta, guarisce, riconcilia, essa diviene ciò che di  più  luminoso  è  in  se  stessa,  limpido  riflesso  di  una  comunione. Quando la Chiesa non è distante, può diffondere l’umile fiducia della fede fin nella fragilità dei nostri cuori umani». Giovanni Paolo II (1920-2005) «Non  abbiate   paura,  aprite  le  porte  a  Cristo». (1978, inizio del pontificato) «Le tenebre non si dissipano  con  le  armi;  le  tenebre  si  allontanano accendendo fari di luce». (Assisi, 2001). Abbé Pierre (1912-2007)  Nato in Francia, è un prete che ha dato tutta la vita per  i  diseredati.  «Non  c’è  fede  senza  amore  ai  fratelli.  Due  fronti  dividono  l’umanità:  da  un  lato  gli egoisti “isolati”, che pensano solo a se stessi; e dal-l’altro i generosi che sanno amare e “condividere” la vita degli altri». Oscar Romero (1917-1980)  Arcivescovo cattolico di San Salvador, fu assassinato durante la celebrazione  eucaristica  per  essersi  opposto  al  regime  militare,scegliendo la difesa dei più poveri in nome del Vangelo. Madre Teresa di Calcutta (1912-1997)«Tutti sono figli di Dio e sono fratelli e sorelle. Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno». Don Bosco (1815-1888)  «Fa poco chi fa tanto ma non fa quello che deve fare, fa molto chi fa poco ma fa quello che deve fare». Martin  Luther  King (1929-1968), pastore della Chiesa  Battista,  ucciso negli  Stati  Uniti  per  il  suo impegno   non   violento   a favore  dei  diritti  civili  dei negri. Celebre il suo «sogno» di una società più giusta. Dietrich  Bonhoefeer (1906-1945), teologo  luterano,  fatto  impiccare per essersi opposto al nazismo.  I  suoi  scritti  hanno segnato profondamente il cristianesimo contemporaneo. Annalena Tonelli (1943-2003)  Missionaria laica in Somalia (Africa), dove ha fondato un ospedale per curare gli ammalati di tubercolosi e Aids. È stata uccisa, con un colpo alla nuca, sparato da chi voleva mettere fine al suo impegno a favore dei più poveri del mondo.«Curo  in  ginocchio  i  malati  e  i  diseredati,  questi  brandelli  di  umanità  ferita, perché riconosco in loro il volto del Cristo sofferente».

Costruzione del popolo di Dio con  un processo ecclesiale partecipato e inclusivo anche di quanti vivono ai margini .    «La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno» (At 4,32-35). Come ci ricorda il Santo Padre nella sua esortazione apostolica Evangelii gaudium al n. 195, quando Paolo si recò a Gerusalemme per incontrare gli Apostoli e discernere se stava correndo bene o se invece aveva corso invano (cf. Gal 2,2), il criterio che gli fu suggerito per verificare l’autenticità del suo ministero fu che non si dimenticasse dei poveri, cosa che egli si preoccupò sempre di fare (cf. Gal 2,10). Questo criterio è valido ancora oggi nelle nostre comunità cristiane per verificare se camminiamo davvero secondo il Vangelo. Il segno che contraddistingue una reale esperienza di fede e vita nuova in Cristo è, infatti, l’opzione per gli ultimi, per i poveri, per quelli che la società scarta e che non sono necessariamente “quelli di casa nostra”.(3)

Esaminare come nella Chiesa vengono vissuti la responsabilità e il potere. Dopo più di cinquant’anni le vere intenzioni di Paolo VI quando istituì il sinodo dei vescovi trovano finalmente attuazione. Leggere il Documento preparatorio della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi illustrato oggi lo rende esplicito a tutti. Le resistenze del verticismo, del centralismo e del clericalismo sono state superate. Il sinodo, parola greca che vuol dire “camminare insieme” diventa una vera e propria assemblea ecclesiale, cioè un’assemblea di tutto il popolo di Dio, consacrati e laici. Addio clericalismo.

Scrive Roccardo Cristianoi su Formiche.net  ;“Non possiamo però nasconderci che la Chiesa stessa deve affrontare la mancanza di fede e la corruzione anche al suo interno. In particolare non possiamo dimenticare la sofferenza vissuta da minori e persone vulnerabili: per troppo tempo quello delle vittime è stato un grido che la Chiesa non ha saputo ascoltare a sufficienza. Si tratta di ferite profonde, che difficilmente si rimarginano, per le quali non si chiederà mai abbastanza perdono e che costituiscono ostacoli, talvolta imponenti, a procedere nella direzione del camminare insieme. La Chiesa tutta è chiamata a fare i conti con il peso di una cultura impregnata di clericalismo, che eredita dalla sua storia, e di forme di esercizio dell’autorità su cui si innestano i diversi tipi di abuso. Insieme chiediamo al Signore la grazia della conversione e l’unzione interiore per poter esprimere, davanti a questi crimini di abuso, il nostro pentimento e la nostra decisione di lottare con coraggio”. Questo è imprescindibile. E se è imprescindibile questo è imprescindibile quanto si legge nella parte dedicata ai vescovi: “I Vescovi abbiano cura di raggiungere tutti. Il senso del cammino a cui tutti siamo chiamati è anzitutto quello di scoprire il volto e la forma di una Chiesa sinodale, in cui ciascuno ha qualcosa da imparare. Popolo fedele, Collegio episcopale, Vescovo di Roma: l’uno in ascolto degli altri; e tutti in ascolto dello Spirito Santo. Il Vescovo di Roma richiede a tutti i Vescovi e a tutte le Chiese particolari, nelle quali e a partire dalle quali esiste l’una e unica Chiesa cattolica di entrare con fiducia e coraggio nel cammino della sinodalità”.

Dunque  il documento preparatorio prende il via da  ascoltare, «senza pregiudizi». Prendere la parola, «con coraggio e parresia». Dialogare, con la Chiesa, la società e le altre confessioni cristiane. La Segreteria generale del Sinodo pubblica il Documento preparatorio e il Vademecum per indicare le direttrici sulle quali si orienterà il cammino del Sinodo sulla sinodalità che sarà aperto solennemente il 9-10 ottobre a Roma e il 17 nelle Chiese particolari, per poi concludersi con l’assise dei vescovi del mondo in Vaticano nel 2023.

Il Documento vuole essere soprattutto uno strumento per favorire la prima fase di ascolto e consultazione del popolo di Dio nelle Chiese particolari che, da ottobre 2021, si concluderà ad aprile 2022: «Una sorta di cantiere o di esperienza pilota». Mentre il Vademecum è concepito come «un manuale» che offre «sostegno pratico» ai referenti diocesani per preparare e riunire il popolo di Dio. In esso si riportano fonti liturgiche e bibliche e preghiere online, come pure gli esempi di recenti esercizi sinodali e un glossario di termini per il processo sinodale. «Non un libro di regole», si specifica, bensì «una guida per sostenere gli sforzi di ogni Chiesa locale», tenendo conto di culture e contesti, risorse e vincoli.

Alla base delle due pubblicazioni della Segreteria del Sinodo c’è un interrogativo di fondo: «Come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale) quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata; e quali passi lo Spirito

ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?». (4) ( continua )

(1)https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2021-10/sinodalita-chiesa-sinodale-sinodo-vescovi-papa-francesco.html

(2)50.mo anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi,2015

(3)http://liberidipartireliberidirestare.it/il-dio-che-ha-un-debole-per-i-poveri/

(4)https://www.osservatoreromano.va/it/news/2021-09/quo-202/in-ascolto-dei-fedeli.html

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