INTERVENTI CLINICI CON I CAREGIVER DI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI-DOTT.RE RICCARDO ROMANDINI
IL MODELLO PROCESSUALE DELLO STRESS NEL CAREGIVING.
Redazione-Il prendersi cura di genitori o familiari anziani è sempre stata una preoccupazione centrale nella dinamica e nell’economia familiare
Tuttavia, fino a un passato abbastanza recente tale esigenza presentava caratteristiche differenti dalla situazione odierna così riassumibili:
- Limitatezza nel tempo del caregiving
- “Peso specifico” relativamente basso per la struttura familiare di supporto
- Diversità malattie e loro decorso
Per contro, oggi abbiamo:
- Allungamento tempi di caregiving
- “Peso specifico” elevato per la struttura familiare e sociale per la scarsità di supporto familiare
- Cronicizzazione delle malattie e conseguente allungamento dei tempi di bisogno di cure
- Quindi sempre più persone allungano il periodo di necessità di cure, con un aggravio di tipo economico, sociale, psicologico per gli individui, le famiglie, la società nel suo complesso
- I carer, nella maggioranza dei casi, si trovano spesso da soli a dover fronteggiare tali problemi per periodi sempre più lunghi, con delle serie conseguenze per la loro salute psicofisica
- Malgrado questo quadro complessivamente preoccupante esiste una gamma di variabilità di reazioni con cui i carer si adattano alle situazioni stressanti
- L’identificazione delle fonti di variabilità delle risposte individuali agli stressors costituisce la chiave per lo sviluppo dell’intervento psicosociale
- Il prendersi cura di un anziano disabile per un lungo periodo di tempo produce una varietà di conseguenze che possono essere nocive per la salute del carer
- Numerosi studi dimostrano l’esistenza di una più alta frequenza di problematiche come la depressione e di altri quadri psicosomatici in gruppi di carer confrontati con gruppi di controllo
- Inoltre, i carer presentano più problematiche in ambito psicosociale (per es. problematiche lavorative, ecc.) e maggiori conflitti con gli altri membri della famiglia
- Questo può condurre a quella che è stata definita erosione del sé (self-erotion) (Aneshensel et al.,1995), cioè la sensazione cronicizzata di sentirsi “intrappolato” nel ruolo col relativo “assorbimento” dell’identità personale
- Il modello dei processi stressanti nel caregiving qui illustrato è utile per identificare le fonti dello stress e i loro fattori mediazionali sui quali è possibile agire per limitare l’impatto nocivo dello stress
- In particolare i 2 concetti di proliferazione dello stress e contenimento dello stress possono essere di aiuto per identificare le fonti delle differenze individuali nell’adattamento e i possibili versanti di intervento
Concetto di stressors primari
- Attività che i carer eseguono direttamente come risultato della disabilità dell’anziano (per es., assistenza giornaliera o contenimento nei casi di demenza, di Alzheimer, ecc.)
- Risposte soggettive del carer alle richieste dell’anziano (per es., sentirsi sovraccarico, sommerso emotivamente, ecc.)
Concetto di stressors primari
- Attività che i carer eseguono direttamente come risultato della disabilità dell’anziano (per es., assistenza giornaliera o contenimento nei casi di demenza, di Alzheimer, ecc.)
- Risposte soggettive del carer alle richieste dell’anziano (per es., sentirsi sovraccarico, sommerso emotivamente, ecc.)
Concetto di proliferazione dello stress
- E’ il processo per cui gli effetti degli stressors primari associati al caregiving si riversano in altre aree della vita del carer (area lavorativa, affettiva, economica, ecc.)
- Gli aspetti soggettivi degli stressors primari (per esempio,”l’erosione del concetto di sé”, ecc.) nel tempo possono riversarsi in altre aree vitali del carer, conducendo alle cosiddette “tensioni secondarie di ruolo”
Le tensioni secondarie di ruolo comprendono:
- Incremento dei conflitti familiari
- Problemi in ambito lavorativo come risultato dell’interferenza con le necessità del caregiving
- Tensioni economico-finanziarie
- Le tensioni primarie e secondarie possono condurre alla “erosione del sé” con la conseguenza di un aumento di probabilità di produrre disturbi emotivi
- Infine, la risposta soggettiva agli stressors e l’estensione della proliferazione in altre aree vitali condiziona il risultato finale: il carer può sviluppare una depressione o un’altra patologia psicosomatica e non essere più in grado di sostenere il ruolo
Concetto di contenimento dello stress
- Si riferisce al processo per cui le risorse disponibili al carer per ridurre l’impatto degli stressor vengano opportunamente valutate e valorizzate
Le risorse possono essere:
- Materiali (per es.,economico-finanziarie)
- Sociali (supporto)
- Psicologiche (per es.,attivazione risposte di coping)
- L’analisi di numeroso studi longitudinali indica che il supporto sociale, il coping e il senso del controllo possono rivelarsi efficaci elementi di contenimento dello stress e della sua proliferazione
Concetto di coping
Si riferisce alle seguenti abilità:
- Gestione della situazione critica (per es. attraverso il problem-solving, chiedendo aiuto, ecc.)
- Modificazione del significato o della valutazione della situazione (tecniche cognitive, rivalutazione processi di crescita personale, ecc.)
- Gestione dei sintomi dello stress (attraverso tecniche cognitivo-comportamentale, la ricerca di supporto sociale, ecc.)
Tra le modalità di intervento con i carer ci soffermeremo ora su un modello che prevede 3 passaggi principali:
- Fase informativa
- Sviluppo abilità di problem-solving
- Incremento del sostegno e supporto sociale
- Fase informativa
- Un punto di partenza fondamentale è quello di fornire una informazione adeguata sulle condizioni dell’anziano e delle alternative terapeutiche disponibili
- Spesso il clinico è impegnato a dover comunicare un messaggio complesso, nel senso che anche nei casi dove la condizione medica è irreversibile, ci sono ugualmente dei passi da compiere da parte della famiglia o per migliorare o per non far peggiorare ulteriormente la situazione
- Infatti spesso è di fondamentale importanza fornire al carer, oltre alle informazioni sulle condizioni mediche dell’anziano, anche una chiave di lettura della comprensione di alcuni suoi comportamenti e stati d’animo
- Per esempio, nel caso della demenza, i familiari spesso interpretano inefficacemente alcuni comportamenti dell’anziano, come quando egli chiede ripetutamente la stessa cosa, credendo che lo faccia deliberatamente invece che in seguito al danno cerebrale procurato dalla malattia
- In queste situazioni non è utile e può risultare anche dannoso usare argomenti “razionali” che a volte producono perfino l’effetto di far agitare ulteriormente l’anziano
- Può essere invece più adeguato un comportamento di rassicurazione, conforto e sostegno psicologico nel ricordo del passato, oppure nella distrazione, coinvolgendo l’anziano in attività per lui significative
- Sviluppo abilità di problem-solving
- L’uso di questa procedura di apprendimento finalizzata a identificare e migliorare nuove strategie di caregiving può essere molto utile
Il processo di problem-solving è illustrato qui di seguito:
- Identificazione e definizione del problema
- Frequenza
- Antecedenti
- Conseguenti
- Produzione di soluzioni alternative (brainstorming)
- Selezione di un’alternativa: analisi aspetti positivi e negativi
- Prova cognitiva
- Esecuzione pratica dell’alternativa scelta
- Valutazione del risultato
- Incremento del sostegno o supporto sociale
- Il clinico fornisce accettazione e supporto emotivo
- Altri membri familiari costituiscono una importante fonte di supporto emotivo e possono fornire assistenza tangibile nei confronti dei problemi-chiave
- I servizi territoriali possono sollevare parzialmente i carer dai loro compiti di assistenza
- Nell’affrontare le problematiche relative al supporto i clinici spesso possono aiutare i carer a differenziare fra barriere realistiche nel fornire aiuto e preoccupazioni esagerate in tal senso.
- Rispetto alla scelta dell’assistenza pubblica o privata i carer possono essere riluttanti a chiedere aiuto per diverse ragioni, come il credere che ciò sia sbagliato perché dovrebbero fare tutto da soli, oppure che il loro familiare sicuramente non lo accetterà, oppure esprimere scetticismo sulla qualità dei servizi
- In tal senso, può essere utile aiutare il carer ad analizzare queste convinzioni alla luce dei vantaggi e degli svantaggi possibili, guidandolo, inoltre, nell’analisi delle alternative per la scelta dei servizi di assistenza
- Questi interventi possono essere eventualmente effettuati nel corso di un breve e pre-focalizzato intervento psicoterapeutico, nel corso del quale andranno definite e distinte le problematiche del carer da quelle dell’anziano bisognoso di cure
- Un intervento che è unicamente mirato alla rilevazione dello stress del carer è quello dell’incontro con la famiglia
- Poiché essa è solitamente la risorsa di supporto sociale principale è utile sviluppare un piano di intervento a livello familiare che può essere utile ala carer primario
- I conflitti familiari sono frequenti nelle situazioni di caregiving in quanto costituiscono in maniera tipica una fonte di pesante stress per il carer
- Gli incontri con i familiari possono essere utili per identificare e alleviare le fonti del conflitto e
