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“VACCINE DAY”: IL GIORNO PIU’ LUNGO

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“Vaccine day “ : il giorno più lungo   è iniziato il 27 dicembre 2020  e si protrarrà con ogni probabilità fino alla primavera inoltrata del 2022. Già dal  20 novembre 2020 le case produttrici  Pfizer  e Bion Tech  avevano  chiesto  l’autorizzazione  per la commercializzazione e la somministrazione   del  vaccino per il coronavirus  di loro produzione. La Food and Drug Administration  ( Fda ),l’agenzia  che regola i prodotti farmaceutici  negli Stati Uniti ha dato  l’autorizzazione   di emergenza solo   alla metà del  mese di dicembre. La stessa autorizzazione   richiesta all’ Agenzia europea  del farmaco è arrivata  il 22 dicembre.  Le prime dosi del vaccino  Pfizer sono state  somministrate con anticipo sul “V-day” europeo  a cittadini del Regno Unito che in seguito alla brexit  ha potuto decidere autonomamente  senza attendere l’ autorizzazione  dell’Agenzia  europea. Al vaccino  BionTech- Pfizer  si sono aggiunti,  in attesa di autorizzazione , i vaccini  Moderna e Astra Zeneca Oxford  che hanno completato le sperimentazioni  con un supplemento in via di esecuzione per quello della Astra Zeneca Oxford. Senza contare in questo quadro i vaccini cinese e russo  di cui poco  si sa  e che presentano  qualche  anomalia. Quello russo, che  è visto  con perplessità dalla comunità scientifica internazionale a ragione della rapidità con cui è stato prodotto e somministrato; quello cinese  per il quale non è stata richiesta nessuna autorizzazione in occidente perché sembra “non corrisponda agli standard “ malgrado venga già  prodotto  in milioni di dosi.    I Governi di quelle due nazioni  ne fanno al momento molta pubblicità e anzi  promettono  un uso gratuito per i paesi loro satelliti,a dimostrazione che esiste anche una diplomazia del vaccino .

Questi primi e  promettenti risultati hanno premiato  gli sforzi dello studio  che con convinzione  ha riservato alla ricerca di questo vaccino  risorse  importanti e impegno assoluto. Tanto da far pensare che migliaia di ricerche  in corso  siano state accantonate per dare la precedenza  a quella sul vaccino anti Covid 19 . Il guado dunque sta per essere attraversato  per attestarsi su una terra nuova.  Che come tutte le terre  appena raggiunte  è largamente  sconosciuta e ha bisogno di essere esplorata  fino in fondo. Metafora affascinante che però vuol dire  che molta strada è ancora da fare ,al di là del comprensibile ottimismo. Anche se  l’avere a disposizione non uno ma più vaccini  significa avere la possibilità di contrastare  efficacemente  questo virus . Salvo sorprese sulle possibili mutazioni dello stesso  che potrebbero rendere  in parte inefficace questo rimedio . Cosa che viene  smentita  proprio nel momento in cui l’Inghilterra chiude  tutto per contrastare una forma mutata di questo virus che risulterebbe più contagiosa del 70% ; variante  riscontrata  anche in Italia, dove  non si sa da quando circola e  in Sud Africa .L’ Astra Zenica Oxford si è affrettata a dire che il suo vaccino è valido anche per queste mutazioni ,anche se al momento  ritiene di dover allungare la sperimentazione,tanto che  non ha ancora presentato richiesta di autorizzazione all’agenzia  del farmaco europeo che era pronta ad esaminarla  fin dal prossimo 6 gennaio.  Il sospetto  più accreditato è che l’Astra Zenica Oxford  sia in grado di produrre un vaccino efficace  ma che intende  su richiesta  del Governo del Regno Unito  che ne è in parte finanziatore, riservare per il momento tutta la produzione a quel paese  che, come dicevamo, per la brexit , non deve sottostare all’autorizzazione dell’Agenzia del farmaco europeo .

Dunque si diceva, più  vaccini a disposizione  che significa anche lavorare per produrre e distribuire  miliardi di dosi   su scala mondiale per arrivare ad una immunità apprezzabile. Non solo a livello nazionale ed europeo ma soprattutto  mondiale .

Per meglio capire all’interno di questo quadro appena accennato la portata  geopolitica , economica, sanitaria, sociale  di questa operazione  vanno esaminati alcuni aspetti  per così dire preliminari  della “ questione vaccini” che da tempo  animano  un dibattito con opposte opinioni sia tra  i comuni cittadini  che  tra gli scienziati ,soprattutto nel  merito della  efficacia e della  sicurezza appunto dei vaccini  . In questo senso riteniamo utile  un  riesame dunque  degli  avvenimenti che hanno  caratterizzato il percorso storico  di quest’ultimi  .Partendo  proprio  da una contingenza immediata : il piano vaccinazioni  che nel nostro paese  si va approntando  per  la somministrazione  di quello prodotto dalla  Pfizer opzionato dalla Comunità Europea  e che quindi sarà distribuito  ai vari paesi dell’Unione  che  provvederanno  a gestire questa prima tranche. Il vaccine day  è stato fissato per i 27 paesi dell’Unione europea proprio  il 27 dicembre  2020. Data simbolica che mette assieme il numero 27 riferito alla data e al numero dei paesi della Comunità dopo l’uscita del Regno Unito per la brexit.

Per quanto riguarda l’Italia  il piano vaccini anti Covid 19  è stato presentato dall’Istituto superiore di sanità. Sulla carta  si è indicata una gestione centralizzata affidata al Commissario Arcuri con un deposito  centrale  presso l’aeroporto di Pratica di Mare da dove le dosi saranno smistate  alle regioni secondo  una ripartizione in base alle fasce di età della popolazione .Con un anticipo mediatico di rilievo,  appunto il 27 dicembre,  quando le prime dosi del vaccino BionTech-Pfizer,prodotte in Belgio , saranno recapitate  all’Ospedale Spallanzani di Roma che appunto , simbolicamente , darà il via all’operazione  vaccinazione. Quindi con una successiva distribuzione  che tiene conto  di alcuni criteri di precedenza : gli operatori sanitari, gli ospiti delle Residenze sanitarie assistite, la popolazione over ottanta. In tempi che potranno coprire il primo trimestre del 2021 :per proseguire con la popolazione over sessanta , gli insegnanti , gli addetti ai servizi essenziali,  le forse dell’ordine . (1)

Si tratta in sostanza , secondo un crono programma plausibile , e secondo una scommessa  che fa pensare di una operazione veramente immane . Riuscire a vaccinare  centomila persone al giorno per arrivare a tre   milione di vaccinati al mese e quindi  proseguire per dieci mesi . Sapendo che ogni ritardo sul numero di vaccinazioni mesili provocherà almeno duecento morti  per covid 19 nel mese successivo .

Ma torniamo al nostro discorso preliminare  E’ utile ricordare a questo proposito   una polemica nata all’indomani dell’annuncio , rispettivamente di Pfizer e Moderna , di aver completato  la sperimentazione di un loro  vaccino . Una polemica nata  su alcune  affermazioni del   Prof.  Andrea Crisanti .

In quella occasione la platea mediatica  che interroga la sfera di cristallo e si lancia  a trecento chilometri all’ora su un circuito  che ha molte curve si  è interrogata  su quelle affermazioni. Crisanti  in sostanza aveva detto che non era  contro i vaccini ma per quelli in sperimentazione sul Covid 19,  avrebbe voluto  vedere i dati  prima di dire che si  sarebbe vaccinato .Probabilmente  Crisanti non faceva   un rimprovero alla comunità scientifica ma all’autorità che doveva  approvare i vaccini in quanto non avrebbe dovuto  bypassare i controlli e nemmeno   renderli meno  approfonditi con la formula di una autorizzazione d’urgenza .  Crisanti  non è un no vax.  Ha la capacità di  esaminare  quei dati e quindi probabilmente ha voluto dire qualcosa d’altro che  non si è voluto comprendere. No agli annunci  dei vaccini da parte delle industrie farmaceutiche  prima del termine  del’iter  di sperimentazione, seppure con le tre fasi in parallelo che fanno risparmiare tempo. Si ai vaccini dopo la validazione . In altre parole la questione posta è : “Oste com’è il tuo vino? “ “Ottimo signore!” tale che era impossibile che l’oste non rispondesse che il suo vino è il migliore, magari anche di quello dell’osteria accanto detto apertamente o sottinteso .

A pensarci bene probabilmente quella che viene attribuita  inizialmente a Crisanti come gaffe mediatica ( ha poi chiarito  i suoi intenti che rimangono comunque quelli di controllare  i dati ,dati di una autorità terza  tra l’altro )  dopo l’annuncio della terza casa  farmaceutica ,(Astra Zeneca Oxford)  sembra essere una precauzione necessaria . La gaffe per così dire mediatica  che gli viene imputata    ,   sulla quale è stato richiamato e difeso di volta in volta dai suoi colleghi ,detto per inciso , in  realtà è stato un modo per  sollevare un’altra questione  ( che apparentemente era quella della validazione da parte dell’organo di controllo ) ma che in realtà era una mossa azzeccata  nei confronti dei no vax. Probabilmente  Crisanti sollevava da subito le obiezioni che avrebbero sollevato, senza dati  chiari e condivisi , al momento della somministrazione , i no vax.  Una mossa azzeccata perché  li anticipa su tutta la linea  e li tacita dunque da subito. Perché anticipa  le probabili osservazioni  che vanno assolutamente smontate. E questo lo si può fare solo con i dati  scientifici  chiari, certi e condivisi  . Dati  che restituiscono al vaccino la sua validità estrinseca ,perché quella intrinseca ce l’ha già grazie alla fondatezza di quei dati  oltre alla sua sicurezza  sugli effetti dannosi e collaterali,  sulla funzione  di barriera e via dicendo  . Dati  che Andrea Crisanti chiedeva  di poter vedere , di aspettare a vedere perché solo con quei dati  si potrà dire ai no vax che sbagliano  ad invitare a non vaccinarsi. D’altra parte già  Ad Kronos ,in un’agenzia del  18 novembre 2020 , dice che dall’ultimo  sondaggio   Ipsos   un italiano su sei afferma di voler rifiutare il vaccino  dopo l’annuncio che in Italia, come si legge nella circolare diramata dal commissario straordinario Domenico Arcuri ( che ha  illustrato il Piano  nazionale per la distribuzione e somministrazione  ),  la prima tranche  dovrebbe arrivare a fine gennaio  e dovrebbe essere di   3,4 milioni di dosi.  Con un’anticipazione simbolica al 27 dicembre  per allineamento alle decisioni europee .

La  lettera di chiarimenti e precisazioni  di Andrea  Crisanti ,  Professore Ordinario di Microbiologia e Direttore del Dipartimento di Medicina molecolare, Università di Padova, in seguito a quella intervista data ad una testata televisiva che si occupa di scienza e che presumibilmente ha un pubblico capace di  capire quello che Crisanti stava dicendo  afferma (2)  :”Caro Direttore,In una recente intervista a Focus life in risposta alla domanda se mi sarei vaccinato a gennaio ho affermato che non lo avrei fatto fino a che i dati di efficacia e sicurezza non fossero stati messi a disposizione sia della comunità scientifica sia delle autorità che ne regolano la distribuzione. “ E Crisanti spiega le sue perplessità richiamando l’attenzione sul fatto che  i dati a disposizioni sono incompleti e che la sua  perplessità è la stessa dell’uomo della strada . Richiamando   ancora la necessità  di una assoluta trasparenza  e insistendo sul fatto che  quindi la certificazione per esempio della  efficacia dei vaccini  deve essere  di una autorità terza  e indipendente . Fa poi delle considerazioni  proprio sulla indignazione seguita alle sue dichiarazioni  e sul comportamento  di quanti lo hanno criticato.  Affermando quindi testualmente : “ Lascio agli italiani e agli storici il giudizio sul loro operato. Sono ormai settimane che si registrano più di 35.000 casi di infezione e circa 700 morti al giorno.  A partire dal mese di luglio il virus ha ucciso circa 15.000 persone e ne ha infettate 1.140.000: vorrei scriverlo «ad alta voce» perché per questa strage silenziosa non si indigna nessuno. Chi racconterà la storia di questa epidemia in futuro non troverà eco delle mie parole di qualche giorno fa, ma rimarranno impietose le statistiche a denunciare questi numeri e a mettere a nudo gli errori commessi. La mia dichiarazione sul vaccino pronunciata con schiettezza ha toccato un nervo scoperto. Senza strumenti per controllare l’epidemia a meno di affidarsi a severe misure restrittive e senza una linea di difesa contro una seconda e possibile terza ondata, le opzioni a disposizione sono drammaticamente ridotte. A questo punto tutte le speranze sono riposte nel vaccino come la pioggia per un popolo assetato nel deserto. Questo non giustifica la demonizzazione di chi possa avere dubbi, di chi chiede spiegazioni e di chi chiede trasparenza. Continuare su questa strada è il modo migliore per alimentari sospetti e fornire argomenti a chi si oppone all’uso dei vaccini. “

Successivamente Crisanti  afferma ai microfoni di  Sky Tg 24 :” Ribadisco  che sulle basi delle conoscenze che abbiamo oggi non mi farei vaccinare». Ma precisa subito dopo: «Se dovessero rendere pubblici i dati e la comunità scientifica ne validasse la bontà lo farei, non ho alcun dubbio su questo». Per Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova, è insomma «una questione di trasparenza: se si vuole generare fiducia – ha aggiunto – bisogna essere trasparenti»«Più gli scienziati lamentano assenza di informazioni, più la pretendono, più la gente si fida. Possibile che non si capisca questo meccanismo? La trasparenza genere un bene inestimabile: la fiducia. Questa levata di scudi che c’è stata è assolutamente irragionevole, perché non ho detto che non mi farò il vaccino, ma semplicemente che è necessario che tutti nella comunità scientifica abbiano accesso ai dati grezzi. In questo modo facciamo il vaccino tutti quanti, senza nessun timore e alcun retropensiero». E al direttore dell’Aifa, Magrini, che ha detto che Crisanti ha parlato per stanchezza e dovrebbe chiedere scusa, il virologo ribatte: «Rispondo che loro dovrebbero chiedere scusa perché hanno approvato il Remdesivir in modo frettoloso. Questo  è molto più importante»..

La questione dunque è fondamentale per Crisanti e non solo per lui . Ma poi  c’è tutta un’altra visione  del problema dei vaccini  come quella di Luciano Canfora che in una intervista apparsa su Il Riformista del  22 novembre 2020  a firma di Umberto  de Giovannangeli   alla seguenti domanda  : “ In questo “cimitero di idee”, in cui ad esempio salute e libertà sembrano essere diventate inconciliabili, esiste ancora uno spazio per un pensiero critico e per una visione di sinistra? “ , risponde così : “ Certamente sì, ma andando alla sostanza delle cose. Faccio un esempio che mi pare più pertinente al tempo che stiamo vivendo. I vaccini. È già scattata la gara strettamente economico-capitalistica: gli americani hanno fatto sapere che il loro vaccino, che veniva dato per buono al 92 per cento adesso è al 99, perché quello inglese era al 95. Qual è il problema? Che saranno messi sul mercato profumatamente pagando le ditte produttrici. Ma questo non lo dice nessuno. Se è vero che sono efficaci, un Governo che sia veramente tale, non parlo di quello italiano soltanto ma di tutta l’Europa che è alle prese con questa devastante pandemia, dovrebbe semplicemente imporre un prezzo politico simbolico a queste ridicole ditte farmaceutiche produttrici e la distribuzione di milioni e milioni di dosi sempre con un prezzo politico. Questa sarebbe una risposta di sinistra alla canagliata che si accinge ad andare in scena, cioè fare i soldi sulla vendita del vaccino. Li voglio vedere i liberisti come si comporteranno. Perché per i liberisti il profitto è sacro, e quindi quella ditta che in grande fretta è riuscita a realizzare la cosa, strapagando degli scienziati, adesso deve fare i soldi. Ma su chi li fa? Su noialtri. Sulla gente che rischia di morire. Quindi il capitalismo è assassino, come sempre.(3)

Nelle prossime settimane, e mesi, si susseguiranno annunci su efficacia e sicurezza dei vaccini per Sars-CoV-2 in via di sviluppo su scala globale. Al momento  ci sono dichiarazioni di  Pfizer che alza la efficacia del suo farmaco al  90% di fronte alla dichiarazione della concorrente  Moderna che mette l’asticella a 94,5%

Certo sarebbe auspicabile   che arrivassero  al capolinea più vaccini con una utilità  integrata come per esempio accade per quello della polio in Africa . Una malattia che in quel continente è stata quasi sconfitta ma che avrebbe bisogno di un terzo vaccino per essere debellata del tutto .

Ci sono in corsa  vari vaccini in sperimentazione . Alcuni  sono stati già sperimentati e somministrati come in Cina e in  Russia  cosicché  il panorama tra quelli già pronti  include attualmente il virus inattivato scelto da Sinovac (Cina), la via dell’RNA da Pfizer e Moderna (Usa), gli adenovirus che trasportano antigeni da AstraZeneca (Uk), Sputnik (Russia), Cansino (Cina), Johnson & Johnson (Usa), la proteina Spike da Novavax (Usa) e Sanofi (Francia).

I dati al  momento al vaglio dell’Agenzia americana e  dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) hanno permesso  per almeno due vaccini  una autorizzazione  d’emergenza . Tanto che  alcune case hanno già iniziato la produzione  delle dosi che  dovranno essere comunque miliardi per poter fronteggiare una vaccinazione di massa mondiale . Tra le case farmaceutiche che hanno  iniziato la produzione e la distribuzione c’è  la BioNtech – Pfizer   .

Ma la questione dei vaccini non si riduce alla trasparenza dei dati condivisi e alle autorizzazioni delle autorità  e delle agenzie che autorizzano la commercializzazione dei farmaci , che non è comunque poca cosa.  La questione dei vaccini è molto più ardua e  complicata stando alle inchieste della trasmissione di Rai 3  Report  che  si domanda  quale partita economica e geopolitica si nasconde dietro la corsa al vaccino. Report infatti ha raccontato il “nazionalismo del vaccino”, la concorrenza tra potenze mondiali per arrivare primi ad avere autorizzazione a  produrre dosi . Un affare  miliardario ,  lasciato ai privati  che hanno ottenuto sovvenzioni  per la ricerca da  governi ed enti pubblici, ( che hanno pagato in anticipo e prima della sperimentazione  le dosi di vaccino) , sovvenzioni che non saranno mai restituite ove il vaccino non dovesse arrivare in porto,. Contratti segreti che accollano agli enti finanziatori  i risarcimenti in caso di danni  collaterali  provocati dal vaccino una volta somministrato  . Con l’aggiunta  che le case farmaceutiche produttrici  saranno proprietari del brevetto  pur avendo fin da ora riportato guadagni considerevoli in borsa . Report poi racconta anche una particolarità : il vaccino tricolore. L’Italia  sta  sperimentando  da  agosto all’Istituto Spallanzani di Roma  un  prodotto dalla società ReiThera. Report ha seguito le sue orme, partendo dall’intuizione di alcuni scienziati nel lontano 2004 e arrivando fino in Svizzera. Per scoprire, alla fine, che il vaccino italiano finanziato dal Governo forse non è poi così italiano.

Insomma  un panorama  preoccupante  che  unito alla scarsezza dei dati disponibili non depone certo a favore della vaccinazione  che viene ritenuta da molti,  comunque, la luce in fondo al tunnel .

Il coro ha rimproverato a Crisanti di aver detto una cosa ovvia . Una cosa ovvia che si riassume così :  “ Normalmente  ci vogliono dai cinque agli otto anni  per produrre un vaccino .Per questo senza dati a disposizione ,io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare  a gennaio.  Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino  sia stato opportunamente testato  e che soddisfi  tutti i criteri di sicurezza  ed efficacia”. Perché “   come cittadino  non sono disposto ad accettare scorciatoie”.

Dunque  da cinque ad otto anni ,è vero ,ma probabilmente ,l’evoluzione della  tecnologia a disposizione ha permesso  una accelerazione . D’altra parte  lasciando  polemiche e piani vaccinali  per l’attuale contingenza è necessario dare uno sguardo alla funzione storica dei vaccini .

I vaccini  hanno rappresentato nella storia dell’umanità  un alleato importante  per contenere la diffusione  di malattie spesso mortali  o talmente invalidanti, tali da determinare  condizioni  di vita al limite dell’accettazione. Bisogna arrivare alla fine del XVIII secolo ( la medicina nasce in Occidente per convenzione con Ippocrate e il suo Giuramento  nel quarto secolo avanti Cristo )  perché Edward  Jenner ,un medico  di campagna britannico , affermi la necessità di una vaccinazione preventiva  per combattere il vaiolo  e  bisogna arrivare al 1980  perché l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dichiari il mondo libero dal virus del vaiolo. Due secoli di vaccinazioni globali  dunque.

Oltre alla ricerca per combattere i virus  si cerca di contrastare anche i batteri  e si cercano vaccini che siano  anche terapeutici.  Il vaccino che sentiamo nominare più frequentemente  è il vaccino antinfluenzale perché interessa   in modo  ripetuto  ( anno dopo anno )  una popolazione di adulti . Questo vaccino è l’esempio   di un farmaco  che ogni anno  rinnova la sua efficacia  nei confronti di quelli in uso negli anni precedenti. Si spera che nel caso del vaccino influenzale se ne  riesca a trovare uno di tipo “ universale” ossia capace di contrastare tutti i ceppi  influenzali.

Ci sono  in corso  studi di vaccini che tentano di migliorare  la risposta immunitaria  di quelli già esistenti e che cercano di allargare la protezione  contro i diversi responsabili di altre infezioni ( i tanti tipi di pneumococco ,meningite , ecc,) o da   somministrare  in una unica dose , spray orale . Altri studi cercano di evitare infezioni  per le quali  non esistono vaccini  come l’HIV . Si continua a lavorare  alla ricerca di un vaccino per l’Epatite C e per le infezioni resistenti agli antibiotici. Ci sono vaccini che prevengono l’infezione  e vaccini che insegnano  a neutralizzare  le tossine responsabili   dai sintomi come nel caso del “  clostridiodes  diffcile”   che colpisce  ogni anni 500 mila  persone nel mondo  e provoca 30 mila decessi. Si cerca di vaccinare le gestanti  contro lo streptococco  di gruppo B, generalmente  innocuo, che però trasmesso dalla mamma al nascituro durante il parto  può procurare sepsi  e  gravi meningiti.

Insomma un lavoro, stando ai pochi esempi sopra riferiti, che  nel tempo  ha trovato la sua ragione di essere   perché non ci sono in gioco  solo le malattie infettive  ma trattamento di allergie e tumori ,la ricerca di agenti infettivi  nella genesi e nell’evoluzione  di malattie neurologiche  e cardiovascolari ( il Covid 19  sembra poter  essere responsabile di malattie neurologiche ) o l’erpes simplex e l’Alzheimer .

Le prospettive sui vaccini  del futuro  sono alimentate anche dalle nuove tecnologie  come per esempio l’incontro tra vaccinologia e genomica che ha già prodotto, per esempio, il vaccino  contro il meningococco  B. Negli anni Novanta  del Novecento   l’introduzione di tecniche , dette del DNA  ricombinato,  hanno dato un grande apporto.  Le emergenze create  da Sars,Mers,Zika o Ebola  hanno messo in evidenza  la necessità di avere vaccini  in tempo rapido, su larga scala  e con la flessibilità richiesta  dall’agente infettivo. Le nuove tecnologie consentono  di abbreviare tempi di ricerca  e costi ma  restano soggetti ai tempi industriali  della produzione .

E sono alimentati anche  dal globalismo che  rende possibile l’incontro dei ricercatori,la collaborazione tra di loro  e la condivisione  delle conoscenze. Come è accaduto per il  vaccino Covid  19  della BionTech_Pfizer .Questo vaccino è il  risultato  ( considerato anche  il brevissimo tempo impiegato per la messa a punto ) dell’incontro di una super coppia  Sahin e Özlem Türeci, capi di BioNTech, e di ricercatori , scienziati, miliardari, immigrati, simboli della società aperta che stanno aiutando il mondo a mettere da parte non solo la pandemia ma anche la demagogia.

L’altro aspetto, il rovescio della medaglia, è che nel mondo ci sono 35 progetti di vaccino contro il SARS-CoV2.  L’accesso a questa cura risulta però selettivo  e differenziato a secondo delle nazioni tanto da determinare una partita geopolitica non indifferente Le condizioni di accesso alla cura stanno scatenando una guerra tra Stati e industrie farmaceutiche

C’è poi da tener conto  della  politica dei “brevetti” che ogni casa farmaceutica conserva per anni  e la possibilità di una sospensione riferita ai vaccini anti Covid 19. Perché  :  “La montagna di profitto che una casa farmaceutica prevede di guadagnare da un regime di proprietà intellettuale come quello in vigore con le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc) si aggira comunemente nell’ordine di diverse decine di miliardi di dollari per singolo prodotto. Figuriamoci nel caso del vaccino contro Covid19.Le multinazionali del farmaco inoltre sono aduse a sistemare i brevetti in patent boxes – sistemi di agevolazione fiscale dedicati ai redditi che derivano dall’utilizzo di opere di ingegno come i brevetti, appunto – di paesi con regimi fiscali vantaggiosi. In alternativa, collocano i brevetti nei paradisi fiscali. Questi beni intangibili sono pertanto come le galline dalle uova d’oro: assicurano entrate decennali (20 anni) con scarsi oneri fiscali, o addirittura esentasse. CureVac deve aver irriso la proposta di Trump, prima ancora che rifiutarla per intervento del governo tedesco.” (4)

Ma ci sono ancora molte questioni sul tavolo  dei vaccini  e in particolare  al vaccino  Covid 19  che  seguiremo con attenzione  anche in riferimento all’evolversi della pandemia e  della situazione italiana e internazionale .

(1) All’Abruzzo nella prima somministrazione toccheranno 25.480 dosi. Vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) Vaccino a mRNA contro COVID-19.Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è un vaccino destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni. Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARSCoV-2, il virus responsabile di COVID-19. Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia.
Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) viene somministrato in due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra.

(2) Questo il testo completo della lettera “Caro Direttore,

In una recente intervista a Focus life in risposta alla domanda se mi sarei vaccinato a gennaio ho affermato che non lo avrei fatto fino a che i dati di efficacia e sicurezza non fossero stati messi a disposizione sia della comunità scientifica sia delle autorità che ne regolano la distribuzione.

Ho formulato un concetto di buon senso che non esprimeva alcun giudizio negativo sulla bontà del vaccino né tantomeno metteva in discussione la validità della vaccinazione come il mezzo più efficace per prevenire la diffusione delle malattie trasmissibili. La mia storia personale e scientifica ne è la testimonianza.

La mia dichiarazione, che credo abbia interpretato il sentimento dei tanti che hanno a cuore e danno valore al metodo scientifico, è stata ispirata dalla modalità con cui le aziende produttrici hanno comunicato i risultati raggiunti senza accompagnarli ad una adeguata informazione almeno per quanto riguarda la Fase III.

La trasparenza è la misura del rispetto che si nutre nei confronti degli altri e genera un bene prezioso, la fiducia. In questi giorni le aziende produttrici, invece di condividere i dati con la comunità scientifica, hanno privilegiato una comunicazione basata su proclami non sostanziati da evidenze.

Noi tutti riponiamo in questi vaccini delle grandi aspettative; se le aziende in questione sono in possesso di informazioni che giustificano annunci che possono apparire rivolti in particolare ai mercati finanziari, devono essere rese pubbliche anche in considerazione del fatto che la ricerca è stata largamente finanziata con quattrini dei contribuenti.

La notizia che dirigenti delle due aziende produttrici abbiano esercitato il loro diritto, ne sono certo legittimo, a vendere le azioni per sfruttare i vantaggi legati al rialzo di prezzo non ha contribuito a generare un sentimento di fiducia.

A poche ore dalla mia intervista si è scatenato un inferno mediatico senza precedenti, illustri colleghi in coro hanno fatto a gara per censurare le mie parole definite irresponsabili. Secondo alcuni avrei addirittura messo in pericolo la sicurezza nazionale!

I custodi della ortodossia scientifica non ammettono esitazioni o tentennamenti, reclamano un atto di fede a coloro che non hanno accesso a informazioni privilegiate «il vaccino funzionerà», tuonano indignati. Io sono il primo ad augurarmelo, mi permetto tuttavia di obiettare che il vaccino non è un oggetto sacro. Lasciamo la fede alla religione e il dubbio ed il confronto alla scienza che ne sono lo stimolo e la garanzia.

Tra gli indignati si annoverano alcuni che durante l’estate ci hanno raccontato che le evidenze cliniche portavano a pensare che la crisi sanitaria fosse superata e che il virus fosse meno contagioso, e purtroppo possono avere inconsapevolmente incoraggiato comportamenti che hanno dato un contributo importante alla trasmissione del virus in quei mesi. Altri sono autorevoli membri del comitato tecnico scientifico a cui l’Italia si è affidata fiduciosa per prevenire una possibile seconda ondata, tutelare le attività commerciali, favorire la ripresa produttiva e garantire le attività didattiche.

Lascio agli italiani e agli storici il giudizio sul loro operato. Sono ormai settimane che si registrano più di 35.000 casi di infezione e circa 700 morti al giorno.

A partire dal mese di luglio il virus ha ucciso circa 15.000 persone e ne ha infettate 1.140.000: vorrei scriverlo «ad alta voce» perché per questa strage silenziosa non si indigna nessuno. Chi racconterà la storia di questa epidemia in futuro non troverà eco delle mie parole di qualche giorno fa, ma rimarranno impietose le statistiche a denunciare questi numeri e a mettere a nudo gli errori commessi.

La mia dichiarazione sul vaccino pronunciata con schiettezza ha toccato un nervo scoperto. Senza strumenti per controllare l’epidemia a meno di affidarsi a severe misure restrittive e senza una linea di difesa contro una seconda e possibile terza ondata, le opzioni a disposizione sono drammaticamente ridotte.

A questo punto tutte le speranze sono riposte nel vaccino come la pioggia per un popolo assetato nel deserto. Questo non giustifica la demonizzazione di chi possa avere dubbi, di chi chiede spiegazioni e di chi chiede trasparenza. Continuare su questa strada è il modo migliore per alimentari sospetti e fornire argomenti a chi si oppone all’uso dei vaccini.

 (3)https://www.ilriformista.it/le-regioni-sono-una-rovina-non-siamo-mica-gli-usa-parla-il-professor-luciano-canfora-177165/?refresh

(4) https://valori.it/vaccino-covid19-partita-geopolitica/ Coronavirus, dietro al vaccino una grande partita geopolitica di Nicoletta Dentico del 26.3.2020 Nicoletta Dentico, giornalista esperta di salute globale e sviluppo, da sempre impegnata per i diritti umani, ha guidato in Italia la Campagna per la messa al bando delle mine anti-persona. In qualità di direttrice di Medici Senza Frontiere (MSF) in Italia e ha partecipato con MSF Internazionale alla campagna per l’accesso ai farmaci essenziali. Ha collaborato con l’Oms e diverse organizzazioni internazionali. È responsabile del programma salute

globale di Society for International Development (SID)

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