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UNO SGUARDO VERSO IL FUTURO: L’ORIENTAMENTO(SECONDA PARTE)

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Redazione- La conoscenza “in situazione” delle molteplici risorse culturali e ambientali presenti nell’extrascuola è in grado di coinvolgere globalmente tutte le dimensioni della personalità dell’allievo, favorendo l’incremento della motivazione, sollecitando il consolidamento degli apprendimenti cognitivi e promuovendo l’esercizio del pensiero critico.

Anche il processo di valutazione ha una funzione orientativa, se, relativamente all’area cognitiva, non si limita al censimento delle lacune ma indica all’allievo le condizioni da curare per migliorare l’apprendimento; se definisce i progressi nelle acquisizioni del patrimonio di conoscenze, con riferimento non solo ai contenuti del sapere, ma anche al metodo di studio e ai linguaggi utilizzati. In tal senso costituirà risorsa strategica determinante per promuovere il successo scolastico e formativo. La valutazione ha altresì riflessi positivi sull’intero processo di maturazione della personalità, se favorisce la costruzione di un concetto realistico di sé e di conseguenza se contribuisce a promuovere un’equilibrata vita di relazione e la motivazione verso le future scelte personali.

Nel prefigurare le prospettive del futuro – sia scolastiche sia professionali – occorre tenere conto dell’esperienza formativa pregressa, breve o lunga che sia. Superando i rischi dell’autoreferenzialità, che vedono le istituzioni scolastiche autonome maggiormente esposte rispetto alla scuola tradizionale, è chiaro che ogni grado di scolarizzazione rappresenta un segmento, un tassello, che deve collocarsi armonicamente nei confronti dell’iter formativo del soggetto.

La progettazione della scuola deve richiamare i docenti all’importanza di mantenere rapporti di continuità educativa, didattica e organizzativa con gli ordini di scuola precedenti al fine di meglio configurare gli studenti nelle loro attitudini, vocazioni, inclinazioni e meglio orientarli. Un rilievo particolare spetta alla cura della documentazione di passaggio da un ordine di scuola all’altro con notizie sugli allievi, che fornisca materiali realmente rappresentativi, utili a ricostruire il percorso scolastico e formativo, ponendo in luce le attitudini e gli interessi. Questi ultimi suggeriscono indicazioni ai fini dell’orientamento.
Nell’esercizio della loro autonomia, le scuole di ogni ordine e grado dovrebbero prevedere nel piano dell’offerta formativa attività di orientamento da inserire organicamente nei curricoli di studio, valorizzando il ruolo della didattica orientativa e della continuità educativa.
Nella progettazione e nella realizzazione di ciò si potrebbero ipotizzare azioni come:

  • la realizzazione delle iniziative di orientamento all’interno delle attività curricolari;
  • l’attribuzione di precise funzioni relative agli interventi da svolgere con l’individuazione dei referenti e delle loro responsabilità;
  • la formazione dei docenti sui temi dell’orientamento con riferimento all’organizzazione scolastica, alle abilità relazionali nel rapporto educativo, alla didattica orientativa e all’impiego delle tecnologie didattiche;
  • l’informazione e il supporto alle famiglie e agli studenti, sostegno delle loro autonome iniziative;
  • le iniziative di alternanza studio-lavoro, di esperienze diverse nel sociale e nel volontariato;
  • lo sviluppo di iniziative di preparazione e di verifica della scelta degli studi universitari, con particolare riferimento alle preiscrizioni;
  • lo svolgimento delle attività complementari di cui all’art. 1, comma 2 del D.P.R. 567/96.

Le azioni vanno progettate sulla base della conoscenza delle caratteristiche dei soggetti da orientare, delle loro motivazioni, degli ambienti sociali in cui le scuole operano; esse vanno integrate con gli interventi mirati a favorire il successo formativo.
Per rendere più efficaci le azioni di orientamento, gli Organi Collegiali potranno adottare articolazioni organizzative, quali dipartimenti disciplinari, gruppi di ricerca e commissioni di lavoro; mentre i Dirigenti Scolastici promuoveranno lo sviluppo di rapporti interistituzionali con le università, gli enti locali e gli altri soggetti pubblici e privati interessati.

Concludendo:

  • l’Orientamento deve partire dal 1° Ciclo.
  • l’Orientamento va inteso quale prassi didattica.
  • l’Orientamento va vissuto come azione di sistema integrato, che vede coinvolti Università, Regioni, UU.SS.RR., EE.LL., Uffici per l’Impiego.

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