Ultime Notizie

” UCRAINA: I SEMI DEL CONFLITTO ” DI ANTONIO FELICE – ASSOCIAZIONE STALINGRADO

0

Redazione-  Da quasi tre anni tutti i mezzi di informazione ripetono le solite frasi ormai stucchevoli e prive di fondamento che “Putin è un pazzo”, “Putin è il nuovo Hitler” e che “la Russia vuole invadere l’Europa”. Quest’ultima frase è molto in voga in questi ultimi giorni soprattutto dai maggiori esponenti della NATO, a cominciare dal Segretario Generale dell’organizzazione militare occidentale Mark Rutte, che continuano a ripeterci che bisogna armarci per difenderci dal pericolo Russo.

Ma se cerchiamo di capire qual è il contendere, capiamo subito che la Russia non ha nessun interesse ad invadere nessun paese, anzi ha subito negli ultimi 30 anni un accerchiamento, da parte della NATO questo si con scopi prettamente offensivi, altrimenti non si spiegherebbe il dislocamento di truppe nei paesi Baltici in Polonia in Romania e lungo tutti i confini della Russia.

Ma tornando all’Ucraina e all’importanza geopolitica di questo territorio. L’Ucraina, non solo è una terra ricca di minerali, di carbone, di terre rare, ma è anche il punto di accesso al Caucaso e ai suoi immensi giacimenti petroliferi oltre ad essere il “granaio d’Europa”. Infatti, questa terra è stata contesa per secoli e le mire imperialiste sia della Germania che degli USA sono state cause scatenanti dei due conflitti mondiali.

Il territorio dell’attuale Ucraina però è sempre stato diviso, la stessa conquista territoriale fatta degli Zar la teneva divisa in 3 distinte regioni: la “Piccola Russia”, la “Russia Meridionale” e la “Russia Occidentale”. Inoltre, la Galizia, è stata per molto tempo polacca e una parte fu sotto il dominio degli Asburgo.

La vera unificazione dell’Ucraina avviene nel 1922 ad opera dell’Unione Sovietica che diede concretamente cittadinanza alle innumerevoli etnie di questo territorio. Il processo di sovietizzazione, però, portò la ribellione non solo da parte di quelli che vennero chiamati “bianchi” (reazionari zaristi, borghesi, menscevichi e socialisti rivoluzionari), ma anche dai nazionalisti, dagli anarchici, dalle cosiddette armate verdi dei contadini (ricchi) in rivolta e dai cosacchi ricchi del Dnepr.

La collettivizzazione, la carestia degli anni successivi e che i nazionalisti ucraini chiamano “Holodomor” andrebbe analizzata in ogni suo aspetto che qui certamente non possiamo fare per ovvi motivi di spazio. Basti però pensare che gli anni ’30 del secolo scorso furono anni difficili in tutto il mondo e la crisi investì anche tutto l’occidente compreso gli Stati Uniti. Basti pensare a quello che successe negli USA e alle politiche del “New Deal” che Roosevelt fu costretto a fare nel decennio.

Durante il periodo della cosiddetta “tregua armata” (periodo che intercorre tra le due guerre mondiali) la Germania e gli USA (Germania e USA non erano nemici, anzi erano alleati per sconfiggere il “bolscevismo”, infatti tanti sono stati i finanziamenti che gli USA inviarono a Hitler per la conquista del potere in Germania) non avevano abbandonato i loro propositi di riconquista di questo territorio e l’alleanza fatta con il Vaticano con il Concordato del Reich del luglio 1933 stabiliva, negli accordi segreti, che l’assalto militare come pure l’occupazione e lo sfruttamento economico spettava alla Germania, mentre al Vaticano spettava la “ricristianizzazione cattolica”.

L’operazione Barbarossa del 1941 seminò i primi frutti avvelenati che trovarono terreno fertile tra gli sconfitti dallo Stato Socialista, ovvero i nazionalisti, i Kulaki e la borghesia Ucraina.

Regista dell’invasione dell’URSS fu Franz Halder, un ufficiale di carriera, iscritto al Partito nazista dal 1933 e amico personale di Hitler che lo aiutò nella sua carriera militare. Nel 1938 fu nominato Capo di Stato Maggiore del Comando Supremo dell’Esercito Tedesco (OKH), il che lo rendeva secondo in comando solo al Führer stesso.

Fu Halder il pianificatore e ideatore della Shoah e del martirio di milioni di prigionieri finiti nei campi di concentramento e nelle “Linee guida per la condotta delle truppe in Russia” affermava: “Questa lotta richiede un’azione spietata ed energica contro gli agitatori bolscevichi, i guerriglieri, i sabotatori e gli ebrei, e la totale eliminazione di ogni resistenza attiva o passiva”

Halder non venne processato a Norimberga come sarebbe stato giusto, ma venne salvato dagli americani e insieme a altri noti nazisti gli fu concesso di vivere liberamente negli USA e di pianificare la lotta contro quello che lui chiamava “giudeo-bolscevismo”. Divenne autore, commentatore e “consulente storico” del Centro di Storia Militare dell’Esercito Statunitense e dal 1955 al 1991, i suoi articoli sono stati citati almeno 700 volte in pubblicazioni accademiche, soprattutto da professori e ricercatori delle accademie militari occidentali.

L’inizio dell’operazione Barbarossa, l’Ucraina fu la prima Repubblica Sovietica ad essere invasa, 30.000 volontari si arruolarono nelle SS e coadiuvate dalle bande nazionaliste che facevano capo al criminale di guerra Stefan Bandera (oggi eroe nazionale ucraino) si resero protagoniste di massacri e stermini verso gli oppositori e le popolazioni civili.

Le bande armate di Bandera furono operative già dal 1929 nell’Ucraina Polacca e Slovacca ed erano antisemiti, anti-russi e anche anti-polacchi, hanno attaccato indistintamente gli ucraini fedeli al socialismo e i non autonomisti, potevano vantare tra i 150 e 200mila aderenti, tutti criminali di guerra, che massacrarono centinaia di migliaia di donne e uomini. Solo in Polonia, durante la guerra, uccisero tra 70 e 100mila civili.

La guerra sappiamo tutti come finì, ma questi criminali, circa 120mila uomini, ripararono in Germania nella zona di influenza americana, molti furono quelli che vennero trasferiti negli USA sotto la protezione della CIA, altri restarono in Germania Ovest e altri ancora in Ucraina occidentale dove hanno condotto, tra il 1944 e il 1950, una lotta, sostenuta finanziariamente da tedeschi e americani, contro funzionari civili e militari che causò ben 35mila vittime. A tal proposito è possibile consultare on-line il libro Hitler’s Shadow di Richard Breitman e Norman J.W. Goda, due eminenti storici che lavorano con il Dipartimento di Stato americano sulla storia dello sterminio degli ebrei.

Il lavoro che Halder e i criminali nazisti riparati negli USA dovevano svolgere era quello della riabilitazione del nazismo e di criminalizzare il Socialismo, ed ebbero vita facile vista la propaganda che il mondo occidentale riservava loro. A questo si aggiunge il “Rapporto Segreto” di Krusciov del ’56, che poi tanto segreto non fu, visto che i giornali americani lo pubblicarono il giorno dopo la lettura ai delegati.

Intanto i finanziamenti per mantenere attivi i nazisti rimasti in Ucraina continuarono e con l’implosione dell’URSS del 1991 il piano di conquista diventava reale.

L’occidente si adoperò per indebolire la posizione geopolitica della Russia portando nell’orbita dell’occidente e della NATO tutti i paesi che erano appartenuti all’Unione Sovietica nonostante ci fosse stato l’impegno, negli accordi siglati dopo la caduta del muro, da parte americana di non estendersi ad Est.

Artefice di questo “nuovo” “imperialismo” americano fu Brzezinski, che già come Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Jimmy Carter tese la trappola ai sovietici in Afganistan finanziando, reclutando e addestrando i terroristi che poi portò all’11 settembre. Alla domanda di un giornalista se si fosse pentito di aver creato il terrorismo islamico rispose che per la distruzione dell’Unione Sovietica ne valse la pena.

La teoria di Brzezinski era che la Russia senza l’Ucraina sarebbe irrimediabilmente indebolita e che l’Ucraina parte integrante della NATO avrebbe inferto il colpo mortale alla Russia. Inoltre, lo spostamento della NATO ad Est con tutto il materiale bellico avrebbe reso la Germania e soprattutto l’Europa più dipendente dagli USA.

Dal 1989 (caduta del muro di Berlino) ad oggi, alla NATO hanno aderito ben 15 nazioni, tutte ad Est e tutte, precedentemente aderenti al Patto di Varsavia o Repubbliche ex Sovietiche.

Nel 2010 gli USA architettarono il colpo di stato in Ucraina che poi si sviluppò 4 anni dopo. Yanukovich, Presidente Ucraino eletto democraticamente è di fronte ad una scelta fondamentale per i destini del Paese. Lui amico dell’occidente, viene costretto dal Fondo Monetario Internazionale ad accettare condizioni da strozzinaggio per il suo Paese. La Russia si offrì di aiutare l’Ucraina a condizioni molto più vantaggiose, ma questo scatenò l’ira dell’occidente che era già pronta con i gruppi neonazisti, finanziati negli anni precedenti, per rovesciare un governo democraticamente eletto.

Yanukovich, per la stampa occidentale, da democratico e amico dell’occidente divenne immediatamente uno spietato dittatore foraggiato da Mosca.

Gruppi neonazisti Ucraini e bande arrivate dai Paesi confinanti, principalmente dalla Polonia, abilmente guidati da consiglieri militari della NATO, inscenarono la protesta che venne chiamata Euromaidan e che ebbe l’opposizione della popolazione Ucraina che ben presto si organizzò in milizie.

La Crimea si autoproclama indipendente a marzo del 2014 attraverso un referendum popolare che vide la partecipazione del 98% della popolazione e il 95,7% si espresse a favore del ritorno della penisola nella Federazione Russa. La Crimea era stata regalata da Krusciov all’Ucraina nel 1954. Ovviamente l’occidente non ha riconosciuto valido questo referendum, ma si sa per le democrazie borghesi la democrazia vale solo se sono loro a vincere.

Temendo una controrivoluzione il Governo di Yatsenyuk, non eletto da nessuno, ma semplicemente nominato dagli USA creò una forza di polizia composta quasi interamente da neonazisti ai quali fu dato ampi poteri per arrestare e uccidere gli ucraini e che portò il 2 maggio del 2014 al massacro di Odessa.

Manifestanti pacifici che volevano il ripristino delle libertà democratiche e il ritorno del Presidente democraticamente eletto Yanukovich, si ripararono dentro la Casa dei Sindacati di Odessa per sfuggire al fuoco delle mitragliatrici che i criminali neonazisti avevano aperto contro di loro. Questi iniziarono a lanciare contro l’edifico sassi e bombe molotov che appiccò l’incendio. Il bilancio fu tragico: 42 manifestanti uccisi e 174 feriti.

Le provincie ad Est dell’Ucraina, in maggioranza russofone, si ribellano al colpo di Stato e si proclamano Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk. È l’inizio della guerra: il battaglione Azov, e altre formazioni neonaziste ormai di fatto esercito dell’Ucraina golpista assedia le due provincie per ben 8 lunghissimi anni. Bombardamenti continui su aree residenziali, ospedali, scuole, popolazioni costrette a vivere di stenti, bambini, scolari e studenti costretti a far lezioni negli scantinati con maestre che non ricevevano lo stipendio, impiegati statali licenziati e pensionati senza pensione. Morte e distruzione dappertutto. Tutto questo in aperta violazione degli accordi di Minsk e con l’assordante silenzio della stampa e dei governi occidentali e soprattutto di Francia e Germania che si erano resi garanti del rispetto degli accordi.

Il 2022 quindi non è l’inizio della guerra in Ucraina, la guerra era iniziata ben 8 anni prima e aveva provocato oltre 15.000 morti e 2 milioni e mezzo di sfollati.

I semi piantati 70 anni fa da Halder e dai criminali nazisti hanno dato il loro frutto avvelenato ed è costato solo agli USA, secondo le stime, oltre 5 miliardi di dollari.

Ma per capire cosa è successo e succede e soprattutto dopo le dichiarazioni di Mark Rutte Segretario Generale della NATO e del Generale Cavo Dragone Presidente del Comitato Militare della Nato circa la possibilità di un attacco preventivo nei confronti della Russia, bisognerebbe rispondere ad una semplice domanda: se la NATO è stata concepita come un’alleanza difensiva in funzione antisovietica, come mai ad oltre 30 anni dalla dissoluzione dell’URSS e in contrasto con tutti gli accordi stipulati nel 1991 si è estesa soprattutto ad Est? Qual è il vero obiettivo della NATO e degli USA?

Sicuramente possiamo dire che il nemico principale della pace nel nostro continente è l’imperialismo delle élite borghesi guidate dagli Stati Uniti d’America che cercano di mantenere con ogni mezzo e ad ogni costo la loro supremazia.

Commenti

commenti