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ROBOTICA ED ECONOMIA- PRESIDENTE SEI VINCENZO PIETROPAOLO

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Redazione- Le applicazioni robotiche  hanno trovato un primo utilizzo nelle fabbriche automobilistiche, ed a seguire, in altri campi industriali appena cinquanta anni fa. E’ un lasso di tempo breve, ma lo sviluppo e l’utilizzo è via via aumentato e si è intensificato sempre più per gli ottimi risvolti economici e finanziari con l’aumento della produzione e la diminuzione di compiti gravosi e usuranti per gli uomini prima impiegati nella produzione.All’inizio i movimenti erano pochi e  ripetitivi da effettuare sempre allo stesso modo e comandati da programmazione informatica in genere posta all’esterno della parte operativa; necessitavano di forza e precisione, sopratutto nelle saldature della scocca delle automobili e poi nella verniciatura con una serie di movimenti sempre meglio coordinati.Successivamente i movimenti sono stati realizzati più variati e flessibili con un adattamento autonomo per “vedere” e “capire” gli oggetti su cui svolgere la funzione richiesta variandola anche leggermente, pur senza uscire dall’ambito gestionale programmato.Oggi già esistono robot più autonomi nelle decisioni anche non previste al momento della costruzione ed ideazione del robot, per fare questo si utilizzano “reti neurali” che hanno superato la fase sperimentatale. Tali capacità robotiche ancora non si utilizzano a livello industriale. Questi utilizzi hanno moltiplicato i risultati industriali ed hanno mantenuto o ampliato il livello occupazionale richiedendo una maggiore qualificazione professionale degli operatori ed anche ulteriori compiti (manutenzione, ideazione, costruzione, manutenzione, ulteriore sviluppo dei robot).Aumenta anche l’occupazione di addetti umani che lavorano in tandem ed in collaborazione con i robot. Questa interazione avviene su un piano più o meno paritario. Uomo e macchina collaborano con le rispettive competenze, il robot con quelle che gli sono state date e l’uomo con quelle che ha acquisito con lo studio, con la pratica e l’esperienza.Questa interazione uomo/robot ha però bisogno di precisi protocolli che regolamentino i rispettivi compiti.

In che modo è possibile prevenire le collisioni o gli incidenti, pur lavorando fianco a fianco?

Le sfide poste possono essere alquanto differenti a seconda del tipo di robot:

Robot Industriali;

Robot Logistici;

Robot Collaborativi.

R O B O T   Industriali

Un robot industriale è progettato per eseguire attività rapidamente e con precisione, ma non tiene conto dell’ambiente in cui si trova e non “vede” l’eventuale ostacolo.Tutte le parti dei robot sono dotati di sensori che interrompono l’azione con la presenza di un qualsiasi ostacolo.  Le uscite delle barriere fotoelettriche si collegano all’armadio di comando, il quale rileva se la barriera fotoelettrica è stata attraversata e spegne quindi il braccio del robot. Un’altra configurazione consiste nel posizionare un riparo intorno al braccio del robot e monitorare la chiusura della porta.

R O B O T     Logistici

I robot logistici lavorano spesso in ambienti nei quali potrebbero essere presenti degli esseri umani. Pertanto, il robot non necessita soltanto di sensori per la localizzazione e la mappatura, ma anche di sensori per il rilevamento delle persone. Per queste tecnologie di rilevamento è possibile utilizzare sistemi a ultrasuoni, a infrarossi o Lidar. In aggiunta ai sensori pensati per la prevenzione delle collisioni deve essere presente anche un sensore di backup: se il robot colpisce un oggetto, un interruttore interno si apre meccanicamente, spegnendo il robot fino al momento in cui un operatore possa riportarlo in modalità operativa. Questa misura è necessaria per assicurarsi che il robot si fermi in caso di guasto dei sensori elettronici interni.

R O B O T     Collaborativi

L’interazione più complessa ha luogo fra un essere umano e un robot collaborativo. È necessario garantire che, in caso di collisione fra il braccio di un robot e un essere umano (o qualsiasi altro oggetto), i sensori integrati nel braccio del robot disattivino il robot immediatamente. In caso di guasto di uno dei sensori o del circuito elettronico che lo segue, anche il robot si spegne. Pertanto, i costruttori di robot devono implementare sistemi ridondanti all’interno del robot per consentire un rapido rilevamento e la prevenzione di ogni collisione possibile.

Dopo quanto premesso, passiamo ad esaminare due aspetti economici:Il primo, brevemente, sugli sbocchi professionali, che sono molto positivi;Il secondo, ampiamente, sui complessi risultati economici dell’utilizzo dei robot. La laurea magistrale in Ingegneria Robotica e dell’Automazione fa ottenere facilmente occupazione in tutti gli ambiti relativi all’innovazione e allo sviluppo  della produzione, alla progettazione, pianificazione e alla programmazione di sistemi integrati di controllo, alla gestione di sistemi complessi ad alta tecnologia.

     I possibili sbocchi professionali includono:

la libera professione;

le imprese in cui sono sviluppate funzioni di dimensionamento e realizzazione di architetture complesse, di sistemi automatici e robotici, di sistemi di controllo di assetto e navigazione, di  processi e di impianti per l’automazione e per la robotica;

le piccole e medie imprese e gli istituti di ricerca che svolgano attività avanzata nella progettazione sistemistica e integrata, a livello nazionale e internazionale;

servizi di automazione e integrazione di sistemi nella Pubblica Amministrazione.

 In generale: la differenziazione di competenze con la  laurea di primo livello è risultata molto importante per una rapida collocazione nel mondo del lavoro. I nostri giovani faranno nuovi mestieri, come:

il designer engineer,

il cyber security specialist,

il business intelligent analyst,

il data scientist e data specialist,

l’esperto di privacy,

il digital architet,

ilvertical farmer

e chissà quali altri. Tutte nuove professioni che avranno a che fare con la cosiddetta Smart manufacturing, ovvero la raccolta dati tramite web, il loro utilizzo e trattamento, la gestione e progettazione dell’ambiente digitale, la produzione di macchinari e sistemi altamente automatizzati. Tuttavia, se è vero che le macchine potranno sostituire l’essere umano nei processi produttivi-ripetitivi, questo non potrà verificarsi nei processi decisionali e creativi.Possiamo quindi prevedere che saranno riscoperti arti e mestieri che potremmo definire “tradizionali”, come i lavori nel campo della sartoria, dell’agricoltura, della ristorazione, dell’arredo d’interni o dell’oreficeria, lavori cioè di un mondo fatto di sensi e di creatività, che è e rimane insostituibile dalle macchine. L’Uomo ha sempre “costruito”: attrezzi, macchine semplici, macchine complesse, fra queste ultime i robot dotati di Intelligenza artificiale non ancora autonoma ed autodeterminantesi.

Gli Attrezzi, privi di movimento proprio, erano manovrati direttamente dall’uomo (la lancia, la zappa, l’aratro, la leva).Le Macchine semplici, dotate di movimento (ruota, bielle, ingranaggi per trasmettere il movimento) con l’uomo forza motrice, a mano a mano sostituito dagli animali e poi dalle diverse energie:  a scoppio, elettrica, solare, nucleare. Le Macchine complesse con meccanismi di alta precisione grazie alla trasmissione degli impulsi elettrica, magnetica, radio, wireless (automobili, aerei, computer, micro sonde e veicoli spaziali, robot. L’Uomo ha sempre “costruito”: attrezzi, macchine semplici, macchine complesse, fra queste ultime i robot dotati di Intelligenza artificiale non ancora autonoma ed autodeterminantesi. Gli Attrezzi, privi di movimento proprio, erano manovrati direttamente dall’uomo (la lancia, la zappa, l’aratro, la leva).Le Macchine semplici, dotate di movimento (ruota, bielle, ingranaggi per trasmettere il movimento) con l’uomo forza motrice, a mano a mano sostituito dagli animali e poi dalle diverse energie:  a scoppio, elettrica, solare, nucleare.Le Macchine complesse con meccanismi di alta precisione grazie alla trasmissione degli impulsi elettrica, magnetica, radio, wireless (automobili, aerei, computer, micro sonde e veicoli spaziali, robot.Istinti  contrapposti  innati  ed  atavici.Da un lato la “voglia” di affermazione e di progresso, dall’altro il pensiero di essere inadeguato ed impreparato di fronte a ciò che pure ha costruito lui stesso.Un esempio per tutto: ci saranno meno posti di lavoro!!! Invece i posti di lavoro nella storia sono sempre aumentati e la loro diffusione ed equa distribuzione non dipende da ciò che potranno fare le Macchine ma dalla gestione POLITICA, CULTURALE ed ETICA della Società. Ma la scienza spinge velocemente il Mondo verso il futuro che non possiamo fermare, né possiamo fermarci.

ED ALLORA CORAGGIO!!!

Le Macchine aumentano la qualità della vita del singolo uomo ed il suo Benessere oltre al reddito medio.

I N N O V A Z I O N E

La robotica negli ultimi anni ha avuto un ulteriore notevole sviluppo, si è passati ROBOT antropomorfi con compiti di interazione con l’uomo. Il Giappone è all’avanguardia nella sperimentazione ed utilizzo, ad esempio:Recepcion alberghiera con un buon successo ed anche soddisfazione dei clienti;Assistenza anziani per compagnia ed esercizi anche nelle disabilità;Assistenza ed interventi medici e chirurgici sull’uomo;in attesa di ulteriori passi avanti verso l’intelligenza artificiale.L’Europa vuole dedicare il prossimo decennio allo sviluppo della robotica per colmare il ritardo accumulato finora. Cito all’uopo un recente documento pubblicato dell’Agenzia europea per la sicurezza e salute sul lavoro (EU-OSHA):La pubblicazione, che è la sintesi di più ampio studio commissionato dall’Agenzia Europea, segnala che se già in passato qualcuno avesse instillato il dubbio che l’impiego delle nuove tecnologie potesse portare più pericoli che vantaggi, questo potrebbe accadere ancora in relazione alla diffusione delle nuove macchine intelligenti. Nel futuro che ci aspetta, come indica il documento EU-OSHA  “i robot diventeranno assistenti umani e, nel lungo periodo, preziosi collaboratori”. Anche perché oltre agli “industrial robot”, con l’evoluzione della robotica, ora abbiamo anche i “service robot” che sono progettati per supportare gli esseri umani.Nel prossimo futuro, ai classici “industrial robots” si aggiungeranno, grazie all’evoluzione della robotica e alla creazione della cosiddetta “intelligenza artificiale”, altri automi progettati come supporto alle attività degli esseri umani, i cosiddetti “service robots”. Questi nuovi automi si potranno suddividere in tre classi:

classe 1: robot che sostituiscono esseri umani, ad esempio sul posto di lavoro in ambienti pericolosi o per operazioni ripetitive;

classe 2: robot che operano a stretto contatto con gli esseri umani per aumentare il comfort. Ad esempio possono favorire l’intrattenimento e l’assistenza agli anziani, sono robot che possono lavorare assieme agli umani;

classe 3: robot che operano sugli esseri umani, come ad esempio robot medici per la diagnosi, la chirurgia, il trattamento e la riabilitazione. ConsigliandoVi una lettura integrale del documento (cfr. allegato) analizziamo ora le implicazioni della robotica in materia di sicurezza e salute. Tra i benefici lavorativi più evidenti, l’impiego di robot consentirà di mantenere un alto livello di produzione industriale in Paesi con costi di manodopera elevati, permettendo inoltre la sostituzione dell’essere umano in attività e ambienti insalubri o pericolosi come missioni spaziali, difesa, sicurezza o nell’industria nucleare ( già ad oggi sono impiegati per gestire materiale radioattivo o lavorare in atmosfere esplosive).Tuttavia i robot si prestano a sostituire gli umani anche in altre attività pericolose, così da evitare l’esposizione dei lavoratori ad agenti e condizioni di pericolo e riducendo i rischi fisici, ergonomici e psicosociali.Ad oggi esistono, però, alcune competenze per le quali gli esseri umani continueranno ad essere (per fortuna), più adatti di un robot.

Come creare dunque una sinergia efficace tra uomo e macchina intelligente?

Tra i benefici lavorativi più evidenti, l’impiego di robot consentirà di mantenere un alto livello di produzione industriale in Paesi con costi di manodopera elevati, permettendo inoltre la sostituzione dell’essere umano in attività e ambienti insalubri o pericolosi come missioni spaziali, difesa, sicurezza o nell’industria nucleare ( già ad oggi sono impiegati per gestire materiale radioattivo o lavorare in atmosfere esplosive).Tuttavia i robot si prestano a sostituire gli umani anche in altre attività pericolose, così da evitare l’esposizione dei lavoratori ad agenti e condizioni di pericolo e riducendo i rischi fisici, ergonomici e psicosociali.Ad oggi esistono, però, alcune competenze per le quali gli esseri umani continueranno ad essere (per fortuna), più adatti di un robot. Alcuni Paesi europei includono la robotica nei loro programmi nazionali e cercano di promuovere una buona collaborazione tra robot e operatori per ottenere una migliore produttività. E Si segnala che la robotica svolge oggi un ruolo importante nelle innovazioni per la salute umana ed strettamente associata con gli sviluppi delle protesi e delle tecnologie di potenziamento umano, tecnologie che non solo affrontano la disabilità, ma che possono migliorare le capacità degli individui sani. Alcuni Paesi europei includono la robotica nei loro programmi nazionali e cercano di promuovere una buona collaborazione tra robot e operatori per ottenere una migliore produttività. Tuttavia sarà necessario indagare a fondo riguardo ai possibili effetti negativi di un intensivo utilizzo dei robot in ambiente lavorativo; riportiamo alcune importanti riflessioni sulle conseguenze in ambito sicurezza/salute sul lavoro riguardo allo sviluppo della robotica:la stragrande maggioranza delle persone non ha alcuna esperienza di interazione con i robot, anche se le cose cambieranno con l’inevitabile aumento delle interazioni uomo-macchina;non sono ancora noti gli effetti della robotica sulla motivazione e benessere dei lavoratori e dei dirigenti. I fattori psicosociali legati alla robotica richiederanno una grande attenzione;non è possibile ad oggi fornire linee guida uniformi sulla sicurezza e gestione del rischio. In alcune applicazioni della robotica i problemi di sicurezza e di sicurezza sono stati gestiti correttamente, ma ci sono anche applicazioni che possono essere meno sicure;è necessario analizzare e identificare le attività a rischio correlate alla robotica, in particolare modo in alcuni comparti lavorativi;in relazione all’evoluzione recente della “service robotics” alcune questioni di responsabilità giuridica in caso di incidenti in un’area pubblica non sono ancora chiare. Devono essere intraprese analisi legislative in materia; Per migliorare la sicurezza nell’evoluzione della “autonomous industrial robotics” e della “service robotics” c’è dunque la necessità di una maggiore cooperazione europea.Ad esempio sarà necessario:

stabilire i requisiti di sicurezza (requisiti, norme di funzionamento sicuro e buone

       pratiche);

elaborare linee guida di progettazione per l’ergonomia della robotica;

individuare metodi per migliorare la sicurezza e salute nelle applicazioni e verificare se vengono applicati correttamente i requisiti e le linee guida;

presentare modelli educativi per formare i lavoratori a lavorare con i robot;

migliorare la regolamentazione;

sviluppare innovazioni per eliminare o ridurre i possibili rischi correlati alla robotica.

Condivido pienamente gli aspetti vantaggiosi dell’utilizzo dei robot e ne indico alcuni provenienti da studi recenti e meno recenti:

  • Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  • Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  • Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Erano gli anni ’40 quando Isaac Asimov delineò le tre leggi fondamentali della robotica e pubblicò i racconti che ancora oggi sono considerati una pietra miliare del genere fantascientifico. Una cosa era ben chiara nella sua mente: al fine di non costituire una minaccia per la società umana, era necessario che le intelligenze artificiali fossero progettate secondo una serie di principi etici e morali che mettessero al primo posto la salvaguardia della vita stessa.Mai come ora, in piena rivoluzione digitale e con la prospettiva sempre più incombente dell’avvento della singolarità tecnologica, il dibattito sul se dover temere o meno la potenza delle macchine pensanti è sempre più attuale e infuocato. Quando si parla di macchine pensanti e futuro, non c’è dubbio che la letteratura di genere abbia una predilezione per i soggetti distopici (lo stesso Asimov nei suoi racconti metteva continuamente in evidenza le falle delle tre leggi elencate sopra). Senza contare che fior di scienziati stanno mettendo in guardia gli sviluppatori sui potenziali pericoli derivanti dalle AI una volta fuori dal nostro controllo diretto.Reazioni di questo tipo sono comprensibili: la paura dell’ignoto è parte della nostra natura, ma è il caso di soffermarsi in eguale misura sui numerosi e notevoli vantaggi portati dalle AI nelle nostre vite e nell’evoluzione della società, molti dei quali sono evidenti già nel presente. Spendiamo qualche riga per analizzarne alcuni.

Nuovi posti di lavoro

                Tralasciando gli scenari apocalittici in cui le macchine si rivoltano contro l’umanità e la riducono in schiavitù – che, per quanto interessanti, restano pur sempre appannaggio dell’immaginario comune più che delle previsioni effettive – il vero problema con cui la società finirà inevitabilmente per confrontarsi è il tasso di disoccupazione conseguente all’automazione da parte delle AI.

Alcune posizioni lavorative in particolare sono più a rischio di altre, nello specifico quelle che richiedono un alto grado di ripetitività e di analisi: vendite, trasporti e logistica, salute, e professioni legali.

C’è un lato positivo in tutto questo?

 

Senza dubbio. Più di uno, a dire il vero.

Lavori eseguiti in maniera migliore

                I lavori automatizzati verranno svolti con un grado di accuratezza molto più alto e con un margine di errore inferiore.

.              Prendiamo come esempio il settore dei trasporti. Secondo recenti stime, il 95% degli incidenti stradali è causato da errori umani. Con le macchine autoguidate, la percentuale totale degli incidenti verrebbe drasticamente ridotta di quasi il 90%. Non è un numero da sottovalutare. Inoltre, i sensori intelligenti saranno in grado di elaborare in tempo reale i percorsi più convenienti e veloci, e ridurre il tempo di permanenza nel traffico di pendolari e lavoratori.

                Notevoli anche i progressi che stanno prendendo piede in campo medico e legale. Watson, il noto supercomputer di IBM che anche i non addetti ai lavori ricorderanno per la sua memorabile partecipazione a Jeopardy!, è stato di ispirazione per la creazione di avvocati e medici virtuali. Per quanto riguarda la medicina, ad esempio, le sperimentazioni in corso sono soprattutto in campo diagnostico. Le AI, infatti, possono analizzare e mettere a confronto storie cliniche e casi patologici identificando pattern e dettagli che spesso sfuggono all’occhio umano, aiutando a identificare patologie e prevenirne l’andamento. A ciò si aggiunga il vantaggio della possibilità da parte di un singolo medico di poter tenere sotto controllo più di un paziente in contemporanea grazie all’analisi di dati da parte delle macchine. Nuovi posti di lavoro

                Credete che un’invasione così massiccia da parte della tecnologia in campo lavorativo non si sia mai verificata? Pensateci meglio. Non è la prima volta che le macchine prendono il sopravvento sull’uomo per quanto riguarda l’occupazione.

                La stessa cosa è avvenuta durante il XX secolo, in particolare nel settore primario con l’automazione dell’agricoltura.

 

                Ma come risolvere il problema della disoccupazione?

                Molti scienziati ed economisti vedono nell’UBI (Universal Basic Income) la risposta a questa domanda, tuttavia c’è una soluzione molto più immediata e probabilmente più creativa: la creazione di nuove professioni.

Se è vero che l’automazione ha in passato lasciato senza lavoro migliaia di impiegati di vari settori, è altrettanto vero che nuove figure professionalisi sono delineate nel corso degli anni. Lavori di cui prima non era possibile neanche immaginare l’esistenza, come lo sviluppatore di app per dirne uno, adesso sono sempre più richiesti.

In questo anche Ray Kurzweil, ingegnere capo di Google, è decisamente fiducioso:

 

“Will robots take away our jobs in the future? Probably, but that’s really no big deal, we’ll just make new ones.“

“I robot ci ruberanno il lavoro? È probabile, sì. Ma non è questo gran problema, ce ne inventeremo degli altri.”

Protezione e sicurezza

Già a metà del XX secolo, Turing aveva capito che le macchine sono in grado di processare informazioni in maniera più veloce e dettagliata di quanto possa fare un essere umano. Questo permette loro di elaborare in poco tempo quantità di dati che per il più intelligente di noi sarebbe impensabile analizzare anche in anni di lavoro. Le AI possono tenere sotto controllo i flussi di transazioni finanziarie, e diventare impeccabili sentinelle in grado di riconoscere un furto, una frode o un attacco online molto più velocemente di una controparte umana. Ma la sicurezza derivante dal loro impiego non si limita soltanto al mondo virtuale.
Nel mondo reale, ad esempio, una serie di microchip di controllo applicati ad un paziente può permettere ad un computer di monitorarne i parametri vitali e prevedere eventuali problemi (un attacco di cuore ad esempio) prima che questi si verifichino. In alcuni paesi sottosviluppati sono già in essere misure di questo tipo per tenere sotto controllo malnutrizione e malattie.

Miglioramento dell’ambiente

Per noi che abbiamo vissuto le conseguenze della rivoluzione industriale può sembrare un controsenso, ma l’automazione tramite Intelligenza Artificiale sarà in grado migliorare le attuali condizioni ambientali. Lo sanno bene menti geniali come Elon Musk o colossi come Google, che stanno investendo nell’utilizzo della tecnologia per il risanamento della salute del pianeta. DeepMind, una startup di proprietà di Google, ha quasi dimezzato il suo consumo energetico grazie all’analisi di dati da parte delle AI. Inoltre, considerato che strumenti di Machine Learning come TensorFlow sono open source, qualunque azienda è potenzialmente in grado di fare lo stesso.Alto vantaggio per l’ambiente è l’utilizzo dei droni in agricoltura, soluzione che permette di monitorare lo stato dei campi in tempo reale e in maniera environmentally friendly.

È tutto nelle nostre mani

In conclusione, riprendendo Asimov e le sue tre leggi della robotica, il modellamento delle Intelligenze Artificiali è per il momento ancora nelle nostre mani. Sta a noi programmarle in modo che non siano in futuro un nemico da temere, come nelle previsioni più apocalittiche, ma che siano esattamente ciò per cui sono state create: uno strumento che ci aiuti a comprendere il mondo e viverlo nel migliore dei modi. Tutti gli Studi e tutte le Istituzioni e Tutti gli Stati e le Grandi Industrie stanno investendo grandi risorse nella robotica ed il futuro avanza con forza e non si ferma con i dubbi e le paure dei singoli o delle associazioni umane.Il Profitto e la Scienza in questo caso vanno a braccetto in una stretta Alleanza e sono imbattibili.

I robot danno più prodotti, lavorano 24 ore, non si ammalano, fanno meno errori, possono svolgere i compiti pericolosi o anche noiosi (che gusto vedere da una sdraio il robot automatico che taglia l’erba continuamente e tutta alla stessa misura), ed innumerevoli altri vantaggi.

La Scienza ha campo libero per accelerare e sperimentare nuove funzioni. I progressi sono veloci (basta vedere gli sviluppi dei telefonini e della telefonia) perché ogni nuova scoperta è utilizzabile per nuove idee e sperimentazioni.

A questo punto che succederà? Dobbiamo temere il peggio?

                La Storia ci ha insegnato che l’Uomo ha superato i momenti critici perché nella Crisi (che etimologicamente significa “scelta”) ha trovato il meglio di Sé Stesso e prodotto le Invenzioni più grandi.

                Allora, come detto all’inizio, Coraggio e niente Dubbi e Paure:

ANDRA’ BENE E VIVREMO MEGLIO!!!

                A decidere saranno la Politica ed il Desiderio dell’Uomo di “vivere meglio” e di “superare i limiti”.

                La politica dovrà contemplare ed agire seguendo l’ETICA.

                ETICA = Il Bene dell’Uomo, di TUTTO l’Uomo, di TUTTI gli Uomini.

La Politica ne sarà capace?

                La Politica siamo NOI e non va lasciata agli Altri (Profitto, Dominio, Egoismo) per questo rinnovo l’invito a me per primo ed a Tutti NOI: CORAGGIO.

                La Storia e l’Opera del’Uomo ci ha portato fin qui e ci porterà AVANTI per il meglio.

Abbiniamo la FIDUCIA al CORAGGIO e compiremo l’OPERA

 

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