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QUEL MESE DI APRILE

0 5.112

Redazione- Quest’anno ricordando quel lontano giorno di quel mese di aprile,il venticinque, festa della liberazione dell’Italia dalla occupazione nazifascista dobbiamo aggiungere ai morti causati da quelle tragiche vicende anche i morti prodotti dal contagio covid 19. .Perché i morti di oggi sono quelli che il 25 aprile , con la loro lotta partigiana e resistenza ,permisero al nostro paese di riguadagnare la libertà. Un giorno dunque che in questo duemilaventuno assume un particolare significato perché raccoglie lo spirito appunto della resistenza . Resistere allora come resistere oggi è probabilmente la stessa cosa. Resistere allora ad un nemico ben individuato anche se subdolo per la sua ideologia che contaminava la vita politica , culturale e sociale del nostro paese. Resistere oggi contro un nemico altrattnto subdolo perché invisibile, sempre in agguato e in costante mutazione .

Così scriveva lo scorso anno Focus : “Il coronavirus costringe gli italiani a casa e le piazze saranno vuote, ma il 75esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo si potrà festeggiare in streaming in una piazza virtuale grande come tutta l’Italia. E così, davanti ai video di tv, computer e cellulari, e anche dai balconi dove già da marzo, da quando è iniziata la lotta alla covid, sventolano le bandiere del Tricolore, gli italiani potranno partecipare a un 25 aprile molto particolare. Forse uno dei più commoventi di sempre.”

Anche quest’anno sarà così ma ci piace però ricordare, quando parliamo di liberazione e di 25 aprile, una iniziativa che negli anni è riuscita a conquistare il cuore perché ha saputo ricostruire quel tempo con una ricerca storica fatta dal basso, dalle cose, dalle persone insomma dai protagonisti veri. Una iniziativa nata in una scuoladi Sulmona Il Liceo scientifico Fermi ad opera d insegnanti coraggiosi che hanno guardato , insieme ai loro studenti, la storia del territorio e hanno restituito il volto di una “ epopea” nel modo più semplice e quindi migliore possibile. La storia di un territorio simile a quella di molti altri territori che, in quel momento particolare della vita del nostro paese, riuscirono ad esprimere il meglio di sé , riconquistando la libertà ad un paese. Una storia di libertà dunque che cinque anni fa ha fatto segnare il 70 anniversario di quelle vicende . E sono passati già cinque anni da quell’anniversario della fine della seconda guerra mondiale con la Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista, operata dagli alleati anglo-americani e dagli italiani che si schierarono dalla loro parte come gli abruzzesi della Brigata Maiella,. ( 1) L’iniziativa è ormai conosciuta come il Sentiero della libertà, ha prodotto libri che ricostruiscono quel periodo, ha tradotto liberi di testimonianze . L’associazione che porta il suo stesso nome ogni anni organizza un trekking su quel sentiero .

E qui non possiamo non ricordare che in assoluto un uomo che in questi giorni ha compiuto cento anni di vita , il partigiano di Sulmona Gilberto Malvestuto,( 2) ultimo ufficiale superstite della Brigata Maiella.. Entrò a Bologna liberata al comando dei partigiani della Brigata

Insieme a Malvestuto combatterono e morirono nella Brigata molti altri tra cui Oscar Fuà, Amleto Contucci solo per ricordare alcuni. Quelle vicende come abbiamo detto furono ricostruite e studiate da un gruppo di insegnanti e di studenti, Da loro nacque anche una iniziativa di cui vogliamo ripercorrere le tappe : Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”

Le informazioni e la ricostruzione di come è nato il Cammino della libertà e l’Associazione che lo cura ,l’abbiamo mutuata proprio dal sito ufficiale dell’Associazione che con questo nome si è costituita a Sulmona già da alcuni anni. (3)

Però anche quest’anno come lo scorso anno , a causa delle precauzioni dovute alla pandemia da Covid l’associazione culturale “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”, con il Liceo Scientifico Statale Fermi di Sulmona, non potrà organizzare il trekking appunto del sentiero della libertà che da Sulmona porta a ripercorrere idealmente il sentiero che i prigionieri fuggiti del Campo 78 di La Badia di Sulmona percorrevano per traversare le linee tedesche e congiungersi agli alleati durante l’occupazione nazifascista .

Le cronache giornalistiche e le notizie sui social raccontano che già in occasione del 70° anniversario della liberazione, cinque anni fa ,fu realizzato e proiettato da RAI-storia il docufilm “Partisan Kids” a cura di Pietro Faiella e Pierlorenzo Puglielli, prodotto da Paolo Bruno, ed è stato pubblicato per conto della Fondazione Brigata Maiella il libro “Terra di Libertà a cura di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta, con presentazioni a Pescara, Sulmona, Vasto, Chieti e in altre località abruzzesi. Anche questo libro ci guida nella ricostruzione di questa importante iniziativa.

Va detto anche che il 25 aprile 2015 , anche dall’associazione “Le rotaie” è stato organizzato “Il treno della Liberazione” da Pescara Centrale a Roccaraso, andata e ritorno, con soste a Sulmona, Campo di Giove e Roccaraso, con lo spettacolo sulla Brigata Maiella “Banditen” della Compagnia dei Guasconi e l’incontro con l’associazione “ Sentiero della Libertà/Freedom Trail” nella sosta a Campo di Giove.

E sempre venerdì primo maggio di cinque anni fa partì, come ogni anno , dal Campo di concentramento n. 78 di Fonte d’Amore, la XV edizione della marcia “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”. Quest’anno, con la novità della partenza dal Campo 78, luogo emblematico dove sono nate tutte le storie di fuga e di “resistenza umanitaria” che hanno caratterizzato la città di Sulmona e la Valle Peligna, i cittadini, autonomamente, possono prendere parte alla prima fase della marcia, dal Campo di Fonte d’Amore a Sulmona (km.4,5) per non dimenticare un passato di barbarie e di solidarietà e per contribuire a costruire una società più libera e più giusta.

Il Sentiero della Libertà è un trekking di 60km che parte da Sulmona (AQ) e arriva a Casoli (CH). Il tracciato è suddiviso in 3 tappe ed è percorribile in 3 giorni, sui sentieri che attraversano la Majella (il secondo massiccio muntuoso dell’Abruzzo, dopo il Gran Sasso).

Questo trekking ripercorre la via di fuga utilizzata da migliaia di prigionieri della Seconda Guerra Mondiale attraverso il Parco Nazionale della Majella. Era utilizzata da migliaia di prigionieri alleati e di giovani italiani che lottavano per la liberazione d’Italia, divisa dalla Linea Gustav dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. L’idea di ripercorrere le strade utilizzate dalla resistenza nasce dal liceo scientifico Enrico Fermi di Sulmona. I ragazzi negli anni ’90 aprirono una ricerca sui POW (Prisoners Of War) detenuti in Abruzzo. La ricerca ha portato a scorpire un libro “Escape from Sulmona”, di Donald I. Jones, che racconta delle vicende avvenute durante la guerra. Ricostruendo gli avvenimenti sul libro, è stato creato “il Sentiero della Libertà”.

Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail nasce nel 2001 e ha origine dall’incontro, avvenuto nei primi anni Novanta, tra J. Keith Killby, ex-prigioniero inglese, ed Ezio Pelino, preside del Liceo Scientifico Statale E. Fermi di Sulmona.

Killby aveva costituito nel Regno Unito il Monte San Martino Trust, per ricambiare l’aiuto ricevuto dagli italiani e in particolare dagli abruzzesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha proposto al Liceo E. Fermi di collaborare con la Fondazione traducendo alcuni libri di memorie di ex-prigionieri che avevano vissuto quel periodo proprio a Sulmona e dintorni. Nel corso degli anni, grazie ad alcuni insegnanti come Rosalba Borri, Antonio Bruno Quadraro, Maria Luisa Fabilli e Mario Setta, il Liceo ha continuato le traduzioni e le ricerche sulla storia degli ex-prigionieri inglesi e italiani che avevano vissuto quegli anni nella Valle Peligna fino ad imbattersi nella storia del Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che aveva percorso in prima persona quei sentieri verso la salvezza da Sulmona a Casoli.

Sulla base delle interviste e dei testi delle memorie anglo-americane fu elaborato un piano di lavoro secondo il metodo di storici come Lucien Febvre e Fernand Braudel, “La storia è l’uomo”, per riscoprire il passato nel contesto geografico, sociologico, psicologico della gente di Sulmona e della Valle Peligna. Furono esaminate bibliografie ,documeti originali e interviste e si procedette ad una sintesi .

La ricerca, protrattasi per alcuni anni, ma sempre come work in progress, produsse un primo volume, uscito nel 1995 col titolo “E si divisero il pane che non c’era”. Il libro era un lavoro corale, a cura di Rosalba Borri, Maria Luisa Fabiilli, Mario Setta. Infatti scrive uno dei protagonisti di questa ricerca : “ Per quanto mi riguarda, nello scriverlo al computer, non facevo altro che piangere. Le storie erano talmente vere ed emozionanti che mi sconvolgevano psicologicamente. I giudizi furono subito particolarmente lusinghieri. Il quotidiano Il Giorno, che gli dedicò la pagina della cultura, ne parlò come di “un libro ricco, dettagliato e di formidabile forza emotiva”. Ne mandammo una copia a Carlo Azeglio Ciampi, allora ministro dell’economia. Gliela spedì dalla scuola il vice-preside Nicola De Grandis che ricevette una lettera da Ciampi in cui scriveva:

“Per quanto mi riguarda personalmente, la lettura mi ha rinnovato alla memoria pagine indimenticabili dell’inverno 1943-44, in cui ho potuto sperimentare la grande generosità della popolazione abruzzese”.

Nel discorso per l’inizio dell’anno scolastico, tenuto a Roma, all’Altare della Patria, il 24 settembre 2000, Ciampi, allora Presidente della Repubblica Italiana, disse: “Provate a scrivere voi la storia d’Italia; raccogliete le memorie dei vostri paesi, delle vostre città. I vostri insegnanti potranno aiutarvi. Alcune scolaresche hanno già realizzato progetti del genere: ho letto un bel libro sulle vicende del 1943-44 a Sulmona”.

Parteciparono alla redazione finaole anche gli storico Costantino Felice e Walter Cavalieri .

Si legge ancora sul sito dell’Associazione : “Fu creato un Laboratorio di storia a livello di Distretto Scolastico tra Sulmona e Castel di Sangro, con l’approvazione del Ministero della Pubblica Istruzione. Fu proposto al Laboratorio di focalizzare la ricerca sulle traversate da Sulmona a Casoli durante il periodo di guerra, dal settembre 1943 al giugno 1944. La proposta proveniva da alcune associazioni di ex-prigioneri inglesi in modo da realizzare una marcia che partendo da Sulmona raggiungesse il fiume Sangro, meta storica per gli alleati nella seconda guerra mondiale. Si discusse il progetto, analizzando le difficoltà. Nasceva così l’idea del Freedom Trail. Le associazioni degli ex prigionieri di guerra come il Monte San Martino Trust (segretario Keith Killby) e l’ELMS (Escape Lines Memorial Society, segretario Roger Stanton) avrebbero collaborato con il Liceo. Il percorso avrebbe avuto quattro tappe: Sulmona-Campo di Giove-Palena-Gamberale-Castel di Sangro, in modo da unificare simbolicamente le due vie: da Nord-Sud (i sentieri dei POW verso la Libertà) e da Sud-Nord (la Liberazione dell’Italia da parte degli Alleati). Il fiume Sangro rappresentava per gli Alleati un importantissimo richiamo alla memoria, dal momento che il generale Montgomery aveva dato come titolo del suo libro “Da El Alamein al fiume Sangro”.Fu stabilita la data per il mese di maggio 2001, esattamente per i giorni 17-18-19-20 maggio. Nel frattempo continuava la ricerca sulle traversate e sulle fughe dal campo di concentramento di Fonte d’Amore verso le linee alleate. Furono raccolte numerose testimonianze e una più approfondita bibliografia sull’argomento. Carlo Azeglio Ciampi il 18 maggio 1999 era diventato Presidente della Repubblica Italiana. “

Il 17 maggio 2001 il Presidente della Repubblica Ciampi, nella straordinaria cornice di piazza Garibaldi, la piazza Maggiore della città, con un discorso rivolto a giovani e veterani, italiani e anglo-americani, dette il via alla Marcia da Sulmona a Castel di Sangro A supporto storico della manifestazione Il sentiero della libertà/Freedom Trail. Infatti Il sentiro della libertà , Un tratto di strada con Carlo Azeglio Ciampi, venne stampato un libro cura del Liceo dalla casa editrice Qualevita.

In definitiva come scrive Mario Setta :”l’obiettivo era quello di consegnare ai giovani quell’ideale di libertà, ottenuta con i sacrifici e il sangue dei caduti anglo-americani e degli italiani che si schierarono nelle loro file, da nord a sud e da sud a nord. Il Freedom Trail come metafora della lotta per la libertà. Di ieri, di oggi, di sempre.

“Il 12 giugno 2003, viene presentato il volume a Roma, nella sala dei Presidenti di palazzo Giustiniani. Interviene Marcello Pera, presidente del Senato, che esprime apprezzamento per l’iniziativa editoriale e si sofferma sull’importanza della microstoria, definendola “crocicchio e paradigma della grande storia”. Ma, pur sottolineando con forza la libertà dell’interpretazione storiografica, lancia un appello perché i giovani contribuiscano a “ricostruire una storia d’Italia condivisa e comune”, superando le divisioni del passato, per una educazione civile e politica. La sfida, lanciata con molto fair play, non poteva restare senza risposta. E così fu. I due relatori, Gabriele De Rosa e Claudio Pavone, famosi storici per professionalità e competenza, non si sottraggono alla discussione ed esprimono apertamente le loro opinioni, affermando che le interpretazioni storiche sono e non possono non essere diverse. La storia non è una scienza esatta. E proprio per questo la memoria non è unica, né si può facilmente unificare. Non è vero che i morti siano tutti uguali. O meglio, le loro ragioni. Perché chi è morto dalla parte dei nazi-fascisti non è uguale a chi è morto per la patria, lottando con gli alleati per liberare l’Italia. Per arrivare ad una storia, ad una memoria condivisa, sarebbe necessario un incrocio di conversioni. Solo attraverso una forma di dialogo, in cui ogni persona ed ogni istituzione riconoscessero limiti ed errori, si potrebbe arrivare alla memoria comune, alla storia condivisa.

L’8 settembre 2003 diamo vita all’Associazione Culturale Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail con sede presso il Liceo Scientifico Fermi di Sulmona. Vengo eletto presidente dell’Associazione e Adelaide Strizzi, vice presidente. Ezio Pelino, presidente onorario. Scopo dell’Associazione è quello di programmare e contribuire alla realizzazione della Marcia. Ma, anche alla cura delle pubblicazioni sulla memoria degli ex-prigionieri, per la collana “E si divisero il pane che non c’era”.

E ancora si legge sul sito dell’Associazione : “ Ciò che incuriosisce, e forse sbalordisce, è la vasta produzione di testimonianze e di memorie che raccontano l’epopea della solidarietà abruzzese: Uys Krige, John Esmond Fox, Donald Jones, Jack Goody, John Furman, William Simpson, John Verney, Sam Derry, J P. Gallagher, Dan Kurzman, John Broad, Hans Catz, Tony Davies, Ronald Mann, Guy Weymouth, Joseph Frelinghuysen, John Miller, Martin Schou, Stan Skinner, Gladys Smith. Pagine dense di episodi drammatici e toccanti, comici e romantici: ci furono ex-prigionieri nascosti per mesi nelle grotte, nelle cantine, travestiti da donne, fatti passare per sordomuti e quelli che, dopo la liberazione, contrassero il matrimonio con le figlie dei loro benefattori. Ancora oggi, figli o parenti di ex prigionieri di guerra tornano a Sulmona e nelle vicinanze per conoscere o ritrovare le persone e le famiglie che li avevano salvati.

Nel 2004, fu realizzato il progetto “Sulle strade della Brigata Majella, un lungo cammino per la libertà”, promosso dai Sindacati pensionati unitari, SPI-CGIL Abruzzo, in collaborazione con la nostra associazione. Fu presentato il libro La guerra in casa 1943-1944, la Resistenza Umanitaria dall’Abruzzo al Vaticano, traduzione dall’inglese del libro di William Simpson, A Vatican Lifeline ‘44. Lo storico inglese Roger Absalom, nostro amico e consulente, scomparso il 9 ottobre 2009, autore d’una ricerca accurata e completa sui Prigionieri di guerra alleati in Italia, tradotta solo di recente col titolo L’alleanza inattesa (Uguccione Ranieri di Sorbello Foundation, 2011) aveva scritto alcune pagine di presentazione al libro di Simpson, che esaltano le gesta di umanità compiute dalla gente abruzzese.

Le edizioni della marcia Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail sono continuate regolarmente ogni anno. Nel 2009, a causa del terremoto che ha colpito L’Aquila e l’Abruzzo, abbiamo rinviato la manifestazione al mese di settembre. E ci fu una buona partecipazione, soprattutto da parte dei giovani delle nostre zone. Nel 2010, su proposta del sindaco di Casoli, facemmo la traversata a ritroso, con partenza da Casoli e arrivo a Sulmona, ripercorrendo il tragitto della Brigata Maiella.

Nel 2011, in occasione della Undicesima edizione, 28-29-30 aprile 2011, è uscito in traduzione italiana, a cura degli studenti del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma, il famoso libro di Sam Derry, The Rome Escape Line, col titolo Linea di fuga 1943-1944, Sulmona-Roma-Città del Vaticano (ed. Qualevita), che racconta la fuga degli ex prigionieri alleati verso Roma e la storia dell’Organizzazione, creata all’interno del Vaticano per aiutare i fuggiaschi. Il libro si presenta come n. 5 della collana di memorialistica E si divisero il pane che non c’era. Una testimonianza di prima mano, scritta da un protagonista, che racconta le drammatiche vicende abruzzesi e romane, dal settembre 1943 al 4 giugno 1944, giorno della liberazione di Roma. La prefazione al libro di Antonio Parisella, presidente del Museo storico di via Tasso a Roma e la premessa di Silvia Fasciolo-Bachelet, coordinatrice del progetto, mettono in evidenza l’interesse pedagogico e l’importanza storica dell’opera, realizzata in collaborazione tra il Convitto Nazionale di Roma, l’Associazione “Il sentiero della libertà/Freedom Trail” di Sulmona e il Museo storico di via Tasso a Roma.

Con la nascita dell’associazione, le edizioni della Marcia vengono programmate annualmente. Dopo la presidenza del prof. Mario Setta e del prof. Giovanni Bachelet, accetta l’elezione la dott.ssa Maria Rosaria La Morgia, giornalista RAI, nonché storica e coinvolta culturalmente nell’iniziativa. La vice presidente, prof.ssa Adelaide Strizzi, con l’incarico dagli inizi, resta costante nella cura delle varie edizioni. Nel frattempo l’associazione lascia la sede del Liceo Scientifico e diventa autonoma, riuscendo ad organizzare le varie edizioni della Marcia fino alla XX del 2019, non realizzata a causa del Coronavirus, in attesa di riprendere l’iniziativa negli anni successivi, alla luce dell’importanza storica e formativa e nel rispetto delle regole anti-covid.

BIBLIOGRAFIA

1• AA.VV. (Rosalba Borri, Maria Luisa Fabiilli, Mario Setta) “E si divisero il pane che non c’era”, nuova edizione a cura dell’Ass. Cult. “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”, 2009

2• Liceo Scientifico Statale Fermi di Sulmona, “Il sentiero della libertà. Un tratto di strada con Carlo Azeglio Ciampi”, ed. Qualevita 2001; ora “Il sentiero della libertà. Un libro della memoria con Carlo Azeglio Ciampi”, Laterza, Roma-Bari 2003.

3• John Esmond Fox, “Spaghetti e filo spinato”, a cura del Liceo Scientifico Statale Fermi di Sulmona, II edizione, 2002.

4 • Donald Jones, “Fuga da Sulmona”, a cura del Liceo Scientifico Statale Fermi di Sulmona, ed. Qualevita, 2002.

5• William Simpson, “La guerra in casa 1943-1944. La Resistenza Umanitaria dall’Abruzzo al Vaticano”, a cura del Liceo Scientifico

Statale Fermi di Sulmona, presentazione di Roger Absalom, 2004

6 • Sam Derry, “Linea di fuga 1943-1944, Sulmona-Roma-Città del Vaticano”, a cura del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma e Ass. Cult. “Il sentiero della Libertà/Freedom Trail”, 2011

7• John Verney, “Un pranzo di erbe”, a cura dell’Ass. Cult. “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”, ed. Qualevita, 2014.

8• John F. Leeming, “Sempre domani”, trad. di Franca Del Monaco, a cura dell’Ass. Cult. “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”, ed Qualevita, Sulmona, 2018.

9• Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta (a cura di), “Terra di Libertà, storie di uomini e donne in Abruzzo durante la seconda guerra mondiale”, ed.Tracce, Pescara, 2015.

(1 ) Il nome completo era Gruppo Patrioti della Maiella, ed è stata l’unica formazione partigiana ad essere insignita della medaglia d’oro al valor militare e una delle poche ad essere poi aggregata all’esercito alleato una volta liberato il territorio d’origine. Con gli inglesi risalì combattendo la penisola, liberando Bologna, e arrivando fino ad Asiago. Malvestuto, già militare dell’esercito italiano, entrò nella Maiella dopo alcune settimane di macchia e renitenza alla leva. Lo cercavano i fascisti: “L’8 settembre ero al bar, sentii l’annuncio dell’armistizio. Fummo messi in licenza, e tornai a casa, dove iniziai la latitanza. Entrai nella brigata Maiella dopo che Sulmona era stata liberata, mi arruolai dopo aver visto i soprusi e i rastrellamenti dei nazifascisti”. Una scelta in controtendenza: nascondersi mentre c’erano i nazisti in zona, ma una volta che la città era stata liberata e Malvestuto avrebbe potuto vivere in tranquillità, la decisione: combattere da patriota per liberare l’Italia.

(2) Nato a Sulmona il 17 aprile 1921 è stato combattente del Gruppo Patrioti della Maiella. Ha presieduto l’Istituto Storico della Resistenza in Abruzzo. Molti i suoi contributi sull’esperienza partigiana vissuta in prima linea:
Le memorie, apparse col titolo Sulle ali della memoria: per non dimenticare, sono state pubblicate dall’Amministrazione provinciale dell’Aquila nel 2010. Altri interventi sono apparsi sulla Rivista abruzzese di studi storici dal fascismo alla Resistenza  con i seguenti riferimenti: Gilberto Malvestuto – Ufficiale della Brigata Maiella a. 4. (1983), 2-3, pp. 285-288 e Profilo di Ettore Troilo: con una nota di Gilberto Malvestuto a. 2. (1981), 1, pp. 157-174.
Più recenti gli interventi in Antologie dedicati alla voce corale di partigiani italiani quali: Io sono l’ultimo. Lettere di partigiani italiani, pubblicato da Einaudi e curato da Stefano Faure, Andrea Liparoto e Giacomo Papi, o ancora, a cura di Gad Lerner e Laura Gnocchi, Noi, partigiani. Memoriale della Resistenza italiana edito da Feltrinelli.

(3) http://www.ilsentierodellaliberta.it/il-sentiero-della-liberta/cronaca-e-storia/

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