Ultime Notizie

” QUEI RAGAZZI DI UNA VOLTA ” DI VALTER MARCONE

0

Redazione-  Siamo vissuti accanto a ragazzi, eravamo anche noi ragazzi . Ora quei ragazzi sono diventati “ quei ragazzi di una volta “ perchè hanno vissuto e interpretato un mondo che non c’è più. Il mondo di quelli della nostra età  che  senza rimpianti e senza nostalgie , o forse no con rimpianti e nostalgie continuano  a ricordare  con una grande speranza  quella di essere  ancora testimoni ma di un mondo migliore.  Ora quei ragazzi  e quel mondo è stato cantato  perchè era un sogno  che sfidava la realtà. Un sogno di riuscire a vedere  i cambiamenti come accadde per esempio per la fine della guerra nel Vietnam, come avvenne con la caduta  del Muro di Berlino, come  avvenne nella urbanizzazione di grandi aree delle città del nostro paese  che da campagne si trasformarono in grandi agglomerati urbani  , con tutti i relativi problemi come per esempio a Roma e Milano.

Le canzoni  tracciano un percorso nella storia sociale italiana attraverso la figura del ragazzo: da Il Ragazzo della Via Gluck di Adriano Celentano  (1966), che canta la perdita della natura per mano del boom edilizio, si passa a  C’era un ragazzo che come me  amava i Beatles e i Rolling Stones  cantata da Gianni Morandi  (1966) contro la guerra in Vietnam, fino al dramma delle “morti bianche” con Era bello il mio ragazzo  di Anna identici  (Sanremo 1972) .

Senza contare naturalmente che negli anni ’60 e ’70 l’Italia vive profonde trasformazioni sociali, tensioni politiche e l’esplosione dei movimenti studenteschi e operai. La musica diventa lo specchio di queste lotte attraverso la nascita della canzone d’autore impegnata e della canzone politica militante . Come per esempio  La guerra di Piero di Fabrizio De Andrè (1964)  che racconta la sorte  di un soldato al fronte, o come  Ballata dell’eroe  di  Luigi Tenco  (1961):il pianto per un giovane morto in guerra  oppure   Contessa di Paolo Pietrangeli  (1966) che divenne l’inno dei sessantottini e l’eterno contrasto tra l’alta  borghesia e il proletariato. Senza contare  La locomotiva  di Francesco Guccini  (1972) una ballata che racconta una storia realmente accaduta o  Musica ribelle di Eugenio Finardi  (1976)che inneggia alla musica come strumento di liberazione  e di riscatto sociale  per arrivare in questo elenco sommario a  Povero Pinelli (La ballata del Pinelli) di autori vari (1969) scritta per la mprte dell’anarchico  Giuseppe Pinelli  dopo la sytage di Piazza Fontana a Milano   e infine  Sotto il segno dei pesci di Antonello Venditti  (1978) un rimpianto per i sogni del  ’68 e la tragedia  dei cosiddetti  anni di piombo

I ragazzi dunque  e la giovinezza sono al centro della musica italiana da sempre, descritti come sognatori, ribelli o smarriti tra le aspettative del futuro, i primi amori e le difficoltà quotidiane .”“Perché a vent’anni è tutto ancora intero/perché a vent’anni è tutto chi lo sa, a vent’anni si è stupidi davvero/quante balle si ha in testa a quell’età” come cantava Guccini  nel 1978 . La stessa cosa che cantano oggi  quasi quarant’anni dopo  gli Zen Circus che  hanno riassunto tre decenni esatti dopo, in modo ancora più spontaneo  , diretto e pieno di richiami Vent’anni”: “Io quando avevo vent’anni ero uno stronzo”. Si fa per dire che poi significa che tutti quei sogni sono proprio di uno “ stronzo” nel senso che non si avvereranno forse mai ,o se ne realizzarà qualcuno , forse solo quello di vivere una vita  non come la si voleva ma  con impegno, lavoro , dedizione agli ideali , umanità. Appunto voglia di vivere che in certi momenti sembra  una voglia da stronzi.

Oltre a “ Vent’anni “  degli Zen Circus se si hanno vent’anni appunto e si è giovani non si possono non ascoltare oggi I Cani – Hipsteria (2011) che racconta la confusione del benessere ;I Cani – Hipsteria (2011) un mpndo di serf ,chitarre e skate;Punkreas – Voglio armarmi (2000) un mondo di incazzati fino ad impugnare  una pistola e sparare nel mucchio come ci raccontano  le cronache dagli Stati Uniti d’America ma  di recente anche da paesi europei ;Litfiba – Ragazzo (1990)“Sono un ragazzo / ricordatevi che esisto / Sono il re del nulla / mentre il nulla ruba i migliori”:  un riferimento a Ringo De Palma, batterista del gruppo morto per  droga ma anche un grido di contestazione contro  una società  oppressiva.Numero 6 feat. Colapesce – Un mare (2012). una  canzone che sa di rimpianto per quando si era più giovani e più felici. “Nell’estate di sedici anni fa / c’era un’altra velocità / Pochi obblighi e tante verità”;Fast Animals And Slow Kids – Come reagire al presente (2014).che afferma che c’è una possibilità di uscita, una soluzione;Tre Allegri Ragazzi Morti – Occhi bassi (1999).che descrive i pensieri di una ragazzina incompresa come molte sue coetanee:Carmen Consoli – Mio zio (2009) Una storia di infanzia e adolescenza plagiata e violentata, Assalti frontali – Avere vent’anni (2011).“Daje forte, daje, niente melodrammi / daje forte, daje, perché abbiamo vent’anni / daje forte, daje, perché avere vent’anni è avere sogni grandi / yalla allez, vent’anni sono tanti / e li paghiamo in contanti / ma sono anche pochi, i sogni vanno inseguiti, mai traditi / su i cuori, banditi”.

Ragazzi dunque ,” i ragazzi di una volta” Ma quei ragazzi non ci sono più. Passavano il tempo principalmente giocando all’aperto in strada, nei cortili o nei campi, usando la fantasia e oggetti semplici .Del resto non c’erano i telefonini  equindi i “ social”. Poche abitazioni  avevano un apparecchio telefonico collegato ad una rete di centralini ai quali bisognava chiedere la connessione ad apparecchi in altre abiyazioni. Non esisteva la teleselezione. Molto tempo dopo furono installate cabine telefoniche, ma appunto  siamo già al tempo delle teleselezione . Per telefonare occorrevano dei gettoni, il costo di scatti ,ovvero una misura di tempo .La telefonata durava  appunto un insieme di scatti pagati con i gettoni. Prima delle cabine  molte città e paesi esisteva un posto telefonico pubblico  dal quale si poteva telefonare ma si potevano ricevere anche delle telefonate  su appuntamento orario, Infatti veniva a domicilio in fattorino che consegnava appunto un avviso di chiamata per una determinata ora della giornata.

Del resto quello era il tempo di “Lascia o raddoppia” del giovedì e del “Musichiere”  del sabato di ogni settimana. Pochi avevano un televisore in casa  e dove c’era si facevano riunioni di famiglia per assistere a queste trasmissioni .Più frequentemente  c’era un apparecchio televisivo per esempio in parrocchia , negli oratori parrocchiali appunti o nei circoli  o addirittura nelle sale cinematografiche . Luoghi in cui il giovedì e il sabato erano affollati di gente  che seguiva  con passione  le vicende dei concorrenti perchè erano due trasmissioni a quiz. Le sale cinemtografiche in quelle  serate del giovedì e sabato sopendevano le normali programmazioni dei film.

Non c’erano i social dicevo  e  i luoghi di raccolta che i social hanno virtualmente sostituiti erano le piazze dove  spesso si affacciava anche un’osteria  o una mescita di vino .La piazza era il luogo di incontro qualche volta di scontro, il luogo di socializzazione, il veicolo dell’informazione ma anche del pettegolezzo .sono nati con la promessa di diventare la nuova piazza pubblica globale, ma oggi si sono trasformati in flussi algoritmici di contenuti da consumare piuttosto che in veri spazi di relazione.

L’imputazione è quella che questi flussi algoritmici creano nei giovani  una forte dipendenza comportamentale e gravi problemi di salute mentale. Le piattaforme usano sistemi di raccomandazione progettati per catturare e trattenere l’attenzione il più a lungo possibile. Gli  algoritmi, notifiche, design e user experience sono elementi pensati per tenere gli utenti “incollati allo schermo”. Tra gli effetti dunque  posto l’accesso continuo a contenuti brevi e stimolanti attiva il circuito della ricompensa del cervello, simile a una dipendenza da gioco d’azzardo. Si riduce l’autostima perchè il confronto per esempio  con corpi perfetti  crea insoddisfazione.Si hanno disturbi del sonno perchè   l’uso di smarthphone  impattano sulla funzione del cervello che conciclia il sonno.Si riduce la capacità di concentrarsi su  attività lunghe o complesse proprio per la velocità dei video .

Rispetto a questi disturbi  l’imputazione per i  gestori dei social network è che anche  le aziende stesse sarebbero ben consapevoli di questi effetti e quindi potrebbero mettere in atto dei rimedi. Per cui sono state chiamate in tribunale a rispondere di questa loro inadempienza.

Il 28 gennaio 2026 ha preso il via il primo di una serie di processi contro i colossi dei social network, accusati di aver progettato piattaforme finalizzate a creare dipendenza, specie nei più giovani. TikTok e Snapchat hanno già patteggiato un accordo extragiudiziale con l’accusa, mentre Meta e YouTube si sono presentate al banco degli imputati, decise a difendersi. Ci sono voluti alcuni mesi perchè anche Meta patteggiasse  e quindi  decidesse di mettere in atto alcune precauzioni dimostrando che quando i colossi dei social network vogliono farlo , sonno inn grado  di salvagauardare specialmente i più giovani .

Nell’ agosto 2026, Meta (la società madre di Facebook e Instagram) ha raggiunto uno storico patteggiamento multimiliardario con una vasta coalizione di Stati americani, ponendo fine a una colossale causa legale .L’accordo non prevede una formale ammissione di colpa da parte dell’azienda di Mark Zuckerberg, ma impone il pagamento di una cifra record (fino a 17-18 miliardi di dollari) e l’obbligo di introdurre importanti e strutturali modifiche operative a salvaguardia degli utenti under 18.Gli account dei minori avranno una limitazione automatica di massimo due ore al giorno per l’uso di Instagram e Facebook. Questo blocco potrà essere disattivato o esteso solo dai genitori .L’accesso alle piattaforme sarà completamente bloccato nella fascia oraria che va dalla mezzanotte alle 6:00 del mattino, salvo esplicita e verificata autorizzazione dei genitori. Le notifiche push verranno disattivate e “silenziate” automaticamente durante l’orario scolastico (indicativamente tra le 8:00 e le 15:00) per ridurre le distrazioni in classe .Meta si è impegnata a rivedere i meccanismi algoritmici che incentivano l’uso compulsivo, interrompendo lo scorrimento continuo dei contenuti.Verranno implementati sistemi più severi per il controllo dell’età all’iscrizione e saranno rafforzate le barriere per evitare che i minori visualizzino contenuti inappropriati o potenzialmente dannosi.

Intanto l’Australia è stato il primo  paese a proibire l’so dei social  agli adolescenti con età inferiore ai sedici anni.   Con la legge Online Safety Amendment 2024  nel dicembre 2015 ha infatti vietato ai minori di 16 anni di possedere o creare profili sulle principali piattaforme social. Sono escluse le app di messaggistica, i giochi online e le piattaforme educative come WhatsApp, Discord, Roblox e YouTube Kids .La stessa Europa si appresta a prendere un provvedimento simile. Anche se da uno studio recente almeno il settanta  per cento  dei giovani  ha trovato il modo di by passare  il divieto e continua ad usare i social. Che significa in sostanza cheoccorre creare una educazione  al  rispetto del divieto da parte delle famiglie e della scuola.

Morandi

Gluch

Era bello il mio ragazzo

C’era un ragazzo /Che come me /Amava i Beatles e i Rolling Stones /Girava il mondo/Veniva da
gli Stati Uniti d’America/Non era bello/Ma accanto a sé/Aveva mille donne se/Cantava Help e Ticket to Ride/O Lady Jane, o Yesterday/Cantava viva la libertà/Ma ricevette una lettera/La sua chitarra mi regalò/Fu richiamato in America/Stop, coi Rolling Stones/Stop, Coi Beatles stop/M’han detto va nel Vietnam/E spara ai Viet Cong/C’era un ragazzo/Che come me/Amava i Beatles e i/Rolling Stones/Girava il mondo/ma poi finì/A far la guerra nel Vietnam/Capelli lunghi non porta giù/Non suona la chitarra ma/Uno strumento che sempre dà/La stessa nota /Ra ta ta ta /Non ha più amici/Non ha più fans
Vede la gente cadere giù
Nel suo paese non tornerà
Adesso è morto nel Vietnam

Stop, coi Rolling Stones
Stop, coi Beatles stop

Nel petto un cuore più non ha
Ma due medaglie o tre

Fonte: LyricFind

Compositori: Franco Migliacci / Mauro Lusini

pubblicata nel 1966 è un forte inno contro la guerra. Parla di un giovane americano che ama la musica rock, viaggia e suona la chitarra, ma viene mandato a combattere e muore nella guerra del Vietnam Il brano mostra il dolore e la fine dei sogni di una generazione sacrificata nel conflitto in Vietnam. è stata scritta da Franco Migliacci (testo) e Mauro Lusini (musica),

E anche  chi cantava “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” è uno dei ragazzi di una volta  .Nel 1962,  firmò un contratto con la RCA Italiana e pubblicò il suo primo singolo, “Andavo a 100 all’ora” che lo lanciò definitivamente sulla scena musicale italiana. Negli anni ’60, Gianni continuò a pubblicare canzoni di successo come “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte” e “In ginocchio da te“, vincendo anche il Cantagiro

Commenti

commenti