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MENTAL COACH: RUOLO ED EFFICACIA NEL MONDO DEL CALCIO

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Redazione- La competitività è chiaramente altissima nel mondo del calcio, soprattutto ad alti livelli e, di conseguenza, è chiaro che sulle spalle dei calciatori ci sono le ansie e le aspettative di dirigenza, tifosi, appassionati dei giochi casino, addetti ai lavori e quant’altro.

Un peso, dal punto di vista psicologico che, spesso e volentieri, diventa insostenibile. Senza dimenticare come, oltre alle aspettative, c’è da fare i conti e confrontarsi pure con i risultati, che chiaramente vanno a incidere sull’aspetto mentale, sia in riferimento alla motivazione che alla concentrazione, ma anche in relazione alla fiducia nei propri mezzi e nelle proprie capacità.

Sempre più atleti si rivolgono a un Mental Coach

La comprensione del numero di atleti che fanno riferimento a un mental coach non è affatto facile, visto che spesso e volentieri questi rapporti lavorativi si mantengono nel più completo anonimato. In realtà, però, tutti i calciatori più importanti, hanno dimostrato di fare molto affidamento su questo tipo di figure, organizzandosi, spesso e volentieri, in autonomia, in modo tale da puntare a rinforzare la loro condizione mentale per affrontare nel migliore dei modi le varie sfide che li attendono in campo. Proviamo a pensare a un campionissimo che ha vinto tanti trofei nella sua carriera come Leonardo Bonucci, che si affida da tempo a un mental coach per allenare e migliorare sotto il profilo mentale e psicologico.

Lavorare sulla motivazione è un concetto che ormai è diventato di dominio pubblico, soprattutto per gestire in maniera senz’altro migliore non solo lo stress, ma pure l’autostima. Riuscire a trovare la giusta concentrazione è fondamentale, specialmente prima di partite e gare che possono valere una carriera. Le varie prestazioni, non solo nel mondo del calcio ovviamente, possono essere influenzate da un gran numero di fattori per così dire esterni, che possono rendere più complicato trovare le giuste motivazioni per esprimersi alla grande sul terreno di gioco. Un concetto che torna utile anche agli allenatori, come sottolineato dal mental coach Corapi, che ha evidenziato come Simone Inzaghi riesca a entrare nella testa dei calciatori, proprio per confermare come riesca a capire le loro esigenze ed emozioni molto bene.

Le funzioni di un mental coach in ambito calcistico

Nel momento in cui si fa riferimento al lavoro del mental coach si parla di una figura che deve chiaramente avere determinate competenze a livello professionale, oltre che certi requisiti per poter dare manforte a un atleta professionista per affrontare le varie sfide che si trova in carriera.

Una figura simile, da un lato cerca di dare una mano al professionista per far emergere il massimo delle proprie potenzialità e del proprio talento e, dall’altro, dà certamente una mano aiuta anche dal punto di vista umano i vari calciatori.

Sotto un profilo teorico, è chiaro che lavorare in compagnia di un mental coach potrebbe tornare molto utile a tutti. In realtà, non ci sono poi così tante differenze tra i professionisti che sono chiamati a sfornare prestazioni eccellente ogni weekend.

Non solo a livello sportivo, dal momento che il mental coaching è un concetto che ha fatto breccia anche a livello aziendale, così come in tutti quei contesti lavorativi dove sono tre le peculiarità a essere poste al primo posto, ovvero chiarezza di intenti, una certa leadership e tanta determinazione.

Il lavoro che viene svolto da parte di un mental coach è inevitabilmente orientato verso la massimizzazione della qualità dei risultati sportivi che l’atleta può ottenere. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione dei vari atleti tutti quegli strumenti che servono proprio con l’intento di alzare il proprio livello di prestazioni, stabilendo e programmando i vari obiettivi da raggiungere.

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