” LE PAROLE RUBATE AL VANGELO ” -DI VALTER MARCONE
Redazione- “Non voglio entrare in un dibattito. Il mio messaggio è il Vangelo e continuo a parlare forte contro la guerra “ è quello che dice Papa Leone XIV ai giornalisti sull’aereo che lo sta portando in Angola per una visita pastorale in alcuni paesi africani a compimento di quello che era stato il programma di visite del suo predecessore Francesco. Viaggi apostolici internazionali Papa Francesco ne aveva compiuti quarantasette in sessantasei paesi in diversi continenti. Continenti in cui ha parlato di pace, lotta alla povertà, compassione per i migranti. E leparole di Leone XIV non sono state e non sono diverse. Anzi Leone XIV nel viaggio africano stigmatizza il “ furto” delle parole evangeliche da parte dei potenti i cui comportamenti sono tutt’altro che improntati alla “ buona novella”. E per di più Leone XIV nei suoi discorsi durante quel viaggio in Africa ha lanciato un duro monito contro i potenti, definendo il mondo devastato da una “manciata di tiranni” e condannando il neo-colonialismo. Il pontefice ha denunciato chi investe in armi invece che in educazione e salute, accusando i leader di sacrificare la dignità umana per la fortuna personale .
Messaggi rivolti ai semplici credenti e non credenti e ai governanti. Messaggi che ricordano le parole del Vangelo e le opere del fondatore della Chiesa cattolica, apostolica romana di cui il Papa è il rappresentente . Parole che ricordano come alcune parole come “padre”, “ maestro” , “ guida” che sono appellativi riservati al Padre Celeste siano frequentemente usate ed abusate dalla politica in dispregio di quanto lo stesso Gesù a richiesto : di usare quei termini solo per indicare il padre suo che è nei cieli . Con l’aggiunta che spesso la politica ha fatto e fa di peggio : invoca Dio per benedire le armi e gli eserciti, per maledire i propri avversari e implorarne la distruzione.
Certo non siamo più nel Medioevo e da allora è passato tanto di quel tempo che il mondo è radicalmente cambiato, verrebbe da dire, anche se purtroppo a volte la Storia di ripete e soprattutto la Storia non insegna nulla a chi non vuole ascoltare.
Infatti non vuole ascoltare la Storia l’uomo a capo dell’esercito più potente del mondo di una nazione che più volte , durante la presidenza di quest’uomo , e più spesso negli ultimi mesi si è trovata coinvolta in vicende internazionali in cui è stato cancellato il diritto internazionale e solo i rapporti di forza, il più forte vince , hanno determinato l’esito di controversie . Con gravi ripercussioni sull’intero assetto geopolitici del pianeta e anche all’interno dello stesso paese di quell’uomo.
Naturalmente come si è capito mi riferisco a Donald Trump che sembra avere una lista di interlocutori da maltrattare oltre che una lista di azioni di attacco da mettere in atto. Ultimo della lista Papa Leone XIV.
“Non sono un fan di papa Leone, è un DEBOLE”, “Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano: si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”. “Se io non fossi alla casa Bianca, lui non sarebbe in Vaticano”. L’attacco prima di salire sull”Air Force One di ritorno dalla Florida. Seguito, poi. da un lungo e durissimo post su Truth: il presidente americano ha definito Leone un “debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera”. “Leone dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!”.
Ma di che cosa è accusato Papa Leone XIV da Donald Trumpa? Leone ha criticato il presidente per i suoi commenti sull’Iran, definendo “inaccettabile” la minaccia di Trump di distruggere un’intera civiltà e invocando a gran voce la pace in Medio Oriente. Durante la domenica delle Palme, il papa ha anche esortato a non usare Dio per giustificare la guerra. “inaccettabile” la minaccia di Trump di “cancellare” in una notte l’intera civiltà iraniana. (…)“Il messaggio è sempre lo stesso: la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo. Cerchiamo di finire questa guerra. Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo”.
Ma già mesi prima dell’inizio della seconda guerra da parte di Stati Uniti d’America Israele contro l’Iran , al termine del Rosario per la pace nella Basilica di San Pietro, il Papa ha esortato ad affrontare «come umanità e con umanità quest’ora drammatica della storia» e ha denunciato le «inderogabili responsabilità dei governanti» e il «delirio di onnipotenza» che trascina «persino nei discorsi di morte» il nome di Dio .Durante il rosario Papa Leeone tra le altre cosa ha detto anche :
«La guerra divide, la speranza unisce. La prepotenza calpesta, l’amore solleva. L’idolatria acceca, il Dio vivente illumina […]. Alziamo allora lo sguardo! Rialziamoci dalle macerie! Niente ci può chiudere in un destino già scritto, nemmeno in questo mondo in cui sembrano non bastare i sepolcri, perché si continua a crocifiggere, ad annientare la vita, senza diritto e senza pietà.
[…] Abbiamo qui un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo. Gli equilibri nella famiglia umana sono gravemente destabilizzati. Viene trascinato nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio, il Dio della vita.
[…] Chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo (cfr Sal 115,4-8), cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio».
Donald Trump ,l’amministrazione americana e la corte maga del presidente in gennaio avevano convocato l’ex Nunzio apostolico per esprimere la loro disapprovazione sulle idee manifestate dal Pontefice in riferimento alle azioni di guerra intraprese apppunto dal Presidente americano .Su tele convocazione si è fatta un poco di dietrologia avanzando diverse ricostruzioni quasi tutte smentite dalla Snta Sede che ha sempre ricordato che i rapporti con l’amministrazione americana sono e restano buoni . Di concreto bisogna registrare un solo episodio di dissenso contenuta in una intervista congiunta che tre cardinali americani di punta del Papa Leone Blase Cupich di Chicago, Robert McElroy di Washington, D.C. e al cardinale Joseph Tobin di Newark hanno concesso ad una emittente televisiva. In quella intervista hanno condannato la guerra in Iran, hanno criticato l’ICE e hanno rivelato che la partecipazione alla Messa in lingua spagnola è calata del 30% a causa della paura
Alle opinioni di Donald Trump Papa Leone XIV ha riposto così:«Io non guardo al mio ruolo come a un politico, non sono un politico, io non voglio entrare in un dibattito con lui – ha osservato il Pontefice, in riferimento al presidente -. Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore». Il messaggio che il Vescovo di Roma ci tiene a reiterare è perciò «sempre lo stesso: la pace. Lo dico per tutti i leader del mondo, non solo lui: cerchiamo di finire con le guerre e promuovere pace e riconciliazione».
«Io non ho paura dell’amministrazione di Trump. Continuerò a parlare a voce alta del messaggio del Vangelo, quello per cui la Chiesa lavora. Noi non siamo politici – ripete Leone – non guardiamo alla politica estera con la stessa prospettiva. Ma crediamo nel messaggio del Vangelo come costruttori di pace».
Una indicazione chiara su dove risiede l’autorità morale che ha scatenato le ire di Donald Trump .Una autorità morale che dura e durerà nel tempo mentre l’autorità del Presidente , contraddittoria, vanesia, durerà probabilmente altri sei mesi, fino alla elezioni di mezzo mandato e verrà meno con i risultati delle elezioni del 2028.
A rincarare la dose JD Vance, il quale ha detto che il Vaticano dovrebbe “attenersi alle questioni morali” (lasciando intendere che tutto ciò che riguarda la politica, le relazioni internazionali e il diritto internazionale non dovrebbero entrare nella sfera di competenza di un Pontefice) .A differenza del soto segretario di Stato Marco Rubio , cattolico, che si è recato in udienza in Vaticano. Ricevuto dal Papa ha certamente inviato un segnale sulla sua indipendenza dalle politiche trumpiane anche forse in previsione di una sua candidatura alla Presidenza nel 2028. Probabilmente una benedizione papale che stando ai comunicati sull’incontro Leone XIV si è guardato bene dal concedere.
Il dissenso per le opinioni di Trump è comunque molto diffuso nel nostro paese e in tutta Europa . Sui motivi prendo ad esempio dal giornale La Stampa di Torino una intervista di Gianfranco Galeazzi a Marcello Semeraro prefetto vaticano e collaboratore degli ultimi due papi che dice tra l’altro che pur potendo sembrare di parte in realtà esprime un ragionamento logico inneccepibile :«Siamo davanti a un attacco incivile e arrogante che svela qualcosa di ancora più inquietante di una volgare prepotenza e cioè una percezione allucinata e distorta delle situazioni. Attribuirsi persino l’elezione di Leone XIV è un puro delirio»,
Il Papa nel mirino di Trump?
«Si tratta.continua Marcello Semeraro , di un attacco sconcertante alla missione di pace del Pontefice, del tutto privo di elementi logici. Come si fa a dire che se Leone XIV difende la dignità dei migranti ostacola le misure anticrimine e che se invoca il cessate il fuoco agevola il nucleare iraniano? Riferire a se stesso tutto ciò che accade è chiara megalomania. Desumere che in conclave abbiamo eletto Robert Francis Prevost pensando a Trump è il gioco di prestigio del buffone che cerca di cambiare le carte in tavola distraendo l’opinione pubblica.”
Il presidente della Conferenza episcopale statunitense risponde agli attacchi lanciati dal Capo della Casa Bianca contro Leone XIV.con una considerazione essenziale copndivisa anche dalla Cei: il Papa non è una controparte politica, ma il Successore di Pietro.
E viene prepotente un sospetto .Il Papa è il successore di San Pietro. Una successione a vita . Che significa che il cardinale Prevost ,l’americano, eletto Papa con il nome di Leone XIV ,per la sua età anagrafica ha davanti a sé molti anni di pontificato. Mentre Donald Trump, The Donald, probabilmente già dal prossimo novembre , alle elezioni di midterm, vedrà ridimensionato il suo potere e sicuramente , a meno che non cambi la Costituzione , nel 2028 andrà a casa. Non alla Casa Bianca ma a casa sua a Mar-a- Lago dove riside dal 1985 e che ha trasformato nel suo quartier generale residenziale e politico, impropriamente definita “Casa Bianca d’inverno” Ed è questo che inquieta il presidente e mette Leone XIV nell’elenco degli obiettivi da colpire in un modo o nell’altro.
Questo scenario è già annunciato dallo scadere della sua popolarità . Infatti due americani su tre, secondo gli ultimi sondaggi bocciano Trump sulla guerra .Nelle elezioni di metà mandato, gli americani votano per eleggere tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti, circa un terzo dei 100 seggi del Senato .Ebbene le elezioni di metà mandato probabilmente confermeranno questo trend negativo . Il dato del 35%, emerso dal sondaggio CNN Poll of Polls, avvicina Trump al record negativo stabilito da George W. Bush, «l’unico presidente americano dopo Jimmy Carter ad aver trascorso un periodo prolungato con un indice di gradimento pari o inferiore al 35%». E rischia anche di trascinare in un risultato negativo anche i Repubblicani in vista delle elezioni di midterm che si terranno tra soli sei mesi.
In questo senso allora come si accennava Donald Trump è già il” passato “ mentre Leone XIV è sicuramente il “ futuro”.
