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LE DONNE DELLA BIELORUSSIA

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Redazione- Domenica 9 agosto, in Bielorussia hanno avuto luogo le elezioni presidenziali, tra Aleksander Lukashenko, già presidente da 25 anni e Svetlana Tikhanovskaya per l’opposizione. I risultati delle votazioni hanno avuto esito negativo per la maggior parte degli abitanti del paese: con l’80% dei voti, Lukashenko è per la sesta volta, nuovamente presidente.

Nonostante la diffusa consapevolezza di brogli elettorali, i bielorussi hanno deciso di comportarsi come se avessero preso parte a elezioni regolari. Hanno rifiutato l’idea che non avesse senso votare perché il risultato era già stato deciso. Al contrario, si sono comportati come cittadini esemplari di un paese democratico. Volevano dimostrare come dovrebbero svolgersi elezioni libere e regolari e far sentire alle autorità che le loro azioni sono tenute d’occhio.

Le reazioni di malcontento a questo risultato non hanno tardato ad arrivare, tanto che tra l’11 e il 12 agosto sono iniziati molti atti di protesta in tutto il paese. Secondo diversi gruppi per i diritti umani e altre organizzazioni internazionali,ci sarebbero prove per dimostrare le torture della polizia in seguito alle elezioni in Bielorussia.

Oltre 6000 manifestanti sono stati arrestati, alcuni poi sono stati rilasciati la scorsa domenica e hanno  accusato le forze dell’ordine di averli picchiati e maltrattati. Secondo Amnesty International si tratterebbe di vere e proprio torture.

Ma chi erano le oppositrici di questo risultato?

Tikhanovskaya si è candidata a 37 anni, casalinga senza alcuna formazione o esperienza politica precedente a ciò che questa è stata. La sua decisione di candidarsi è arrivata subito dopo che il marito è stato arrestato e così ovviamente escluso dalla candidatura presidenziale; così facendo lei, ha raccolto la candidatura del marito Sergei Tikhanovsky. Per evitare problemi con il presidente ancora al potere, ha anche mandato i figli all’estero, per proteggerli da intimidazioni e minacce.

Simili a questa vicenda, le storie delle altre due donne al fianco della Tikhanovskaya: Kolesnikova ha sostituito Viktor Babariko, poiché anche a lui è stato impedito di partecipare, mentre Tsepkalo ha preso il posto del coniuge Valery, che ha deciso di andare a Mosca con i bimbi per sfuggire all’arresto quasi del tutto certo.

Come si è notato, un triangolo di donne veramente coraggiose.

Il presidente in carica ha subito cercato di tagliar loro le gambe appena aperta la campagna elettorale dichiarando: «La nostra costituzione non è fatta per le donne, la nostra società non è maturata al punto di votare una donna».

Il trio dell’opposizione invece ci ha creduto fino alla fine, incredulo quando è stato annunciato il risultato delle urne.  Molte donne sono scese in strada per iniziare una protesta pacifica.

Le donne in bianco

In centinaia, vestite di bianco, sono scese per le piazze della città di Minsk urlando “Crediamo, possiamo, vinciamo”. Le donne bielorusse hanno sfidato il (di nuovo) regime di Lukashenko, chiedendo che vengano rilasciate le migliaia di persone incarcerate per aver protestato in seguito ai risultati delle elezioni.

Bianco è il colore in opposizione al governo, bianco è il rompere totalmente e drasticamente le regole. E indossare un simbolo di questo colore vuol dire rischiare consapevolmente di finire non si sa bene dove, se in carcere o direttamente alla gogna.

La loro catena umana è  arrivata fino alla stazione della metropolitana Park Chelyukintsev raccogliendo il consenso di chi le osservava passare. Stringevano nelle mani dei cuori di carta ritagliati o dei fiori di diversi colori, chiedendo semplicemente giustizia. Il corteo si è poi disperso per evitare l’intervento della polizia, ma il messaggio che erano intenzionate a mandare era palese.

Alcuni detenuti sono stati rilasciati giovedì sera. Molti parenti degli arrestati si sono riuniti fuori ad una prigione a nord della capitale Minsk, sperando di poterli riabbracciare o almeno avere loro notizie. Molti ancora sperano e attendono.

Anche il premio Nobel per la letteratura Svetlana Alexievich ha speso diverse parole contro il presidente bielorusso Lukashenko: “Ha tradito il nostro paese, in verità Tikhanovskaja ha preso tra il 70 e l’80 percento dei voti. È chiaro a tutti che i numeri divulgati siano stati decisi a tavolino da Lukashenko. Sono numeri fasulli.

È l’ennesimo sgarbo al popolo, ma è così che opera questo regime.”

 

 

 

 

FONTI

donna.fanpage.it

articolo21.org

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