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LA FORMULA 537 DEI TESTI DELLE PIRAMIDI – DOTT.RE MARCO CALZOLI

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Redazione-  I Testi delle Piramidi sono produzioni dell’Antico Egitto risalenti all’Antico Regno. Sono scritti in antico egiziano, in un geroglifico molto formale (come l’alfabeto latino “quadrato”), all’interno delle piramidi di re e regine, localizzate a Saqqara, nella necropoli dell’allora capitale Menfi. Risalgono ad un periodo che va dalla fine della V dinastia (con il faraone Unis/Unas) sino all’VIII dinastia (con il faraone Ibi), ovvero dal XXIV al XXII a.C., circa due secoli.

Di solito nelle piramidi vi è un lungo corridoio, alla fine del quale si trova uno spazio quadrato detto Anticamera, con una porta sulla parete a sinistra che introduce in un ambiente detto Serdab; invece la porta a destra dell’anticamera è la stanza del sarcofago. In tutto questo percorso ci sono formule sulle pareti.

La stanza del sarcofago ha testi principalmente su queste pareti:

  • Parete Nord: viene offerto al defunto l’unguento adoperato per la imbalsamazione, probabilmente a base di natron, detto Occhio di Horus, accompagnato con offerte di cibo e consegna delle insegne reali (scettro, abbigliamento, e altri simboli di potere regale). Secondo il mito, l’occhio fu strappato a Horus da Set ed è il simbolo della distruzione e della morte, quindi quando viene riparato ritualmente è il simbolo della guarigione e della vita.
  • Parete Sud: rituale della resurrezione a nuova vita grazie a Nut. Il re risorge a nuova vita grazie al sarcofago, che viene identificato con la dea Nut, che rappresenta il cielo (il Sole segue il suo viaggio per illuminare la terra nel corpo di Nut, così come il sovrano compie il suo viaggio ultraterreno nel sarcofago). Si tratta di formule di risurrezione, nelle quali il re viene riportato nel mondo dei vivi, cioè viene invocato dal sacerdote e quindi risorge, si alza, e viene chiamato a fare presso i morti ciò che faceva presso i vivi, cioè a regnare e giudicare.
  • Parete Est: rituale del mattino al sorgere del sole, con formule che ritraggono il rituale quotidiano del Re che si preparava per la giornata e adesso lo compie nel mondo dei morti.

La formula 537 è incisa sulle pareti del corridoio delle piramidi e si riferisce alla intronizzazione celeste del sovrano. Il suo corpo viene preparato al suo regno immortale: la morte è percepita come un momento di disgregazione, quindi quando esso si libera dalla morte per salire al cielo riprende possesso delle parti del suo corpo. È una forma simbolica e rituale della imbalsamazione, con la quale il morto ritorna ad essere integro nei cieli. Una volta ricomposto, il sovrano viene accettato dagli dei nel nuovo mondo celeste ed esercita il suo dominio sia nell’oltretomba sia nelle stelle del cielo.

Ecco il testo egiziano della formula 537:

  1. H3 NN pw ‘ḥ’ ḥms.k ḥr hndw jsjrt
  2. Jf.k tm m tm ḥr.k m z3b
  3. Rdj.k r.k n r’
  4. J.ḥ.f n.k sdb jrj ddt.k ḥf mdw.k
  5. ‘ḥ’ jr.k nj tm.k nj sk.k
  6. ‘nh NN pw
  7. Ndr mjwt.k nwt jm.k šnm.s tw
  8. Šzp gbb ‘.k j.t m ḥtp hr jtw.k
  9. Shm.k m dt.k wnh.t dt.k
  10. Pr.k m ḥrw d3tj hntj j.hmw-sk
  11. Ḥms.k ḥr hndw.k bj3 tpj mr.k qbḥw
  12. ‘nh.t m ‘nh hprr dd.t m dd n dt dt

Traduzione.

  1. Oh (h3) sovrano, alzati (e) siedi sul trono di Osiride
  2. La tua carne (jf.k) è completa, completa è la tua testa in forma (m) di sciacallo
  3. Puoi dare la tua bocca a Ra
  4. Egli scaccerà per te l’ostacolo che è contro (jrj) ciò che (gli) dici e (che) ha ostacolato la tua parola
  5. Alzati dunque (jr.k), non hai cessato di vivere, non sei perito
  6. Vivi, oh qui presente (pw) Re (NN)
  7. Tieni stretta tua madre Nut in te (jm.k), essa si unirà a sé
  8. Gebb riceverà il tuo braccio (= ti accompagnerà), possa tu venire in pace presso (hr) i tuoi padri
  9. Il tuo potere (shm.k) è nel (m) tuo corpo, (dunque) vesti il tuo corpo
  10. Esci come (m) l’Horus di Daat, primo delle stelle imperiture
  11. Siedi sopra il tuo trono (hndw.k) metallico (bj3), sopra (tpj) il tuo canale (mr.k) di acqua
  12. Sei vivo come (m) la vita (‘nh) di Keperer, sei saldo (dd.t) come un pilastro (dd) dal (n) corpo eterno.

Breve commento

Alla riga 1 c’è un imperativo (‘ḥ’) ma il resto del comando viene espresso da una sdm.f (ḥms.k).

Alla riga 2 abbiamo uno stativo: tm(w), “è completa”. “La tua carne è completa”/”completa la tua testa” è un chiasmo. Il re è raffigurato come uno sciacallo perché ha vinto la morte. Il primo verbo è tmm: verbo con reduplicazione. Si può tradurre anche “la tua carne è completa come (m) Atum ™, il tuo viso (è) in forma di sciacallo”. In egiziano tm può essere sia il verbo “essere completo” sia l’indicazione del dio Atum. Secondo questa seconda traduzione, il primo verbo è tm (senza reduplicazione), poi abbiamo m tm, “come Atum”.

Alla riga 3 “dare la bocca a Ra” significa rivolgere le parole a Ra. “Bocca” (ra) può essere sinonimo di lingua, parola.

Alla riga 4 j.ḥ.f è propriamente “colpirà” (verbo con j prostetico, un fenomeno tipico dell’antico egiziano). Jrj è la nisbe della preposizione r (a cui si aggiunge il j prostetico). Ddt.k è participio sostantivato, letteralmente “il tuo detto”. Abbiamo il pronome relativo “che” sottinteso: l’ostacolo (che) ha ostacolato (ḥf) la tua parola.

Alla riga 5 nj tm.k è la negazione (nj) della sdm.f, quindi si traduce con un passato, “non hai cessato (di vivere)”.

Alla riga 7: gli studiosi ipotizzano che nei Testi delle Piramidi vi siano i prodromi di una costruzione del copto, nella quale il complemento oggetto è introdotto da jm, quindi qui si potrebbe tradurre anche “tua madre Nut prende (ndr) te (jm.k)”, cioè jm che introduce il complemento oggetto k.

Alla riga 9 wnh.t è uno stativo iussivo.

Alla riga 10 pr.k è il verbo pr, “uscire” (quando un astro “esce” significa che sorge). La Daat è l’Oltretomba, ma in origine indicava il cielo notturno. La forma j.hmw-sk è il participio perfettivo (con j prostetico) di hm, “non sapere” + l’ infinito oggettivo di sk, “perire”, quindi letteralmente “le ignoranti a perire”, “quelle che non sanno perire”, vale a dire “le stelle imperiture”, le circumpolari, che non tramontano.

Alla riga 11 il termine bj3, “metallo”, è collegato alla radice semitica baar, “miniera”. Nelle miniere vi era il ferro meteoritico, che gli egiziani estraevano non per fare armi (siamo ancora nell’età del Bronzo) bensì per oggetti rituali e regali, come il trono del re. Quindi l’espressione hndw.k bj3 si può tradurre anche “il tuo trono di ferro”. Il termine qbḥw indica le “acque fresche” usate per le libagioni (come in questo caso), poi nel mondo egiziano passa a significare l’Oceano celeste. La radice egiziana qb indica di per sé il concetto di “freddezza”.

Alla riga 12 ‘nh.t è uno stativo, “sei vivo”. Keperer è il dio scarabeo, che presiede alla trasformazione, al divenire (spesso identificato con Atum, il sole prima di risorgere visto nel processo del divenire dal buio alla luce). Abbiamo una figura etimologica (‘nh.t/’hn), un’altra figura etimologica (dd.t/dd) e una paranomasia (dt/dt, “corpo eterno”).

Marco Calzoli è nato a Todi (Pg) il 26.06.1983. Ha conseguito la laurea in Lettere, indirizzo classico, all’Università degli Studi di Perugia nel 2006. Conosce molte lingue antiche e moderne, tra le quali lingue classiche, sanscrito, ittita, lingue semitiche, egiziano antico, cinese. Cultore della psicologia e delle neuroscienze, è esperto in criminologia con formazione accreditata. Ideatore di un interessante approccio psicologico denominato Dimensione Depressiva (sperimentato per opera di un Istituto di psicologia applicata dell’Umbria nel 2011). Ha conseguito il Master in Scienze Integrative Applicate (Edizione 2020) presso Real Way of Life – Association for Integrative Sciences. Ha conseguito il Diploma Superiore biennale di Filosofia Orientale e Interculturale presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa – Istituto di Scienze dell’Uomo nel 2022. Ha dato alle stampe con varie Case Editrici 55 libri di poesie, di filosofia, di psicologia, di scienze umane, di antropologia. Ha pubblicato anche molti articoli. Da anni è collaboratore culturale di riviste cartacee, riviste digitali, importanti siti web.

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