“ LA BIBBIA, IL LATINO, LE POESIE “ – PROF.SSA GABRIELLA TORITTO
Redazione- E’ un gran parlare in questi giorni dopo il decreto contenente le nuove Indicazioni Nazionali per la scuola decise dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Ognuno dice la sua, secondo il proprio punto di vista, la propria ideologia, la propria formazione e istruzione.
Ascoltando in televisione le varie voci degli opinion leaders e dei giornalisti ho ancor più rafforzato la mia opinione: molti blaterano per preconcetti.
Sono fortemente convinta e d’accordo con coloro che sostengono l’urgenza, la necessità di investimenti, piuttosto che di dimensionamenti nella scuola pubblica. Ritengo che, essendo pubblica, la scuola non possa discriminare bensì debba concorrere con la Repubblica ad adempiere l’Articolo 3 della Carta Costituzionale: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Tuttavia in merito al dibattito sull’introduzione della Bibbia, della Storia dell’Occidente e del Latino nelle scuole, rifletto su due interrogativi. Che cos’è la Bibbia? Che cos’è il Latino?
Fra quelli conosciuti e a noi pervenuti, la Bibbia è il libro più antico e diffuso al mondo. E’ una raccolta di testi religiosi ritenuti sacri sia dal Cristianesimo sia dall’Ebraismo sia dall’Islamismo, oltre che da altre religioni. E’ stata tramandata attraverso uno spazio temporale molto lungo.
In origine la tradizione fu orale. Poi le narrazioni furono trascritte e racchiuse in un canone. E’ divisa in Antico Testamento e Nuovo Testamento. Racconta il patto, ossia il testamento, stabilito da Dio con gli uomini dapprima attraverso Mosè, poi attraverso Gesù.
E’ il libro per eccellenza. E’ il libro che racchiude la storia dell’umanità. E’ universale. E’ pertanto di sorprendente attualità. C’è molto da imparare attraverso la lettura e ancor più attraverso lo studio della Bibbia. Così come c’è molto da imparare attraverso lo studio della lingua latina, matrix del nostro italiano. Il costrutto della lingua latina osserva ed obbedisce ad una logica fondamentale per le categorie di pensiero da noi usate.
Perché a molti appare anacronistico lo studio di due capisaldi della nostra civiltà come la Bibbia e il Latino?
Innanzi tutto vorrei sottolineare che lo studio non ha mai fatto male a nessuno. Inoltre non condivido il pensiero di qualche leader politico che ha riscontrato nei provvedimenti normativi adottati dal Ministero una “visione della scuola fuori dal tempo”. E’ “visione della scuola fuori dal tempo” quella che intende recuperare la conoscenza dei grandi maestri della civiltà e della cultura occidentale? Perché desiderare la ‘tabula rasa’ di ciò che ci è appartenuto?
A me sembra che oggi occorra recuperare le nuove generazioni ad una certa disciplina di vita, ad un modus opinandi et operandi che li riconsegni ad un’esistenza impegnata piuttosto che vederle girandole al vento. E perché mai la Bibbia e il Latino sarebbero incompatibili con la gioventù corrente? Perché opporsi a decisioni, seppur politiche, che mirano a recuperare attraverso la memoria storica una gioventù che non ha più radici se non nella sabbia e nel nebuloso proscenio dei social e nella melma?
Credo che inserire lo studio della Bibbia, del Latino nelle scuole, anche a partire dalla scuola media di primo grado, sia cosa buona e giusta poiché sono alla base di quell’umanesimo che ha reso grande la nostra civiltà. E come sostiene il giornalista Massimo Gramellini: “Radici sì, ma senza chiusure. Bibbia, Occidente e latino, un’identità aperta al mondo”.
Infatti quanto asserito non preclude assolutamente l’apertura all’altro, ad altre culture, ad altre tradizioni. Ritengo che la consapevolezza della propria identità consenta un migliore confronto con l’altro, impedisca di smarrirsi nel marasma globale da cui siamo paralizzati. Inoltre a livello cognitivo lo studio della Bibbia e del Latino favorisce i processi di memorizzazione, la riflessione, l’elaborazione delle informazioni, l’associazione, la deduzione, l’acquisizione dei contenuti informativi all’interno della struttura concettuale. Formano la mente.
Assieme alla Bibbia e al Latino, altro pilastro è lo studio della Storia. La Storia ci racconta chi siamo, da dove veniamo, quali incidenti di percorso ha subito la nostra umanità, quali calamità ha dovuto affrontare, come li ha superati.
Come possiamo avere consapevolezza della nostra identità, se non sappiamo chi siamo, chi eravamo e da dove siamo venuti?
Lo studio non ha mai fatto male a nessuno, neppure a quelli che dello studio proprio non ne vogliono sentir parlare. Ognuno ha il suo carisma.

Anche le poesie da imparare a memoria servono. Servono ad allenare la mente. La memoria è la prima forma di intelligenza. Senza memoria, senza la capacità di ricordare non si va in nessun luogo. La memoria va allenata, così come si allenano i muscoli in palestra. Ci aiuta ad orientarci meglio in un mondo sempre più complesso, grazie alla quantità e alla qualità delle conoscenze immagazzinate, memorizzate.
Una persona acculturata ha maggiori strumenti a propria disposizione nel relazionarsi con gli altri e nell’aprirsi al diverso e alla di lui comprensione.
Oggi potenziare la mente è una sfida possibile per tutti. Gli stessi scienziati sostengono che l’intelligenza non è innata, né tanto meno statica, ma è un bene che tutti hanno e che si può sviluppare in virtù della plasticità e della plasmabilità delle strutture del nostro cervello. Tutti gli esseri umani hanno una possibilità intrinseca di arricchimento e sono soggetti ad essere significativamente modificati da interventi educativi.
La nostra mente è dinamica, plastica, caratterizzata da un potenziale suscettibile di continui sviluppi. Infatti si ritiene che l’organismo umano e in particolare le strutture neuronali siano caratterizzate da una flessibilità intrinseca, che rende possibile, in certe condizioni, una loro modificazione e un conseguente potenziamento sia sul piano cognitivo sia su quello emotivo e motivazionale. Dunque è ormai acclarato che la mente va allenata e mantenuta in costante operosità a qualsiasi età, così come si allenano i muscoli, se si vuole potenziarne la massa e divenire dei palestrati.
F.to Gabriella Toritto
