GRANDE SUCCESSO PER LA SELEZIONE POETICA “BENCHE’ NON SIA D’APRILE” DEDICATA A GABRIELE D’ANNUNZIO
Redazione- Grande successo per Selezione Poetica “Benché non sia d’Aprile”, dedicata a Gabriele D’annunzio, organizzata dall’Associazione Culturale “il cuscino di stelle”. Numerosissime le poesie giunte, al punto che la giuria ha svolto un grande lavoro per la selezione finale. Queste indecisioni sono state accolte con grande interesse e soddisfazione dagli organizzatori, riscontrando in molte opere un talento netto e significativo. Ancor più difficoltosa è stata la scrematura per decretare la migliore Poesia in assoluto di questa edizione. La cerchia si è ristretta a 7 Poeti, alla fine il vincitore assoluto (il quale si è aggiudicato la pubblicazione gratuita da parte delle Edizioni il cuscino di stelle) è stato Gian Luca Guillaume. La selezione poetica contenente tutte le migliori opere è disponibile sul catalogo delle Edizioni il cuscino di stelle (https://www.ilcuscinodistelle.org/it/editoria/editoria-antologie.html), oltre che sui principali store on-line.
Di seguito le Poesie dei primi tre autori classificati:
1° classificato: Gian Luca Guillaume
RICORDI
Oh madre, dagli occhi miei
racconto le mie malefatte
le tappe bruciate, le occasioni mancate…
non vedi? Sei distante… Distratta sei.
Forse è meglio che smetti
di trafficare colle padelle, coi piatti,
ci farai diventare tutti matti
e ai tuoi occhi degli inetti.
Sei invecchiata e il tempo non rallenta
la sua corsa sfrenata, ricordi ancora
le notti passate in bianco, alla buon’ora
in attesa dell’ebbro figlio che rientra?
Il tuo pallido volto segnato dall’età,
dalla vita, dalla vedovanza
porta nascosta la rimembranza
dell’antica giovinezza: la sola verità.
Le foto un po’ sfocate in bianco sposa
testimoniano felicità e spensieratezza
così come la veste nunziale nell’armadio riposa
insieme a ninnoli, collane e anello con pietra preziosa.
Domando: sei mai stata felice, madre?
lei non sente, non ascolta,
indaffarata com’è a fare la raccolta.
“Non disturbarla, lasciala stare” diceva sempre mio padre.
Sì, io lo ero da infante,
ora non lo sono più,
serbo questo nel mio cuore dolorante…
in silenzio: ora lei non c’è più.
Oh madre, dagli occhi miei non traspare più nulla per te,
sei assente, sappiamo il perché: ora riposi serena in braccio agli dei.
2° classificata: Anna Maria Veit
AVREI
Avrei voluto che ci fossi
mi avessi stretto forte da depredare il dolore
da assetarlo che morisse di fame
da lasciarlo solo a crepare d’inedia
a schiantarsi sul tuo sorriso
Avrei voluto che ci fossi
quando il cuore si spaccò
e bruciava come ghiaccio
più delle ossa della carne del respiro
quando mi gridava l’anima piccola
e non la potevo consolare
non mi riusciva di cullarla da sola
fuggiva se tentavo di stringerla
mi guardava stupita chiedendo dov’eri
… Ma non c’eri e non lo so spiegare…
Vorrei che mi amassi
come si amano i cani randagi
che sorridono dalle inferriate di cemento
ossa sbilenche desolate di pioggia
che a fargli una carezza
potrebbe scoppiargli il cuore.
Vorrei l’addomesticarsi del tempo
accucciarmi accanto a te
come i lupi d’inverno
senza parole spaiate da capire
Vorrei aspettare con te l’estate
Quando tutto si colora di dolcezza
Quando le cose non le spieghi
Quando le cose non serve spiegarle
Esistono e tanto è già troppo.
3° classificato: Andrea Barduzzi
ANGELO
(Dedicata a mia madre, scomparsa pochi anni fa)
Angelo,
sei andata via prima dell’alba della vita
eppure hai portato luce laddove non c’era.
Immerso sono adesso
Tra i rimpianti di quel giorno e del saluto che non feci,
quel maledetto grazie che avrei cantato ai tuoi occhi,
ma che un figlio non potrà più dare.
La sofferenza ti ha fatto donna,
l’amore ti ha fatto madre
e la speranza ti ha fatto umana.
Ti prego, adesso indicami la via per venirti a cercare,
in qualsiasi angolo di cielo ti tengano prigioniera.
Perché senza di te, mamma, vedo soltanto buio.
Un buio qualsiasi.
