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” GESTI SEMPLICI MA PROFONDI ” DI VALTER MACONE

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Redazione-  Gesti semplici ma profondi fin dalla scelta del nome Francesco una scelta che ha conquistato il mondo e che proprio sull’esempio del frate di Assisi ha donato alla Chiesa quel senso autentico della comunione con lo Spirito. E’ nata così invocazione alla salvezza del pianeta Terra, opera di un Dio che ama la sua creatura : l’uomo.Per cui rifiutare rigettare l’uomo in difficoltà perché è vecchio, ammalato, povero e migrante è rifiutare lo stesso creatore che lo ha fatto a sua immagine e somiglianza. E poi ,sempre trascinati dallo spirito, l’invocazione ai potenti della Terra a deporre le armi e a fare della pace la condizione di vita di miliardi di esseri umani . Una biografia complessa vissuta anche con momenti di sofferenza e inquietudine ,contrastata, ma sempre espressione di quello che era il suo realismo che lo ha portato pienamente, investito della responsabile della Chiesa a deporre la Tiara, nel senso di esercitare il potere nel silenzio di certe sue parole proprie e di certe espressioni da lui usate nelle sue catechesi, negli incontri, viaggi e angelus della domenica . Silenzio che gridava a voce alta la comprensione per tutte le creature, la solidarietà per tutta l’umanità in cammino dentro una Storia che lui stesso ha segnato pur nella semplicità dei gesti profondi, inquieti, appassionati, dettati solo dalla sua voglia di considerare e riconsiderare il destino dell’uomo come tutt’uno con l’obiettivo del suo creatore che ama la sua creatura : un destino d’amore.

Papa Francesco è morto nella mattina del 21 aprile 2025 stamattina alle 7.35. Alle 9.47 l’annuncio del cardinale camerlengo Kevin Farrell nella Cappella di Casa Santa Marta, dal camerlengo il cardinale Kevin Farrell, con il Segretario di Stato Parolin, il Sostituto Pena Parra e il Maestro delle Cerimonie Ravelli.

Secondo quanto apprende l’ANSA da fonti informate, una delle possibili cause della morte di Papa Francesco sarebbe stata un’emorragia cerebrale. Il decesso è sopraggiunto improvvisamente e, viene riferito, non sarebbe direttamente correlato alle patologie respiratorie.I funerali del Papa, secondo le norme dell’Universi Dominici Gregis, si dovrebbero tenere tra il quarto e il sesto giorno dalla morte, quindi tra venerdì 25 aprile e domenica 27 aprile. La decisione sulla data dovrebbe essere presa nella prima Congregazione dei cardinali. E’ probabile dunque che le esequie si terranno sabato 26 aprile. Aveva 88 anni ed era stato eletto Papa, dopo la rinuncia al Pontificato di Benedetto XVI, dodici anni fa, il 13 marzo del 2013.

‘È un momento doloroso e di grande sofferenza per tutta la Chiesa. Affidiamo all’abbraccio del Signore il nostro amato Papa Francesco, nella certezza, come lui stesso ci ha insegnato, che ‘tutto si rivela nella misericordia; tutto si risolve nell’amore misericordioso del Padre’. Chiedo a tutte le Chiese in Italia che siano suonate le campane delle chiese in segno di lutto e che siano favoriti momenti di preghiera personale e comunitaria, in comunione tra di noi e con la Chiesa universale’, ha detto il presidente della Cei Zuppi.

La cronaca della sua morte anch’essa semplicissima : il risveglio al mattino dopo poco un ictus fatale. la morte .Una sequenza che azzera tutto quello che era stato detto scritto nel due mesi della sua malattia durante i quali nei suoi messaggi scritti e letti in occasioni pubbliche e celebrazioni per cui a ragione della sua salute non poteva essere presente , considerava sommamente la malattia e la morte: sorella morte. Proprio perché instancabilmente aveva difeso la vita soprattutto di quanti quella vita la vivevano in condizioni particolari : detenuti e immigrati .Una predicazione come punto di riferimento di credenti e non credenti specialmente per la sua posizione contro la guerra e gli atti di genocidio perpetrati a Gaza con una continua invocazione alla pace tra Russia e Ucraina.

Una voce chiara e coraggiosa nel denunciare le disuguaglianze del sistema dominante e la continua invocazione a costruire un mondo giusto, più umano, con il coraggio di mettersi al servizio degli ultimi: ultimo tra gli ultimi .

Fedeli in piazza San Pietro a testimoniare l’affetto profondo ad un papa ma soprattutto a un uomo ,”speranza dell’umanità”, proprio quella “speranza” che aveva voluto come suggello del Giubileo di questo anno Santo. La speranza contro ogni sorta di brutalità che affligge l’umanità, dalla guerra alle devastazioni economiche che sono alla pari con quelle della guerra .

Le celebrazioni del Giubileo continueranno: Il Giubileo resta operante come ha dichiarato il portavoce Vaticano Matteo Bruni ; sospese invece le canonizzazioni di Carlo Acutis il 27 aprile ( Giubileo adolescenti) e quella di Piero Giorgio Fossati il 3 agosto (Giubileo dei giovani).

La morte di Papa Francesco, venuto quasi dalla fine del mondo a rinfrancare la Chiesa e a donare speranza al mondo intero, darà vita ad alcunecerimonie e riti secondo la tradizione millenaria della Chiesa medesima con solo poche modifiche frutto del tempo. Un insieme di cerimonie che porteranno al conclave e alla elezione del nuovo Papa

Certo il rito del martelletto battuto sulla fronte del Papa dopo averlo chiamato tre volte con il nome di battesimo da parte del Camerlengo constatrne la morte e per dire : “ Vere Papa mortuus est “ non è più in uso dal 1878 con la scomparsa di Pio IX ma tutto si svolgerà secondo le disposizioni dell’Ordo exsequiarum Romani Pontefici approvato il 24 aprile dello scorso anno e voluto dallo stesso Papa Francesco

Un pontificato quello di Papa Francesco con nessuna innovazione alla dottrina ma tutto riconfermato con un linguaggio nuovo. Un Papa che non si definì alla sua alelezione Papa ma Vescovo di Roma . Vecchie scarpe ortopediche al posto di quelle rosse, niente papamobile ma una vecchia seicento fiat, la borsa portata da se stesso. Insomma un operaio della vigna del Signore. Andare a ritirare gli occhiali di persona e a pagare l’affitto della stanza affittata a Roma sempre di persona ; uno di noi, niente agi curiali solo le stanze di Santa Marta, per dire, in definitiva ,un modo di vivere vicino al suo popolo e per questo familiare, condiviso, compreso.

Pontificato che è stato anche un nuovo importante capitolo nella storia dei rapporti tra ebraismo e cattolicesimo. Immagini di un pontificato avvincenti come quella della solitudine durante il Covid .Pontefice eccezionale , evangelico, riformista ma allo stesso tempo ritenuto da alcuni eretico, miscredente, sovvertitore dell’ordine morale-

Jorge Mario Bergoglio, sacerdote professo della Compagnia di Gesù e Provinciale dell’Argentina (1973- 1979), vescovo titolare di Auca e ausiliario di Buones Aires (1992- 1997) coadiutore ( 3 giugno 1997) e quindi arcivescovo (28 febbraio 1998) della medesima sede, cardinale dal titolo di San Roberto Bellarmino (21 febbraio 2001) 266° Papa della Chiesa cattolica (13 marzo 2013).

Un magistero con affermazioni contro aborto ed eutanasia pienamente in linea con l’insegnamento tradizionali della chiesa con richiami costanti al catechismo ma anche la celebrazione dell’amore di Cristo e della bellezza del suo messaggio per avvicinare i fedeli attraverso l’accoglienza e l’inclusione .L’apertura ai divorziati, agli omosessuali, la valorizzazione delle donne fino a dare loro il posto che da secoli era riservato solo ai cardinali. E poi quella Chiesa “in uscita”, verso i più fragili, dai migranti, la sua prima preoccupazione, ai poveri. Fare di una religione una “fede” .

La questione lgbt affrontata in modo antropologico ed ecclesiale persone amate da Dio indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Nel 2018 disse a Juan Carlos Cruz, omosessuale cileno: “ Che tu sia gay non importa Dio ti ha fatto così e ti ama così e non mi interessa. Il Papa ti ama così devi essere felice di ciò che sei” La chiesa è un ospedale da campo e deve accogliere tutti. Come pure la somministrazione del sacramento della comunione ai divorziati e risposati anche se civilmente

Dio non ha bisogno di essere difeso e chiunque combatte in nome di Dio commette sacrilegio. Questo un filo rosso che non può essere superata ed è in defitiva l’eredità che lascia Francesco . Due anni di Sinodo è un percorso importantissimo . Difesa degli ultimi, dei più deboli, degli indifesi . L’amore per i popoli è una aspirazione del Vangelo secondo le parole di Cristo che sono radicali . Un mondo che rimane orfano contro un capitalismo rapace, mordace e animalesco libero da ogni controllo già iniziato da Papa Giovanni Paolo II .

Una vita ed un pontificato eccezionale ma anche con momenti bui che lui ha sempre fronteggiato con la convinzione che la verità deve sempre prevalere.Ma anche la lotta alla pedofilia portando alla sbarra un prelato morto prima del processo in Vaticano e la decisione di eliminare ogni immunità per i cardinali, la trasparenza nello Ior e nelle finanze vaticane, la riforma della curia. Posizioni e decisioni contrastete da una opposizione interna e resistenza nel collegio cardinalizio con tentativi di deligettimazione . Temi e argomenti raccontati nella sua biografia recentemente pubblicata dal titolo : “ Spera “

Un Papa irripetibile a capo di una Chiesa con un miliardo e quattrocento milioni di cristiani .Una Chiesa non riformabile perchè un numero così grande di persone pensa in modo proprio secondo i canoni né di destra , né di sinistra . Con una testa politica che gli aveva fatto dire che questo populismo somiglia a quello degli anni Trenta dello scorso secolo quando i capri espiatori erano ebrei e rom oggi migranti .

Un Papa che era stato professore di letteratura in un seminario argentino e che ricorderà quella esperienza nella Lettera apostolica “ Candor Lucis Aeternae “ una celebrazione di Dante Alighieri che però diventa una esortazione allo studio della letteratura da parte dei sacerdoti e dei seminaristi.

”Nel Nome della Santissima Trinità. Amen. Sentendo che si avvicina il tramonto della mia vita terrena e con viva speranza nella Vita Eterna, desidero esprimere la mia volontà testamentaria solamente per quanto riguarda il luogo della mia sepoltura. La mia vita e il ministero sacerdotale ed episcopale ho sempre affidato alla Madre del Nostro Signore, Maria Santissima. Perciò, chiedo che le mie spoglie mortali riposino aspettando il giorno della risurrezione nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore”.
”Desidero che il mio ultimo viaggio terreno si concluda proprio in questo antichissimo santuario Mariano dove mi recavo per la preghiera all’inizio e al termine di ogni Viaggio Apostolico ad affidare fiduciosamente le mie intenzioni alla Madre Immacolata e ringraziarLa per la docile e materna cura”, scrive Bergoglio nel testamento che rispecchia tutta la sua vita nelle decisioni disposte.

Già dal 2 giugno 2023 il 67 per cento dei porporati che entreranno in conclave nella Cappella Sistina per eleggere il successore di Jorge Mario Bergoglio, sono stati creati da quest’ultimo : 81 su 121. Il Collegio malgrado le nomine di Bergoglio , oggi appare eterogeneo e diviso. Nell’ultimo decennio Francesco ha innovato cambiando la prassi che assegnava ai titolari delle sedi cosiddette “cardinalizie” un certo numero di porpore lasciando fuori , titolari di diocesi che hanno fatto la storia della Chiesa (Milano) o geograficamente estese e significative per un dato contesto sociale e culturale (Los Angeles). Che cosa dunque accadrà è nelle mani dello Spirito che come il vento va dove vuole .

Una Chiesa dunque orfana di una voce con una eredità irrisolta rispetto a quello che egli avrebbe voluto fare .Per esempio la spinta contro gli abusi sessuali . Un Papa che ha sollevato la polvere di cui parlava il cardinale Martini “ quanta polvere c’è nella Chiesa. “ in molti settori . Il primo Papa che ha cacciato due cardinali, degradato un cardinale . Centottanta cardinali in Conclave di cui centoventi creati da Papa Francesco .

Il suo successore , dunque : l’occasione per un confronto serio su quel che attende la Chiesa nei decenni a venire. Probabilmente non ci sarà un Papa Francesco secondo ma indietro non si potrà andare . Forse un Papa di attesa e di mediazione, di ricucitura in una Chiesa in cui molto contano le decisioni delle Conferenze episcopali .

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