“ DICE SOLO SCIOCCHEZZE O C’È DELL’ALTRO ? “ -PROF.SSA GABRIELLA TORITTO
Redazione- È stato un gran parlare nelle ultime ore. Giorni agitati i nostri. Stupore, sì. Scandalo, no. Oggi non ci si scandalizza più di nulla mentre il mondo è sull’orlo dell’abisso e nelle mani di uomini con disegni politici che sembrano proprio malefici.
Alcune ore fa l’uomo più potente ha ricordato al pontefice che il mondo è crudele e che con quel mondo bisogna fare i conti, mitigando il linguaggio rispetto a quello molto aggressivo usato precedentemente. Il linguaggio è divenuto blasfemo allorquando lo ha accompagnato con una iconoclastia, con il vilipendio di immagini oggetto di culto che in altri tempi sarebbe stato punito con una scomunica.
Credo che in quel paese oltre Atlantico, dove stanno accadendo cose inverosimili, devono avere studiato davvero poco la storia e anche la Bibbia. Stanno confondendo termini, periodi storici, valutazioni. Tali errori si verificano quando si frequentano scuole dagli studi facili e prezzolati, quando ci si laurea con grande facilità bruciando i tempi come il vicepresidente di quel paese importante, elogiato settimane fa dal suo capo, lo sceriffo, per essersi laureato velocemente. Così velocemente da usare impropriamente il termine “teologia”. Già, perché quando il pontefice richiama i potenti del mondo a non usare la violenza non sta facendo teologia, sta usando la parola evangelica e come ogni buon padre sta richiamando i propri figli ad adottare comportamenti del tutto diversi. Di quale paternità trattiamo? Quella del pontefice il quale è Padre spirituale; noi siamo suoi figli nello Spirito; i comportamenti da lui auspicati sono all’insegna dell’amore, della carità che ha il suo compimento nella giustizia che salvaguarda il prossimo, l’umanità.
Di contro, i “dotti” neofiti cristiani americani insistono a volere impartire lezioni di storia, di teologia, di morale a chi, il pontefice, ha studiato e studiato e studiato per anni. Dobbiamo tutti sapere che chi sale sul soglio pontificio ha una cultura vastissima che spazia su ogni aspetto dello scibile umano.
A quegli uomini potenti, che giocano con le immagini sacre, bisognerebbe ricordare che un tempo, a Bisanzio, fra una madre e un figlio, un’imperatrice e il figlio imperatore, vi fu un amarissimo conflitto sfociato in una tragedia proprio a causa dell’iconoclastia.
A quegli uomini potenti, che giocano a razziare il mondo come se fosse tutto di loro proprietà, bisognerebbe ricordare che sono trascorsi quasi milleottocento anni dalle lotte fra papato e impero e che ci sono voluti quasi duemila anni perché la Chiesa di Roma comprendesse che la sua missione era spirituale e non temporale.
Sicché, Caro Presidente, Caro Vicepresidente, non potete chiedere oggi alla Chiesa di combattere la Guerra Santa. Le Crociate appartengono a un tempo lontano. Altrimenti bisognerebbe ipotizzare che Israele e gli USA sono a conoscenza di informazioni a tal punto sensibilissime da mettere tutto a ferro e fuoco. Gli altri paesi che cosa sanno?
Inoltre lo sceriffo d’America non può dire del pontefice: “non mi va a genio”. C’è da tremare a fronte di tale espressione.
Così come fa tremare e riflettere moltissimo la risposta di papa Leone XIV: “Non ho paura”. Perché il pontefice ha risposto in tale modo? Di che cosa non ha paura? Il pontefice è forse a conoscenza di qualche macchinazione contro di lui? C’è forse qualche alto prelato prezzolato che gli naviga contro?
Certamente un presidente non può, non deve esprimersi in tali termini, non con queste parole! Non è mai successo.
Papa Giovanni Paolo II condannò tutti i totalitarismi, avendo vissuto da giovane e in prima persona sia il nazismo sia il comunismo. Li condannò, poiché regimi che negano la dignità, la libertà, il valore della persona umana nonché la verità trascendente. Criticò anche il capitalismo “selvaggio”, “sfrenato”, poiché fallimentare, dato che pone il profitto al di sopra delle persone, creando ingiustizie, povertà, esclusione, scarti, finendo per molti come “struttura idolatrica”. Vedi i crypto-asset di oggi, quelli di Musk ma soprattutto quelli del super super super ricco Peter Thiel, mentore del vicepresidente dello sceriffo.
I totalitarismi e gli integralismi sono da rifuggire poiché portatori di morte. E portatori di morte sono anche quegli uomini che li abbracciano. Ne vanno in giro parecchi di quegli uomini e fanno proseliti fuori dalle loro terre natali mentre l’Europa non ha saputo vigilare abbastanza. Si è comportata in modo superficiale l’Europa. Ho scritto tante volte che i suoi politici erano ciechi. Sì, sono stati ciechi. I flussi migratori andavano controllati, programmati, pianificati. I paesi europei non sono stati fra loro fratelli, uniti, leali alleati nelle strategie e nelle scelte da operare. Si ricordi la Libia. E oggi quei politici ci fanno assistere al loro giro di valzer con grande dispendio di ogni tipo di energia fra viaggi, organizzazione dei loro incontri fra baci e abbracci, etc. Sicché sono indotta a ipotizzare che quando lo sceriffo parla forse non dice sempre sciocchezze. Il problema è che non sa parlare. Non sa dire le cose nella modalità più opportuna oppure ha una sua strategia di comunicazione violenta, sconosciuta alle nostre istituzioni e alle nostre orecchie, che spariglia ma sappiamo che lui, lo sceriffo d’America, è un abile giocatore di carte.
Lo sceriffo non solo destabilizza, sta sconquassando il mondo. Non si tratta purtroppo solo di parole. Alle sue esternazioni seguono i fatti. E gli esiti dei fatti li stanno subendo i popoli nelle zone di guerra con le case sventrate, con i corpi straziati dei figli, dei padri, delle madri, delle mogli, dei mariti, dei fratelli. Li stiamo sperimentando anche noi altri. E ne avvertiremo le conseguenze ancor più nei prossimi mesi sia a livello economico sia a livello sociale. Mentre lo sceriffo, dopo che lo sviluppo degli eventi gli ha fatto capire che si era “infilato” in una situazione molto rischiosa per il suo paese, ha obbligato il partner belligerante Israele ad una tregua.
F.to Gabriella Toritto
