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COVID SI, COVID NO (SECONDA PARTE)

Le macerie di un paese dalle secolari tradizioni di rispetto e tolleranza verso l’altro

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Redazione- Spesso però le discussioni e i commenti non sono pacati come quelli che  abbiamo riportato nella prima parte e che continuiamo qui a riferire .Superano la soglia di ogni lecito diritto di esprimere la propria opinione.  Cerchiamo di darne conto senza riferire alla lettera perché non sembra opportuno. Come per esempio per dichiarazioni che affermano,  davanti all’allarmismo  dovuto alla risalita della curva dei contagi  a causa della riapertura  delle discoteche di chi  sempre ligio alle regole ora si augura di prendere il virus così Può “sputarlo” addosso a chi non vuole  adottare quelle regole.  E poi ancora chi se la prende con il Governo perché vieta ai giovani  di andare in discoteca e permette agli emigranti  che  con ogni mezzo approdano in Italia di andare tranquillamente in giro .

E’ un problema di  contagio non da virus ma da post  dei socials.

Nella folla l’individuo tende a scomparire e a diventare un soggetto acritico fortemente suggestionabile …( Cesare Musatti, Trattato di Psicoanalisi vol. 2, Bollati Boringhieri). A commento di questa affermazione  sul sito del Centro di ascolto  che prende il nome proprio da Musatti si legge : “La folla è impulsiva, volubile; estremamente accessibile alle immagini e pochissimo alle istanze critiche, si lascia fascinare dalla forza per essa magica delle parole; semplice nei suoi sentimenti, che acquistano di colpo massima accentuazione, cerca appagamenti immediati ai suoi impulsi e non ammette dilazioni a tali appagamenti; può assumere contemporaneamente atteggiamenti contraddittori. perché non conosce la contraddizione, così come è priva del senso della realtà, ed è indifferente alla verità; è autoritaria ed intollerante ed ha il senso della propria onnipotenza, ma si lascia impressionare dalla forza, ed aspira ad essere dominata. da un capo; è fondamentalmente conservatrice ed ha un inconscio terrore delle novità; manifesta generalmente istinti crudeli, brutali e distruttori, benché in date condizioni sia anche capace dei massimi sacrifici, del massimo disinteresse e della massima devozione ad un ideale. Il quadro dell’anima della folla, come è tracciato da Le Bon, come pure dalla maggior parte degli altri studiosi che se ne sono occupati, è fondamentalmente pessimistico. Ne dovrebbe seguire come conseguenza, una opposizione radicale fra la psicologia individuale e la psicologia collettiva, per cui tutto ciò che di piú elevato gli uomini compiono dovrebbe essere frutto della loro attività spirituale di individui isolati, mentre l’aggregazione degli individui – che pur deve stare alla base di ogni fenomeno sociale – porterebbe con sé un abbassamento di livello, sia dal punto di vista della produzione intellettuale che da quello dei valori morali. Ma vi è in questa conclusione qualche cosa di contraddittorio; come risulta dal fatto che le sovrastrutture esercitanti un freno sulla vita istintiva, e che, come dicemmo, verrebbero annullate nell’individuo che si confonde nella folla, sono a loro volta in gran parte il prodotto di quella educazione, la quale appunto si esercita per la partecipazione all’aggregato sociale.”

Con eccessi individuali come quelli  di un capogruppo Lega, che pubblica un post decisamente singolare contro il vaccino Covid-19, stando almeno all’allusione che si poteva fare al momento della lettura. Non si trattava  di posizioni negazioniste contro il Coronavirus, ma di un’affermazione  che pur non nominando apertamente il covid 19  lo  faceva   supporre . Sembra che il politico  ritenesse  che la somministrazione del vaccino Covid-19 non dovesse  essere obbligatoria. Tema diventato caldo dopo che Putin ha dichiarato pubblicamente di aver trovato la soluzione medica per prevenire l’infezione. A tal proposito, il capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Borgo S.Lorenzo (tra le altre cose, risulta essere anche coordinatore Lega Giovani Mugello), ha azzardato, almeno implicitamente, un paragone che ha a sua volta innescato un vero e proprio shitstorm. Vale a dire una vagonata di commenti negativi, utilizzando il gergo dei social. Un post comunque rimosso  su Facebook  perché a  detta della stessa  pagina, avrebbe paragonato la somministrazione del vaccino Covid-19 agli esperimenti medici di Mengele e quelli effettuati dai nazisti. Citando anche quanto stabilito dal processo di Norimberga. L’autore del post scrive al giornale online Bufale  .it : “  “Gentile redazione, In riferimento a quanto pubblicato da alcuni in merito al mio post Facebook su “Norimberga”, ci tengo a precisare quanto segue:La frase da me pubblicata non faceva e non fa alcun tipo di allusione e/o comparazione con l’obbligatorietà dei vaccini. Da alcuni, ne è stata fatta una massiccia strumentalizzazione di tipo politico elettorale in quanto, come si può denotare dal mio post, non c’è alcuna connessione tra i due fatti, ma bensì è stata una fanpage dal nome “abolizione del suffragio universale” ad insinuare quello che io non ho detto e non ho scritto. Ho provveduto con il mio partito ed il mio avvocato a querelare chiunque abbia riportato parole o considerazioni da me mai pronunciate e mai scritte. Le libere interpretazioni sono libere e restano tali solo quando esse non vanno ad alterare il significato della fonte principale. Rinnovo l’invito già più volte espresso dagli organi dirigenti del mio partito, ad una campagna elettorale basata sul merito delle proposte per il territorio e non sulla diffamazione personale a mezzo stampa. Distinti Saluti Francesco Atria capogruppo Lega Borgo San Lorenzo“.

Un “incidente” per così dire mediatico non so quanto voluto o quanto incidentale. Resta il fatto che però introduce nelle nostre considerazioni  un tema sul quale il dibattito  è stato sempre molto caldo  con opposte posizioni che si fronteggiano in  questo caso senza esclusione di colpi :  quello dei vaccini  (1). Un tema che  ha visto da una parte posizioni  irriducibili  sulla pericolosità dell’uso dei vaccini e dall’altra  l’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS) che chiama vaccine hesitancy, la riluttanza o anche il rifiuto a vaccinarsi, e la pone fra le dieci maggiori minacce alla salute globale per il 2019. L’agenzia delle Nazioni Unite con sede a Ginevra sostiene che i vaccini sono uno degli strumenti più efficaci (anche nel rapporto costo/prestazioni) oggi disponibili per combattere le malattie infettive e valuta che, grazie a essi, ogni anno nel mondo viene salvata la vita a 2 o 3 milioni di persone. E che altri 1,5 milioni di vite sarebbero salvate se la copertura fosse davvero globale.

Fino ad arrivare ad un paradosso :  forse per la prima volta nella storia della medicina, come denuncia, sulla rivista Nature, Heidi Larson della London School of Hygiene and Tropical Medicine, la prossima grande epidemia potrebbe essere causata non dalla mancanza di una tecnologia per contrastarla, come avveniva in passato, ma da un «contagio emotivo, attivato per via digitale». Un pericolo che potrebbe corrersi anche di fronte al  vaccino per il covid 19.

Anche se in questo caso probabilmente bisognerebbe abbandonare ogni polemica e aspra contesa in generale sui vaccini e riflettere pacatamente  per  esaminare tutte le circostanze  che accompagnano questo vaccino. A partire dalla certezza che dia l’immunità permanente  o per lo meno per un lungo periodo di tempo ( come il vaccino per il tetano che ha bisogno di richiami decennali ) e che sia sicuro in ordine ad effetti collaterali. Ora un vaccino , stando a quanto dicono  gli scienziati più avveduti per avere queste caratteristiche deve essere come il pane. Infatti per avere un buon pane occorrono delle tecniche di lavorazione  adeguate compresa la lievitazione e i suoi tempi, la cottura e l’asciugatura per evitare che muffisca se lo si vuole conservare .  Tecniche e tempi che sono necessari anche ai vaccini . Ora la precipitazione  di alcuni capi di stato , Putin, Trump che si rincorrono negli annunci  fa nascere il sospetto che tecniche e tempi siano stati tagliati. Soprattutto i tempi  con delle scorciatoie  che potrebbero influire sulla sicurezza. Ebbene tutto questo lungo discorso perché sorge una domanda sulla quale aprire un dibattito serio e non solo una “caciara”  perdonate il termine. E la domanda è : fareste un vaccino anche se  provax  senza avere tutte le certezze di sicurezza. Probabilmente un vaccino così prodotto  potrebbe essere un flop o quello che è peggio una sperimentazione  su persone  inermi  e forse inconsapevoli . Operazioni non nuove nella sperimentazione di farmaci  anche se in questo caso parliamo di “ volontari” . (2) Ma  questo è un altro discorso  che esula da questa  riflessione.

Che vede questa dichiarazione  : “Il 14settembre io non autorizzo nessun personale della scuola ad isolare mia figlia o mio figlio se dovessero presentare improvvisamente qualche linea di febbre. Nessun personale sanitario può prelevare mia figlia / figlio da scuola in mia assenza traumatizzandoli. Nn firmerò nessun foglio di autorizzazione che prevede questo tipo di trattamento. Fino alla maggiore età io genitore sono unico tutore dei miei figli. Modificate queste direttive di merda o i figli ce li teniamo a casa” . Qualcuno come Federica Di Stefano risponde pacatamente  “ Ma ci vuole molto a capire che questa linea serve esclusivamente per Evitare di mandare i figli a scuola MALATI? Perché è inutile che facciamo finta di nulla ma sappiamo tutti benissimo di quanti bambini e ragazzi vengano mandati in classe con febbre, tosse, raffreddore ecc. Magari fosse la volta buona che si inizi a non praticare più questa misura pessima. Facciamolo un mea culpa ogni tanto e soprattutto leggiamo per intero le ordinanze e le proposte di legge. Su.”

In realtà  come accerta Bufale . it  “una catena a dir poco assurda a proposito della sintomatologia Covid-19, in riferimento a quello che avverrà a scuola coi nostri figli a partire dal prossimo 14 settembre. Un messaggio che alcuni utenti stanno facendo girare, come se la sua semplice ricondivisione aiutasse ad avere brutte sorprese il prossimo mese, almeno per quanto riguarda l‘isolamento dei ragazzi qualora dovessero emergere casi positivi all’interno di un istituto durante l’orario scolastico.”(…) l punto focale si riferisce all’impossibilità di prelevare i figli da scuola in caso di tamponi positivi, ma le disposizioni sono state immediatamente aggiornate e quanto circola sui social, ad oggi, rappresenta una bufala in tutto e per tutto. Qui trovate la versione originale delle disposizioni e quelle poi corrette. A prescindere, comunque, il problema non sarebbe stato certo risolto da un appello social.”

E poi gli allarmismi fin da ora come il post di Andrea Canbianco rilanciato dalle varie condivisioni : “”Ma ve lo immaginate il casino che succederà da ottobre? Ai primi nasi gocciolanti a scuola, alle prime influenze in fabbrica, ai primi starnuti di allergie in pubblico… Famiglie intere confinate in casa, reparti che chiudono, quarantene per classi intere, negozi chiusi per quarantena.E poi ripartiranno i nazinistratori locali a parlare di ricovero coatto per chi risulta positivo, le asl che ventileranno di portare via i bambini dalla famiglia, ed i bollettini del terrore ogni giorno. Ogni anno muoiono per influenza e polmoniti dalle 30 alle 50.000 persone in Italia, le classificheranno tutte come Covid (di nuovo).Questi faranno fallire il paese.
Siete pronti a guardarli mentre lo fanno? Siete pronti a sentirvi dire che siete gli untori solo perché vi ostinate a dire che 2 più 2 fa 4?”  Uno scenario a dir poco inquietante.

Fino a ricordare che uno dei rimedi per rendere la scuola sicura è la distanza da tenere  con un banco monoposto . Leonardo Santi scrive in un post condiviso : “”In una vecchia puntata del cartone “I Simpson”, stagione 17 Episodio 19, andata in onda negli USA il 30 aprile 2006, compaiono dei banchi identici a quelli che il Ministro Azzolina ha ordinato per tutti gli studenti italiani per garantire il distanziamento sociale per il prossimo anno scolastico. Ma guarda il caso… Almeno ora sappiamo da dove ha copiato questa idea. Nella puntate del rinomato cartone si parlava di come maschi e femmine venissero separati per proteggere le ragazze dalla “mascolinità tossica”, e veniva insegnata loro una pseudo-matematica emozionale. Probabilmente lo scopo è sempre quello di rendere disagevole l’apprendimento, perchè su quella superficie ci può stare massimo un tablet così si evita pure di scrivere a mano. Prima di gridare alla fake news qui trovate il link di riferimento. https://en.m.wikipedia.org/wiki/Girls_Just_Want_to_Have_Sums Oh ragazzi, questi Simpson sono proprio meglio del mago Otelma: le azzeccano tutte in anticipo di anni. “

La discussione si spinge molto  in avanti . Ingenera malcontenti e suscita reazioni a volte incontrollate . La sostanza però resta appiccicata a dichiarazioni di questo genere  postate il  il 13 agosto 2020 : “Avremo un picco il 7 settembre  con un valore medio stimato nell’intervallo 634-721 casi giornalieri e con delle fluttuazioni che potrebbero raggiungere anche gli  800-900 casi in dterminate giornate.  Questo è quello che il modello matematico può farci sapere oggi su ciò che sta accadendo.La sesta onda epidemica, ben visibile nei grafici, ha assunto delle proporzioni ben evidenti configurandosi come una effettiva nuova fase di crescita. Questa onda, evidenziata nel grafico, porterà il totale dei contagi in Italia a circa 300 mila come avevamo previsto ben otre 20 giorni fa. Anche su questa pagina si sono affacciati in passato alcuni “negazionisti della domenica” rispetto ad una possibile ricaduta. Ebbene oggi possiamo dire che queste persone hanno di fatto detto un sacco di stupidaggini ed hanno perso l’occasione per restare cautamente in silenzio.
Perché un’onda di crescita con un RO di 1,03 come è questa può contagiare  fino a 700.000  persone senza azioni specifiche di distanziamento e cautele nei comportamenti. Lo sentite l’odore di un nuovo lockdown?  Se l’incidenza giornaliera dovesse continuare la sua crescita oltre questi valori non sarà facile ripartire a settembre con la scuola e lo spettro di questa evenienza potrebbe portare a decisioni “di ferro”.Ovviamente non me lo auguro e spero fortemente che nei prossimi giorni il tracciato dell’incidenza cumulativa ripieghi verso il basso.“Siamo in una fase di lenta crescita dei casi. La curva sale, lentamente ma in modo costante. E può bastare poco per ripiombare nell’emergenza”. Così Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Oms distaccato a Roma, in un’intervista sul Corriere della Sera. Il 15 agosto 2020. Il rischio è “arrivare a ridosso della riapertura delle scuole con un numero di casi che la renderebbero pericolosissima. Perché è matematico che la curva col ritorno in aula salirebbe ancora. Allora o azioniamo il freno o andiamo a sbattere. L’Italia per incidenza di nuovi casi è ancora in coda rispetto ai grandi Paesi europei. Guardiamo cosa succede in Francia e Spagna. Però rispetto a qualche settimana fa il nostro Paese mostra una sequenza di tanti, troppi piccoli focolai che tengono alta la circolazione del virus”. “Sembra che la gente non abbia compreso quanto siamo in pericolo – osserva – è adesso che dobbiamo agire, dopo potrebbe essere troppo tardi. Ci vuole un battito d’ali per rientrare nella criticità. Man mano che i casi di nuovi positivi si accumulano i tempi di moltiplicazione dei contagi si accorciano. Faremmo ancora in tempo a tornare indietro, a cambiare marcia. Invece si vedono movide, affollamenti in spiaggia, giovani che tornano infetti dalle vacanze e spesso diffondono il contagio in famiglia. No, non va per niente bene”.

E  allora recuperare  quella  secolare tradizione di rispetto , di tolleranza potrebbe aiutarci ad affrontare meglio quello che accade, fronteggiare meglio i pericoli , a trovare insieme delle soluzioni valide per tutti.  Proprio in questo senso ha ragione per chiudere queste riflessioni Vittorio Lingiardi che scrive su La Repubblica : “Ora che la fantascienza si è presa il presente, che i 4 Cavalieri dell’Apocalisse assopiti nell’inconscio — Invasione, Contagio, Isolamento, Controllo — si sono risvegliati, che l’orizzonte sembra minacciato dalla collisione col pianeta Melancholia ( uno dei migliori Lars von Trier), c’è ancora qualcosa da immaginare? Se, un mese fa, nelle strade di Madrid, un manifesto diventato virale recitava che la sesta stagione della serie tv distopica Black Mirror «è in onda adesso e ovunque», c’è spazio per la fantasia e soprattutto per la speranza? Dico subito di sì, e cercherò di appoggiare il mio cauto ottimismo all’idea di Saint-Exupéry per cui «l’importante non è prevedere il futuro, ma renderlo possibile». E poi, come ne La strada di Cormac McCarthy, non è di ogni distopia l’annuncio, dopo pestilenze e guerre nucleari, di un domani possibile, anche solo accennato? Tutti esposti alla pandemia, non tutti abbiamo subito gli stessi effetti collaterali. I meno privilegiati sono esausti. Molti resistono in uno stato di prostrazione economica, stanchezza immaginativa, oscuramento della speranza. Usando il linguaggio della clinica, direi che abbiamo a che fare con temi che, di volta in volta e diversamente per ciascuno, hanno le caratteristiche dell’esposizione traumatica, della fragilità post- traumatica, dell’elaborazione del lutto, dello svuotamento depressivo. Il clima è propizio per trappole difensive: rimuovere («torniamo in fretta alla normalità»), negare («il pericolo è finito » ), proiettare in modi più o meno paranoidi («con la scusa del virus ci vogliono fregare»). Dietro l’angolo, altri rischi: precipitare in sentimenti di sospetto e rabbia, ma anche di impotenza e solitudine “ .Ed è quello che bisogna assolutamente evitare nelle nostre discussioni dentro e fuori i socials.

NOTA

I post  riportati sono tratti dai profili fb  delle persone indicate come autori degli stessi

Leggi anche L’altro il simile il prossimo e  Covid si covid no ( prima parte )

(1) Lo studio dell’opposizione ai vaccini da una prospettiva storica è ancora un campo in gran parte inesplorato. Per l’Italia è uscito nel 2018 una interessante monografia della rivista di storia contemporanea Venetica. Il volume Vaccini e paure – Salute pubblica e resistenze popolari curato da Elena Iorio e Cristina Munno contiene, oltre a una riflessione della giurista Marta Tomasi sul complicato rapporto tra giurisprudenza e vaccinile analisi di quattro casi studio sulla resistenza alla vaccinazione in Italia, e nel Veneto in particolare. Leggere i contributi di questi storici potrebbe essere un vaccino contro nostre granitiche certezze riguardo ai cosiddetti no-vax: proprio perché il fenomeno è preoccupante, dovremmo evitare di appiattirlo a un’ipotetica lotta scienza contro pseudoscienza.

https://www.wired.it/lifestyle/salute/2020/02/01/storia-opposizione-vaccini/

(2) Ogni anno circa 750 italiani attraversano il confine con il Canton Ticino per fornire i corpi su cui sperimentare i farmaci delle multinazionali. Il numero va almeno raddoppiato se si tiene conto di chi si reca in Francia e in Austria, altri paesi che fanno molta Fase 1. Si arriva così a circa 1.500 forzati delle sperimentazioni che ogni anno espatriano. E negli altri paesi quanti sono i volontari sani che si sottopongono alle sperimentazioni? Molti di più, visto che gli studi sono assai più diffusi. Esiste anche un database online (volterys. it) dove centri di ricerca europei e cavie si possono incontrare. Al momento sono iscritte 41 mila persone, soprattutto francesi. Si tratta per la maggior parte di ventenni. Negli Usa si stima che ben 4 milioni di uomini e donne abbiano partecipato almeno ad una sperimentazione, ma in questo

dato sono compresi anche i  malati.

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