COVID SI, COVID NO? (PRIMA PARTE)
. Le macerie di un paese dalle secolari tradizioni di rispetto e tolleranza verso l’altro
Redazione- In una riflessione pubblicata qualche giorno fa su queste pagine ho esaminato il rapporto tra l’altro, il simile e il prossimo (https://anankenews.it/laltro-simile-prossimo/) concludendo che forse erano la declinazione di uno stesso soggetto almeno stando alle risultanze degli argomenti esaminati . Un esame non certamente esaustivo ma capace di riproporre continuamente la circolarità dei temi tutti rosi dal dubbio. Che ci permette ora di formulare una domanda : e se l’altro non è il simile, non è il prossimo ? Una domanda che veramente rimette in discussione quell’unica certezza che sembrava scaturire da quella riflessione .Secondo Jung : “”…È facile amare qualcun altro, ma amare ciò che sei, quella cosa che coincide con te, è esattamente come stringere a sé un ferro incandescente: ti brucia dentro, ed è un vero supplizio. Perciò amare in primo luogo qualcun altro è immancabilmente una fuga da tutti noi sperata, e goduta, quando ne siamo capaci. Ma alla fine i nodi verranno al pettine: non puoi fuggire da te stesso per sempre, devi fare ritorno, ripresentarti per quell’esperimento, sapere se sei realmente in grado d’amare. È questa la domanda – sei capace d’amare te stesso? – e sarà questa la prova…” (- C. G. Jung, Seminari – Lo Zarathustra di Nietzsche).
Dunque la prova quando l’altro non è il simile, non è il prossimo sta nell’esperimento di sapere se si è capaci di amare. Dove amare probabilmente significa rispettare l’ altro essere tollerante ma soprattutto fare quello che non nuoce all’altro e quindi di conseguenza a se stessi. Probabilmente la pandemia di Covid 19 ci da l’opportunità di mettere in atto questo esperimento. I cui risultati stando alle implicazioni teoriche e pratiche che si possono vedere e di cui darò qualche esempio sembrano confortare l’opinione di Massimo Recalcati che dice in uno scritto sul suo sito , pubblicato anche su La Stampa del 3 agosto 2020 :” L’uomo non è una creatura mansueta, bisognosa di amore, capace al massimo di difendersi quando è attaccata, altruista, fatta per vivere con il proprio simile nella pace e nella solidarietà, ma è originariamente un essere – per la tragedia greca l’essere più “stupendo” e più “tremendo” (deinon) – che porta con sé una crudeltà e una capacità criminogena che spaventerebbero anche gli animali più feroci, un’ostilità primaria verso i suoi simili che non ha paragoni.” Continuando così : “Queste parole che pesano come delle sentenze che non lasciano scampo non sono mie ma si possono leggere direttamente dall’ebreo Freud, il padre della psicoanalisi. Si tratta di un ritratto dell’umano che appare senza speranza e che giustifica il fatto che la società civile si senta sempre minacciata da forze distruttrici. È l’eredità scabrosa di Caino che ciascuno di noi porta con sé perché, come ribadisce Freud, in perfetta sintonia con il racconto biblico, «l’odio è più antico dell’amore». Non è un caso che la narrazione biblica abbia origine da due gesti profondamente trasgressivi. Il primo compiuto da Adamo ed Eva, sobillati dal serpente, che violano il divieto di accesso all’albero della conoscenza; il secondo compiuto dal loro primo figlio, Caino, che con crudeltà e ferocia («umana troppo umana») mette fine alla vita di suo fratello Abele.”
Certo per quello che voglio dire in questa riflessione aver scomodato Caino ed Abele forse è troppo anche se rimane comunque un problema di “ civiltà” che non è cosa da poco. Dunque cominciamo dal dibattito “ covid si , covid no” che mette in campo opinioni diverse e opposte sull’esistenza del virus, sulla necessità di adottare strumenti sanitari di protezione, sui provvedimenti di chiusura degli esercizi commerciali, dell’attuazione di un lungo lockdown e da ultimo di lockdown locali e limitati nel tempo. Tutte queste questioni e problematiche hanno “ scatenato”, è proprio il caso di dirlo una sequela di botta e risposta che non possono definirsi ,né dialogo , né dibattito .
A cominciare da un punto fermo cruciale : il virus del covid 19 non esiste ,o meglio è uno dei tanti virus come quello del raffreddore e dell’influenza che non ha una perniciosità superiore agli altri . A lui si annettono danni sproporzionati ( molti durante la pandemia sono morti per patologie altre che sono state scambiate o addebitate al covid 19 ) per oscure operazioni di controllo e di guadagno, sia economico finanziario che politico. Fino ad arrivare ad affermare che il virus ,costruito in laboratorio per scopi misteriosi è sfuggito al controllo con le conseguenze che conosciamo. Posizione che appalesa un risvolto psicologico particolare : quello di chiamare in causa il mistero quando la fragilità della tesi della negazione va a scontrarsi con dimostrazioni più o meno plausibili . Una ipotesi dunque questa suffragata anche dalla opinione e dal nome di scienziati eminenti . Scrive Andrea Taffi sul Blog de Il Fatto Quotidiano del 4 giugno 2020 : “ Non credevo potesse mai accadere: anche il Covid-19 ha i suoi negazionisti. Naturalmente, trattandosi dell’Italia, il negazionismo non è unico, univoco. No, ce ne sono diverse versioni, differenti interpretazioni. Abbiamo il negazionismo diretto, becero; un negazionismo al coronavirus più diretto, più duro e puro, più negazionista, appunto.
E’ quello dei cosiddetti gilet arancioni, che scendono in piazza a protestare e se ne fregano del virus, perché per loro il virus, semplicemente, non esiste. E lo dicono apertamente, senza giri di parole: per loro, per i gilet arancione e simpatizzanti più o meno colorati, il Covid-19 è una bufala, non c’è mai stato: i politici e i medici, in questi tre mesi e più, ci hanno raccontato solo frottole, ci hanno preso in giro, si sono divertiti alle nostre spalle.” E continua :“ Poi esiste un secondo tipo di negazionismo. Si tratta di quello praticato da certi politici, che il giorno della festa della Repubblica scendono in piazza contro il governo (per carità, legittimo, ci mancherebbe altro) facendolo (e questo mi sembra un po’ meno lecito) senza mascherine, assembrandosi, azzerando in un sol colpo, le distanze di sicurezza, quasi irridendo a tutte quelle forme di distanziamento e protezione che, nonostante le varie aperture e relative fasi, devono essere ancora rispettate.Questi negazionisti lo sono di fatto: non dicono che il Covid-19 è una bufala, ma si comportano come se il virus non ci fosse più. “ (…)Infine c’è il genere di negazionismo che non ti aspetti. E’ quello della scienza, di certa scienza. Questo negazionismo ci dice con forza, con sicurezza, che il Covid-19 è talmente debole che possiamo definirlo oramai come scomparso, o al massimo agonizzante. Un virus, insomma, di fatto inoffensivo. Questi negazionisti “scientifici” (mi si passi il termine) se la prendono con i colleghi che, invece, dicono il contrario, che affermano con maggiore pacatezza e tranquillità che non ha senso parlare di minore virulenza del Covid-19, perché le terapie intensive vuote, le minori ospedalizzazioni non significano per niente assenza di virus.”
Una inesistenza che perdura nei fatti a mesi di distanza dai primi allarmi. Così Leonardo Cecchi scrive il 14 agosto 2020 “Il servizio del Tg1 di stasera sulla movida è stato sconvolgente. Centinaia, migliaia di ragazze e ragazzi italiani ubriachi lerci stipati come bestie in discoteche croate senza neanche l’ombra di una mascherina. Intervistati, hanno dato il peggio: “non ce n’è covid” gridava una ridendo sguaiatamente, probabilmente ubriaca anch’essa. Un altro arriva a dire: “Domani faccio il tampone e se son positivo pazienza. Tanto a 20 anni mica prende gravemente”. Sono sconvolgenti l’egoismo, l’irresponsabilità, la totale noncuranza non solo verso sé stessi, ma anche verso i propri cari o qualunque altra persona. Meno male che ne dovevamo uscire migliori.
574 contagi nelle ultime ore, vedi come ne usciamo migliori. Ps: oh, com’era la storia che il Covid ce lo portano 4 disperati che sbarcano e vengono chiusi in un centro per migranti?”
Fino ad arrivare al parossismo : “Cosa hanno detto le negazioniste Covid al bambino con sindrome Williams-Campbell e alla mamma in una spiaggia nei pressi di Massa Carrara il 5 agosto 2020 secondo Bufale. It :” nonostante la madre del bimbo abbia detto a due donne di mantenere le distanze rispetto al figlio, a sorpresa è arrivata una replica che ha davvero dell’incredibile: “Il Covid non esiste. Se suo figlio è malato lo tenga chiuso in casa”. Le negazioniste si sono posizionate in spiaggia a contatto diretto con il bambino, al punto da sfiorargli i piedi. Una volta fatto presente il problema alla dirette interessate, non è arrivato un atto di coscienza e di buon senso. Alcuni bagnanti, a quanto pare, hanno dato manforte alla madre del bambino. Quest’ultimo, infatti, è malato da anni di Tbm. La sindrome di Williams-Campbell parte dalla trachea, per poi andare a colpire i bronchi e se, senza una cura adeguata, può portare alla morte. Ecco perché il piccolo non può permettersi alcun rischio con il Coronavirus.”
Scrive Vittorio Lingiardi su La repubblica del 25 luglio 2020: “ Il coronavirus ha messo una lente d’ingrandimento sull’io, sul tu e sul noi. Ciascuno ha visto cose diverse perché le cose da vedere erano più d’una. Non c’è il primato di una sola visione, e una prima lezione è proprio quella della complessità, la conferma che non siamo pezzi unici né tutti d’un pezzo. Solo un lavoro psichico trasversale e contagioso potrà impedirci di rifugiarci chi nell’eremo del privilegio chi nell’arena della rabbia. Un lavoro che dovrebbe attingere da sorgenti umane inesauribili: la memoria del futuro, individuale e collettiva; la narrazione ( perché senza racconti di formazione non se ne esce); la mente poetica (perché, come dice Robert Frost, « a poem is an arrest of disorder » e, come dice Wallace Stevens, la poesia è una violenza interna che ci protegge da una violenza esterna); il rispetto della medicina e il finanziamento della ricerca. Ecco, se andassimo incontro al futuro, fosse anche la fine della Strada di McCarthy, con una più profonda consapevolezza del mito e della cura, domani potrebbe già essere il giorno nuovo dopo la pioggia degli asteroidi Covid 19. Questa la prima offerta che potremmo, dovremmo, dedicare ai morti della pandemia.”
Un saggio consiglio che però sembra non trovare accoglienza . Infatti Nicola Nick Tixi in una riflessione ispirata da Riccardo Manzotti e Luca Manconi) scrive : “ ODIO SOCIALE, AVANTI IL PROSSIMO! Quello che ciclicamente si vede in Italia è un gioco tragico e pericoloso che si chiama “odio sociale a orologeria”. Aizzare in maniera strategica un’ampia fascia di italiani, i “moderati”, gli impauriti, quelli che un tempo era la piccola e pericolosa borghesia, contro un nemico preciso, attraverso mirate campagne di stampa e tv, dichiarazioni ad effetto, per evitare soluzioni, che comporterebbero scelte e costi, che questa classe politica non è capace di fare da tempo. L’unica scelta, poi, son le chiusure e il pubblico ludibrio.Allora sull’altare delle vittime sacrificali periodiche arrivano i runner, poi chi viaggia, gli immigrati, poi la scuola, poi le partite iva, poi i ristoratori, quelli del nord, quelli del sud, poi i giovani, poi la movida, poi le disco. Il social ha aiutato questo gioco al massacro, aprendo le gabbie e permettendo a orde di persone di sfogare il proprio odio represso. Cercare colpevoli è facile, trovare soluzioni non è da tutti. Ci vuole Politica, Visione, Consapevolezza, Sintesi. Quella che manca.Avanti il prossimo!”
Negazionismo dunque insieme problema degli asintomatici che viene usato non tanto per negare ma per affermare che comunque il virus non è così pericoloso come lo si descrive. “. Dice il dottor Giovanni Moscarella “Asintomatico significa senza sintomi ovvero senza malattia. Ovvero nell’ABC della microbiologia e dell’immunologia, essere senza sintomi vuol dire avere una carica virale bassissima… bassissima vuol dire impossibilità di contagiare in maniera patogena un altro soggetto, anche se questo soggetto fosse debilitato. Per contagiare in maniera patogena ci vogliono due elementi: da un lato un malato, e quindi un soggetto con carica virale alta, e dall’altra un soggetto debilitato, ovvero con sistema immunitario in quel momento non all’altezza della situazione. Quindi a fare la differenza è la carica virale, che in un asintomatico è talmente bassa, e lo è, altrimenti sarebbe malato, da non poter arrecare danno a nessuno. Se poi vogliamo parlare di morti, allora, per fare un morto, ci vuole da un lato un malato e dall’altro lato un moribondo. Parlo da biologo, ma anche da seguace del professor Giulio Tarro, virologo di fama internazionale, due volte nominato per il Nobel per la medicina. Sono dello stesso parere anche medici come il professore Scoglio, il dottore Bacco, il dottore Zangrillo, il presidente dell’Ordine dei Biologi Vincenzo D’Anna e tanti altri. Tutto il resto è psicosi e ignoranza. Forse si dimenticano, un mese fa, i festeggiamenti in quel di Napoli, dove decine di migliaia di persone si sono rotolate l’una sull’altra per festeggiare la vittoria della coppa Italia. Volete che in mezzo a tutta quella gente non ci fosse qualche contagiato asintomatico? Con il ragionamento di chi teme gli asintomatici, oggi, dopo un mese, dovremmo avere tanti malati gravi. Non mi risulta che ciò sia accaduto. A voi? Vi invito pertanto a considerare più approfonditamente il significato di asintomatico e di carica virale altrimenti si fa terrorismo psicologico, ma soprattutto si rischia di dire o pensare corbellerie che non hanno niente a che vedere con la Scienza.”
Con una impennata per decidere chi sia un vero esperto . Scrive Riccardo Leone il 13 luglio in un post su fb dal titolo “La verità dei veri esperti contro le menzogne del Governo : “Certo che avere la presunzione di dire Zangrillo è uno scemo, mentre parliamo del direttore della rianimazione del San Raffaele di Milano, nonché ricercatore e scienziato di fama mondiale!! Dire che Giulio Tarro è uno scemo, un virologo di fama mondiale nonché candidato al premio Nobel che ha sconfitto diverse epidemie nonché scienziato riconosciuto nel mondo intero. Sentir dire che Montanari è uno scemo, parliamo di uno scienziato esperto in medicina con un esperienza di decenni e sposato con una grande ricercatrice nonché scienziata di fama mondiale. Sentir dire Montagner è uno scemo, parliamo del premio Nobel e scienziato riconosciuto nel mondo intero. Sentirti dire che De Donno è uno scemo e insieme a tutti gli altri scienziati che si sono semplicemente espressi raccontando certe VERITA’ scomode chissà ad un certo potere. Questa è gente che vive negli ospedali in prima linea, vive le malattie in prima linea, vive questo periodo in prima linea, prima di parlare di questi grandi Professori e ricercatori io ci penserei due volte, anzi. Ma la cosa più sconvolgente è che magari a criticare questi medici e scienziati ricercatori, sono un impiegato, una casalinga, oppure qualsiasi ignorante in materia che pende dalle labbra degli pseudo “esperti” collusi e corrotti dalle case farmaceutiche (fate una ricerca, nome per nome, di tutti coloro che sono in TV tutti i giorni e scoprirete tutti i rapporti e tutte le varie coincidenze). Gli ignoranti fanno molta più paura del virus!”
E proprio a proposito di paura qualcuno se la prende con filosofia scomodando Osho : “COME EVITARE UNA PANDEMIA.. (Osho circa 40 anni fa) Stai facendo la domanda sbagliata Rispose Osho. La domanda giusta è: “Come evitare la paura di morire, causata dall’epidemia?” Perché è molto facile evitare il virus, invece è molto difficile evitare la paura presente dentro di te, e nel mondo.Le persone moriranno di più a causa di questa paura, che a causa dell’epidemia. Non c’è virus in questo mondo, che sia più pericoloso della paura. Capisci questa paura, altrimenti diventerai un corpo morto prima che il tuo corpo muoia. Non ha niente a che vedere con il virus.L’atmosfera spaventosa che provate in questi momenti è una follia collettiva. Molte persone o ricevono aiuto, o muoiono. Già è successo mille volte, e continuerà ad accadere. E continuerà, a meno che non capiate la psicologia della folla e della paura. Normalmente tieni a bada la tua paura, ma nel momento della follia collettiva, la tua consapevolezza può essere persa completamente. Non saprai nemmeno quando avrai perso il controllo sulla tua paura. Poi la paura può farti fare qualsiasi cosa!!! In una situazione del genere puoi anche toglierti la vita, o togliere la vita agli altri. Succederà così tanto nei prossimi tempi: molte persone si suicideranno, e molte persone ne uccideranno altre.State attenti. Non guardate notizie che inducono paura. Smettetela di parlare dell’epidemia – ripetere la stessa cosa ancora e ancora è come un auto-ipnosi. La paura è una specie di auto-ipnosi. Questa idea causerà cambiamenti chimici nel corpo. Ripetendo la stessa idea ancora e ancora, questo cambiamento chimico a volte può essere così velenoso, che può anche ucciderti.Durante un epidemia, l’energia di tutto il mondo diventa irrazionale. La meditazione allora diventa un’aura protettiva intorno al cercatore, che non permette di far entrare al suo interno l’energia negativa. “
Ma si sente rispondere da Pietro Gioja “Osho ha ragione: “è molto facile evitare il virus”. Sì in effetti è molto facile bastano solo 3 regolette semplici: 1 rispettare il distanziamento sociale; 2 indossare la mascherina; 3 lavarsi le mani. Sarebbe facilissimo non facile però molti non lo fanno… e allora sì, può accadere che migliaia o milioni di morti ci siano sulla terra per un esserino microscopico che senza avvisarci si insinua nei nostri polmoni fino a sfinirci nello spirito e nel corpo. Beh, allora si, è vero, il panico, al solo pensiero dell’asfissia, può prendere sino all’irrazionale e la massa che ha paura così, tutta insieme, è sempre un animale mostruoso che non puoi controllare e provoca inevitabilmente delle vittime secondarie e oltre prodotte a catena da quelle prima scintilla originaria come un domino della follia, che… era facilissimo evitare, bastavano solo tre regolette facili facili, solo che in pochi le hanno osservate e in molti non ci hanno creduto…”
NOTA
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Leggi anche su queste pagine “L’altro, il simile, il prossimo” il 5 settembre 2020
