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AUGURI DI UNA BUONA E SANTA PASQUA 2025

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Redazione-  Il Direttore, la Redazione, i collaboratori di Anankenews augurano ai lettori una Buona Pasqua 2025. Un augurio di pace e serenità per la vita di ognuno  e per il mondo intero soprattutto in questo momento in cui  la ricerca di pace, concordia, inclusione, collaborazione, è una delle attese più sentite e vissute con forte trepidazione. Un augurio che l’evento  ricordato  per la Pasqua, il passaggio. la Pesach, in cui gli ebrei commemorano l’evento del passaggio del Mar Rosso guidati da Mosè e i cristiani  il “passaggio” dalla morte alla vita di Cristo, simbolo della nuova alleanza tra Dio e l’umanità,possa veramente rappresentare una liberazione dalla schiavitù.

La schiavitù dagli strumenti informatici ,in particolare i social  che hanno ridotto le capacità di vivere nel sociale;  dalle abitudini e schemi mentali  che non ci permettono il cambiamento perchè siamo  senza fiducia e senza motivazioni ; dalla pretesa accettazione e dall’approvazione degli altri; dal desiderio di possedere cose pensando che quel possesso  sia la libertà; dall’essere influenzati dal pensiero dominante senza esserne consapevoli ; dall’asservimento a dipendenze di vario genere, affettive, sociali, biochimiche e psicologiche. Sino alle schiavitù del vivere quotidiano ,quando appunto questo esserci  è senza libertà e quindi senza  possibilità di  scegliere relazioni fondanti,  azioni, affetti per costruire un futuro .

Contro le schiavitù  i vescovi italiani, nel messaggio per la Quaresima pubblicato lo scorso 18 febbraio, ci invitano a tre conversioni: all’ascolto, alla realtà, alla spiritualità. Ma soprattutto ci  invitano “all’obbedienza  al presente” , un  “riappropriarci del tempo presente con pazienza e restando aderenti alla realtà”.  Con pazienza che  è l’atteggiamento di Cristo, così come la sua volontà di amare senza risparmiarsi. Abbracciando  tra l’altro anche il compito non solo  per chi si riconosce cristiano  di  “ educare alla verità”, per colmare la distanza tra la realtà e la sua percezione spesso falsa, distanza in cui si insinuano ignoranza, paura, intolleranza.

L’augurio  è che la festa della  Pasqua che è  la celebrazione annuale della liberazione degli ebrei dalla schiavitù, ovvero il  ricordo della fuga dall’Egitto possa liberarci dunque da ogni  schiavitù. Che è anche un augurio di pace nel segno di Cristo che   «È veramente risorto!». Questo  augurio  che ci  scambiamo con il sapore di una vittoria, come evoca la sequenza di Pasqua: «Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello…» e che sulle   orme di san Paolo, parla della «vittoria» di Cristo sulla morte deve diventare però un augurio,  in questo tempo segnato dalla guerra in Ucraina e in medio Oriente, tra Israele e Hamas ma anche  da una miriade di guerre  che sono l’umiliazione della politica e dell’economia ,  per  uscire da una logica di pace legata a una vittoria. 

Una pace  che è quella  segnata dalle armi che tacciono,  che restano negli arsenali ma anche una pace del cuore di ognuno di noi che  significa accogliere la Pasqua  come  un dono  da trasformare in un lievito di novità nella nostra vita per  costruire la ricerca del bene di tutti e della pace con tutti.

Un augurio dunque che trovi il vostro cuore aperto alla gioia della vita  per  mettersi in gioco, tutti, affermando  una più stretta e coinvolgente convinzione a lavorare insieme, attivi e appassionati nell’annuncio del Vangelo, per chi crede nella lieta notizia  , ma anche per chi  crede nella fede laica  della libertà e della democrazia.

Un augurio perchè la concretezza della persona di cui ci parla l’art. 2 della nostra Costituzione repubblicana , che ha attraversato gli abissi delle guerre e delle dittature della prima metà del ‘900, si trasformi ogni giorno in maggiori diritti  alla salute, alla libertà di informazione , alla difesa da ogni torto .

Un augurio dunque per affrontare ogni sfida e guardare avanti agli  ammalati, agli anziani specialmente se soli, ai disoccupati, ai carcerati e ai giovani  soprattutto a quelli che nella loro ricerca hanno sbagliato strada o  attraversano un momento di crisi.

Nella Pasqua 2013, la prima del suo pontificato, Papa Francesco ha detto : “La buona notizia” che Gesù è Risorto, per noi significa “che l’amore di Dio è più forte del male e della stessa morte; significa che l’amore di Dio può trasformare la nostra vita, far fiorire quelle zone di deserto che ci sono nel nostro cuore”.  

L’augurio dunque  che la Resurrezione  di  Gesù Cristo che  con la sua incarnazione  ha partecipato alle nostre debolezze , ha patito la fame e la sete, la stanchezza e la tristezza, ha conosciuto l’ingiustizia, le crudeltà spaventose della flagellazione e della crocifissione. rappresenti la liberazione da tutto questo e quindi l’inizio di una nuova vita. Per tutti .

Buona Pasqua e buona vita a tutti da parte del Direttore , della Redazione , dei collaboratori di Anankenews.

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