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AMMINISTRARE MACERIE DALL’OGGI AL DOMANI

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Redazione- Sta tutto dentro la nostra testa. Per esempio un’altra pandemia scatenata dalla pandemia da coronavirus per la quale , mi riferisco a quella indotta che prospera nella nostra testa, non c’è vaccino. Probabilmente non ci sono nemmeno cure efficaci perché siamo pervicaci e quando “ci mettiamo in testa una cosa “, si fa per dire, nemmeno le cannonate  riescono a farci “cambiare idea “. Vedi a questo proposito per esempio la discussione tra  fautori e contrari alla vaccinazione anticovid 19. Si sfiorano contrapposizioni che usano tutti gli  argomenti su entrambi i fronti. Una discussione che sta alla pari con l’integralismo  più pesante, a volte bieco e intollerabile, a volte vicino al settarismo.  Uso un modo  inusuale  per il compito che mi sono assunto  nel  riferire su queste pagine fatti, avvenimenti , e divulgare idee  ed opinioni  perché questo argomento dei vaccini non  merita  questa accesa discussione  sulla  efficacia o meno  dei vaccini stessi bensì un  modo più rispettoso  non solo  delle opportunità  scientifiche che stanno alla base della  scoperta dei vaccini dal punto di vista storico ed epidemiologico  ma soprattutto il rispetto delle libertà di chi è pro o contro  .  Tutto l’apparato  della sovrastruttura che usa i vaccini per un  fine o l’altro  , ha bisogno di essere  esaminata con  obiettività e  buon senso.   Di sicuro  chi non accetta  i vaccini, ma  tutti i tipi di vaccino  fa parte di un due o tre per cento della popolazione. Sono convinzioni inoppugnabili e difficili da smontare. C’è poi una  percentuale  più consistenti di indecisi  che nel caso del vaccino per il covid  19 devono essere convinti. La loro indecisione dipende molto anche dalla cattiva informazione e dagli errori di comunicazione su alcuni vaccini che vengono attualmente usati  e le loro controindicazioni .

Tutto questo accade  o se volete non accade. Ma accade molto altro in questo paese ,Un paese  sconcertato, diviso,  che deve fare i conti con pandemia sanitaria,  recessione economica, un  consistente debito pubblico,  una  esasperata   lotta elettorale, una giustizia lenta, una perdita di credibilità da parte di alcune istituzioni .  Dentro un  dibattito  che sopravanza gli argomenti utili  ed obiettivi  e sale spesso di tono . Così da “tutto questo”  nasce quella irriducibile sequenza di oltraggi alla ragione che non vogliamo porre assolutamente alla base appunto di quelli che chiamiamo impropriamente “ ragionamenti” . Alla base dei quali mettiamo appunto tutto ( la pancia, le emozioni , gli odi, le melanconie ) ma non la ragione. Che è come dire io sto bene nella mia terra e guai a chi si permette , anche chiedendomi  permesso , di inoltrarsi  nel mio orto, perché lo butto fuori a cannonate. Forse esagero nell’esporre quella che è la caratteristica naturale, la  più bella capacità dell’uomo , del cosiddetto sapiens  che molto, molto tempo fa vinse una battaglia contro l’ambiente , convisse con un suo simile e  raggiunse la predominanza. Ovvero  mi riferisco a quella che definiamo “ relazione”.Ebbene l’uomo che è l’unico vivente sulla terra capace di  organizzare e gestire una relazione con l’ambiente che lo circonda,capace di un grande adattamento , con i suoi simili  spesso abdica a questo compito fondamentale  in favore di altre  “modalità  di relazione” in cui lo scontro a volte è preminente, in cui l’altro non ha il suo giusto  peso e valore ,in cui all’altro si negano diritti e  opportunità negando proprio la libertà di  scelta . Anche se certo nel mondo  esistono relazioni naturali, relazioni opportunistiche ( parassitarie) , relazioni di simbiosi .

La relazione è un filo che ci permette di camminare nel mondo e ci guida facendoci diventare quello che siamo .Noi siamo le nostre relazioni . Essere in relazione vuol dire avere una visione ampia ed aperta agli altri, alle loro esigenze ed ai loro bisogni. E torno  all’esempio del vaccino. Se mi voglio vaccinare  perché con la mia testa ho soppesato  i rischi e i benefici  ,non  devi  fare  stolkng nei  confronti di questa mia decisione e ripetermi continuamente i tuoi argomenti  contrari . Così se non ti vuoi vaccinare per me sta bene ; rispetto  la tua idea e ,partendo dal mio punto di vista , non ho niente sul possibile vantaggio, che tu non vaccinato, possa avere  dall’immunità di gregge. Ma tu non insistere sul fatto che comunque  anche senza vaccinazione il virus si sarebbe attenuato e tu comunque non stai usufruendo  di nessun beneficio  non cercato. Perché forse non lo sappiamo, né io né tu ,che cosa sta avvenendo  attorno a noi perché non abbiamo gli strumenti per controllare da vicino e dobbiamo ricorrere  ad interposta  persona  ( per esempio  gli scienziati  ) sia in un caso che nell’altro . A meno che non siamo d’accordo sul fatto che la scienza è , secondo me :   arrivare ad un punto, fermarsi, negare quello che si  è realizzato e ripartire  su basi nuove. Se questo è vero, allora tutto  il discorso che ho fatto fin qui è inutile  ed ozioso  perché con questo canone  che ho ricordato  ,tutto il discorso appunto fatto fin qui ha poco a che ci fare. E il ragionamento dovrebbe essere fatto in tutt’altro modo . Ho preso ad esempio il problema del vaccino perché in questo momento  sembra rappresentare un punto fondamentale della  campagna contro la pandemia. Ma  ci sarebbero ancora molti altri argomenti  sempre in tema di lotta alla pandemia che potrebbero sostituire il tema vaccini .

Dunque stavamo dicendo nel nostro ragionamento da cui abbiamo divagato,  che noi  siamo le nostre relazioni . Essere in relazione vuol dire avere una visione ampia ed aperta agli altri, alle loro esigenze ed ai loro bisogni . Non solo l’altro che ci sta accanto, ma anche un altro retorico, un altro che è lontano nel tempo e nello spazio, un altro che non vedremo probabilmente mai. Relazionarsi anche nella sua forma più banale è sempre e comunque uno scambio, una reciprocità, un comunicare qualcosa di sé all’altra persona e ricevere in cambio qualcosa. Parlo di una relazione quindi che in questo momento incontra difficoltà ad esprimere tutte le sue capacità e potenzialità  oltre al suo normale adempiersi.

Perché è  sempre più frequente assistere nel mondo di oggi  ad una  progressiva distanza tra le persone che aumenta con l’aumentare degli strumenti a disposizione  come app, pagine web,  assistenti vocali . Questi strumenti che al giorno di oggi si sono moltiplicati a dismisura e offrono opportunità che dovrebbero essere colte  per il loro valore  positivo di incontro e relazione ,  spesso non fanno altro che aumentare  le distanze tra le persone  per  le quali conta moltissimo e più di tutto, la diffidenza verso il prossimo, la paura degli altri e l’isolamento . Tanto che  il tema delle relazioni tra le persone, della  costruzione di rapporti di fiducia e di conoscenza tra individui è di  grande attualità  e ci  deve far riflettere.,specialmente quando  è inceppato, incapace di produrre risultati positivi.

Abbiamo iniziato  parlando di una pandemia che sta tutta dentro il nostro cervello  e abbiamo parlato del valore della relazione per dire  che sarà  difficile riuscire a liberarci di questo strano ospite  mentale se appunto non saremo in grado di rivedere il nostro senso delle relazioni . La pandemia nella nostra testa  è  quel malessere  che ci ha preso e ci fa agire  con comportamenti che mai ci saremmo aspettati di agire . Qualcosa a volte di sconosciuto. Risultati che dovrebbero indurre a guardarci intorno  con più attenzione forse  . Ma soprattutto risultati di cui tenere conto  per capire.

Ci è già capitato di  rimanere invischiati  in una incomprensione che non abbiamo ritenuto e riteniamo tale. E’ capitato con internet . Noi pensavamo di usare internet  e invece stavamo  adattando le nostre  risposte mentali  a qualcosa che non riuscivamo ,malgrado le apparenze  a controllare. La stessa cosa ci è capitato con le automobili. Noi pensavamo di usare  le auto  invece stavamo  adattando le città alla loro misura e la nostra  vita  ai risultati di quell’adattamento . E malgrado queste critiche chi si sogna di dire di non usare più internet  o di non usare più l’automobile.

Dunque la pandemia mentale che ci sta affliggendo  ci dice che non è solo il virus del Covid 19 che ci sta contagiando. Ma ci sono anche altri virus che lentamente contagiano un popolo. Ce n’erano tanti prima che si conclamasse la pandemia sanitaria  e stavano  e stanno ancora affliggendo  questo paese  portandolo al degrado e al declino. Mi riferisco  alla corruzione, al nepotismo,  al cinico personalismo e protagonismo, alle lobby di interesse e di affari e la lista potrebbe continuare anche se occorre fermarsi qui per non agitare  in questo nostro ragionare  troppi   elementi fuori controllo  che avrebbero bisogno di un contesto di analisi e di studio per essere ricollocati nel loro giusto posto. Il problema è che non vogliamo vederli. Non riusciamo a vederli. Anche se in quest’ultimo caso  non è come il caso del virus del Covid  i cui effetti si rivelano  dopo  qualche giorno. Qui si vedranno a lungo termine  e si vedranno con costanza e pertinenza  perché i mali di cui soffrivamo prima della pandemia e forse anche dopo che sarà terminata ,  venivano da un passato lontano e avevano radici ben  salde . Rappresentano, in questo momento,   tutti quegli altri virus che ci stanno contagiando e che faranno sentire il loro effetti  a medio e lungo termine. Un modo di invadere  un organismo e trasformarlo in un’altra cosa. A che cosa mi riferisco .

Chiaramente mi riferisco a quei virus che stanno attaccando alcuni momenti della nostra vita personale, della nostra vita comunitaria della nostra vita  sociale economica, culturale politica.  Posso fare solo alcuni esempi .Per esempio  l’attacco alla  democrazia che è appunto l’organismo  più esposto al contagio  nel nostro paese. Una democrazia che appunto  soffre anche gli effetti della nostra pandemia mentale perché   viene privata della possibilità di fondarsi su corrette relazioni  , fonti importante di  equilibrio e vitalità, in quanto , non siamo più capaci di  navigare nel mondo seguendo la bussola  dell’incontro reciproco con gli altri .

Oltre alla democrazia mi riferisco a quella che chiamo finta unanimità. Una finta unanimità  ( quella iniziata con l’andrà tutto bene e giunta  fino all’unanimità dei partiti per il sostegno al governo Draghi  )  che permea e ha permeato nei mesi scorsi ogni rapporto   in un paese in cui  si è ripetuto che  dopo la pandemia saremo cambiati, saremo un’altra cosa  senza tener conto  che  i contrasti decennali tra le parti  non si sono mai assopiti e hanno sempre determinato,per esempio in campo politico,  quelle corse  elettorali  permanenti  che  sono  la negazione  del buon governo inteso  come un meccanismo in cui  c’è chi governa e chi  è all’opposizione. Una campagna elettorale  che sposta di volta in volta,( guardate quella svolta per le elezioni regionali in piena pandemia e successivamente gli accenni  in previsione di quella per  il rinnovo del parlamento )   a secondo  dei temi e dei problemi da esaminare e da affrontare  ,il ruolo  di chi governa fino  a diventare opposizione e viceversa. Con il risultato di una democrazia parlamentare in cui i partiti pensano  a tutto tranne  che alle cose  da farsi per risolvere i problemi .

L’esempio più calzante , in questo momento, è appunto,come accennavamo , l’unanimità attorno al governo Draghi  e le conseguenti manovre dei partiti  in questa emergenza da pandemia  che fanno a gara per appiccicarsi addosso etichette  di benemerenza, per esempio nel  caso delle riaperture. Discutendo e disputando  su un’ora di  minore o maggiore  coprifuoco o in tema di limitazione degli orari  di circolazione che sono  un  tema residuale e inconsistente rispetto a quell’interesse che un dibattito dovrebbe sul serio  suscitare, per esempio, sui  pericoli da non correre  proprio nel momento in cui forse ci si avvia ad uscire dalla pandemia. Così pure la discussione ( vedi caduta del governo Conte bis )sui   piani e sui  progetti relativi al Piano nazionale  di ripresa e  di resilienza che è , come a chiacchiere tutti auspicano, lo strumento essenziale di rilancio . Un rilancio che non riesce ad arrivare alla  vera attenzione . E che suscita una domanda importante: perché? Senza una risposta  finora convincente  anche se  sono state avanzate varie ipotesi .Un comportamento  da parte dei partiti che  forse dimostra come siano incapaci di affrontare i veri problemi , quelli da risolvere con i progetti  del Recovery Fund  ( non solo  riuscire a spendere ma anche riformare e portare innanzi innovazioni per il cambiamento ) o la  furbizia di mantenersi le mani e la faccia libera  per poter dire e fare  tutt’altro , sia nel contesto governativo che in previsione delle elezioni e soprattutto nel caso di  un sonoro fallimento del governo Draghi  .Anche se  quando parliamo di eventuale “ fallimento del governo Draghi” non solo  ne dovremmo accertare le cause  ma soprattutto dovremmo capire  che “tipo”  di fallimento  sarebbe. Perché  c’è fallimento e fallimento. Ma il discorso  qui ora sarebbe lungo e senza elementi  concreti  con cui sostenerlo  : basti  solo  formulare una ipotetica domanda futura :  che cosa lascerebbe tale fallimento .

Tutto  continuando ilo nostro ragionamento  per dire che i comportamenti che osserviamo  in questo momento  destano  un allarme che si fa sempre più intenso e preoccupante , portatori appunto di un contagio che  , questo sì , a differenza di quello sanitario che stiamo vivendo, veramente devastante.  Mi riferisco al fatto che di questo passo  ed estremizzando alcune avvisaglie ( al momento forse ancora controllabili ) il prossimo governo in Italia  potrebbe amministrare  solo macerie . E’ quasi certo,  anzi molto certo, certissimo  a dir poco  ( secondo alcune diffuse convinzioni  )che questo accadrà se l’attuale governo Draghi  per qualche motivo non  riuscisse a portare a compimento  gli impegni derivanti  dal Recovery Fund, tra cui  anche le riforme. Un Recovery Fund  che a detta dello stesso commissario europeo Gentiloni è la migliore possibilità di ripresa  soprattutto in riferimento al controllo e all’abbattimento del debito pubblico con il quale occorre fare costantemente i conti . E anche in questo caso bisognerà vedere, come per un eventuale fallimento di cui abbiamo già parlato,   che tipo di macerie saranno quelle  da amministrare.

Nel tentativo dunque di approfondire alcune cose che abbiamo detto fin qui  consideriamo alcuni scenari . Il primo dei quali dice che  l’attuazione di quei progetti e di  quelle riforme  deve  andare a compimento , costi quel che costi. Dove per compimento si può intendere tutto ma che io voglio intendere  solo la  possibilità di mettere in atto   strumenti di qualità  per un intervento significativo e produttivo.  Davanti al “costi quel che costi” , viene da domandarsi  allora che cosa saranno  quei progetti per il nostro paese e che tipi di riforme si faranno.  Il discorso sarebbe troppo lungo qui e avrò modo di riproporlo. Basti qui dire che questo è sicuramente lo “scenario “ principale di cui bisognerebbe occuparsi in questo momento e che i partiti stanno prendendo  alla larga. Comportamento che  apre un “  altro e nuovo  scenario “  che è quello  successivo al governo Draghi   tenendo conto che probabilmente  esaurirà la sua funzione in occasione delle  prossime elezioni  ( aolmeno secondo le intenzioni di alcuni ) .Se è così ,Il governo  che  nascerà da quella consultazione elettorale dovrà affrontare  tutti i problemi  che il Governo  Draghi non avrà risolto. E probabilmente  saranno molti  se è vero che  il governo Draghi  deve occuparsi principalmente di pandemia e di rilancio economico .  Cose che si possono fare  raggiungendo risultati definitivi  oppure impostando alcune azioni e delineando alcuni percorsi. Che nel secondo caso devono essere portati a compimento . Con  il pericolo  che ove  l’azione Draghi per qualche motivo non abbia funzionato,  di trovarsi ad amministrare   in uno scenario sfavorevole .

Costi quel che costi ho  detto parlando appunto della “ missione Draghi” . Che poi non è un imperativo . Non sembri una contraddizione in termini  perché mi sono domandato : ma nel “commissionare “ a Draghi un compito così importante ci siamo chiesti  almeno se potevamo avere qualche garanzia   non tanto sui risultati che in un modo o nell’altro ci saranno ma sul “ segno”  di questi risultati. Mario Draghi  è uomo delle istituzioni, capace di  un lavoro competente e  proficuo , che gode della massima fiducia in Europa. Al suo governo sono  rivolti molti occhi e molte attenzioni .Tra le forze politiche dovrebbe essere aperto un intenso  dibattito  che si riduce purtroppo,   malgrado il finto consenso,  solo  all’attenzione  alle convenienze in ordine alle decisioni del “decisore”  per così dire in un paese in cui da molto tempo non si riesce a decidere niente.  Un altro dibattito ,seppur  anch’esso sotterraneo, è aperto nell’opinione pubblica e circola  sui social e sulle pagine dei giornali. Un dibattito che dipinge Draghi come  il salvatore della patria  e il suo opposto , come colui capace di mettere in atto strategie  e prassi  compromissorie  e al contrario  strategie  dirigiste . Insomma  il variegato  mondo  sia della politica che della società ha visto e vede in quest’uomo e nel suo governo quello che più gli fa comodo o quello che più teme. Fino  per esempio a Marco Travaglio  che  nel suo  libro “ Conticidio” racconta come si sia arrivati dal governo Conte uno e due al governo Draghi. Senza nascondere la sua opinione ch esprime anche in alcune trasmissioni televisive che  certi provvedimenti del governo Conte sono stati severamente giudicati fino a  promuovere la sua caduta  e che  ,adottati  quasi in copia conforme  dall’attuale governo  invece suscitano  non solo consenso ma  sembrano essere i provvedimenti di un “ salvatore della patria”.

In realtà come Draghi stesso  ha detto  a chi glielo ha chiesto,  il suo governo va valutato per le cose che sta facendo, per i provvedimenti che prende  e soprattutto per la visione che dimostra di avere  per la ripresa di questo paese e per il suo futuro. Anche  se , anche su questo aspetto dell’azione governativa  c’è chi dice che la sua  visione è tutta  di destra  e neoliberista. Una destra illuminata che sa rispondere alle esigenze del paese. E c’è chi dice con altrettante prove che sia un governo  in cammino verso sbocchi ed esiti che solo  tra qualche  tempo potranno essere valutati .

A volte mi viene in mente una domanda  suggerita dai comportamenti di alcune forze politiche  nell’attuale situazione : e se il governo Draghi  fosse un “ cavallo di Troia” per la politica italiana? E ci aggiungo anche per le istituzioni europee . Forse è presto per dare una risposta  perché bisogna ancora vedere come continuerà a comportarsi  di fronte all’emergenza  sanitaria ed economica  per la quale è stato investito

In realtà  domenica 16  maggio è stato un giorno importante nel trend  numerico che caratterizza  la storia  della pandemia da coronavirus nel nostro paese. In quel giorno si sono verificati 93 decessi . Era dal 23 ottobre dello scorso anno che non si registrava un numero  così basso , il 10 per cento dei decessi registrati  nel picco  della seconda ondata  che era appunto il  23 ottobre che dovette registrare in un solo giorno 900 decessi. Un risultato quello  del 16 maggio , dopo una sequenza costante giornaliera di  una media di 300 decessi  ,probabilmente dovuto  alle misure di loock down  ma anche alla progressione nella campagna vaccinale  che sta decollando e che promette di vaccinare tutti gli italiani entro la fine della prossima estate. Questi sono i fatti del governo Draghi .

Va però detto che In questa situazione,  si va forse  verso  una possibile soluzione della pandemia  ma bisogno evitare  ( sempre per parlare di fatti )  di vivere un’altra catastrofe, quella economica  .E lo sforzo del governo per il momento ha prodotto   i piani del Recovery  Fund presentati a Bruxelles secondo i tempi di un crono programma  che ci permetterà a breve di avere qualche risorsa finanziaria   e due decreti di sostegno all’economia .

Dunque per le macerie di cui  paventavamo il pericolo c’è tempo.

La soluzione della pandemia  sanitaria è forse  dietro l’angolo.  Più lontana sicuramente   è la soluzione della pandemia mentale di cui abbiamo parlato in apertura  ma occorre impegnarsi, perché  veramente  non c’è futuro anche senza pandemia sanitaria se non riusciamo a  guardare alle macerie. Non a quelle che il fallimento del governo Draghi potrebbero lasciare sul terreno ma alle macerie che già si accumulano nella nostra mente. In occasione del terremoto  del 2009 a L’Aquila ci vollero le “ carriole”, intese anche come movimento di lotta e di  stimolo ,per  arrivare a promuovere lo sgombero  delle macerie e in quel caso il loro trattamento  per così dire  di catalogazione e di recupero.

Chissà se possiamo usare le stesse carriole  per le macerie della nostra pandemia mentale ,quella che brucia le risorse  in tutte le inutili discussioni, in tutti i conflitti  che non hanno ragioni vere ,in tutte quelle  attività che nascondono dietro,  l’offesa alla relazione  con i propri simili  che è l’unico strumento per superare le difficoltà, insieme, e guardare  con speranza al futuro.

A scacciare queste macerie materiali e mentali  ci ha pensato però  il Presidente Mattarella nel suo discorso  per la festa della Repubblica proprio ilo 2 giugno appena trascorso. Gli elementi di quel discorso che vola veramente alto , delineano un futuro .Come egli stesso dice  non si fanno imprigionare nel presente. Senza riferimenti all’opera del governo e quindi alla campagna vaccinale e alle trattative con l’Europa per il Recovery Fund  Mattarella delinea  un paese che ha tutte le carte in regola per affrontare un nuovo  cammino in cui  è fondamentale dunque la connessione tra il cittadino e la repubblica . Quella repubblica che settantacinque anni fa fu una  scelta  e il  : “ presupposto che rese possibile radicare, nel sentimento profondo del popolo, le ragioni di una unità e di una coesione più forti, favorendo il dispiegarsi di nuove energie, di nuovi protagonisti della vita pubblica. Questa vitalità animò e sostenne la straordinaria stagione costituente, capace di cogliere e interpretare le speranze, le attese, le aspirazioni degli italiani.”

E Mattarella continua mettendo ancora l’accento sul valore della Repubblica  da cui ripartire : “La Repubblica è, prima di tutto, la storia degli italiani e della loro libertà. E’ la storia del lavoro, motore della trasformazione del nostro Paese. E’ la storia della Ricostruzione, delle fatiche, dei sacrifici, spesso delle sofferenze, di tanti che si trasferirono da Sud a Nord, dalle campagne alle città, animando uno straordinario periodo di sviluppo. E’ la storia del formarsi e del crescere di una comunità. Un bel brano di De Gregori dice “la storia siamo noi”, “nessuno si senta escluso”.

Dunque una repubblica di tutti ma estremamente fragile  per cui bisogna averne cura: “L’Italia è stata ricostruita dalle macerie. La Costituzione ha indicato alla Repubblica la strada da percorrere. Questa è l’idea fondante della Repubblica, di una Costituzione viva, che si invera ogni giorno nei comportamenti, nelle scelte, nell’assunzione di responsabilità dei suoi cittadini, a tutti i livelli e in qualunque ruolo.La democrazia è qualcosa di più di un insieme di regole: è un continuo processo in cui si cerca la composizione possibile delle aspirazioni e dei propositi, nella consapevolezza della centralità delle persone, più importanti degli interessi. In questo cammino un ruolo fondamentale lo giocano i partiti, le forze sociali, i soggetti della società civile. A volte le istituzioni possono sembrare fragili, esposte a sfide inedite.”

Ecco allora le sfide inedite che attendono questo paese.  Sfide che sono state già esercitate per le quali intere generazioni hanno dato prova di essere in grado di  combattere e vincere battaglie importanti. Ecco allora il parallelo con quello che fu il miracolo economico : “Risollevare il Paese, sgomberando le macerie materiali e morali che la Repubblica aveva trovato, portandolo a essere una delle principali realtà economiche e industriali del mondo, è stata una grande impresa. Un’impresa collettiva, risultato dello sforzo di tanti. Politici, imprenditori, lavoratori, donne e uomini di ogni ruolo e condizione: hanno avuto come orientamento il loro senso del dovere, la responsabilità verso se stessi, verso le loro famiglie e la comunità; l’amore per la Patria. La forza di credere in un futuro migliore. La disponibilità al sacrificio per realizzare qualcosa per i propri figli e nipoti.” Dentro una risorsa importante : “Abbiamo una risorsa, grande, che proprio la Repubblica ha fatto crescere in questi decenni, muovendo dalla coscienza del male che è stato causa delle guerre e delle dittature. Questa risorsa, questo orizzonte, si chiama Europa. Una costruzione faticosa, che si è sviluppata in modo non sempre lineare. Talvolta minacciata da regressioni per illusori interessi particolari ma, nei momenti più critici, capace di grandi rilanci. Come sta avvenendo.”

Con un monito finale  che è veramente l’unica strategia valida per il futuro : “Ai ragazzi che oggi sono qui e a quelli che avranno modo di ascoltare queste parole vorrei dire: la storia di questi settantacinque anni è stato il risultato, il mosaico di tante storie piccole e grandi, di protagonisti conosciuti e di testimonianze meno note. Tocca ora a voi scrivere la storia della Repubblica. Scegliete gli esempi, i volti, i modelli, le tante cose positive da custodire della nostra Italia. E poi preparatevi a vivere i capitoli nuovi di questa storia, ad

essere voi protagonisti del nostro futuro.”

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