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“WE EXPAT”, PROGETTO DI CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO DI CHI LASCIA IL PROPRIO PAESE DI ORIGINE PER VIVERE ALTROVE

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Redazione-Quando parti hai una valigia enorme, una famiglia alle spalle e la pasta al ragù sullo stomaco mangiata a pranzo prima di correre per non perdere il volo.

Quando arrivi, per la prima volta, non c’è nessuno ad aspettarti in aeroporto. Improvvisamente utilizzi un traduttore online per le minime esigenze e gli odori e i sapori sono diversi.
Tutto cambia nel giro di qualche ora di viaggio.

Questo succedeva a noi, autori di We Expat, ogni volta che tornavamo a casa in Italia a trovare le nostre famiglie, per poi ripartire e tornare in un posto che chiamavamo ancora una volta “casa”. Ogni giorno, in Olanda, imparavamo cose nuove, parole nuove, eravamo praticamente tornati a scuola.

Come vivevano gli altri? Cosa provavano? E quali erano i loro Paesi di provenienza? Avevamo voglia di conoscere le storie di chi, come noi, aveva scelto di vivere lontano dalle proprie radici, per identificarci e immedesimarci.

Questo è stato il motore che ha acceso la nostra curiosità, che si è trasformata in esigenza dando vita al progetto We Expat.

IL FILM

Ogni anno circa 5 milioni di persone nel mondo lasciano il posto in cui sono nate e cresciute per seguire i propri sogni o perché il luogo in cui vivono non li rappresenta più.

We Expat è un progetto di documentario che affronta il tema di chi lascia il proprio Paese d’origine per vivere altrove, senza cliché e non trattando l’argomento come fenomeno di massa. Abbiamo scelto di raccontare la storia di tre persone dal background differente.

Sono persone che ci hanno trasmesso qualcosa di forte, che portano con sé un’energia particolare e un’interiorità ampia e molta disponibilità a comunicarla. Si trovano in un momento di passaggio o di riflessione, che arricchisce le interviste di momenti intensi e intimi.

  • Brenda è di Città del Messico e ha trovato la sua metà in un ragazzo olandese. Vivono ad Haarlem, per lei tutto è nuovo e insieme sono lo specchio di due culture differenti ma forse anche molto simili.
  • Natalya è nata in Siberia. Ha vissuto all’estero per circa 7 anni e a Den Haag sta pianificando con il suo fidanzato russo un futuro nei Paesi Bassi.
  • Anky insegna in una scuola elementare di Leeuwarden. Le sue classi sono composte da bambini di seconda generazione di immigrati, che migliorano la comprensione della lingua olandese per avere meno difficoltà nel percorso delle classi standard.

Cosa significa essere parte di una società nuova e diversa? Quali sono le difficoltà legate alla lingua, alle abitudini e alle relazioni con gli altri? L’Olanda ospita queste vite ma potrebbe essere qualunque Paese al mondo. Abbiamo cercato di rispettare l’unicità delle persone inserendola in un tema caldo dei nostri giorni: la migrazione.

A CHI E’ RIVOLTO?

A persone espatriate, a chi ha parenti, amici o colleghi che vivono lontani dal proprio Paese d’origine, ma anche a chi sente di essere distante dalla propria cultura pur vivendo a poche centinaia di chilometri da casa. I sentimenti e i luoghi da cui provengono le persone intervistate sono diversi, ma si intrecciano creando un filo comune e universale nel quale è semplice ed emozionante immedesimarsi, ovunque e chiunque tu sia.

A CHE PUNTO SIAMO!

Le riprese sono terminate! Credendo fortemente in questo progetto le abbiamo finanziate personalmente, lavorando insieme ad una troupe di professionisti e filmando interviste ed esterni ad Haarlem, Den Haag e Leeuwarden. Adesso vogliamo proseguire con la post-produzione del girato e realizzare il documentario. Solo così, potremo condividere i pensieri e le storie di Natalya, Brenda e Anky.

REALIZZIAMO IL NOSTRO SOGNO INSIEME!Da soli non possiamo realizzare il sogno di FINIRE IL DOCUMENTARIO e condividere queste storie con te. Ma TU PUOI ESSERE PARTE ATTIVA DI QUESTO PROGETTO e realizzarlo insieme a noi! Per farlo, SOSTIENI WE EXPAT! Solo così potrai scoprire le storie di Brenda, di Natalya e di Anky.Diventa il nostro EROE e SOSTIENI il progetto!Ma attenzione, questa è una campagna di crowdfunding TUTTO O NIENTE! Questo significa che SE NON ARRIVEREMO ALLA CIFRA TOTALE che ci siamo prefissati, NON POTREMO ACCEDERE AI FONDI e il tuo aiuto sarà VANO!

Per questo motivo COINVOLGI i tuoi amici, parenti e la tua comunità!

Terminiamo insieme il documentario We Expat!

A cosa serviranno i fondi ?

I fondi della campagna serviranno a sostenere la post-produzione e distribuzione del documentario. Nel dettaglio:

  • traduzione delle interviste dalla lingua originale degli intervistati alla lingua inglese, italiana e spagnola
  • montaggio video e color correction del film
  • post produzione audio del film
  • composizione di una colonna sonora originale
  • distribuzione del film e partecipazione a festival cinematografici nazionali e internazionali
  • realizzazione dei materiali di merchandising e delle ricompense per la campagna di crowdfunding

LE RICOMPENSE

Le ricompense per chi sosterrà il nostro progetto sono legate al tema del viaggio, dei ricordi e delle culture di provenienza. Volevamo fossero belle, utili ma anche uniche.

Non abbiamo mai amato utilizzare cornici per inserire le foto dei nostri momenti speciali o delle persone a noi care, ma in Olanda era naturale voler ritrovare, tornando a casa la sera, volti e oggetti a noi familiari.

Non era indispensabile, nell’epoca del web, inviare cartoline o lettere scritte a mano, ma era un modo per avere tra le mani qualcosa di più intimo di una semplice email: da qui è nata l’idea della carta da lettere.

Il taccuino è una cosa che amiamo avere in valigia, per scrivere pensieri e idee.

Quando viaggi vedi tante cose, persone diverse, situazioni nuove, ed è un oggetto semplice e facile da far entrare in uno zaino già pieno!

Essendo tutti oggetti creati artigianalmente con carte provenienti da tutto il mondo, saranno unici e di tanti colori differenti, così come diverse e belle sono tutte le culture.

Amiamo il cibo (of course, siamo italiani!), e spesso tramite pranzi e cene a casa nostra sono nate le più grandi amicizie in un Paese nuovo dove non conoscevamo nessuno. Confrontandoci con i personaggi del nostro documentario ci siamo resi conto che internet non è sempre affidabile per trovare le vere ricette di alcuni piatti tipici. È così che abbiamo pensato di chiedere a Brenda e a Natalya di raccontarci in un video come preparare uno dei piatti tipici della loro terra. Non solo, ci saremo anche noi a spiegare come realizzare il vero ragù alla bolognese!Abbiamo anche pensato ad una vacanza nel bel Paese, per vivere da vicino quelli che sono i luoghi a noi familiari, quei luoghi dove tornavamo appena riuscivamo a liberarci dagli impegni e dalla vita adrenalinica da expat.Naturalmente tra le ricompense più importanti c’è il nostro film, che riusciremo a realizzare solo arrivando alla cifra di 5000 euro. Il documentario sarà visibile in formato digitale, dal tuo laptop ovunque sarai!

A proposito del progettista

Siamo italiani e viviamo a Bologna, con provenienze diverse sia nostre che delle nostre famiglie di origine. Per due anni abbiamo vissuto in Olanda e questa è stata l’esperienza più intensa, difficile e bella della nostra vita. Le nostre curiosità rispetto al mondo che ci circondava e la voglia di comunicarle sono le forti motivazioni che stanno dietro a questa grande avventura.

Eccoci!

Laura Frontera: regista, montatrice, autrice di We Expat e responsabile dei panini per la troupe! La mia esperienza nel mondo del documentario è decennale e il mio background è ricco di lavori nel campo della comunicazione. Non mi stanco mai di esplorare nuovi territori. Proprio per questo ho deciso di vivere per un periodo ad Amsterdam, durante il quale, per passione professionale e necessità emotiva, è nata l’idea di questo documentario.

Giordano Polidoro: alle prese con produzione e direzione del timone in giro per i Paesi Bassi. Sono un ingegnere informatico, ma vivo la mia vita con creatività, curiosità e voglia di sperimentare anche in altri campi. Questo mi ha portato a diventare autore di We Expat. Il giorno delle riprese a Leeuwarden, ho dimenticato di chiudere il lucchetto della mia bici su Singel, ad Amsterdam, prima di recuperare l’auto noleggiata per il viaggio verso il nord dell’Olanda. Mi piace pensare che, nonostante al ritorno io non l’abbia più trovata, sia ancora lì, da qualche parte.

Anche la nostra troupe era composta da expat:

  • Dorotea Pace: pugliese emigrata in Olanda, la nostra camera-woman, praticamente un’eroina!
  • Aron Febles: arrivato ad Amsterdam dalla Repubblica Dominicana, il nostro talentuoso fonico.
  • Ornella Van Der Hende: la nostra fantastica traduttrice e mediatrice culturale italo-olandese.

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