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VENTIQUATTROMILA BACI AL TEMPO DEL CORONA VIRUS

6.633

Baci nella storia e nell’arte , storie di baci

Amami

ti voglio bene!

Con 24000 baci oggi saprai perché l’amore

vuole ogni istante mille baci ,

mille carezze vuole all’ora.

Con 24000 baci  felici corrono le ore,

d’un giorno splendido, perché

ogni secondo bacio te.

Redazione- Così cantava il “molleggiato” al secolo Adriano Celentano che aveva cominciato la sua carriera nel 1957, all’undicesima edizione del Festival di Sanremo nel 1961. Una edizione presentata da due donne, ( bisognerà aspettare il 1986 per vedere  un’altra donna presentatrice Loretta Goggi ) ,festival in quattro serate ,due in un fine settimana e due ,una ciascuna, nei due sabati successivi. Trasmesso in diretta alla radio alle ore 22 e in tv trasmesso  registrato dopo  il telegiornale della notte ,tranne l’ultima serata trasmessa alle 22  in diretta contemporaneamente  in radio e tv. Un festival vinto da Luciano Tajoli   con la canzone “Al di là”  che eseguiva la versione  melodica in coppia con Betty Curtis che eseguiva quella “urlata” . Una edizione del festival  a dir poco singolare: Tajoli che era claudicante a causa della poliomelite venne giudicato dai funzionari Rai  non edificante per lo schermo; Mina non andò oltre il quarto posto tradita dall’emozione mentre cantava “ Io amo tu ami “ ,nella secondo serata quando sul finale di un acuto le si spezzò la voce e lei proruppe in pianto senza terminare la canzone (e disse poi che non avrebbe mai più partecipato al Festival di Sanremo ); Umberto Bindi sfoggiò un vistoso anello al dito mignolo, che attirò l’attenzione della stampa e del pubblico sulla sua sospetta omosessualità (e di fatto decretò l’ostracismo del cantante fino al  1996 ); Adriano Celentano mostrò la schiena al pubblico, provocazione inaudita per quei tempi; Gino Paoli  fu il primo ad esibirsi al Festival senza indossare il tradizionale smoking e con la cravatta slacciata; e non mancò neppure la critica del Vaticano tramite l’Osservatore Romano che titolò «Un festival che vorremmo dimenticare al più presto» in riferimento alle nuove tendenze canore emerse durante la rassegna. Celentano, all’epoca ventitreenne, si presentò alla manifestazione con una licenza speciale concessa dal comandante della caserma di artiglieria  di Torino  dove stava svolgendo il  servizio di leva ; per fargli avere la licenza intervenne addirittura l’onorevole  Giulio Andreotti allora Ministro della Difesa .

Ventiquattromila baci, in un diluvio di trasgressioni, dentro il santuario della canzone italiana,  malgrado le cautele e gli accorgimenti presi dalla Rai di quell’epoca compresa la messa in onda registrata . Un ricordo di anni lontani .(1)

Così che quei baci sembrano  diventare  l’emblema della stessa trasgressione,  oggi più di ieri, di cui parlare con  cura  in tempo di coronavirus. I baci dunque in tempo di pandemia che non è pandemia d’amore ma da volgare e mai tanto vituperato virus.

Bacio , allora, ecco una parola nuova dopo l’epidemia di coronavirus.. Non proprio nuova ma ora,durante  e poi chissà dopo,  assolutamente proibita che non si può più nemmeno sussurrare. Si può pensare, si può raccontare , si può sognare. Una parola diventata preziosa come i baci dunque,  che così preziosi non lo sono stati mai . L’epidemia li ha confinati in un messaggio scritto. E si possono anche dare con le labbra distanti, appiattite, socchiuse, posate su due dita e con un vezzo sono ridotti ad un suono ,ad un gesto attraverso lo schermo. Ma di che baci parliamo, che baci sono.

Il bacio vero è un’altra cosa, fa parte di un’altra storia . Anatomia di un bacio: ecco,prima di arrivare al mirabile e arcifamoso “ apostrofo rosa tra le parole t’amo “ (2) più prosaicamente occorre dire che un bacio, “l’orientamento bocca a bocca di due individui o la pressione delle labbra di una persona contro quelle di un’altra” coinvolge trentadue elementi del corpo .Uno scambio sensoriale di informazioni : gusto, olfatto e tatto  che insieme alla messa  in moto di ormoni come scariche di serotonina (3) e ossitocina  quella che confluisce nel sangue (4) , detta anche  “l’ormone dell’amore”  ,  tendono tutti insieme  a creare un benessere fisico .

L’anatomia di un bacio non ha lo stesso significato per la donna e per l’uomo. Le donne gli attribuiscono un valore maggiore rispetto agli uomini. Lo percepiscono come un gesto fine a sé stesso e lo apprezzano prima del rapporto sessuale e dopo. Gli uomini, al contrario, lo associano direttamente all’atto sessuale.

In “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali”, Charles Darwin   definisce  il bacio come il risultato del desiderio innato di essere riconosciuti e di stabilire relazioni. È un modo per “ricevere piacere dal contatto con una persona amata”. Anche se ,stando ad alcune ricerche sugli usi, costumi e storia  del  mondo il bacio ha rilevanza sociale appena per il 10% della popolazione del pianeta terra.

Il bacio non ha mai avuto un’antologia poetica tutta per sé. La propone un libraio e scrittore Alessandro Barbaglia , tra versi e arte passando per la narrativa senza dimenticare il cinema. Un percorso  che va dalla «bocca mi baciò tutta tremante» di Paolo e Francesca a «ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai» di Pablo Neruda, con le immagini pittoriche che vanno da Giotto a Chagall, lasciando  sempre aperta la domanda dello stesso Cyrano: «un bacio, insomma, che cos’è un bacio?» Una rassegna sul bacio ,dono ideale per esprimere l’indicibile emozione di un atto sempre nuovo, unico. (5)

E.E. Cummings,( 1894-1962 )poeta ,pittore, illustratore autore di romanzi ,poesie e  opere teatrali   ha detto ad esempio, che  «I baci sono un destino migliore della saggezza” ma in realtà la saggezza vorrebbe tutt’altro. Infatti negli anni Cinquanta un ricercatore del Baltimore City College stabilì che due individui innocentemente dediti a sdilinquirsi nelle ultime file di un drive-in si scambiano 278 colonie di batteri, per quanto innocui al 95%, e questo perché la nostra saliva contiene cento milioni di germi al centimetro cubo. Sarà da qui che avrà origine la cosiddetta filematofobia, ossia “paura del bacio”, dietro la quale si nasconde il timore per l’Herpes o per il virus Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi o “malattia del bacio”? E negli anni duemilaventi dopo il coronavirus ? (6 )

Nel mondo della natura sappiamo che forse al bacio degli umani corrispondono comportamenti come  quelli delle  talpe che  si strofinano il muso, le tartarughe che  si danno qualche colpetto con la testa, i porcospini  che si sfregano il naso (altre parti libere, d’altro canto, non sarà facile trovarne), i criceti che si piazzano faccia a faccia, i gatti che  si leccano, le giraffe che  intrecciano il collo e diverse specie di pipistrelli usano perfino la lingua.

A differenza della maggior parte degli animali, gli esseri umani si baciano in bocca. Si dice che una delle prime culture a fare propria questa pratica fu una tribù induista di oltre 3500 anni fa. In quella tribù, baciare significava “inspirare l’anima di qualcuno”.

I baci oggi sono un’azione comune nella cultura occidentale. Per molti, il primo bacio dato è un momento indimenticabile della propria vita, o lo è la prima volta che hanno baciato il proprio partner. In effetti, le persone possono ricordare meglio il primo bacio rispetto a una relazione sessuale. (7 )

Il bacio lo abbiamo visto al cinema nei film più belli  e lo abbiamo poi risognato .I baci al cinema rappresentano alcuni dei momenti più forti del grande schermo, proprio come svela il finale di Nuovo Cinema Paradiso, un meraviglioso, struggente montaggio con i baci più belli su pellicola. Solo per citarne alcuni Il primo a testa in giù in Spider-Man: il bacio al contrario “ Erano i primi anni 2000 quando arrivò quel bacio indimenticabile sul grande schermo, sotto la pioggia, tra i palazzi di New York.

Spider-Man, interpretato da Tobey Maguire e intrappolato nel proprio costume, baciava una rossa e intensa Kirsten Dunst, la vicina di casa e amica del cuore Mary Jane, “inconsapevole” dell’identità del supereroe. Sotto le gocce scroscianti, Spider-Man appare a lei a testa in giù, mobile e snodato. E poi il bacio per telefono in “Notorius”Il bacio in bianco e nero tra Ingrid Bergman e Cary Grant scorre sullo schermo insieme a un mezzo sorriso e alla cornetta di un telefono.

E poi “Via col Vento” dove la storia ha già oltrepassato varie guerre, lutti, matrimoni e (tentati) tradimenti quando Rhett finalmente bacia Rossella, dopo averle chiesto di sposarlo; “ Casablanca” I due amanti vivono sotto una cattiva stella, sono sfortunati e stanno per essere separati dal destino. Per questo il bacio con cui Ilsa (interpretata da Ingrid Bergman) rivela a Rick (Humphrey Bogart) di amarlo da sempre è uno dei più bei baci  nei film ;”Colazione da Tiffany” appartiene alla tradizione dei baci sotto la pioggia ; “Romeo e Giulietta” dove alla festa in maschera a Verona Beach nel visionario film di Baz Luhrmann, un Romeo biondo e angelico interpretato da Leonardo Di Caprio incontra una splendida ragazza con delle ali, interpretata da Claire Danes. È l’incontro Romeo-Giulietta e il bacio alla festa che riprende i noti versi di Shakespeare. In “Cruel Intentions” all’ingenua Cecile viene somministrata una lezione di “bacio alla francese” da una diabolica Katherine durante un pomeriggio di sole a Central Park. Katherine spiega proprio alla ragazza come si fa a baciare con la lingua, fornendole poi – o meglio, fornendosi come – una dimostrazione pratica . In “Ghost”, il fantasma di Sam, interpretato dal compianto Patrick Swayze, torna nel mondo reale per dire alla sua ragazza Molly che la ama (non lo aveva mai fatto prima, quando glielo diceva lei si limitava a rispondere “Idem”) e a darle un bacio. Il bacio di Titanic ha catalizzato una mitologia amorosa che ha incendiato la fine degli anni ’90 per consegnare al futuro la storia tra Jack e Rose. Tra loro la fiamma brucia immediatamente, tra qualche sguardo sul ponte di una nave, un salvataggio miracoloso e l’attrazione che mondi così diversi (pur essendo a bordo della stessa nave) esercitano l’uno sull’altro. È un alieno, è spaesato ed è tenero. E.T. è nei cuori di tutti, come la schiera di biciclette che vola verso la luna e il telefono che E.T. prende per chiamare casa. Ma uno dei momenti più belli e indimenticabili del film è il bacio, dolcissimo, che la piccola Gertie (Drew Barrymore) stampa sul viso dell’extraterrestre. (8)

Scrive Pablo Neruda “in un bacio saprai tutto quello che ho taciuto .” e Massimo Recalcati  parla così del primo bacio :” Il miracolo dell’amore che dura è il miracolo di una torsione del tempo: non ci allontaniamo come ordinariamente accade dal tempo dell’inizio – dal primo bacio – ma lo rinnoviamo di continuo – in altri infiniti primi baci -. È qualcosa che può sempre accadere. Nel nostro tempo la difficoltà supplementare è costituita dall’attaccamento agli oggetti: uno schermo, una tastiera, una realtà virtuale. In questo senso dico che il nostro tempo, privilegiando il consumo autistico degli oggetti, è un tempo ostile all’amore e al suo evento. È un tempo senza poesia” (…)«Il bacio è forse l’immagine che, più di ogni altra, condensa la bellezza e la poesia dell’amore». E ancora: «Il bacio è il tempo di un’intimità che unisce in modo sorprendente il luogo della parola con quello del corpo. Se non c’è amore senza dichiarazione d’amore, non c’è amore senza bacio. Ogni amore è tenuto a mantenere il bacio. È solo il bacio a coniugare la lingua che dichiara l’amore con il corpo dell’amante». (9)

Il colloquio più famoso su un bacio è sicuramente quello tra Giulietta e Romeo :
“Romeo: Se io profano con la mia mano indegna questo santuario è un peccato gentile… le mie labbra come due pellegrini chiedono la grazia di riparare  la rude offesa con un dolce bacio  –

Juliet: Buon pellegrino non disprezzare la tua mano che ha dimostrato solo devozione… Perché i santi hanno mani che i pellegrini toccano con le mani, ma palmo contro palmo, questo è il bacio dei santi-

Romeo: I santi non hanno labbra come le hanno i pellegrini?–Juliet: Si pellegrino, ma servono solo per pregare! -Romeo: Allora mia santa concedi che le labbra preghino come le mani, o la fede diventa disperazione! -Juliet: I santi non si muovono, ascoltano chi prega, nient’altro!Romeo: E tu non muoverti mentre mi esaudisco da solo*** Bacio ***

Romeo:… dalle mie labbra le tue labbra hanno tolto il peccato!

Juliet: e le mie lo hanno avuto dalle tue…Romeo: Lo hai avuto dalle mie labbra!? Che incoraggiamento soave… Allora rendimi il mio peccato! 

Un altro bacio famoso è il bacio di Giuda. E’ un episodio raccontato dai vangeli sinottici, dove Giuda Iscariota identifica Gesù con un bacio allo scopo di permettere il suo arresto da parte delle guardie inviate dai capi dei sacerdoti ebrei. L’episodio è stato raffigurato in diverse opere d’arte.(10)

Ma ci sono anche i baci nelle opere pittoriche . “Il bacio” dipinto da Francesco Hayez realizzato nel 1859 e conservato a Milano nella Pinacoteca di Brera è in assoluto il bacio più famoso. “Il bacio” famoso quanto il primo è certamente quello di Gustav Klimt realizzato nel 1907 e conservato a Vienna nella Osterreichische Galerie. Quest’opera, in pieno accordo con i canoni dello stile Liberty, è dipinta su tela con decorazioni e mosaici in color oro sullo sfondo. Rappresenta l’estasi che provoca l’amore. Esistono due copie de “Gli amanti” di Magritte realizzato nel 1928 con la tecnica dell’olio su tela. Uno è conservato presso la National Gallery of  Australia e l’altro al MOMA di New York. Il quadro raffigura due amanti che si baciano appassionatamente con la testa e le facce coperte da un panno bianco. Questo richiama sia alla passione del puro amore fisico che non ha bisogno di tante parole, sia alla difficoltà di comunicazione della coppia. “Amore e Psiche, bambini“, è un dipinto ad olio del 1890, del pittore William-Adolphe Bouguereau che si trova in una collezione privata e costituisce una delle opere più famose dell’autore. “Over the town” di Marc Chagall dipinto nel 1918 e conservato nella Tretyakov Gallery di Mosca in Russia. Dipinto simbolista rappresenta due amanti che si librano sul loro vecchio mondo, volando dalla loro città natale verso una nuova vita insieme. “Il bacio con la finestra” è un dipinto di Munch del 1892 conservato al National Museet for kunst di Oslo.  Il dipinto fa parte di un gruppo di opere sul tema del ciclo della vita, della morte e dell’amore. “Il Bacio” di Amos Cassoli del 1870 rappresenta il bacio furtivo tra Paolo e Francesca, i due amanti condannati all’inferno da Dante. “Il bacio” di Picasso realizzato nel 1925 è conservato nel Musée National Picasso di Parigi. Nel dipinto sono rappresentati un uomo e una donna nell’atto del bacio, anche se il caos rende la situazione convulsa e incomprensibile, come in un esplosione di passione. “Ettore e Andromaca” di Giorgio de Chirico del 1917 è custodito nella Galleria Nazionale d’arte moderna a Roma. I personaggi in primo piano sono Ettore e Andromaca, due noti protagonisti dell’Iliade, l’episodio a cui egli fa riferimento è  l’ultimo abbraccio presso le porte Scee, prima che il grande eroe troiano affronti in duello il greco Achille. “Romeo and Juliet” di Frank Dicksee del 1844  si trova al Southhampton Art Gallery. Il dipinto rappresenta il giorno dopo la prima, e unica, notte passata come marito e moglie tra Romeo e Giulietta.

Dal 20 giugno al 2 novembre 2009 alla  Rocca di Gradara (Pesaro Urbino) il ha ospitato  la mostra Baci rubati. Storie d’amore tra arte e letteratura.

In questa splendida cornice si poteva ammirare una speciale selezione dei più famosi baci della letteratura che la pittura italiana ha immortalato in opere di forte impatto. Dopo la fortuna della mostra Il Bacio. Tra Romanticismo e Novecento, tenutasi alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, in cui si è indagato il gesto del bacio nelle diverse declinazioni possibili, Gradara ospitato unicamente i baci degli sventurati amanti, protagonisti di amori contrastati o negati sul nascere, vittime incolpevoli di un destino sublime e struggenti eroi dell’amore romantico. La mostra era una occasione imperdibile per un viaggio sentimentale tra i baci rubati – non legittimi, ma furtivi e colpevoli – di amori impossibili e per questo ancora più affascinanti. L’amore rivisitato attraverso i topoi della letteratura tragica e romantica, che vede nel bacio un atto passionale e un gesto ‘politico’ insieme, costituisce uno dei soggetti più frequentati e rappresentati dalla pittura dell’Ottocento italiano.(11 )

Scrive G. Scaraffia, Quel bacio rubato nel traffico, “Il Sole 24 Ore”, 30 gennaio 2011: “ ammoniva l’impetuoso Maupassant, «un bacio legale non vale mai come un bacio rubato», eppure i baci estorti di rado sono fortunati. Il povero Balzac, dopo averne rubato uno a una marchesa  sulle fredde sponde del lago di Ginevra, venne subissato di rimproveri. Per gli amanti fortunati, come D’Annunzio, nella cornice romana della quieta via Gregoriana, il bacio è un’estasi. «Un bacio li prostrava più d’un amplesso. Distaccati, si guardavano, con gli occhi fluttuanti in una nebbia torbida». Ma George Sand doveva accorgersi che l’etereo Chopin avrebbe voluto fermarsi al bacio.

Certo, ci sono baci elusivi, come quelli concessi dalla sinuosa Tamara de Lempicka a D’Annunzio, sul lago di Garda. Illuso dai «suoi baci profondi» il Vate del Vittoriale si illudeva di farla capitolare, ma, dopo averlo coperto di impronte rosse di rossetto con le sue labbra, la pittrice lo respinse con la scusa di temere la sifilide.

I treni, con i loro sobbalzi che avvicinano i corpi e la sensazione di una provvisoria extraterritorialità morale, possono essere un ottimo terreno di caccia. Sul treno per Lourdes, l’ardito Marinetti operò un miracolo. Sedotto dai «denti brillantissimi» di una sconosciuta dello scompartimento vicino, il futurista uscì dal vagone e la raggiunse dall’esterno, rischiando mille volte di cadere. «Un bacio, un bacio, te ne supplico, la bocca!… ancora la tua bocca!». Come rifiutargli qualcosa?

Ci sono baci famosi anche nella fotografia  tra cui  per esempio  la più iconica immagine della fine della Guerra: “V-J Day in Times Square”: un marinaio che bacia un’infermiera, accompagnandola  in un casqué, durante i festeggiamenti della Giornata della vittoria sul Giappone (conosciuta nei paesi anglofoni come Victory over Japan Day o con la sigla V-J Day).Fu scattata alle 17 e 51 minuti del il 14 agosto 1945 dal fotografo Alfred Eisenstaedt con una Leica IIIa, durante le manifestazioni spontanee di gioia per la fine della guerra a New York. Fu pubblicata dalla rivista LIFE, diventando l’immagine simbolo del giubilo degli americani per la fine della Seconda Guerra Mondiale.

E nei fumetti  ma anche nella letteratura(12) .Eccone due famosissimi  :

 Paolo e Francesca, (Divina Commedia, V canto dell’Inferno, Dante Alighieri)

Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.

Catullo a Lesbia (Viviamo, Mia Lesbia, e Amiamo, Catullo)

Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille,
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto.

Scrive Valeria Randone : “ Consegnati all’isolamento forzato e alla carestia sensoriale, accarezziamo con la memoria corporea i baci dati, e immaginiamo quelli del futuro. Rimpiangiamo quelli titubanti o mai dati, e facciamo l’inventario dei baci noiosi o scontati, di quelli imprudenti e audaci, dei baci d’amore e di passione.

Siamo stati obbligati a traslocare dentro un computer o dentro lo spazio ancor più claustrofobico di un cellulare, asettico e a distanza di sicurezza da ogni essere umano, anche il più caro. Abbiamo messo in pausa amori e sensi, baci e abbracci, progetti e rimpianti, ma non la voglia di riviverli ancora.” (13)

E allora torniamo a  Edmond Rostand,e chiudiamo con lui perché  aldilà del noto e forse un po’ logorato “apostrofo roseo”,  in soli nove versi del Cyrano  mette assieme ben sette definizioni del bacio: «un giuramento fatto / un poco più da presso, un più preciso patto, / una confessione che sigillar si vuole», «un segreto detto sulla bocca, un istante / d’infinito che ha il fruscio di un’ape tra le piante, / una comunione che ha gusto di fiore, / un mezzo per potersi respirare un po’ il cuore / e assaporarsi l’anima a fior di labbra».

Valter Marcone

 

Pensare il bacio in psicoanalisi

Un bacio non avviene mai lontano dal cielo.

Ritrovare un ricordo e renderlo vivo è baciare il respiro dell’Altro.

Per questo un bacio è sempre un primo bacio. Non ha memoria, ma ha il sapore di un ritrovamento. Turchese come fiori e onirico.

E’ bacio d’acqua e di rugiada.

Baciare è entrare nella notte dell’Altro. L’Io, infatti, non conosce che baci notturni. E’ avere dimora in un calice.

E poiché rimanda all’ atto cosmico di bere da una fonte è vero che ci si bacia solo au claire de lune.

Pertanto possiamo dire che un bacio è sempre nella luce di maggio.

Ogni bacio ha il candore del lino,ha il sapore della mandorla ed ha un suo segreto: è sempre tornare sui tetti, come bambini, a baciare il sole.

Baciare è tornare a dimorare in aprile, nello svelamento di sé.

Il bacio è sempre un bacio segreto, è condividere un destino di volo.

Ogni bacio, dunque, avviene in un’ombra verde, accanto alle acque dove cresce la viola.

Un bacio è il ritrovamento, la creazione di un simbolo, o meglio, è l’apertura del simbolo al reale: il realismo dell’Io vacilla ad ogni bacio fremente.

Baciare è trovare una congiuntura perfetta con il sogno-di-un-altro, e dare ad essa una forma da amare, esso, infatti, fa di ogni incontro una rêverie.

E’ricamo di salici dolcemente chiusi al mondo, al loro interno gli amanti parlano. Baci e parole sono il loro pane. Baci e fiori la loro dimora. Gli amanti sanno che il mondo veglia sui loro sogni e che solo loro hanno il potere di rinnovare le stagioni.

Il tempo dei baci è un tempo assoluto, ogni dinamismo si ferma, stupito.

Il bacio ci fa appartenere intimamente alla terra dell’Altro.

La dialettica è muta davanti al bacio, davanti al mormorio di corolle dischiuse.

In ogni bacio il fuori scompare nella scoperta dell’ essere intimi.

Il bacio è sempre tra poeti.

E gli amanti hanno gesti felici che solo il fruscio del torrente conosce come rêverie dell’incontro.

Ogni bacio è rubato all’essere della terra e parla di sostanze aeree, in un’alchimia preziosa unisce il grano al fiore. E’ unione di elementi amati profondamente dall’Io, ritrovamento di antichi oggetti perduti ed ora ravvivati in una rêverie di baci.

Tale rêverie ripara i tagli  delle Attese di Fontana e dà vita alle Delocazioni di G. Parmigiani, dove l’assenza dell’oggetto è luogo di poesia,  dolente perché nessuno lo baciò.

Baciare l’Altro è scoprire di avere un’infanzia felice, annidata in cima ai pensieri o al fondo del primo bosco amato.

Invisibile al mondo è il bacio sussurrato, bacio di parole, o mani che costruiscono nidi nascosti, ove gli amanti ripongono l’oggetto amato e i suoi profumi.

Invisibile al mondo il bacio rende reale una rêverie: quella della riparazione di ogni legame strappato o infranto nell’infanzia. E’ affermazione di un per-sempre, ritorno di un legame antico.

Ogni dono deludente scorto nel primo sguardo del grande-Altro viene guarito dal bacio furtivo ed immenso del nuovo amante.

Ogni bacio, per questo,avviene al centro della terra, solo lì la malia del fuoco costruisce nidi felici.

Ogni bacio ha vita sua propria e prende l’Io per mano e lo conduce fra campi e stelle, nel segreto rifugio della capinera.

Canto silente d’amore,esso accoglie gli amanti nelle rêveries dei campi e alla soglia di un poema mai scritto.

Apre la mente alle immagini delle intimità ritrovate, alla dolcezza del mandorlo.

Il bacio, dunque, situa gli amanti nella casa onirica, all’ origine di ogni rêverie, sulle rive di un fiume.

Nel bacio gli amanti offrono un nido all’universo intero.

Se il desiderio d’oggetto è desiderio di mondo, è solo nel bacio che l’Io scorge ed ama l’alba dell’Altro.

Ogni bacio è un primo stupore, forma tangibile di una prima trascendenza d’essere. Ma è anche avventura tra i boschi.

Vi sono poi baci nel vento che rendono il viaggiare un unico verso immanente e infinito.

 Ci si bacia sempre in una soffitta, dove abita il cielo, cullando uccelli addormentati, con P. Neruda.

Vi sono baci che fanno rivivere l’ispirazione di un poeta

Gli amanti vivono nel vento, né potranno rinchiudersi se non per baciarsi ancora, come la violetta e la roccia.

Ritrovare il canto candore sparso di stoffe tra i campi è il miracolo di ogni bacio.

Nel bacio il grande e il piccolo si invertono e si può dimorare in un fiore. Le labbra cercano la notte e, cercandola, si estendono in essa.

Smarrirsi nei baci è l’inizio di un poema.

Non esistono baci perduti, perché ognuno di essi è un ritrovamento marino delle origini, quindi un accrescimento di rêverie e dissolvimento di lutti. Le case perdute tornano a trovarci ancora in un’avventura da amare.

Nel bacio la prossimità, dunque, è tale che, con P. Neruda, possiamo dire:

“…così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,

così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.”

Maria Rita Ferri

 

  • Me la ricordo quell’edizione del Festival.L’ho vista ad un apparecchio televisivo in bianco e nero nella sala  dell’oratorio ella chiesa di S. Maria della Tomba a Sulmona  Erano gli anni dell’oratorio. Gli anni delle lunghe partite a ping pong  e della messa parrocchiale alle otto del mattino della domenica a cui alle 10  seguiva il catechismo e il sabato pomeriggio la confessione obbligatoria. Alla fine della messa si cantava  “ Christus vincit ,Christus imperat “ oppure “ Bianco Padre che da Roma ,tu sei luce e guida / su ciascun di noi confida.” Don Luigi Balassone  aveva comprato un apparecchio  televisivo e lo aveva messo in una sala dove proiettava film a sedici  millimetri  tra cui S. Maria Goretti ,Marcellino pane e vino e altri  distribuiti  dalla  San Paolo  E avevamo cominciato con il vedere ogni giovedì sera  Lascia e raddoppia di Mike Buongiorno  e la sua affascinante valletta Eddy Campagnoli che poi aveva sposato anche il calciatore Lorenzo Buffon  e poi il sabato sera Il Musichiere di  Mario Riva , quiz ideato dalla coppia di autori di rivista e commedia musicale Pietro Garinei  e Sandro Giovannini . I motivi musicali erano eseguiti dall’orchestra di Gorni Kramer e da due cantanti: Nuccia  Bongiovanni  e Johnny Dorelli poi sostituito  da Paolo Bacilieri perché  Johnny Dorelli  partecipava al Festival di Sanremo con Domenico  Modugno vincendo con la canzone nel “Blu  dipinto di blu “. Sigla della trasmissione era “Domenica è sempre domenica”,( che qualche volta ricanto ancora ) , brano che Garinei, Giovannini e Kramer avevano composto per la commedia musicale Un paio d’ali, ma che divenne famoso proprio attraverso questa trasmissione. A casa avevamo solo la radio e per alcuni anni andai a vedere la domenica pomeriggio  Le avventure di RinTinTin ( 166 puntate dal 5 aprile 1956 ) a casa di zia Elvira che aveva comprato un televisore prima di noi .  In questo anno 1961 debuttano in pubblico  Bob Dylan e nella lirica Luciano Pavarotti, l’astronauta Gagarin è il primo uomo che va nello spazio ,viene fondata Amnisty International e il WWF , si tiene la prima marcia  della pace Perugio – Assisi  ed eretto il Muro di Berlino.Muore Ernest Hemingway, Luigi Einaudi e Carl Jung .

(2)Edmond Rostand “Cyrano De Bergerac ,Atto III, scena X

(3)Questa molecola è responsabile delle nostre sensazioni di soddisfazione, ottimismo e, appunto, felicità. Quando le sue concentrazioni ematiche sono elevate, l’umore è migliore; al contrario, la depressione è associata a una riduzione dei suoi livellli.Non a caso i farmaci antidepressivi più moderni agiscono aumentando la quantità di serotonina a disposizione delle cellule del cervello.

(4)L’ossitocina insieme a dopamina e serotonina  sono  neurotrasmettitori che stimolano una serie di reazioni chimiche in grado di contrastare gli stati negativi e promuovere il buon umore.

(5)Che cos’è mai un bacio? a cura di Alessandro Barbaglia Interlinea «In una sorta di biografia del bacio, Barbaglia prova a ripercorrerne storia e simbologia attraverso numerosi aneddoti, come la teoria antropologica che lo vede nascere da un retaggio dell’allattamento al seno. “Baciare è una scienza: si chiama osculazione. Chiamarla bacio è già farne poesia”: così il volume rintraccia un’anatomia del bacio attraverso i versi di grandi autori: si cercano suoni, gusti, profumi, labbra (“un muto linguaggio di piacere”)».

     (6) Marco Rossari  Perché ci baciamo resta un mistero . Corriere della sera 24            gennaio2012 https://www.corriere.it/salute/12_gennaio_24/bacio-mistero-rossari_651a345a-4362-11e1-8047-0b06b4bf3f34.shtml

  ( 7 )  Vivere più sani  https://viverepiusani.it/baciare-meglio-con-10-consigli/

(8) https://nospoiler.it/2019/10/21/baci-belli-famosi-cinema/

( 9 ) Massimo Recalcati  Mantieni il bacio (Feltrinelli, pag. 128)

(10) Il Vangelo secondo Giovanni omette completamente l’episodio del bacio di Giuda.

« Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». E subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. »   (Matteo 26:47-49)

« E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Allora gli si accostò dicendo: «Rabbì» e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono. »   (Marco 14:43-46)

« Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?.» »   (Luca 22:47-48)

(11) https://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Eventi/EventiInEvidenza/InItalia/visualizza_asset.html_1496044697.html

(12) Jacques Prévert, I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

Pablo Neruda

Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante
Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi.

Lancillotto e Ginevra, (Lancillotto o il cavaliere della carretta, vv. 4669-4679, Chrétien de Troyes)

Lancillotto ora ha ciò che brama:
la regina lo accoglie, ed ama
che stia con lei e che le faccia
piacere: tiene fra le braccia
lui lei, e lei lui tra le sue.
È così dolce il gioco ai due
e del baciare e del sentire,
che n’ebbero, senza mentire,
una gioia meravigliosa
tanto che mai una tale cosa
non fu udita né conosciuta.

 Edmond Rostand, Cyrano de Bergerac

Un bacio, insomma, che cos’è mai un bacio?
Un giuramento fatto più da vicino, una promessa
Più precisa, una confessione che vuoi conferma,
un apostrofo rosa tra le parole «t’amo».

(13) https://www.lastampa.it/cultura/2020/05/08/news/coronavirus-e-il-primo-bacio-dopo-il-confinamento-sensoriale-l-emozione-di-un-nuovo-inizio-1.38818657

 

Dott.ssa Maria Rita Ferri

Psicoterapeuta Psicoanalitico,

Formazione Psicoanalitica Post Lauream,

Spec. Psicoterapia Familiare.

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