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RITRATTO DI GIULIA DI GIAMPAOLO: FONDATRICE DI “QUISIFAVOLA” E AUTRICE DI “GEOGRAFIE DEL SILENZIO”

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Redazione-  Carissimi lettori e carissime lettrici,oggi vi parlo con piacere di Giulia Di Giampaolo, insegnante di scuola primaria all’istituto comprensivo Pescara 5, fondatrice del progetto “Quisifavola” e autrice del libro “Geografie del silenzio” edito Drakon Edizioni.

Giulia è una donna autentica, di una dolcezza sincera e mai melensa, con una rara onestà intellettuale, un’ammirevole umiltà e una notevole capacità introspettiva che la porta ad analizzare persone, cose e situazioni con un occhio clinico e una meticolosità chirurgica. In una società sempre più devota all’artificiale e all’esibizionismo sfrenato, lei si fa spazio, con granitica caparbietà e, al contempo, in punta di piedi, consapevole del fatto che quando il contenuto è di qualità si può arrivare con assoluta calma e pacatezza.

È davvero un piacere ascoltarla perché elargisce, sui social e su youtube, pillole interessanti e mai scontate, sui temi più variegati. Questo deriva, come lei stessa afferma, dalla sua curiosità e dalla sua fame di conoscenza che la portano ad approfondire ogni argomento che accende il suo interesse. La nota distintiva della sua personalità è uno spirito adulto maturo e saggio che si fonde con la spontaneità e lo stupore di una bambina. Con armoniosa serenità, mette a proprio agio l’interlocutore e sa arrivare in modo efficace e potente. Si nota la padronanza in tutte le idee che condivide. Nulla è buttato a caso. Giulia centellina ogni parola per avvalorarne ancora di più il significato. Le sue opinioni nette e decise sono il frutto di tanti anni di studio, di ricerca, di insegnamento, di consapevolezze acquisite.

Giulia ha una passione particolarissima: reinterpreta le fiabe e le favole in chiave moderna e in modo innovativo fondendo varie discipline. Da qui è sorto il suo progetto “Quisifavola” che lei definisce esaurientemente così: “Esploro, sperimento, gioco, scrivo, mi diverto. Il mio campo d’azione sono le storie – anzi, le fiabe. Quelle che conosciamo poco, se non attraverso le versioni semplificate e cinematografiche. Quelle che custodiscono simboli, archetipi, verità nascoste. Le fiabe mi accompagnano da sempre. Non sono solo racconti per bambini: sono nutrimento per l’anima, proprio come i sogni lo sono per ciò che è più grande di noi. Le fiabe aprono porte dentro di noi, ci aiutano a guardarci dentro, a scoprire parti dimenticate e mai esplorate. Sono vive, pulsano, e come un sistema circolatorio invisibile, ci aiutano a rigenerare le nostre forze interiori. Nel mio lavoro intreccio le fiabe con la psicologia junghiana, le neuroscienze, l’educazione emotiva e l’esperienza educativa. Manipolare le fiabe, per me, significa metterci le mani: smontarle, ribaltarle, interrogarle. Per trasformare anche noi stessi.”

Mi affascina molto il concetto di “fiaboterapia”, da lei costantemente sviscerato, in cui definisce le fiabe come una sorta di “palestra emotiva” per i bambini che, tramite esse, riescono a tramutare la paura in coraggio, la perdita in rinascita e il dolore in crescita attraverso dei simboli universali e in un luogo protetto perché basta immergersi nella lettura per immedesimarsi nei personaggi di fantasia. I bambini capiscono che il mostro esiste, ma sanno che verrà sconfitto alla fine della fiaba, quindi colgono l’esistenza dell’ombra, ma sanno accoglierla e trasformarla affinando le proprie risorse interiori. Anche per gli adulti si rivela assai utile riscoprire le favole e le fiabe, perché parlano direttamente all’inconscio, stimolano la crescita personale e potenziano la creatività e la resilienza..

Giulia Di Giampaolo è una donna che tiene alla sua riservatezza e alla sua libertà di azione e di pensiero. Non ha bisogno di mettersi in mostra perché la sua luce interiore è così pura e sfolgorante che traspare anche quando lei è in silenzio. Ed è proprio ad esso che ha dedicato un interessante libro intitolato “Geografie del silenzio”, affidandosi a Nicolina Galassi della casa editrice Drakon Edizioni, dove indaga il silenzio attraverso le vite di personaggi immaginari, rivelando la sua polifonia e le sue diverse manifestazioni, dalla quiete della concentrazione al suo peso più profondo. L’autrice descrive il silenzio come una “mappa” per orientarsi in questi territori dell’anima, evidenziando come le sue varie forme siano legate a stati d’animo, sentimenti e desideri. Il silenzio non si configura come una semplice assenza, bensì come uno spazio articolato e poliedrico, con “paesaggi” differenti che portano con sé emozioni e significati distinti, come riflessione, ascolto di sé, emozioni represse o la dimensione del cuore.

Giulia ha inteso il suo libro come un’occasione per riflettere sul legame profondo tra fiabe e silenzio, in particolare attraverso il simbolo dello specchio:

– nelle fiabe, lo specchio è un portale che si attraversa per agire nel mondo;

– nel silenzio, lo specchio si osserva per indagare, conoscere e stare con sé stessi. È, dunque, un invito ad accedere nel proprio mondo interiore.

Giulia esorta tutti a porsi delle domande invece di accettare acriticamente e indiscriminatamente le presunte “verità assolute” che questo sistema vuole propinarci spacciandole per certe. Giulia è schietta e non ha paura di interfacciarsi con i lati più scomodi dell’esistenza, questo aspetto è indicativo del suo coraggio e delle sue infinite risorse.

Per farvela conoscere ancora di più condivido con piacere, nei seguenti link, il suo sito “Quisifavola”, il suo libro e l’incisiva intervista che le è stata rivolta dalla giornalista Federica Peluffo nella prima mezz’ora della puntata “Fidati di me”.

https://www.quisifavola.it/

https://drakonedizioni.it/prodotto/geografie-del-silenzio/

https://www.youtube.com/watch?v=4yYG6di9yBs

https://anankenews.it/wp-content/uploads/2021/01/word-image-1.png

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