Redazione-L’Associazione Albergatori Roseto degli Abruzzi, la Scuola Italiana Camminata Sportiva –ASC Sport Teramo-Roseto Cammina con lo sportello rosa e lo sportello di supporto integrato del consultorio familiare di Silvi, hanno visto coniugare un servizio sociale di strada, che ‘sta accanto’, che sostiene per prevenire, che trova la sua presenza oltre gli orari istituzionali, che vive e crede che il dare senza ricevere, senza opportunismi, sia la prevenzione di tutti i disagi. Accogliere e accompagnare i giovani nella pratica sportiva è certamente la virtù da sostenere e perseguire per un mondo dove il dono e il donarsi sia l’esempio umano più importante per disegnare una vita del regalo di salute a se stessi e agli altri.
Il 3 giugno, con la giornata del seminario tenutosi a Roseto, si è aperta l’accoglienza dello “Sport e design nella prevenzione e nell’inclusione” con Gabriele Di Giuseppe che tanto ha investivo in questi anni nella coesione e nella trasversalità tra sociale e sport per la prevenzione. La sua passione e la sua innovazione di fattiva sinergia, è la dimostrazione del ‘si può fare’.
Le numerosi insegnanti che si accalcavano per gli accrediti, hanno allietato la sala della loro presenza ascoltando con attenzione e partecipazione gli interventi. Non sono mancate sinergie per l’occasione. L’efficiente segreteria, affidata alle Dott.sse Anna e Francesca Italiani e Nadia Di Blasio dello Sportello Rosa e di Supporto Integrati di Silvi, hanno provveduto alla registrazione di tutti i partecipanti.
Dopo i saluti dei due politici presenti, rispettivamente il Sindaco di Notaresco: Diego di Bonaventura e il delegato allo sport del Comune di Roseto Marco Angelini che hanno apprezzato l’iniziativa gremendo la sala di applausi, ha proseguito l’ intervento il Coach: Mario De Benedictis ,che ha attratto l’interesse della platea con domande e curiosità. Egli, ha raccontato le vittorie, le olimpiadi, gli allenamenti e della medaglia di bronzo di Barcellona 1992 del fratello Giovanni, della marcia. Ha sottolineato quanto il mestiere più duro sia quello del maestro, soprattutto quello che sarà il maestro di vita. Ha sottolineato l’importanza della prevenzione attraverso lo sport nelle scuole dai 5 agli 11 anni, riportando esperienze di vocazione come allenatore del settore giovanile. Ha evidenziato la sua esperienza nella marcia ed il progetto attivo di “Scuola Italiana camminata Sportiva”. Dopo aver intrapreso la marcia all’età di 12 anni nel 1977,proseguendo negli allenamenti del fratello Giovanni che nel 1992 ha vinto il bronzo olimpico di Barcellona per i 20 Km di marcia.
Ricca di contenuti è stata la sua relazione dal titolo: “Pratica alla tecnica della camminata sportiva”. Le sue slides hanno colorato la sala di esperienze entusiasmanti, carichi di passione.
Subito dopo, è stata data lettura della comunicazione trasmessa dal Direttore Prof.Dott. Giordano Bruno e dalla coordinatrice Prof.ssa Giulia Romiti dell’Isia di Roma-Pescara che si riporta integralmente:
“Nel ringraziare gli organizzatori per il loro prestigioso invito, prima di entrare in argomento desideriamo scusarci per il non essere lì presenti di persona, ma lo siamo con la mente e con l’animo.
All’apparenza sport e design rappresentano, nell’immaginario collettivo oggi prevalente, un binomio in cui sono presenti tutti quegli aspetti che sembrano determinare le aspirazioni prevalenti: il successo e la ricchezza in testa a tutto.
Fortunatamente però questa immagine che ancora accompagna entrambi i settori, trova un antidoto in una visione diversa, più approfondita e più intrisa di cultura.
Questa visione è proprio quella che viene richiamata dal titolo del Convegno. Sport e Design possono e devono essere coniugati e intrinsecamente legati a due aspetti nobili del vivere umano: prevenzione e inclusione .
Se ci soffermiamo a riflettere sulla nascita sia dello sport che del design, non possiamo non riconoscere che entrambi prendono corpo, in epoca antica il primo e in epoca molto più recente il secondo, per rispondere a esigenze di tutt’altro tipo rispetto a quelle che come ho detto sopra le circondano oggi.
Non è il caso qui di trattarne le esegesi di entrambi , ma corre l’obbligo di evidenziare come inclusione e prevenzione siano due tra i pilastri più importanti, per cui queste attività umane vengono praticate e sviluppate.
A tale proposito, può essere utile ricordare la statua di Mirone rappresentante il Discobolo, risalente al quarto secolo avanti Cristo. Cosa ci colpisce in essa? Naturalmente l’eleganza, l’armonia, l’equilibrio delle forme, la potenza dei muscoli dell’atleta; ma anche l’aspettativa del pro-ietto, di quale e quanta strada farà il disco, di come si si poserà, se quel lancio sarà più corto o più lungo del precedente. E ancora di cosa potremmo discutere da spettatori se non della grazia del lancio o della sua goffaggine, della gioia o del dispiacere che coglieremo nel volto dell’atleta, della preparazione svolta per l’evento, della dieta seguita e così via!
Non c’è dubbio che da tutti questi elementi emerge l’aspetto fondamentale della vita umana, quello della condivisione, della partecipazione razionale ed emozionale, del sentirci inclusi in un evento più grande di noi; non c’è dubbio che il risultato ci infiammerà o ci deluderà ma comunque ci farà sentire in sintonia con molti altri di noi, in una dimensione di comunità.
Ecco oggi sempre di più abbiamo bisogno di questo spirito di condivisione e di inclusione che lo sport ci aiuta sicuramente a raggiungere, ma abbiamo anche un’arma in più: il design.
Quel design, che recuperando il suo significato originario di progetto, non è visto più solo come agente che opera prevalentemente nella moda, nel lusso, nell’elemento distintivo; ma si fa soprattutto di interprete dei bisogni della collettività. Diventa attore di una promozione culturale, che facendo interagire arte e scienza, tecnologie e materiali, è in grado di educare nuovamente al “bello e utile”, come elementi inscindibili del panorama umano. Si propone come regista e promotore di soluzioni che sappiano trovare collocazione in un mondo sempre più complesso, ma affascinante nelle sue sfide.
Un design che si interroghi e si accosti alla prevenzione e all’inclusione come atto fondativo del suo sussistere, ridefinendo modalità di vita, di integrazione e di soddisfazione dell’esistenza propria e altrui.
Questo è quanto ci siamo promessi di fare attraverso l’ISIA di Pescara e la Fondazione MORFE’ e chiediamo a tutti coloro che condividono questo disegno di rendercene partecipi.”
Emozionanti, infine sono state le immagini e i contenuti proiettate per uno Sport e design con la prevenzione e l’inclusione.
A seguire, l’intervento della Dott.ssa Silvana Di Filippo, ha evidenziato la «Rete e Sport nel Servizio Sociale di strada», un’esperienza introdotta dal 2000 in sinergia con Gabriele Di Giuseppe. Ha evidenziato i risultati raggiunti per un mondo senza dispersione scolastica e senza disagi. Ha evidenziato tutte quelle tappe storiche tra sport e sociale e tutti gli importanti risultati ed outcome progettuali che hanno sollecitato ad essere sempre attivi stando “accanto”. Ha concluso il ricco intervento con una frase pubblicata nel suo testo dal titolo “ La forza del sociale nella comunicazione interattiva”, con queste parole:
“ Lo sport è il primo strumento di prevenzione in ambito minorile… Crescere nel proprio corpo è una legge naturale…Crescere nell’educazione è una norma soggettiva…Educare al movimento è un aspetto formativo
rilevante in età evolutiva: esso consente l’acquisizione armonica del proprio corpo, Non solo per l’attività motoria-salutista, ma soprattutto in ambito psicologico. Compito delle agenzie educative è quello di potenziare lo sport. Compito delle politiche sociali, dovrebbe essere quello di diffonderla in forma gratuita,
Per estenderla a tutti quelli che non hanno la possibilità di usufruirne e, Trovare in esso il veicolo primario per la costruzione del benessere di rete personologica e sociale.(…)
L’uomo per sua natura sa correre, saltare, afferrare, arrampicarsi! Cerchiamo di ritrovare tempo e spazi da dedicare alla pratica sportiva per ritrovare non solo il benessere fisico ma, anche quello psichico .”
Nel suo intervento su:<<Sport e Giornale Integrato>>,il Direttore del giornale online prof. Massimo Mazzetti di Anankenews.it, ha posto in evidenza il valore dello Sport come strumento di inclusione e di promozione sociale e del ruolo che può svolgere una testata giornalistica per il raggiungimento di questi obiettivi.Ha illustrato, infine, il Manifesto sull’accessibilità dello sport e delle strutture sportive realizzato e promosso a livello nazionale ed europeo dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
A seguire, l’intervento della Dott.ssa Stella Chiavaroli su: “Sport e Disabilità. Strategie per l’integrazione” ha evidenziato come divulgare lo sport sia un momento di aggregazione e di inclusione per tutti, l’informazione sulle diverse attività sportive per il recupero delle diverse abilità e il superamento dell’handicap possono certamente sollecitare le agenzie educative ad essere insieme per un futuro inclusivo. Per fare ciò è importante la partecipazione e la coesione costanti come dimosytra la giornata di oggi.
Tenendo la mano, mai lasciata, di Martina Collevecchio, ha evidenziato come la voglia di correre non abbandoni mai nessuno e di come Martina abbia voglia di correre come tutti con la sua carrozzina, ma che però incontra tante barriere architettoniche. Ha lasciato la parola all’ospite d’onore Martina Collevecchio che sempre al suo fianco, ha ringraziato la società di calcio di Pineto per averle acquistato la carrozzina che indossa con una loro colletta. Ha evidenziato la voglia di correre che ha come tutti e che le piacerebbe avere una carrozzina ad autospinta come quella denominata SmartDriverx2. ed ha lanciato un invito alle politiche per far creare una pista sportiva per disabili e meno barrire che incontra ogni giorno concludendo con un invito a disabilitare le differenze.
Le sue parole hanno fatto emozionare i presenti che con una grande applauso hanno riempito di gioia la grande Martina.
La chiusura dell’evento, è stata affidata a Gabriele Di Giuseppe che ha ringraziato i presenti e prospettata la possibilità di continuare ad essere una grande rete sociale!
Infine, l’intervento del Presidente Raffaella D’Elpidio dell’Associazione Onlus rosa per la vita, ha messo in risalto l’impegno più incisivo da parte della loro nuova associazione.
I lavori si sono chiusi con la rete dello sportello con la centralità di Martina che hanno reso la giornata viva e gioiosa.
Le riprese della giornata sono state curate da Christian Dell’Orletta di Silvi.
Il giorno successivo del 4 giugno, lo sportello rosa e di supporto integrati hanno allietato le partenze degli atleti sotto le note del coro insieme a Stella Chiavaroli e Martina Collevecchio per un mondo verso la prevenzione e l’inclusione che alle partenze degli atleti hanno presenziato le lanciate nel cielo dei palloncini rosa per la vita, seguiti da Paolo e Mirella Colevecchio, Nadia di Blasio, Ruben Mosca,Silvana Di Filippo, Monica Mariani, paolo Di Luca, Marco e Luca Di Giuseppe insieme ad una nutrita rappresentanza di insegnanti e cittadini.
La Camminata inclusiva Roseto in vetrina, ha visto la partecipazione di numerose persone che al via delle partenze hanno lanciato spari di stelle filanti in segno di sinergia.
La mattinata si è conclusa con un ricco ristò offerto dagli
