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MIA CARA AMICA DAD, TI SCRIVO…..

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Redazione- Parlerò di didattica a distanza o più comunemente conosciuta come DAD, visto che in questo periodo va di moda e soprattutto perché la mia vita con l’arrivo del COVID 19 si è stravolta a causa della DAD. Quest’ultima accompagna lo scorrere delle mie giornate, e quello delle mie figlie, con un ritmo serratissimo.

Mi ci sono trovata obbligatoriamente in questa strana forma di didattica, come mamma e come insegnante universitaria.

Sono stata da subito insofferente in particolare rispetto alle proposte di lavoro a distanza che ho vissuto più da vicino, riguardanti scuola primaria e secondaria di primo grado, perché ritengo che gli alunni non possano vivere la scuola e il sapere come un arido trasferimento di informazioni avulso dal setting scolastico.

La motivazione dei destinatari di questa didattica, infatti, dopo poco è venuta a mancare, non essendoci né il grande motore della socializzazione che fa parte dello stare a scuola, né proposte di attività coinvolgenti.

Credo sia fondamentale, se non prioritario, in questo momento in cui gli allievi si trovano a casa, basare l’apprendimento sul loro ambiente e dare compiti inerenti al contesto. Compiti autentici, sfidanti che li coinvolgano e li motivino la mattina quando si alzano.

Esempi di attività stimolanti, potrebbero essere: fare la lista della spesa con qualche prodotto che desiderano, ipotizzando il costo totale; cucinare un dolce o la pietanza che preferiscono, dove viene messa in gioco la capacità organizzativa, la gestione del tempo, dello spazio, oltre alle conoscenze relative alle unità di misura…Raccontare in un diario il trascorrere della propria giornata, anche in musica, costruendo una canzone…..Prendersi cura di una piantina e tante altre azioni, lavori domestici finalizzati all’apprendimento di abilità trasversali.

In uno dei tanti webinar a cui ho partecipato, uno psicoterapeuta ha detto una frase che mi ha colpita “ la DAD lavora sulle emozioni e non sui sentimenti. Bisogna creare un legame empatico con i ragazzi, lavorando sui sentimenti”.

Ho riflettuto su questa frase cercando di analizzarne il significato, nello specifico mi sono chiesta perché non sulle emozioni e invece si sui sentimenti? Poi ecco l’insight ! Il lavoro sui sentimenti necessita di una rielaborazione dell’emozione e prima ancora di una riformulazione riflessa dove è necessario l’apporto di un’altra persona, quindi la relazione è necessaria. E’ proprio quest’ultima che non bisogna dimenticare nella DAD, bensì privilegiarla attraverso qualsiasi proposta che il docente scelga.

Un altro elemento importante è quello di lavorare sul meccanismo dell’attesa con la DAD, poiché l’attesa crea dopamina e quindi il desiderio che l’esperienza si ripeta. Quindi far vivere momenti entusiasmanti agli alunni durante la didattica a distanza, farli parlare della loro quotidianità più che della storia o dell’aritmetica….,  interrompere la lezione sul più bello, affinché desiderino che arrivi la successiva.

Mi piace chiudere questa mia riflessione con le parole di chi è destinatario della DAD, ovvero gli alunni.

“Non mi piace perché non c’è la ricreazione e non puoi stare con le tue amiche…”, seconda media; oppure “Non mi piace questo periodo scolastico che sto trascorrendo a casa, perché la casa è diventato il luogo del lavoro, non più quello del riposo, invece io voglio lavorare a scuola. Vorrei più momenti di saluti con le maestre e tra i compagni…”, 7 anni. Il prossimo lavoro da fare sarà quello di dar voce ai destinatari della DAD.

Dott.ssa Flavia Trabalzini

Pedagogista-Counsellor-Insegnante

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