Ultime Notizie

L’ISIS E LA DISTRUZIONE DELLA MEMORIA

0 10.793

Redazione- Cos’è l’Isis?

L’Isis è un gruppo terroristico conosciuto in Occidente per essere l’ “avversario militare” del regime siriano di Bashar al Assad. Nel 2012 sono iniziati i primi scontri con le truppe siriane. Tuttavia l’Isis ha un’identità e scopi ben più complessi. Si definisce uno “stato” con lo scopo di fondare un califfato. Il significato della sigla è: “Islamic State of Iraq and Sham”, con “Sham” si intende un gruppo di territori che comprende Siria, Palestina, Libano e Giordania.

Scopi dichiarati

L’obiettivo dell’Isis è dar vita a un Califfato Islamico nel territorio della Siria e dell’Iraq che venga governato sulla base di un’interpretazione molto rigida della shari’a (shari’a: la Legge di Dio o Legge Islamica, in ogni ambito umano. Fonte della Legge Islamica non è solo il Corano, ma anche la Sunna, ovvero i racconti del Profeta: entrambi, infatti, sono la diretta espressione della volontà divina, quindi da considerarsi  guida pragmatica della vita e dell’ordine sociale quotidiano).

Affinché la shari’a possa essere applicata senza limitazioni, l’Isis promuove la Jihad offensiva, ovvero la Guerra Santa volta all’espansione dell’Islam.

Isis e arte: distruggere i monumenti per distruggere la memoria

I motivi per cui l’ISIS distrugge i monumenti sono principalmente religiosi, ideologici e politici.

La distruzione del Patrimonio culturale del Medio Oriente sta avvenendo non solo con le demolizioni, ma anche con traffici e furti che servono principalmente a mantenere le spere militari.

Fin dalla Seconda Guerra del Golfo e dal saccheggio del Museo di Baghdad nel 2003, il traffico clandestino dei reperti mediorientali è aumentato e rifornisce soprattutto i paesi occidentali, dove i collezionisti sono molti e in particolare approfittano delle legislazioni dei paesi che si curano poco dell’origine degli oggetti che vengono venduti.

Nel corso della storia ci sono state molte distruzioni di opere d’arte giustificate per mezzo della religione. Già tra il IV e il V secolo d. C. , nella parte orientale dell’impero, c’erano state delle distruzioni. A Palmira furono i cristiani a distruggere il tempio di Allah, di cui Libanio denunciò la distruzione a Teodosio che nel 386 aveva scritto in difesa dei templi siriani.

Anche la distruzione dell’arte può essere “instrumentum regni“, strumento di governo.

Inizia tutto (più o meno) con il 2001, anno in cui i talebani fecero saltare in aria i grandi Buddha di Bamiyan in Afghanistan, due enormi statue del Buddha scolpite nelle pareti di roccia, esattamente pochi mesi prima dell’attentato alle torri gemelle.

Nella loro interpretazione del Corano, tutto ciò che è “pre-islamico”, avvolto nell’ignoranza della verità svelata dal profeta Maometto, tutto ciò che allontana dalla shari’a deve essere demolito.

Nel 2008, i terroristi di Al–Shabaab hanno distrutto le tombe e i santuari dei Sufi (tolleranti dei Musulmani).

Nel 2012, venne distrutta in Mali la moschea di Sidi Yahya, datata 1440, nella città di Timbuctù, dichiarata Patrimonio dell’umanità.

Il 25 settembre 2014 i jihadisti dell‘Isis hanno completamente distrutto la Chiesa Verde di Tikrit, città natale di Saddam Hussein in Iraq; nello stesso anno la Tomba del profeta Giona a Mosul.

Sempre nel 2014, anche Chiesa memoriale del genocidio armeno in Siria a Deir Ezzor.

All’inizio di marzo, hanno distrutto il sito archeologico dell’antica città assira di Hatra, a 15 km sud da Mosul.

Successivamente si è tenuto un incontro intitolato «Rinascere dalle distruzioni», una sorta di anticipazione dell’imminente impegno dei Caschi blu nelle terre distrutte e segnate dalla guerra e per tentare la ricostruzione dei beni distrutti dall’Isis.  L’associazione “Incontro di Civiltà” si sta impegnando in numerosi progetti, tecnologicamente avanguardistici, per il ripristino del Patrimonio culturale.

Tentativi di ricostruzione 

Gli obiettivi prefissati sono i seguenti: ricostruire in Iraq, in intesa con l’Italia, in scala reale il Toro androcefalo che simbolicamente proteggeva Nimrud, la capitale assira, fatto saltare in aria dall’Isis nel marzo 2015 e ricostruito dalla ditta Nicola Salvioli, proprio su un progetto dell’associazione Incontro di Civiltà con la Fondazione Terzo Pilastro/Italia e Mediterraneo.

Intervenire per il ripristino del Parco archeologico di Dur Kurigalzu, residenza reale degli ultimi re cassiti. La sua ziggurat è stata ritenuta per secoli la Torre di Babele. Mettere in sicurezza e ricostruire una parte del Palazzo imperiale di Nimrud.

Ad oggi sono già state realizzate tre ricostruzioni: il Toro androcefalo, gli Archivi reali di Ebla e il soffitto del tempio di Bel a Palmira.

Il patrimonio culturale, materiale e immateriale, è un patrimonio universale dell’Umanità e in quanto tale è il fondamento della pace tra i popoli.
I beni del patrimonio sono i fondamenti dell’identità dei popoli, ma, al tempo stesso, sono la fonte del dialogo, della convivenza e della comprensione tra i popoli, perché la diversità delle culture è una ricchezza inestimabile dell’Umanità nel suo complesso. I beni del patrimonio culturale giunti fino a noi devono essere conservati e tutelati per le generazioni presenti e future. Quando danneggiati o distrutti è dovere dell’Umanità ricostruirli fedelmente agli

originali nello stato del tempo delle distruzioni

 

Commenti

commenti

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.