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” L’INVITO ” DI RENATO LEBAN

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L’Invito

Tutto è stato

Così inspiegabile

Misterioso è bello

sin dal nostro primo incontro.

Sono rimasto sorpreso

Affascinato ed in fine

Conquistato.

Avevi uno sguardo limpido e fiero

Eri un puro di cuore

Un po’ timido

Ci eravamo incontrati

Casualmente

In una splendida giornata d’Ottobre

E ascoltando le tue domande curiose

Rimasi ammaliato dal suono delle tue parole

E di quello strano Spirito

Antico e profetico che c’era in te

Nessuno prima di te

Era riuscito a toccare l’animo mio

Così profondamente

Nasceva in me

Una grande emozione

Completamente diversa

In un certo modo

Mi sentivo protetto

E allo stesso tempo

Indifeso.

Protetto dalla tua semplicità

Dalla tua onestà

Ed indifeso dalla mia scarsa esperienza

Nessuno prima di te

Aveva avuto la pazienza

E l’interesse di ascoltare un uomo

Che aveva vissuto

È sbagliato così tanto

Tu ascoltavi tranquillo

Le mie storie d’amore

Le gioie le delusioni

E il dolore che ti confidavo

Attraverso le parole

Piene di lunghe solitudini

Colme di vergogna

E di speranza

Come un ragazzino

Che raccontava le sue prime esperienze .

Nessuno a di fuori di te

A quel tempo

È stato capace di esprimere

Con semplicità ed umiltà

La comprensione

E lo Stato d’empatia

Per ciò che stavo dicendo.

Parlavo

Per la prima volta in tutta libertà

Non ad un altro uomo

Ma ad uno spirito libero

Che nulla sembrava

Condividere con le meschinerie

Del genere umano

Mi sentivo

Senza alcun timore

Libero di esprimermi

La mia naturale riservatezza

E paura la superai

Nel spiegare a te

Quelle cose di cui non avevo

Mai osato parlare

A nessuno

Poiché esse avrebbero

Potuto essere interpretate

Come debolezze umane

Ma tu non giudicasti

Ne alcuna critica

Uscì dalla tua bocca .

Dicesti semplicemente

Non è necessario

Che ci sia sempre qualcuno a giudicarci

A darci degli ordini

O provi a metterci in bocca

Le parole giuste

In verità noi

Dovremmo averle già nel cuore

Nessuno di noi

È perfetto.

E di certo con un po’ d’amore

Con un po’ di rispetto e comprensione in più

Tutti noi potremmo essere migliori

Non credi ?

La cosa importante è

Con quale spirito

Ci presentiamo

Gli uni verso gli altri .

È importante l’attitudine

I nostri sentimenti .

Lo guardai

E la sua luce mi penetro’ nell’ anima .

Contraccambiò lo sguardo e disse:

perché non lasci tutto

E andiamo ad aiutare

Il nostro prossimo ?

Ci sono uomini donne

E bambini

Che hanno bisogno del nostro aiuto.

Lascia ogni cosa e vieni via con me.

L’invito mi sorprese

Per due ragioni:

La prima riconoscevo i quelle parole

O stesso invito

Pronunciato migliaia di anni fa’

Da Gesù di Nazaret

Al giovane ricco

Che chiedeva cosa avrebbe dovuto fare

Per guadagnarsi

Il regno dei cieli,

La seconda fu,

Che mi ritrovai a dare a lui

La stessa risposta.

Risposta

Che mi ha fatto pensare

E ripensare

Non una ma mille volte

Al mancato coraggio

Da parte mia

E forse

Per questo motivo

E per questo esso di colpa

E l’incapacità di poter realizzare

Qualche cosa

Che fosse veramente utile

Per il nostro prossimo

Mi sentii di aver perduto

L’occasione più iportante

Della mia vita

Ma alla fine di questa storia

Quello di cui ho sentito

Maggiormente la mancanza

È stata la presenza di quel giovane

E di uno spirito che non ho ritrovato più

Il giovane se ne andò

Tre giorni dopo

All’alba

Era alto magro,biondo occhi azzurri con taglio di capelli alla Nazzarena.

Se ne andò in pace

Così come venne

Ma d’allora dentro di me

L’universo

Non fu mai più lo stesso

Ma più!

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