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L’ECOLOGISMO RIDUZIONISTICO DI VELASCO

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Redazione- L’artista non si discosta mai dai canoni e dagli statuti propri dell’arte pur nell’intento di aprire squarci all’immaginario e di contribuire a diffondere il messaggio di pace e di rispetto dei diritti umani. La tecnica assunta attraverso una personalissima fascinazione segnica, perfettamente improntata alla riduzione dei linguaggi formali, non è mai neutra e indifferente, al contrario essa impone un peso decisivo, condiziona il contenuto, il “che cosa” Velasco voglia esprimere.

Il richiamo al rispetto per la natura e per l’essere umano si concretizza artisticamente nell’assunto “il medium è il messaggio” e trova una prova eloquente nelle pitture di Velasco con figure che risultano appena schiacciate in superficie, restituendo il potere alle immagini in un cammino linguistico lungo e articolato, facendolo approdare a quello che per me configura l’ecologismo riduzioni stico, ovvero la sua impronta di autenticità nel mondo dell’arte.La Pittura, questo dolce compagna di avventure in cui l’Artista rappresenta il rapporto esistenziale contrastante di amore e odio, piacere e nostalgia, rassegnazione e consapevolezza che pone di fronte alla realtà del trascorrere incessante temporale il consumarsi delle esperienze e l’alternarsi delle fasi della vita.

Una contaminazione artistica i cui i tratti appaiono netti sicuri e immaginifici, in tutti i dipinti lo spazio, così come il tempo vengono visti come una categoria fondamentale in cui si inscrive la condizione umana.
Le immagini sono per Velasco una forma di proiezione della realtà e vengono fissate sulle nature morte in funzione delle sue necessità vitali. Per questo origina una modernità in cui dominano lo scenario le rappresentazioni e tuttonelle sue tele parla di gioia, di serenità, di natura, di certezza: un’evidenza gioiosa immediatamente trasmessa dalla ricchezza, luminosità e gamma della tavolozza usata dall’Autore.Il bisogno di tornare al principio della forma e della comunicazione è il centro gravitazionale di Velasco filtrato però attraverso un linearismo giocoso, quasi di sapore pop, che incrocia fenomeni e situazioni empatici che destano emozioni e costringono ad una sosta in questa grande officina alchemica.La formulazione dell’immagine e la costituzione dell’oggetto, sono due elementi fondamentali per comprendere il suo lavoro e la sua opera di artista ed il Iato che separa la formulazione dell’immagine dalla costituzione dell’oggetto è la sua chiave di lettura artistica.

Fermandosi ad osservare da uomo moderno la realtà contaminata dal nulla, l’artista tenta caparbiamente la ricostruzione di un incantesimo esistenziale in cui si possa rimanere a gustare gli “inganni della bellezza”, ovvero il parco illusorio che sfiora il godimento e la luce e di lui mi colpisce la passione trascendente per cui esiste solo il domani, essendosi compiuto l’oggi.Il fascino del passato non è certo cosa nuova nelle sue esperienze dell’arte, ce ne rende testimonianza quella lunga sequela di esplorazioni tradotte in movimenti.
Un’adozione di senso che in diversi casi ha coinciso con il carattere di un revival, in altri ha significato il riconoscimento di valori da adottare, oltre gli stessi trascorsi del tempo, come espressione di una creatività trasferita nella sua perenne attualità che si presenta nella piena maturità artistica.Nelle sue opere vi sono immagini che scorrono davanti ai nostri occhi penetrandoli, immagini piene di significati e assai attraenti dal punto di vista estetico; chi le guarda, commenta la loro bellezza e non riesce più a dimenticarle, prendendo posto nella memoria in una sorta di sovraeccitazione dei sensi. Da sempre l’arte pittorica racconta il tempo, la cultura e la società cui s’appartiene, ebbene la pittura ed il disegno sono per Velasco forma primaria di comunicazione attraverso cui esprimere se stesso, sentimenti, ideali ed il proprio modo di porsi rispetto al mondo, come se ancor prima di sviluppare un linguaggio, abbia sentito l’esigenza di rappresentare la realtà che lo circonda in un altro modo.

ANTONIO LERA (Scrittore e Critico Artistico)

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