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LA PITTOSCULTURA DI EMIDIO MOZZONI

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Redazione- Emidio Mozzoni, pittore e scultore di rara sensibilità, rapisce l’attenzione con i suoi dipinti che emanano segnali materici ricchi di ritmi musicali e di luci assai poco inquietanti, proprio per un certo senso che riescono a trasmettere. Scultura serena alternante delicatezza ed intensità, e pittura accessibile e graffiante a volte materica, sempre esuberante di armonia, che allibra il tratto, assegnando alla luce un ruolo fondante, e definendo nuove forme di vita e di movimento. La sua arte pregna di placante dolcezza inquadra scorci a tipo fermo immagine dall’espressione competitiva con elementi emozionali graffianti e materici, da pittore vero nel senso del termine, che rispetta solo in parte spazi e dimensioni ed impone alla realtà la sua espressione. Mozzoni non vuole inquietare ed attraverso un linguaggio semplice e diretto intenta acrobazie artistiche nella sua raffinata ricerca di comunicazione attraverso il mezzo pittorico. Dai lavori recenti, la sua ricerca si basa sulla sicurezza del segno e su un uso coraggioso del colore componente ineliminabile nella sua espressione tecnica. Tra tanti falsi maestri, un pittore vero. Il dipinto ovvero realizzazione plastica globale è per Mozzoni inevitabile approdo, punto di congiungimento, senza mai rinunciare alle funzioni del colore su cui si poggia tutta la sua azione creativa, in quanto scelta operativa, tendente alla sintesi espressiva, all’oggettivazione di un’equivalente formale di pensiero. Obiettivo del sensibile e schivo artista Sanbenedettese, è l’uomo ed il suo rapporto con la società d’oggi, attraverso una neofigurazione dialetticamente imperniata sulla problematica esistenziale, che passa da una fase analitica ed interpretativa di realtà allarmanti e dense di indecifrabili visioni prospettiche, per rinnovare, riconoscere, e ricostruire il mondo. L’artista individua il dipintooggetto, dalla superficie modellata e vivificata dalla sua polivalenza plasticocromatica, in un simbolismo di qualità positive e vitalistiche assolute volto al superamento dell’aggressività del Soggetto “Uomo” immerso in una continua sollecitazione emotiva. L’attesa dello uomo prende un ritmo che si dilata nello spazio, oltre i limiti materiali dell’opera artistica, in un’ansia salvifica di purezza esistenziale di chiara forza e saggezza.

ANTONIO LERA (Scrittore e Critico Artistico)

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