” ESCALATION NUCLEARE ” DI VALTER MARCONE
Redazione- Tutti invocano,chiedono, sperano nella pace. E allora perchè l’umanità non può fare a meno della guerra.
La guerra lo strumento indispensabile per rendere alcuni liberi , altri schiavi nel mondo classico.Chi vince è libero, chi perde è schiavo . Chi vince acquista potere, chi perde è sottoposto agli altri. E’ questa la logica della guerra ,ma da sempre .
Che che cos’è però una guerra. La definizione classica dice : “ Nel suo significato tradizionale, la guerra è un conflitto tra Stati sovrani o coalizioni per la risoluzione, di regola in ultima istanza, di una controversia internazionale più o meno direttamente motivata da veri o presunti, ma in ogni caso parziali, conflitti di interessi ideologici ed economici. “ Leggi wilkipedia che ne fa la storia.
Ci sono state nel tempo guerre di ogni tipo combattute con motivazioni diverse. Di potere, economiche, per il possesso di territori, per difendere o combattere la religione propria e quella altrui, per liberare dei luoghi dalla occupazione indesiderata. Anche se in definitiva la guerra rimane comunque e sempre una espressione dell’animo umano . Perchè è l’uomo che combatte le guerre ed è proprio la sua predisposizione umana : a ggressività e ambizione, competizione per risorse e potere, o dall’incapacità di trovare alternative pacifiche a determinare i conflitti armati ,
dapprima di bastoni e clave, poi di spade e lance , poi di fucili e cannoni e ancora dopo di carri armati , e infine di droni. Senza contare i conflitti a manodisarmata ma a lingua biforcuta come quelli della propaganda o peggio finanzari per non parlare di quelli informatici , ultima “risorsa” nelle strategie di conflitto.
Tanto che della guerra non se ne può fare a meno. Platone diceva che gli uomini sono nemici tutti contro tutti . Forse un giorno le guerre termineranno, chissà, ma è un giorno lontano, lontanissimo stando a come la pensava Kant che pu invocando la pace perpetua la rtiene realizzabile soltanto in tempi lunghissimi . Kant ebbe l’idea della “ pace perpetua” perchè questa frase compariva sulla insegna di una osteria che chiaramente “ in vino veritas” voleva sicuramente dire che la pace perpetua è solo quella dei cimiteri. Chissà.
I cimiteri di guerra. Quei sacrari che cospargono le terre emerse di questo pianeta e stanno lì come monito che nessuno ascolta. I cimiteri di guerra che sono l’evoluzione estrema del modo di fare la guerra . Che sono in realtà la “fine della guerra” per chi non ha avuto la fortuna di tornare a casa sano e salvo da battaglie , trinceramenti, spedizioni .
L’evoluzione estrema che nel caso della storia della guerra è una evoluzione nella aggressività tenuto conto della evoluzione e della sofisticazione delle armi ma anche di tutti gli apparati che consentono alle armi di distruggere meglio e di più-. Le guerre dunque hanno subito nellaloro storia una evoluzione . Si parte da guerre che si combattono con il duello tra due eroi , mitici, come Achille ed Ettore dell’Iliade omerica , si arriva poi agli scontri di massa , vere e proprie carneficine che dai tempi dei greci e dei romani arriva fino alle guerre napoleoniche. Con una variante, quella degli assedi delle città in cui si scontrano mura possenti e porte robustissime con arieti e catapulte. Spesso invano .E anche qui con il solito trucco offerto dalla natura umana: le città capitolano ad un assedio a volte a causa di traditori al loro interno che danno l’opportunità al nemico di entrare superando ogni resistenza. E’ con la prima guerra mondiale che tutto cambia nella storia della guerra . E’ la guerra di trincea che ci ha raccontato Ungaretti ma è anche il germe di un nuovo modo di fare la guerra che arriva ai giorni nostri con un uso sempre più spinto di veicoli aerei, i droni,i missili ingtercontinentali che sfuggonoai radar e al controllo , l’apparato di intelligenza, le comunicazioni satellitari.
E chissà forse in un brevvisimo futuro la guerra tra automi in cui l’uomo si è scelto un sostituto .Si perchè come affermano alcuni studiosi già prima della comparsa dell’IA sono state costruite macchine con “capacità predatoria”, ovvero macchine che autonomamente sono in grado di riprodurre la capacità umana di colpire i loro obiettivi, come dei predatori, simulando appunto il comportamento “predatorio” degli esseri umani.
Senza contare un aspetto ,il più ignobile della guerra : l’aggressione delle popolazioni inermi che causa morti non tra i soldati ma tra donne vecchi e bambini , danni alle infrastrutture civili ,insomma un modo ingiustoi di far pagare un prezzo altissino a chi viene” messo in mezzo “. Come a è accaduto a Gaza nel conflitto Israele -Hamas e come avviene sempre più spesso in Ucraina dove la strategia russa tende all’inizio di ogni inverno ( il conflitto dura da qualche anno ) per esempio a danneggiare centrali per l’illuminazione e il riscaldamento ,la cui mancanza è dunque un forte “disagio” per le popolazioni civile.
Per non parlare per esempio dello “ stupro “ , arma da guerra, come avviene in Darfurr. Per rendersene conto basta rivedere “Spotlight”, con il documentario di Valerio Cataldi “Le radici dell’odio. Darfur, lo stupro come arma di guerra” ,andato in onda lunedì 10 novembre 2025, alle 22.30 su Rainews 24 che racconta” attraverso filmati e immagini satellitari la strage di civili: omicidi, torture, esecuzioni sommarie, stupri e saccheggi. I morti sono almeno 10mila. Le donne sono le prime vittime della violenza.” “Ci dicevano lasciatevi violentare, così almeno vivrete” dice Salma, una sopravvissuta. “Imploro le organizzazioni internazionali, salvate le donne sudanesi, salvateci”.
L’evoluzione di una storia , quella della guerra che però potrebbe avere un esito da catastrofe finale. Una guerra nucleare finale causerebbe una catastrofe globale con conseguenze devastanti, come l’estinzione di massa, l’inverno nucleare e la distruzione della civiltà.
La minaccia è reale, data l’esistenza di armi nucleari sempre più sofisticate e l’instabilità politica internazionale, come dimostrato dal rischio legato anche alle centrali nucleari durante il conflitto in Ucraina .
Ora il rischio nucleare sembra fosse tenuto sotto controllo attraverso il trattato per la messa al bando totale dei test nucleari, che vieta tutte le esplosioni di test atomici, sia per scopi militari che civili.
Il trattato che mira alla messa al bando totale dei test nucleari è il Comprehesnsive Nuclear-Test-Ban Treaty (CTBT , adottato nel 1996 ma non ancora entrato in vigore perché non ratificato da tutti gli Stati necessari. Esiste anche il Trattato sulla proibizione delle armi nicleari (TPNW), che vieta lo sviluppo, i test, la produzione e l’uso di armi nucleari ed è entrato in vigore nel 2021 .
Invece rispunta grazie a Donald Trump la possibilità che si riprendano esperimenti nucleari.Gli Stati Uniti riprenderanno a condurre test nucleari “perché altri li stanno effettuando” con chiaro riferimento a Russia e Cina che, però, hanno smentito. Un annuncio a cui ha fatto immediatamente seguito una dichiarazione dello stesso Vladimir Putin ; fare tutto il possibile per “raccogliere informazioni” e in caso “presentare proposte coordinate sul possibile avvio per la preparazione a test di armi nucleari”: così il presidente russo Putin, durante una riunione del Consiglio di sicurezza di Mosca, ha dato istruzioni alla propria intelligence di indagare su quanto annunciato nei giorni scorsi dall’omologo statunitense Donald Trump.
L’ultima volta che Washington ha testato la propria capacità con detonazioni di testate nucleari, risale al 1992; per Mosca si parla, invece, del 1990,
Oggi, nove paesi possiedono armi nucleari: Russia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Cina, India, Pakistan, Israele e Corea del Nord.
Russia e Stati Uniti detengono la stragrande maggioranza delle testate, ma l’arsenale cinese è in rapida crescita. Si stima che il numero totale di testate nucleari nel mondo sia di circa 12.000. o forse di più secondo una tabella che ho mutuato da un resoconto AI sul web :
- Russia: Circa 6.257 testate.
- Stati Uniti: Circa 5.550 testate.
- Cina: Almeno 600 testate e in rapida espansione.
- Francia: 290 testate.
- Regno Unito: 225 testate.
- India: 180 testate.
- Pakistan: 170 testate.
- Israele: Si stima che ne possegga circa 90, sebbene non lo ammetta ufficialmente.
- Corea del Nord: Circa 50 testate.
- Testate pronte all’uso: Circa 9.614 testate sono considerate pronte per l’uso su missili, aerei, navi e sottomarini.
- Testate in depositi: Altre 2.627 testate sono in depositi, ritirate dal servizio ma non ancora smantellate.
- Modernizzazione: Russia e Stati Uniti stanno attivamente modernizzando i loro arsenali, mentre la Cina sta espandendo il suo.
- Programmi europei: La Francia possiede l’arsenale più grande in Europa, con quasi tutte le sue armi pronte all’uso. Il Regno Unito sta rafforzando le sue capacità nucleari marittime.
Un panorama allarmante che appunto richiama l’attenzione su una escalation dell’arma nucleare che dunque non solo metaforicamente è quello che da più parti si auspica “la fine della guerra” . Forse solo in questo modo si può dire per assurdo che finiranno le guerre. Ovvero nel senso della comleta estinzione di questo uomo che appunto della guerra non sa e non puo’ farne a meno .
In tema di escalation il nostro paese aderisce alla moratoria e anzi proprio nel documento. “IL TRATTATO SULLA MESSA AL BANDO TOTALE DEGLI ESPERIMENTI
NUCLEARI “ del Parlamento italiano pubblicato nei Documenti sul sito camera.it ricorda in premessa la storia diplomatica di come si è arrivato alla formulazione del trattato .
“ Il Trattato costituisce il risultato di un lungo e complesso lavoro diplomatico iniziato negli anni Cinquanta, volto ad impedire lo svolgimento di esperimenti nucleari. Già nel novembre del 1945, a pochi mesi dal bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna ed il Canada proposero la costituzione di una Commissione delle Nazioni Unite per l’Energia Atomica con lo scopo di eliminare interamente l’uso di tale energia per fini di distruzione. nell’agosto del 1963 Unione Sovietica, Regno Unito e Stati Uniti firmarono un Trattato sul Bando Parziale dei Test Nucleari che vietava i test nucleari nell’atmosfera, nello spazio extra-atmosferico e sott’acqua. Con un successivo Trattato sulla Soglia di Potenza Massima dei Test Nucleari firmato da Stati Uniti e Unione Sovietica, fu limitata la potenza degli esperimenti nucleari ad un massimo di 150 kilotoni. Successivamente Stati Uniti, Unione Sovietica e Regno Unito, preso atto della presenza sulla scena internazionale di Stati militarmente nucleari e Stati militarmente non
nucleari, iniziarono a porre le basi per un trattato internazionale che si proponeva di impedire la diffusione degli ordigni nucleari, di raggiungere un disarmo nucleare generale e completo, garantito da un efficace controllo internazionale e di consentire lo sviluppo dell’impiego pacifico dell’energia nucleare. Prese così corpo il Trattato di Non Proliferazione (TNP), aperto alla firma il 1° luglio
1968. Il TNP entrò in vigore il 5 marzo 1970, inizialmente per un periodo di 25 anni. La prevista Conferenza di verifica ed estensione del Trattato, svoltasi a New York l ‘ i l maggio 1995, ne ha prolungato indefinitamente la validità. L’Italia ha firmato il Trattato nel 1975.
Le trattative per un Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty (CTBT) ebbero inizio nel 1994 su raccomandazione dell’Assemblea Generale dell’ONU. Le trattative proseguirono nel biennio successivo, permettendo di giungere, il 10 settembre 1996, su iniziativa dell’Australia, all’approvazione da parte dell’Assemblea Generale del testo definitivo del Trattato sulla messa al Bando Totale degli Esperimenti Nucleari. Il Trattato venne aperto alla firma il 24 settembre 1996 e fu inizialmente sottoscritto da 71 Stati, tra cui i 5 Stati militarmente nucleari.
Ora di questa storia bisogna tenerne conto perchè quanto è stato fatto per arrivare al trattato di non prliferazione è la strada maestra per bandire , si fa per dire, dagli arsenali , l’arma atomica .
E proprio in questa storia bisogna tenere conto di una tradizione pacifista che continua ad affermare che non si deve abbandonare la bussola della ricerca della pace malgrado tuttio congiuri contro di essa.
Un’arma dunque il cui sviluppo non ha bisogno di nuovi test e sviluppi perchè secondo il potenziale che abbiamo indicato in questa riflessione è sufficiente ad azzerare l’esistanza dell”uomo sulla Terra.
«Gli Stati Uniti possiedono più armi nucleari di qualsiasi altro Paese. Questo obiettivo è stato raggiunto, incluso un completo ammodernamento e rinnovamento delle armi esistenti, durante il mio primo mandato», ha scritto il presidente Trump sul suo social network Truth, «a causa dell’enorme potere distruttivo – odiavo farlo, ma non avevo scelta! La Russia è seconda e la Cina è terza, a distanza, ma sarà come noi entro 5 anni».
Le grandi potenze dunque si rincorrono non tanto per avere armi nucleri sempre più potenti ma per la sperimentazione di tecnologie come quelle che possono eludere i sistemi di difesa e su armi non convenzionali, come i siluri a propulsione nucleare.
Una escalation che va fermata. Mai come oggi il rischio di un conflitto nucleare è concreto, così come un’ulteriore proliferazione di queste armi. L’arma nucleare oggi non è più considerata un “residuato” della Guerra fredda o percepita come una minaccia secondaria rispetto ad altre sfide come quella del terrorismo globale. Due successive conferenze di riesame del Trattato di non-proliferazione, nel 2015 e 2022, sono di fatto fallite non producendo alcun documento finale.
Con un campanello d’allarme microscopico : lo spettro dell’arma atomica accompagna l’invasione russa dell’Ucraina sin dal suo inizio a febbraio 2022. Un microcosmo quasi insignificante rispetto alle decine e decine di conflitti armati che si combattono oggi sul pianeta. Ma tanto insignificante da essere solo una scintilla come quella che da Seraievo scatenò la prima guerra mondiale . Uno scenario microscopico che ci pone un interrogativo che è sempre lo stesso : l’orologio dell’apocalisse potrebbe accellerare in modo sconsiderato. L’orologio dell’apocalisse potrebbe arrivare all’ora zero .
Iil compito di oggi, di tutti è allora uno solo quello di rimettere indietro, ma di molto, di “molto assai” l’orologio dell’apocalisse .
