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“ECCE HOMO”-DOTT.RE ROBERTO SCARDETTA

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Redazione-Il senso individualistico dell’esperienza della vita ed il disinteresse cronico e patologico verso chi veramente e concretamente soffre giorno per giorno sembrano rappresentare un letale e micidiale virus che aggredisce continuamente e con disumana insistenza il genere umano penetrando, in profondità, nell’animo dell’individuo…

é  un virus che paralizza l’essere umano, costringendolo a condurre una inerziale esistenza all’insegna del raggiungimento del mero bisogno individuale del sopravvivere, al pari di una bestia;

per tanto l’individuo viene risucchiato dal vortice del continuo volere per sè, avvelenato ed aggiogato da tale morbo che si nutre, si sviluppa e si moltiplica in un sistema ove trionfano imperanti l’avidità, l’estremo antagonismo e la continua e patologica corsa verso il perseguimento di beni esclusivamente individuali…

è un maledetto vortice, ben protetto e gelosamente custodito dalle invalicabili mura dell’egoismo, alimentato da un’insaziabile sete di avere, di un continuo avere per sè che risucchia il circostante, cose, natura e uomo compreso…

e nel lento ed immutabile procedere del percorso esistenziale l’autentico uomo svanisce dalla vita reale terrena, rinchiudendosi in uno di quei concetti utopici riposti e dimenticati entro vecchi ed impolverati manuali di filosofia..

si continua a bere, senza esitare e senza offrire resistenza, dalla fonte dell’egoismo in cui sgorga, inesorabilmente, “acqua della dimenticanza” e più si beve e più si accresce l’arsura umana, quasi per effetto della legge del contrappasso, dimenticando, disperatamente, le proprie radici ed il senso dell’essere autenticamente uomo.

ed in tale distorta situazione, l’individuo, saturo di acqua della dimenticanza, persegue una esistenza animalesca in cui domina la fredda ed anti umana legge della esclusiva auto sopravvivenza…

crollano come edifici di cartongesso, percossi in modo incessante dalle cupe vibrazioni del peggior terremoto che l’umanità possa mai ricordare, i sensi dell’uguaglianza, della giustizia sociale, del dovere umano dell’uomo di garantire una vita degna di essere vissuta per chiunque. Il senso umano dell’esperienza della vita viene raso al suolo dal brutale e bestiale terremoto il cui epicentro si sprigiona con estrema forza e prepotenza entro l’essere dell’individuo moderno, egoisticamente rinchiuso e nascosto entro se stesso… un essere ,ahimè, che non è più in grado di amare e che ha sepolto, definitivamente, il suo essere autentico…

eppure l’ amore è la massima espressione dell’essere uomo; è la facoltà principale umana derivante dal profondo ed intimo connubio tra la socialità e la razionalità umane che rende, appunto, l’uomo superiore a tutto il creato…

in tal senso l’uomo, l’autentico uomo si porrebbe nel sociale non più l’interrogativo “cosa vuoi da me?”, che già sottende una modalità comportamentale umana altamente egoistica e di diffidenza verso l’altro, bensì si porrebbe nel sociale un responsabile, sentito e commosso “cosa posso fare per te?”

in fin dei conti, dopo tali semplici riflessioni esistenziali che mi auguro con tutto il cuore che possano offrire un momento di profonda e seria riflessione, voler ancora accettare, dopo duemila e più anni di storia intelligente ed illuminata, un mondo che soffre, in cui  acuiscono sempre più le disparità fra ricchi e poveri, un alto senso di ingiustizia sociale ed un malessere generale, significherebbe, per l’ennesima e brutale volta, tornare ad indossare, come vigliacchi, i panni di Ponzio Pilato; segando ancora una epoca satura di indifferenza, di diffidenza, di codardia, di un esagerato senso di individualismo, ove l’eco remota del “fate voi, io me ne lavo le mani” diviene più cupo ed assordante…

nell’ inabbisamento umano tra ciechi dogmi, false certezze e subdole verità, nel fluire inarrestabile del tempo e nel continuo cozzarre sugli scogli della quotidianità, cerca, sempre ed ovunque, nel tuo tempio, ciò che potrà dare vita ad una nuova era di vero amore. Và oltre i limiti umani… oltre i confini fisici, materialistici ed utilitaristici… semplicemente entra, illuminatamente, nell’iperuranio di te stesso e sii uomo… sii amore…

“amerai il prossimo tuo come te stesso”

                                                                          COGITO ERGO AMO.

Commenti

commenti

1 Commento
  1. Carmine iantosca dice

    Un’analisi centrata che ci riporta all’essemza del nostro passaggio mortale , uno spunto di riflessione che si eleva a faro guida per la vita degli esseri umani

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