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CARAVAGGIO: UN ARTISTA VIOLENTO

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Redazione- Caravaggio, nome d’arte di Michelangelo Merisi, nacque intorno al 1571 nella città di Milano, a 11 anni rimase orfano, successivamente svolse l’apprendistato sempre a Milano per poi trasferirsi a Roma.

Il pittore apparteneva ad una famiglia stimata e abbastanza agiata. La sua vocazione deve essersi manifestata molto presto, poiché già nel 1584 entra come allievo nella bottega del pittore bergamasco Simone Peterzano, che era allievo a sua volta di Tiziano. Merisi si avvale, nell’arco della vita di alcuni protettori, tra cui gli Sforza e i Colonna.

Nel 1592 il pittore decide di trasferirsi a Roma, dove è accolto fra la servitù di Pandolfo Pucci, un nobile locale. Qui, a Roma cominciò ad avere un discreto successo, soprattutto per i suoi dipinti particolarmente tenebrosi, dove usava ombre molto accentuate rispetto alle figure, enfatizzando così le zone di colore più chiare. Alcuni biografi del pittore accennano ad un probabile omicidio che Caravaggio, allora poco più che ventenne, ipotizzando che il viaggio a Roma sarebbe stato in realtà una fuga.Dal 1596 nel suo palazzo è il Cardinale Del Monte ad alloggiarlo. Lo alloggiò fino al 1600, quando malmenò e percosse con un bastone Girolamo Stampa da Montepulciano, un nobile ospite del prelato: ne conseguì una denuncia. In seguito gli episodi di risse, violenze e schiamazzi andarono via via aumentando.

Nel 1606, a 35 anni, Caravaggio uccide Ranuccio Tomassoni e fugge da Roma. Si trasferisce a Napoli e nel 1607 è sicuramente a Malta. Alla fine dell’estate del 1609 Caravaggio tornò a Napoli, successivamente mentre si apprestava a tornare a Roma, il 18 luglio 1610 morì di febbre a soli trentotto anni.

Gran parte dell’opera giovanile di Caravaggio era caratterizzata da ragazzi paffuti e graziosi, fatti come angeli o liutisti o dal suo santo prediletto, Giovanni Battista. Molti dei ragazzi nei dipinti sono nudi o vestiti in modo approssimativo. L’unico assistente noto di Caravaggio era un ragazzo di nome Cecco, che appare in diverse opere dell’artista.

Le immagini di Caravaggio esprimono un’intensa carica realistica; i contrasti di luce e ombra definiscono forme e soggetti. Egli imprime una sorta di violenza espressiva anche nei soggetti religiosi lasciando i suoi committenti ammirati e sconcertati. Il suo linguaggio pittorico è diretto e comunicativo; i suoi personaggi sono tratti direttamente dalla vita quotidiana: anche quando dipinge scene sacre, raffigura uomini e donne comuni con i volti rugosi e i vestiti di stracci. Per la prima volta la realtà è rappresentata in tutta la sua immediatezza, senza abbellimenti: così da vita al caravaggismo.

 

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