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“NON IO MA DIO” “NOMEN OMEN”. CARLO ACUTIS, IL SANTO INFLUENCER- PROF.SSA GABRIELLA TORITTO

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Redazione-  “Nomen omen”, sostenevano i Romani. Infatti già nel nomen un presagio, un destino: “Acutis” in latino può anche avere il significato di profondo, penetrante, efficace, forte.

Papa Francesco ha detto di lui:

«Il mondo digitale può esporti al rischio di chiuderti in te stesso, dell’isolamento o del piacere vuoto. Ma (…) ci sono giovani che anche in questi ambiti sono creativi e a volte geniali. E’ il caso del giovane venerabile Carlo Acutis. (…) Lui ha saputo usare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza …».

Verrà canonizzato nel 2025, in occasione dell’anno giubilare. Lo ha deciso Papa Francesco, il quale ha già approvato i Decreti che porteranno alla santificazione di Carlo Acutis, morto nel 2006, all’età di 15 anni, a causa di una leucemia fulminante, dopo il ricovero di soli tre giorni nell’Ospedale San Gerardo di Monza.

La canonizzazione è conseguente al riconoscimento di un ultimo miracolo. La miracolata è una giovane donna che sta per laurearsi. Nata nel 2001 in Costa Rica e inseguendo il sogno della moda, la ragazza si trasferisce a Firenze nel 2018. Il 2 luglio 2022 ha un incidente. Cadendo dalla bicicletta, la sua vita cambia. È gravissima. Riporta un grave trauma cranico. La madre corre ad Assisi per pregare sulla tomba del beato Carlo Acutis. Lascia su quel sepolcro una lettera e torna dalla figlia, moribonda, che riprende a respirare spontaneamente. La vita della giovane rinasce in un crescendo miracoloso tanto da riprendere gli studi!

Antonia Acutis, che ha voluto conoscere la giovane miracolata, ha detto di lei che è bravissima ma ancora di più è rimasta ammirata dalla grande fede della madre: “Quando ha saputo quello che era successo alla figlia è partita subito per Assisi, è stata tutto il giorno a pregare in ginocchio davanti a Carlo per ottenere questa grazia, perché la ragazza ormai l’avevano data per morta e anche se si fosse risvegliata non avrebbe avuto alcuna possibilità di avere un’attività normale”. E ha aggiunto: “Quando uno prega veramente il Signore, viene ascoltato. Veramente il cielo è in azione attraverso Carlo”. L’essenziale è davanti ai nostri occhi.

Dopo la pubblicazione sul Bollettino della Sala Stampa vaticana, la notizia del decreto sul miracolo che apre la via alla canonizzazione di Carlo Acutis è arrivata anche nella parrocchia di Santa Maria Segreta a Milano, dove ogni giorno l’adolescente Carlo partecipava alla Messa, adorava l’Eucaristia e prestava servizio come aiuto-catechista. Della parrocchia Carlo è stato anche comunicatore web. Infatti a lui si deve la costruzione del primo sito di quella comunità, nonché uno dei primi siti Internet parrocchiali sul web diocesano.

Papa Francesco lo ha dichiarato “Venerabile” il 5 luglio del 2018, dopo la chiusura del processo diocesano per la causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Carlo Acutis, avvenuta presso l’Arcivescovado di Milano il 24 novembre del 2016 alla presenza del Cardinale Scola. La chiusura del processo diocesano ha aperto il passaggio alla Fase romana per lo studio dei Consultori Teologici del Dicastero delle Cause dei Santi e l’ulteriore giudizio dei Vescovi e Cardinali, membri del medesimo dicastero.

Nel 2019 la consulta medica della Congregazione delle Cause dei Santi ha riconosciuto un miracolo attribuito all’intercessione del giovane Acutis. Un bambino, affetto da malformazione, guarisce dopo una preghiera rivolta a Carlo Acutis. Quel bambino non avrà più bisogno di alcun intervento chirurgico dopo l’invocazione del Venerabile Carlo.

E’ stato beatificato il 10 ottobre 2020 ad Assisi, città in cui Carlo Acutis ha chiesto di essere sepolto. Oggi la sua salma si trova presso la chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione, meta di un continuo pellegrinaggio.

Il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno dice: “quello che ho potuto registrare ad Assisi in questi anni supera ogni previsione. Ormai a migliaia e migliaia, e da tutto il mondo, giungono i pellegrini a questo Santuario …”

Oggi, quando si entra nel Santuario della Spogliazione di Assisi, all’ingresso si vedono entrambi: Francesco e Carlo. Francesco Bernardone è raffigurato da Giotto; Carlo Acutis é ritratto con la sua maglietta moderna. Entrambi hanno lo sguardo rivolto verso il cielo ed indicano il Crocifisso e l’altare, mistero del Corpo e del Sangue di Cristo, viatico della vera gioia.

Molti hanno visto nelle due loro esistenze delle analogie, seppur vissute in contesti storici profondamente diversi, dati gli otto secoli che li separano: l’estrazione sociale, la consapevole espoliazione da ogni vanità e materialità, l’amore per il Cristo e la Santa Chiesa, per la vita, la natura, gli animali.

In “Il segreto di mio figlio”, edito da Piemme, Antonia Salzano scrive che il grande maestro di Carlo è stato San Francesco, ricordato come umile.

Il segreto dunque è farsi piccoli e aprirsi a Cristo. “Sembra una sciocchezza ma una società dell’Io, come questa, esclude Dio”.

L’esistenza di Carlo Acutis è stata sì breve ma fortemente incisiva: vento impetuoso delle Pentecoste, che soffia per diradare foschie, allontanare dubbi, ravvivare la fede.

Ed ecco che con il vento dello Spirito che soffia, la vita diventa libera, originale, non più schiava di mode che consumano, scarnificano l’esistenza.

A fronte della massificazione e dell’omologazione imperanti Carlo Acutis amava ripetere: “Originali, non fotocopie”, sintetizzando così in uno slogan quello che era il suo ideale di vita, riproposto oggi a tanti giovani in pellegrinaggio davanti alla sua tomba.

Carlo, nonostante la giovane età, era dotato di un intelletto finissimo e illuminato. Amava ripetere che la tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi, mentre la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio.

Fin da bambino aveva le idee molto chiare. Il suo obiettivo era la santità. Celebri sono divenute queste sue riflessioni: «Se ci si mette di fronte al sole ci si abbronza… ma quando ci si mette dinanzi a Gesù Eucaristia si diventa santi», «L’Eucaristia? E’ la mia autostrada per il Cielo!».

Ciò che ha reso straordinaria l’esistenza di Carlo Acutis è stata la capacità di vivere con fede radicale tutte le situazioni che la vita gli ha riservato.

Di lui hanno scritto le più importanti testate nazionali come “La Repubblica”, “Il Giorno”, “Avvenire”, “Famiglia Cristiana”, “La Nazione”. E’ conosciuto in tutto il mondo cattolico per i miracoli compiuti.

Il suo “passaggio” cambierà il mondo. Oggi lo definiscono il “Santo della Generazione Y” o “il Santo influencer”.

La sua fama di santità «si è estesa dopo la sua morte in pochissimo tempo non solo in Italia e in Europa, ma in tutti i continenti» ha sottolineato il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, nella presentazione dei profili dei beati.

La sua prossima canonizzazione contribuirà a rassenerare il momento storico difficile che tanti ragazzi e giovani stanno affrontando e vivendo dopo la pandemia, schiacciati da guerre apocalittiche incombenti e da gravi crisi climatiche che spengono le speranze in un futuro migliore.

Nella seppur breve esperienza adolescenziale di Carlo Acutis ravvisiamo molti tratti in cui i ragazzi di oggi possono riconoscersi. E come argomenta Don Stefano Guidi, direttore della Fondazione oratori milanesi: «Io credo che la vita di Carlo Acutis sia un segno dei nostri tempi, in cui tanti adolescenti e giovani crescono senza punti di riferimento. Carlo è una luce, una bussola, un esempio credibile per i ragazzi di oggi. E’ uno di loro, ma ha trovato nell’amicizia di Gesù la possibilità di essere pienamente sé stesso, senza paura» … «La forza di una figura di santità è infatti quella di interpretare il proprio tempo, di portare nel proprio tempo l’esperienza del Vangelo. Carlo ha fatto entrare il Vangelo nella sua vita di ragazzo, mettendosi a servizio degli altri nei diversi ambiti della sua quotidianità: in famiglia, a scuola e in parrocchia, dove, da quindicenne, aveva iniziato ad assumersi qualche compito, come quello di aiuto catechista».

Don Guidi aggiunge che la santità non é legata all’eccezionalità ma è, e va vissuta nel quotidiano. E la vita di Carlo è stata quella di un ragazzo semplice, di un normale adolescente degli anni ’90. Carlo Acutis ha condiviso la stagione culturale legata all’epoca di Internet con la generazione dei giovani suoi contemporanei.

Da internauta qual era, ha avuto il merito di diffondere “urbi et orbi”, attraverso il web, i valori della fede cristiana, l’apostolato e la Mostra internazionale sui Miracoli Eucaristici, da lui personalmente creata, avvalendosi delle competenze informatiche maturate alla sua giovane età.

Carlo Acutis, che ha lo stesso nome del nonno paterno, patron della Vittoria Assicurazioni a Torino, nasce a Londra nel 1991, da Andrea Acutis, il padre, e da Antonia Salzano, originaria di Centola, in Campania. Andrea Acutis, laurea in Scienze Economiche a Ginevra, era in quel tempo Corporate finance executive presso la Lazard Brothers & C. Ltd. a Londra.

Alcuni mesi dopo la nascita di Carlo la famiglia rientra in Italia e va a vivere a Milano, dove Carlo frequenta scuole cattoliche e dove, crescendo, si prodiga per gli ultimi.

Le testimonianze più preziose sono quelle dei suoi genitori: Antonia e Andrea, i quali lo hanno visto crescere e ben presto si sono accorti di avere concepito un bambino “speciale”.

Antonia in un’intervista ha affermato che Carlo è stato il suo maestro! Carlo cambiava le persone che incontrava e ha cambiato anche la sua mamma, la quale – come dice lei stessa – non era proprio “un esempio di santità”, cresciuta senza la Santa Messa. La famiglia di Carlo era cattolica come tante, non praticante, di fatto laica. Antonia in alcune interviste ha spiegato come lei e suo marito avessero messo piede in chiesa solo per la prima comunione e il matrimonio. Era stato Carlo, con una fede pressoché innata”, a condurli attraverso un percorso cristiano che da allora seguono con convinzione e gioia.

Sempre Antonia dice di Carlo: “A tre mesi aveva detto la prima parola, a cinque mesi ha cominciato a parlare e tutte le sue cose sono state sempre un po’ anticipate, io dico sempre che correva avanti il tempo. La sua vita è stata tutta accelerata e anche nella fede era così”… “Era proprio costituzionalmente pio, passavamo davanti una chiesa, voleva entrare, voleva salutare Gesù, stava là e io gli dicevo di andare, che era tardi, lo forzavo, aveva solo tre anni. Ero impreparata” … “Attraverso Carlo – racconta la madre – ho fatto la scoperta della mia vita perché ho capito che Gesù è presente realmente nei sacramenti, ma soprattutto nell’Eucaristia. Prima pensavo che fosse un simbolo, che fossero tutte cose simboliche invece, quando ho capito che veramente c’era questa presenza viva e reale di Cristo, è chiaro che la mia vita è cambiata e anch’io ho seguito Carlo”…. “I santi ci sono veramente, perché io ho vissuto accanto a lui e ho potuto vedere nella quotidianità come si comportava, com’era. Ci eravamo resi conto che era un ragazzo straordinario però certamente non avrei mai pensato che Gesù me lo togliesse così presto. I piani di Dio tuttavia sono sempre grandi. Abbiamo accettato la morte di Carlo, anche se prematura, lo abbiamo fatto con fede e con la certezza che Dio fa sempre tutte le cose per il meglio”… “E oggi più che mai si avverte che è così”.

Carlo era anche capace di “vedere oltre”. La madre testimonia che “parlava di cose prima che accadessero”. Come riportato da Famiglia Cristiana, prima della sua scomparsa avrebbe rassicurato la mamma: “Non ti preoccupare, ti darò molti segni“.

Più tardi Antonia Salzano Acutis ha sognato il figlio: “Mi ha detto che sarei diventata di nuovo mamma“. Ed è ciò che è successo nel 2010 con la nascita di  Francesca e Michele, gemelli, 4 anni dopo la morte prematura di Carlo.

Il padre Andrea Acutis dice del figlio: “Carlo era un ragazzo speciale, aveva improntato la sua vita nella preghiera. Già a 7 anni, non mancava mai un appuntamento quotidiano con la messa. Pregava sempre e chiedeva a me e a mia moglie, di portarlo in pellegrinaggio nei luoghi dei santi e nei luoghi dei miracoli dell’Eucaristia, che lui definiva “un’autostrada per il Paradiso”. Era innamorato di Assisi ma non era un francescano. Era semplicemente un adolescente del nostro tempo, innamorato di Gesù, dell’Eucaristia e nella pratica del rosario” … “Carlo era un genio dell’informatica. Aveva un talento innato per questa materia. Con il suo computer aveva ideato uno schema del rosario che comprendeva i misteri della luce. Guardava l’universo come segno del Creato, perfezione di Dio. Sapeva benissimo che i mezzi di comunicazione odierni potevano esser utilizzati per renderci insensibili al mondo, lui invece li ha utilizzati come nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, per comunicare i valori, la bellezza … una volta disse a mia moglie, che avrebbe voluto diventare prete. Non le dico lo sgomento in famiglia!”… “Viveva come un ragazzo qualsiasi, scherzoso, gioioso, buono, dedito agli ultimi, agli indifesi, in simbiosi con il Vangelo. Per lui questo voleva significare libertà, nel senso più nobile di tale parola. Parlava di Gesù e dei sacramenti ai suoi amici e amiche di comitiva in un linguaggio giovanile, che toccava il cuore, l’anima di tutti. Ecco perché Carlo era speciale”.

L’ultimo segno dell’intervento provvidenziale di Carlo Acutis lo testimonia Antonella Clerici, conduttrice televisiva, la quale racconta che prima di scoprire un tumore e sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico, continuava a vedere il volto del beato Carlo Acutis manifestarsi sul suo telefono. Ora quell’immagine non appare più e per lei tutto si è concluso bene.

Oggi, nella cappella sita al piano terra dell’Ospedale di Sapri si trova una reliquia di Carlo Acutis, portata dalla madre Antonia a conforto dei malati lì ricoverati. Il reliquiario è stato collocato dinanzi alla tela dell’artista Emilio Ventura.

F.to Gabriella Toritto

P.S. Vorrei ringraziare sentitamente Suor M. Gemma Joseph Oberto della Congregazione delle Pie Discepole del Divin Maestro di Roma per la consulenza in merito ai processi e agli studi dei Consultori Teologici del Dicastero delle Cause dei Santi e il Dr. Massimo Mazzetti, capo redattore di “Anankenews”, il quale mi ha dato l’input per “ricercare” sul Beato Carlo.

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