Redazione- L’ultima canzone che ho pubblicato si chiama Walk alone. Ho scritto questa canzone di getto,
due anni e mezzo fa. Era il primo giorno di lockdown. La sera mi sono affacciata alla finestra
della mia stanza: era tutto buio, e c’era un silenzio surreale, inquietante.
Questa situazione ha fatto riaffiorare stati d’animo sepolti: ne è nata una canzone che parla
delle persone che vivono rapporti di odio-amore, con gli altri e con se stessi; non riescono a
superare torti e delusioni, a perdonare e a perdonarsi, rovinando così la loro vita e privandosi
della possibilità di essere felici.
La frase finale della canzone, “Apri la porta!” è un grido rivolto a se stessi, un invito ad uscire
dalla prigione della propria mente. Certe volte siamo noi stessi i nostri carcerieri.
La canzone è stata scritta come sempre in collaborazione con il mio maestro Giovanni Vianelli
che ha curato anche la direzione musicale, suonato piano, wurlitzer, synth e cantato nei cori.
Gli altri straordinari musicisti che hanno partecipato alla realizzazione della canzone sono
Emanuele Grafitti alla chitarra acustica, Luigi Di Campo alla chitarra elettrica, Francesco
Cainero al basso e ai cori, Jimmy Bolco alla batteria, Marco Vattovani alle percussioni e le
bravissime cantanti Joy Jenkins e Michela Grilli ai cori.
La foto che appare nel video è stata scattata da mio papà, scomparso l’anno scorso. Fin da
quando ero piccola ha sempre incoraggiato e sostenuto la mia passione per la musica. Era
molto fiero delle mie canzoni. Grazie di tutto papà, spero che tu possa ascoltare la mia nuova
canzone dovunque tu sia.
Walk alone- traduzione
Ora cammini da solo nella tua stanza vuota,
avvelenando la tua anima, non puoi lasciar perdere,
pensavi di essere forte,
ma non riesci a dimenticare le parole che hai sentito
Un fiume impetuoso scorre sotto la tua pelle,
nascosto fino a quando un giorno riaffiorerà,
spazzando via tutto quanto, ruggendo verso il mare
in cerca di pace
Le ali di un angelo e il suono di una ninna nanna
ti porteranno fino in fondo
il tuo sorriso è una finzione,
le cose non saranno più le stesse.
E sai che faresti meglio ad andare via
stanco di fare gli stessi errori,
per molto tempo
hai lasciato che prosciugassero il tuo cuore in silenzio
Beh, sei stato preso a calci
fin da quando eri un ragazzino,
eri un fuorilegge
nella tua stessa famiglia
Quando traccerai un confine
tra l’odio e il perdono?
Quali sono i demoni
che ti ostacolano?
Le ali di un angelo e il suono di una ninna nanna
ti porteranno fino in fondo
il tuo sorriso è una finzione,
le cose non saranno più le stesse
E sai che faresti meglio ad andare via
stanco di fare gli stessi errori,
per molto tempo
hai lasciato che prosciugassero il tuo cuore in silenzio
I giorni ti passano accanto amico mio,
non puoi viverli
facendo correre i tuoi alibi
come un treno fuori dai binari.
Se non riesci a voltare pagina
faresti meglio a cambiare libro,
Inventa una storia
che leggerai fino alla fine
Ora cammini da solo nella tua prigione,
smarrito e senza freni. Specchi rotti
sparsi per terra,
cosa stai aspettando?
Apri la porta!
Gabriella Vuxani
Sono nata a Trieste nel 1963. La musica ha sempre fatto parte della mia vita: quando ero
piccola ascoltavo le canzoni dei Beatles, poi ho scoperto la musica americana della West Coast
(Crosby, Stills, Nash and Young, Eagles, Jackson Browne, Carole King, Joni Mitchell, ecc.).
Ho studiato pianoforte al Conservatorio Tartini di Trieste per sette anni… ma la passione per la
musica pop e rock era troppo forte, così ho abbandonato gli studi classici per suonare le
canzoni dei miei beniamini. Per qualche anno ho suonato le tastiere nell’ambito del Laboratorio
blues presso la Casa della Musica di Trieste (con Loris Cattunar come cantante!).
Ho studiato canto presso la Casa della Musica con Silvia Zafret, ex cantante della Witz
Orchestra.
Poi ho deciso di realizzare finalmente il sogno che avevo fin da ragazza: scrivere canzoni!
Le scrivo in inglese, perché il mio modo di esprimermi musicalmente è stato plasmato da tanti
anni di ascolto della musica americana.
Le mie canzoni sarebbero però rimaste nel cassetto se non avessi incontrato uno straordinario
pianista, arrangiatore e direttore musicale, il Maestro Giovanni Vianelli (classe 1973. Filosofo e
musicista. Pianista eclettico, a partire da una formazione classica, ha esplorato negli anni la
musica blues, il jazz e il rock. In Italia ha collaborato, per fare qualche esempio, con Branduardi,
De Piscopo, Mogol. Ha inciso diversi album ed effettuato migliaia di concerti in Italia e in
Europa. Cura la direzione musicale, arrangia, compone e suona il pianoforte nella band Canto
Libero, che omaggia in maniera originale le canzoni di Mogol-Battisti).
Giovanni ha trasformato la materia grezza delle mie composizioni in canzoni arrangiate e
suonate professionalmente, con la partecipazione di bravissimi musicisti triestini.
Assieme a lui ho scritto finora dieci canzoni; sette sono pubblicate sul mio canale youtube
gabrivux.
