Ultime Notizie

TECNOLOGIE PRODUTTIVE ED ECONOMIE DI SCALA DETERMINANO IL PRODOTTO-DOTT.RE ALESSANDRO SILVERI

6.802

Redazione-La scelta delle tecnologie di produzione può influenzare in modo determinante la progettazione di un nuovo prodotto. La “Fiat Tipo” (160) è la dimostrazione evidente di questa teoria. Presentata nelle concessionarie nei primi mesi del 1988, uscita dai listini europei nel 1995, anche se poi continuò a essere venduta in Sud America, la vettura medio piccola torinese fu a detta degli esperti un’auto così disegnata e così costruita per poter essere prodotta con quelle specifiche tecnologie robotiche.

La linea caratterizzata da un taglio moderno, piuttosto marcato, e i singoli elementi, come le portiere e i cofani avvolgenti, erano la prova della costruzione di componenti complessi e preassemblati in “isole” produttive per poi essere uniti assieme sulla catena di montaggio finale. Per intenderci, al contrario di ciò che succedeva nei decenni precedenti, ogni sottogruppo: il gruppo motore cambio e differenziale, l’assale posteriore con le sospensioni, le singole portiere complete di accessori, pannellatura e già verniciate, la plancia e molto altro ancora, veniva assemblato e collaudato in “isole” produttive altamente automatizzate. Solo dopo si poteva procedere a imbullonare o avvitare tali elementi alla scocca finale, con tecnologie che facevano ampio uso della robotica.

Un altro elemento che caratterizzò la progettazione della “Fiat Tipo” fu la scelta di costruire quest’auto su una base meccanica e telaistica condivisa con numerose altre auto del “Gruppo Fiat”. L’obiettivo era quello di arrivare a risparmiare in progettazione e produzione riducendo i singoli componenti e aumentando, al contempo, il quantitativo degli stessi con tutti i vantaggi delle economie di scala. Un’altra conseguenza dell’avere un pianale così modulare fu quello di permettere la riduzione dei tempi nella creazione di vetture imparentate tecnologicamente con la “Tipo”, ma assolutamente differenti per immagine e target commerciale.

Non è un segreto che le “Fiat Tempra, Bravo/a, Marea e Coupé” , le “Lancia Delta 836 e Dedra”, le “Alfa Romeo 145/146, 155 e GTV/Spider 916” adottassero lo stesso pianale e le stesse sospensioni della “Tipo”. Nel caso della “Tempra” però era condiviso anche il giro porte, mentre nel caso delle “Alfa 916” l’assale posteriore era più sofisticato di quello della “Tipo”.

In tutto questo fu fondamentale la capacità di creare un vano motore ampio, nel quale potessero essere alloggiati motori a 4 cilindri in linea o V6, e un pianale, sul quale potevano convivere una trazione anteriore o una integrale permanente. Fu un esempio di progettazione all’avanguardia per l’epoca  ma, ad oggi, assolutamente in linea con la maggior parte dei costruttori moderni.

E’ da sottolineare l’abitabilità interna da vettura di categoria superiore e la scelta, per la prima volta in casa “Fiat”, di zincare integralmente la scocca.

La “Tipo” ebbe un’ottima accoglienza commerciale, raggiungendo e superando il milione di unità prodotte,  fermandosi poco sotto i due milioni (1.934.488). L’anno dopo la sua presentazione ottenne il premio “Auto dell’Anno 1989”.

La presentazione delle versioni “sportive” con testata a 16v benzina, nel 1988 la 1.8 e nel 1991 la 2.0 catalizzata, è degna di nota.

Nel 1993 arrivò un face lifting, che modificò vari particolari, tra i quali, i più evidenti, furono i gruppi ottici anteriori e la mascherina del radiatore di nuovo disegno. L’occasione servì per dotare la “Tipo” di nuovi accessori per la sicurezza passiva, come le sbarre antisfondamento nelle portiere, il volante collassabile, l’airbag guida e le cinture anteriori pretensionabili. Questi ultimi due accessori erano a richiesta sulla maggior parte delle versioni. Sempre in occasione di questo aggiornamento debuttò la versione 3 porte fino a quel momento assente dai listini.

Oggi, a più di 30 anni dal lancio, la “Tipo” resta uno dei modelli più importanti nella storia degli ultimi decenni del Gruppo torinese, tanto che il suo nome è stato riutilizzato per battezzare una nuova vettura anche se totalmente

differente dalla sua antenata.

Commenti

commenti

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.