UNA SPERANZA PER L’UMANITA’: UN MONDO SENZA ARMI NUCLEARI
Redazione- Joe Biden ha firmato appena dopo il giuramento 17 ordini esecutivi per smantellare alcune decisioni prese dalla precedente amministrazione di Donald Trump e per affrontare in modo più deciso l’emergenza causata dal coronavirus. (1).Secondo il comunicato Ansa del 21 gennaio 2021 : “Diverse le materie interessate: dalla gestione della pandemia al clima, dall’immigrazione all’economia. Ha fermato il ritiro degli Usa dall’Organizzazione mondiale della sanità e scelto il dottor Fauci come capo della delegazione nazionale. Ha creato il ruolo del Coordinatore della risposta al Covid, che organizzerà la produzione e la distribuzione dei vaccini. A pochi mesi dall’uscita dall’accordo sul clima di Parigi, Biden ha iniziato il processo per reintegrare il Paese nel trattato. Ha fermato i lavori dell’oleodotto Keystone XL, già bloccati dall’ex presidente Barack Obama e ripresi da Trump. Ha rafforzato il programma a favore degli immigrati irregolari arrivati negli Stati Uniti da bambini insieme ai propri genitori. Ha cancellato il travel ban e chiesto al Dipartimento di Stato di proporre dei risarcimenti a chi è stato danneggiato dalle restrizioni. Ha fermato la costruzione del muro con il Messico. Ha revocato l’ordine esecutivo di Trump che limitava la possibilità delle agenzie federali, delle aziende che vi collaborano e di altre istituzioni di tenere corsi sulla diversità e sull’inclusione. Ha chiesto la formazione di un’agenzia che si occupi di combattere il razzismo all’interno delle organizzazioni federali. Ha esteso una sospensione degli sfratti in seguito alla crisi da coronavirus e sospeso il pagamento del debito universitario federale almeno fino a settembre 2021. Ha stabilito delle regole etiche che dovranno seguire quelli che lavorano nella sua amministrazione.”Ma tra i provvedimenti che Joe Biden dovrebbe ancora adottare ( ma solo nel mese di febbraio a detta del suo staff se ne occuperà ) c’è la necessità di rispettare e far rispettare il Trattato ONU di non proliferazione delle armi nucleari entrato in vigore proprio il 21 gennaio 2021 ritornando al multilateralismo .Gli Stati Uniti non sono gli unici ad avere “la bomba”. Nel club atomico ci sono anche Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, Pakistan, India, Israele e Corea del Nord, per un totale di 13.410 testate sparse per il pianeta. A cercare di impedire che siano sparate le une contro le altre, finora è stata la dottrina della deterrenza, ovvero la minaccia della distruzione reciproca. Un simile equilibrio risulta evidentemente precario. Opinione condivisa da 122 nazioni che il 7 luglio 2017, all’Assemblea generale Onu, hanno messo fuori legge gli ordigni nucleari.Nell’udienza generale di mercoledì 20 gennaio 2021 Jorge Mario Bergoglio ha detto : “ . «L’uso dell’energia atomica per fini di guerra è, oggi più che mai, un crimine, non solo contro l’uomo e la sua dignità, ma contro ogni possibilità di futuro nella nostra casa comune».Confermando quanto aveva detto il 24 novembre 2019 al Memoriale della pace di Hiroshima e ribabito nella Enciclica Fratelli tutti : l’«eliminazione totale delle armi nucleari diventa sia una sfida sia un imperativo morale e umanitario .La Santa Sede sia stata il primo Stato a sottoscrivere il bando Onu. E la sua moral suasion ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sull’urgenza di un «disarmo integrale». Costruito grazie a un lavoro di concerto globale.Ma per ricordare quello aspetta Joe Biden va detto che Il 5 febbraio scade il New Start, firmato il 10 aprile 2010 dagli allora leader di Russia e Stati Uniti, Dmitrij Medvedev e Barack Obama. Il trattato, che limita a 1.550 le testate e a 700 i missili dispiegati, costituisce la pietra miliare di cinque decenni di politica di non proliferazione degli armamenti nucleari tra Mosca e Washington.Si legge su Avvenire il 21 gennaio 2021 a firma di Lucia Capuzzi : “ Dopo un lungo braccio di ferro, gli Usa di Trump erano intenzionati a non rinnovare l’accordo. Linea che Biden ha più volte detto di voler ribaltare. E la Russia, ieri, ancora prima del giuramento, ha aperto alla possibilità di accogliere tali sforzi. «Sapete che la Russia e il presidente russo hanno più volte difeso la conservazione di questo documento», ha dichiarato il portavoce, Dmitrij Peskov. Sulla necessità di mantenere in vita il New Start, anche come punto di ripartenza delle relazioni russo- statunitensi, si è pronunciato Mikhail Gorbaciov. «È necessario ricominciare da qualche parte e fare qualcosa per normalizzare le relazioni fra Russia e Stati Uniti», ha detto l’ultimo presidente dell’Unione Sovietica e premio Nobel per la Pace. Sul New Start, i vescovi Usa hanno rivolto, sabato, un appello a Biden, chiedendogli di fare «dei negoziati per il disarmo nucleare una priorità assoluta». Un nuovo corso con il Cremlino, tuttavia, è solo uno dei molti dossier spinosi sul tavolo dell’Amministrazione entrante. A cominciare dall’Iran.”C’è poi anche la questione di Israele .Desmond Tutu su The Guardian del 31 dicembre 2020 scrive : “Al momento del loro insediamento, le ultime quattro amministrazioni USA hanno seguito un rituale iniquo. Si sono tutte dichiarate d’accordo a disattendere la legge americana firmando missive segrete e stipulando così che non ammetteranno qualcosa che tutti sanno: che Israele ha un arsenale di armi nucleari. (…)Israele infatti è uno di questi Stati. Ci sono prove schiaccianti che negli anni ’70 si offrì di vendere armi nucleari al regime di apartheid in Sudafrica e che condusse persino congiuntamente un test nucleare. Il governo USA ha tentato di occultare questi fatti. Inoltre [Israele] non ha mai firmato il trattato di non-proliferazione nucleare. Eppure gli USA e i governi israeliani hanno promosso l’invasione dell’Iraq sulla base di menzogne future esplosioni nucleari. Mordechai Vanunu, un tecnico nucleare israeliano che ha fatto la spia, ha detto: le armi nucleari non erano in Iraq, sono in Israele.”Il problema della proliferazioni delle armi nucleari è un problema decisivo per la sorte del nostro pianeta ma qualcosa si sta muovendo proprio con l’adozione da parte del 50 stato del Trattato Onu sulle armi nucleari che pemette la sua entrata in funzione dal 22 gennaio 2021. .Il trattato sulla proibizione delle armi nucleari entra in vigore dopo la ratifica di 50 paesi, la soglia minima richiesta. Il trattato, adottato da una conferenza delle nazioni unite il 7 luglio 2017, è il primo accordo legalmente vincolante che vieta lo sviluppo, i test, la produzione, l’immagazzinamento, il trasferimento, l’uso e la minaccia delle armi nucleari. Il 50/mo stato a ratificare l’accordo è stato l’Honduras, consentendo che il trattato ora entri in vigore dopo 90 giorni, come ha riferito un dirigente dell’Onu. “Oggi è una vittoria per l’umanità e una promessa per un futuro più sicuro”, ha commentato Peter Maurer, presidente della Commissione Internazionale della Croce Rossa. Nessuna potenza nucleare l’ha firmato, e solo 6 dei 49 stati europei hanno approvato e ratificato il trattato: Austria, Irlanda, Malta, San Marino Liechtenstein e lo Stato del Vaticano. L’Italia non ha firmato né ratificato il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari. Non ha partecipato alla negoziazione del trattato alle Nazioni Unite a New York nel 2017 e quindi non ha votato sulla sua adozione. L’Italia è attualmente uno dei cinque stati europei che ospitano testate nucleari statunitensi nell’ambito di accordi NATO. Si tratta di circa 40 bombe nucleari B61 presso la basi aeree di Aviano e di Ghedi. Nel 2019 l’Italia ha votato contro una risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che invitava ad aderire al trattato. (2).Raggiunte negli ultimi giorni le 50 ratifiche grazie ad Honduras, Giamaica e Nauru: il Trattato rende illegale per i paesi che lo firmano permettere qualsiasi violazione nella loro giurisdizione e rafforza la posizione internazionale contro le armi nucleari perché si tratta del primo strumento legale che le vieta esplicitamente.Il TPNW ( Trattato di Proibizione delle armi nucleari ) è entrato in vigore il 22 gennaio 2021 e impedirà specificamente l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, il trasferimento, la ricezione, la minaccia di usare, lo stazionamento, l’installazione o il dispiegamento di armi nucleari.Il Trattato rappresenta la prima legge internazionale vincolante, per chi ha firmato e ratificato, contro questi sistemi d’arma. La Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica (membri italiani della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) hanno espresso la loro soddisfazione per i risultati raggiunti anche grazie allo sforzo della società civile italiana e internazionale e si impegneranno fin da subito affinché il numero degli Stati aderenti al Trattato possa aumentare, a partire dall’Italia. “Parafrasando Beatrice Fihn (direttrice esecutiva di ICAN, la Campagna per il Trattato che ha ricevuto il premio Nobel per la Pace nel 2017) si può certamente dire che il nostro lavoro non è finito – aggiunge Daniele Santi, presidente di Senzatomica – La nostra campagna si impegnerà ancora di più al fianco di ICAN e di RIPD per far crescere ulteriormente la rete di solidarietà di azioni che, con i giovani in prima linea, incoraggi l’Italia a stare dalla parte giusta della storia. A tal fine è in cantiere una versione aggiornata della nostra mostra che speriamo possa essere inaugurata nel 2021”.Va ricordato infatti che in Italia sono depositate nelle basi di Ghedi e di Aviano 50 testate nucleari statunitensi .Il nuovo TNP (Articolo VI) richiama l’attenzaione sui principi del disarmo mai realizzati e mai completamente realizzati. Occorre che gli ordigni atomici vengano messi fuori legge e non si proceda ad ammodernare gli arsenali nucleari.Nell’ultimo sondaggio a metà del 2019 il 70% dei cittadini italiani si è detto favorevole all’adesione al Trattato TPNW (con solo il 16% contrario) mentre il 60% ritiene che si dovrebbero eliminare dal nostro territorio le testate nucleari statunitensi (solamente il 21% concorda con il mantenerle in Italia).L’associazione Senzatomica definisce così i punti chiave di questo risultato storico : “Anche gli Stati che si sono rifiutati di aderire al TPNW saranno coinvolti dalla sua entrata in vigore.I precedenti trattati di disarmo hanno portato a un cambiamento di comportamento anche nei Paesi che si sono rifiutati di aderire.C’è una nuova realtà nel disarmo internazionale, ed è un mondo dove le armi nucleari sono vietate. Decenni di attivismo hanno raggiunto quello che molti dicevano fosse impossibile: le armi nucleari sono vietate. La democrazia ha trionfato, la stragrande maggioranza delle persone nel mondo sostiene il TPNW. Ora aderiranno altri Stati, come è successo con l’entrata in vigore di ogni altro Trattato di questo tipo. “ (…) Il Trattato TPNW proibisce specificamente l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, il possesso, l’immagazzinamento, il trasferimento, la ricezione, la minaccia di usare, lo stazionamento, l’installazione o il dispiegamento di armi nucleari. Il Trattato rende illegale per i paesi che lo firmano permettere qualsiasi violazione nella loro giurisdizione o assistere, incoraggiare o indurre qualcuno ad impegnarsi in una di queste attività. Il Trattato rafforza la norma contro le armi nucleari come primo strumento legale per vietarle. (3).Già dal 2017 in Italia è stata promossa la mobilitazione “Italia, ripensaci” che punta a far cambiare idea a Governo e politica italiani finora rimasti al fuori, per scelta, da questo percorso di disarmo nucleare. La Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica ritengono «che l’Italia dovrebbe liberarsi dalle pressioni ed indicazioni provenienti dalla Nato e dagli Stati Uniti, che mirano a tenerla sotto il loro ombrello nucleare. Va ricordato infatti che nel nostro Paese sono presenti circa 50 testate nucleari statunitensi (nelle basi di Ghedi ed Aviano)». (4).Afferma ancora l’associazione Senzatomica “Gli ultimi decenni insegnano che con l’entrata in vigore di altri Trattati di proibizione di armamenti la produzione di armi vietate tra gli Stati che ne fanno parte e gli Stati che non ne fanno parte è praticamente cessata. Ad esempio aziende statunitensi che producono munizioni a grappolo negli Stati Uniti hanno cessato la produzione da quando è entrato in vigore, nonostante gli Stati Uniti non ne siano parte.Lo stesso avviene per quanto riguarda uso e trasferimento: dopo l’entrata in vigore del Trattato sulle mine anti-persona i circa 34 Stati che hanno esportato mine terrestri hanno cessato tutti i trasferimenti (nonostante non abbiano aderito al Trattato). Gli Stati Uniti hanno modificato la loro posizione sulle mine terrestri e sulle munizioni a grappolo dopo l’entrata in vigore di questi trattati.L’entrata in vigore di precedenti divieti su specifiche armi (ad esempio per quanto riguarda le mine anti- persona o le munizioni a grappolo) ha portato a cambiamenti concreti ed evidente anche nella produzione, nelle politiche di utilizzo e nel trasferimento di queste armi anche nell’ambito di Stati non partecipanti a tali norme internazionali. Ciò avverrà anche per il TPNW inquinato alcune aziende hanno già iniziato ad adeguarsi a questo nuovo panorama giuridico.”(5).Joe Biden dovrebbe prendere in considerazione con l’entrata in vigore del Trattato un aspetto importante della politica di assistenza ad Israele ma anche a tutti i paesi che si trovano nelle stesse condizioni di Israele.Ma anche i maggiori istituti finanziari mondiali dovrebbero tener conto di quanto indica il Trattato . Infatti poiché l’assistenza è proibita dal Trattato, per molti Stati ciò significherà come in altri casi che il finanziamento o l’investimento nella produzione di armi nucleari venga considerato una violazione. Gli istituti finanziari spesso scelgono di non investire in “attività su armi controverse”, che sono tipicamente armi proibite dal diritto internazionale. L’entrata in vigore del TPNW colloca chiaramente le armi nucleari in questa categoria e probabilmente innescherà ulteriori disinvestimenti. Inoltre, gli Stati parte possono impartire direttive alle istituzioni finanziarie sotto la loro giurisdizione per la cessione da parte di società che producono l’arma proibita in Stati non parte. In previsione dell’entrata in vigore del TPNW, alcune istituzioni finanziarie, tra cui ABP, uno dei cinque maggiori fondi pensione del mondo, hanno già deciso di non investire più in produttori di armi nucleari.C’è un percorso verso un mondo libero dalle armi nucleari. E’l’entrata in vigore del Trattato di Proibizione delle armi nucleari : una pietra miliare di un lungo cammino ancora da fare .
(1) (CNN)President Joe Biden is finalizing 17 executive moves just hours after his inauguration Wednesday, moving faster and more aggressively to dismantle his predecessor’s legacy than any other modern president.
Biden is signing a flurry of executive orders, memorandums and directives to agencies, his first steps to address the coronavirus pandemic and undo some of former President Donald Trump’s signature policies.
“There’s no time to start like today,” Biden told reporters in the Oval Office as he began signing a stack of orders and memoranda. “I’m going to start by keeping the promises I made to the American people.”
With the stroke of a pen, Biden has halted funding for the construction of Trump’s border wall, reversed his travel ban targeting largely Muslim countries and embraced progressive policies on the environment and diversity that Trump spent four years blocking.
https://edition.cnn.com/2021/01/20/politics/executive-actions-biden/index.html
3) Per ulteriori informazioni sulle implicazioni legali, leggere il documento informativo di ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons).che inizia così .” «A tutti i 50 stati partiti del trattato finora: siete dalla parte giusta della storia e vi plaudiamo per aver affrontato gli stati nucleari e aver portato per sempre la strada verso un mondo libero da queste terrificanti armi», scive ICAN sulla sua pagina. «Naturalmente ci congratuliamo e ringraziamo ognuno di voi che ha contribuito a far accadere questo momento. Questo è un traguardo incredibile per il nostro movimento e siamo incredibilmente orgogliosi di ciò che tutti abbiamo raggiunto insieme! E no, questo non significa che il lavoro sia terminato. Lontano da questo. Ci saranno molto da fare fino all’entrata in vigore del trattato, e dopo. Ma oggi celebriamo questo momento speciale, celebriamo i leader che ce l’hanno fatta, e iniziamo il conto alla rovescia per i 90 giorni!».
(6) Senzatomica: ufficiostampa@senzatomica.it +39 338 6167247 Rete Italiana Pace e Disarmo: Segreteria Nazionale c/o Casa per la Nonviolenza, via Spagna 8 – Verona; per contatti mail: media@retepacedisarmo.org; segreteria@retepacedisarmo.org; campagne@retepacedisarmo.org ; per contatti telefonici: 045/8009803 (Segreteria); 328/3399267 (Francesco Vignarca – coordinatore Campagne)
