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IL PARADOSSO DELL’IGNORANZA O EFFETTO DUNNING-KRUGER-PROF.RE ANTONIO LERA

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Redazione-L’Effetto Dunning-Kruger sta nel paradosso dell’ignoranza che è perfettamente descritto dal detto popolare “chi sa di meno suppone di sapere di più” ed è determinato da una distorsione cognitiva, che porta il soggetto a far sovrastimare le sue abilità. Di fatto, spesso alla scarsa istruzione di alcuni soggetti corrisponde una scarsa flessibilità mentale ed entrambe poi determinano una vera e propria sovrastima delle competenze dei soggetti stessi.Il fenomeno descritto dagli psicologi Dunning e Kruger si riferisce ad una distorsione cognitiva che determina negli individui poco esperti in un dato campo della conoscenza, una sopravvalutazione delle proprie abilità, che spesso, fa apparire gli individui che la mettono in pratica estremamente presuntuosi. Al contrario, chi possiede un bagaglio culturale più ampio sembra apparire, in ultima analisi, molto più insicuro di chi non lo possiede. Secondo i due psicologi in rapporto ad una certa competenza, le persone meno esperte tendono a sovrastimare il proprio livello di abilità, ed a non rendersi conto delle effettive capacità degli altri, della propria inadeguatezza e/o della mancanza in seguito ad un “addestramento” per l’attività in questione. Le radici della riflessione dei due studiosi si possono fare risalire ad alcune considerazioni:  Darwin afferma che l’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza,  Shakespeare, sostiene che il saggio sa di essere stupido ed è lo stupido che crede di essere saggio ed infine Socrate che l’uomo sa di non sapere. L’uomo saggio ha la consapevolezza di non poter giungere ad una conoscenza definitiva ed addentrandosi nei meandri del sapere si rende conto della sua complessità, rispetto a chi non vi s’avventura.

Dunning e Kruger alla Cornell University, hanno sperimentato ed esaminato le autovalutazioni che alcuni soggetti fornivano in rapporto alle capacità di ragionamento logico, grammaticale umoristico, fornendo feedback dei risultati ottenuti e riscontrando stime corrette e sottovalutazione delle competenza personali da parte dei soggetti competenti e di contro sistematiche sovrastime dai meno competenti che comunque ricevendo nozioni di relative competenze riguardo ambiti in cui avevano mostrato deficit, divengono più realistici nella valutazione delle proprie competenze. Ames e Kammrath, hanno aggiunto a ciò la variabile della percezione della propria sensibilità ed Infine Sgobba, la riflessione critica in merito all’utilità stessa dell’ignoranza, precisando che essa non risiede ne nella sfera del bene ne in quella del male. E se l’ignoranza può condurre all’errore, può essere anche uno stimolo fondamentale che ci spinge ad imparare sempre qualcosa di nuovo, utile anche alla convivenza sociale, alla giustificazione morale ed in ultima analisi, può anche non essere necessariamente utile ma solo innocua. La figura elevata di Socrate testimonia il paradosso dell’ignoranza, mentre dichiara apertamente la propria ignoranza e da allora viene considerato saggio e sapiente, lo stesso paradosso che determiniamo al contrario quando crediamo di sapere e cosi definiamo con certezza la nostra ignoranza o incompletezza di competenze, attraverso quella distorsione cognitiva che alimenta i dubbi sulla nostra stessa esistenza e su tutto ciò che ci circonda, non rendendoci comunque

oggettivi nei confronti delle nostre reali capacità.

 

 

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